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lunedì, 28 settembre 2009
Oggi Google commemora l'anniversario della nascita del filosofo cinese Confucio, avvenuta il 28 settembre del 551 a.C. (sbaglio oppure, secoli prima della nascita di Cristo, i mesi non erano ancora in uso?). Colgo l'occasione per proporti una mia personale antologia di citazioni pubblicate su Wikiquote. Buona meditazione!
Colui che desidera assicurare il bene di altri si è già assicurato il proprio.
Sapere ciò che è giusto e non farlo è la peggiore vigliaccheria.
Niente è più visibile di ciò che è nascosto.
Non conta il colore del gatto, conta che acchiappi il topo.
Non importa quanto vai piano, l'importante è che non ti fermi.
Per conoscere la strada che hai di fronte, chiedi a chi è sulla via del ritorno.
Quando il temperamento originario prevale sulla cultura si è rozzi; quando la cultura prevale sul temperamento originario si è pedanti. Quando cultura e temperamento si equilibrano, allora si è superiori.
Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare, costui è un imbecille.
Se non si sa cos'è la vita, come si può sapere cos'è la morte?
Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.
Si avrà ben poco da dire su di un uomo che chiede molto a se stesso e poco agli altri.
La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci sempre dopo una caduta.
Non è grave se gli uomini non ti conoscono, è grave se tu non li conosci.
Studiare senza riflettere è vano; riflettere senza studiare è pericoloso.
Ti insegnerò che cos'è la sapienza: riconosci di sapere quel che sai e di non sapere quello che non sai. Questa è la sapienza.
L'uomo superiore è cauto nel parlare e pronto nell'azione.
L'uomo superiore è in pace con se stesso, l'uomo dappoco è sempre agitato.
L'uomo superiore è sicuro di sé senza essere arrogante; l'uomo dappoco è arrogante ma insicuro.
Quel che cerca l'uomo superiore è in lui stesso; quel che cerca l'uomo dappoco è negli altri.
Chi non cambia è solo il saggio più elevato o lo sciocco più ignorante.
scritto da gwendalyne alle ore 19:48 | permalink | commenti (5)
categoria: citazioni, internet
giovedì, 03 settembre 2009
Stavo meditando sulla sensazione di profonda solitudine che spesso mi accompagna... quando la mente, seguendo uno dei suoi tipici imprevedibili percorsi, mi ha restituito il ricordo di una poesia di John Donne che in effetti non ha un legame particolarmente stretto con il mio stato d'animo. A dire il vero non si tratta neanche di una poesia, bensì di un brano tratto dalla Meditazione XVII che ha ispirato fra l'altro il titolo di un celebre romanzo di Hemingway. Eccone il testo in inglese elisabettiano...
No man is an Iland,
intire of it selfe;
every man is a peece of the Continent,
a part of the maine;
if a Clod bee washed away by the Sea,
Europe is the lesse,
as well as if a Promontorie were,
as well as if a Mannor of thy friends
or of thine own were;
any mans death diminishes me,
because I am involved in Mankinde;
And therefore never send to know
for whom the bell tolls;
It tolls for thee.
... la versione "moderna"...
No man is an island,
entire of itself;
every man is a piece of the continent,
a part of the main;
if a clod be washed away by the sea,
Europe is the less,
as well as if a promontory were,
as well as if a manor of thy friends
or of thine own were;
any man's death diminishes me,
because I am involved in mankind;
and therefore never send to know
for whom the bell tolls;
it tolls for thee.
... e la traduzione in italiano:
Nessun uomo è un'isola,
completo in sé stesso;

ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l'Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell'umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
suona per te.
