Ebbene sì, questa prima edizione di
X Factor l'ho decisamente snobbata, sbirciando soltanto qualche spezzone qua e là... quel tanto che è bastato per scoprire che
Silvia Aprile, una delle più belle voci in gara, era stata eliminata con l'incredibile motivazione che «
ha abbastanza talento per potercela fare da sola». Però, dopo aver letto in Rete commenti entusiastici sul talent-reality show di Raidue, non potevo perdermi almeno la finalissima, andata in onda ieri sera. Ovviamente, essendomi persa quasi tutte le puntate precedenti (tranne
una), non ho avuto modo di valutare i progressi fatti dai concorrenti né le dinamiche tra loro, i giurati e i cosiddetti
vocal coach (ché chiamarli "insegnanti di canto" era troppo
out!

). Una cosa è certa: a mio parere lo show trarrebbe beneficio da una durata più breve, con meno chiacchiere spesso inutili e un po' più di musica. Ieri sera i concorrenti hanno cantato in tutto undici brani, cinque dei quali (quelli non inediti) in versione ridotta, per una durata complessiva di una quarantina di minuti... e allora come mai la trasmissione è finita a mezzanotte passata?
Tony Maiello non ha superato la prima manche; siccome ero al telefono mentre lui cantava il suo inedito, non ho potuto ascoltarlo.

Avrò gusti musicali irrimediabilmente mainstream, ma fin dal primo ascolto ho tifato senza esitazioni per
Emanuele Dabbono (anche se non a tal punto da televotarlo, sorry...). Forse non sarà ricco del fattore X, cioè di «
quel talento speciale che trasforma una persona comune in una star», ma tra i finalisti era forse l'unico del quale mi interesserebbe ascoltare l'album: ha carattere, e il suo inedito lo trovo abbastanza orecchiabile.

Non mi è piaciuta invece
Giusy Ferreri: ha una gran voce, mica lo nego, ma uno stile un tantino ripetitivo e pure... oserei definirlo antipatico, ecco! Eppure il suo inedito firmato da
Tiziano Ferro, nonostante un testo tutt'altro che memorabile fin dal titolo (
Non ti scordar mai di me), ha un motivetto che mi è entrato in testa già al secondo ascolto e non ne è ancora uscito.

La vittoria degli
Aram Quartet in fin dei conti è stata meritatissima: hanno talento da vendere, anche se ho qualche perplessità sulla scelta delle cover e soprattutto sull'inedito, intitolato
Chi (Who), nel quale si riconosce chiaramente lo "zampone" dell'autore
Morgan.

Mi sono schierata dalla parte di quest'ultimo quando stava per accapigliarsi con la
Ventura: non discuto il diritto di lei a vedere rispettata la propria opinione, ma... ecco, ho l'impressione che lei di musica ne capisca ancora meno di me, il che è tutto dire! Forse si è autonominata membro della giuria per rappresentare l'acquirente di dischi medio...?

Non avrei mai immaginato di dire quello che sto per dire, ma... suvvia,
dj Francesco (preferisco chiamarlo così) non è poi il figlio di papà meno talentuoso che sia mai finito nello showbiz! Di qui a definirlo una rivelazione, come qualcuno ha tentato di fare, ce ne corre, comunque...