Nei giorni scorsi i telegiornali Rai hanno parlato parecchio di una novità rivoluzionaria riguardante l'azienda di Viale Mazzini: l'esordio di Livio Beshir, il primo annunciatore maschio della televisione italiana, che per giunta ha la pelle nera (secondo Lord Lucas di Tvblog è questa l'unica espressione politicamente corretta... e io che pensavo che «di colore» si potesse dire, bah!
). L'assunzione del giovane è il frutto di una richiesta inoltrata dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna al direttore generale della Rai, per far rispettare appunto le pari opportunità tra sessi in ogni concorso dell'azienda radiotelevisiva pubblica. Ma, se posso permettermi di azzardare una congettura, io non escluderei affatto che la vera motivazione dietro la scelta di Livio, nato 32 anni fa in provincia di Frosinone da mamma italiana e papà egiziano con cittadinanza americana, sia stata la sua origine etnica. Sarà un caso che il ragazzo lavori per Raidue, che fra le tre reti Rai è quella più vicina alla Lega Nord? Chissà, forse i leghisti speravano che la scelta di un volto di origine africana sviasse da loro le accuse di razzismo. Beh, se davvero fosse così... secondo me, dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza, per rifarsi un'immagine ci vuole ben altro che non "accettare" una persona che, in fin dei conti, è italiana quanto me. E poi, con un curriculum comprendente una laurea in scienze della comunicazione, Erasmus alla Sorbona, studi di recitazione, teatro e pubblicità, probabilmente questo giovanotto potrebbe aspirare come minimo alla conduzione: altro che «signorino buonasera» (mansione per la quale a mio modesto parere non ha il physique du rôle, ossia un viso dalla bellezza fuori dal comune). Per quanto lo riguarda, Livio assicura di non considerare il suo un ruolo riduttivo... però lascia chiaramente intendere che fare l'annunciatore, o «testimonial di rete» che dir si voglia, non è mai stata la sua massima aspirazione.(La foto è tratta da Master viaggi online)
scritto da gwendalyne alle ore 20:12 | permalink | commenti (4)
categoria: politica, televisione
Commenti

categoria: politica, televisione