Se mi è venuta l'idea di citare queste righe, è perché mi sembrano un valido spunto per riflessioni importanti e decisamente attuali...
scritto da gwendalyne alle ore 18:02 | permalink | commenti
categoria: citazioni
giovedì, 23 luglio 2009
Era questo che volevi arritrovare? si spiò mentre percorreva l'autostrata Enna-Catania a passo d'omo, facenno nesciri pazzi tutti i disgraziati automobilisti che stavano percorrenno la stissa strata sò. Pensi che taliare quei monti a distanza, respirari quell'aria a distanza, possano ridarti l'ingenuità, il candore, l'entusiasmo dei tuoi primi anni in polizia? Ma via, cerca d'essiri serio, commissario, fatti pirsuaso che quello che hai perso è perso per sempri. Accelerò di colpo, si lassò il paesaggio alle spalle. La Catania-Messina non era troppo traficata, tanto che s'attrovò a 'mbarcarsi supra al traghetto che era mezzojorno e mezza. Da Vigàta a Messina, dato che era partuto alle setti, ci aviva messo cinco ore e mezza. Uno come Fazio, guidanno normalmenti, ci avrebbi 'mpiegato dù ore di meno. Appena il ferribotto, passata la statua della Madonna che dallo stremo del porto agurava a tutti filicità e salute, accomenzò a ballari pirchì c'era tanticchia di mari, a Montalbano l'ariata salina gli fici smorcare un pititto bestiale. La sira avanti non aviva potuto mangiari nenti. Acchianò di cursa 'na scaliceddra che portava al bar. Supra al bancone c'era 'na muntagneddra di arancini càvudi càvudi. Ne accattò dù alla cassa e niscì supra il ponte a mangiarisilli. Attaccò il primo, con un muzzicuni lo ridusse alla mità e di questa mità ne agliuttì 'na bona quantità. Di subito si rese conto del grave errore. Come facivano a chiamare arancini quelle palle di riso fritto in un oglio centenario che assimigliavano a supplì fatti e cotti da un cuoco in preda a violente allucinazioni? E quant'era acitisco il suco di carni! Sputò in mari il resto dell'arancino che aviva ancora nella vucca e fici fari la stissa fine all'arancino 'ntero e a quello mangiato a mità. Tornò al bar, si vippi una birra per livarisi il sapore tinto dalla vucca. Mentre stava facenno scinniri la machina dal ferribotto, quel tanticchia d'arancino fituso e la birra gli acchianarono di colpo nel cannarozzo. Il bruciore dell'acidità fu tali che, senza manco rendersene conto, sterzò. E s'attrovò supra alla passerella completamente di traverso, con il muso della machina verso il mari.
Andrea Camilleri, Il campo del vasaio, Sellerio, pag. 204
Perché questa citazione? Beh, per introdurre il reportage gastronomico (uh, che parole grosse! ) del mio viaggio in Sicilia di due mesi fa; meglio tardi che mai, visto che fra due giorni riparto per le agognate vacanze...
Ebbene sì, nel corso del viaggio di andata verso la Sicilia ho voluto provare uno di questi famosi arancini di riso serviti sul traghetto Villa San Giovanni-Messina. Suvvia, non era poi così male, sicuramente migliore di come lo descrive il Sommo... anche se ho notato che aveva più o meno lo stesso peso specifico del marmo!  Decisamente più buono, comunque, l'arancino che ho gustato la sera prima di partire, assieme ad altre prelibatezze come la focaccia, le mozzarelle in carrozza e i pitoni: se capiti a Messina, ti consiglio vivamente di fare un salto nella Rosticceria Famulari.
Un'altra specialità locale che ho avuto modo di assaggiare sono le braciole messinesi: anche se il nome può trarre in inganno, si tratta di gustosissimi involtini preparati con carne di manzo particolarmente tenera e sottile.
Sul fronte dei dolciumi... beh, rimpiango solo di aver esercitato più del dovuto la mia forza di volontà, resistendo fin troppo alle favolose ghiottonerie che vedevo esposte in pasticceria (cioccolata a profusione!). Ho comunque voluto provare la brioche con granita al caffè ricoperta di panna: essendo abituata al classico cappuccino fumante, ero un po' scettica sul fatto di iniziare la giornata con qualcosa di freddo... ma mi sono subito dovuta ricredere. È eccezionale la sinfonia di sapori che si sprigiona inzuppando la brioche "col tuppo" nella granita!  Così come Samuele Bersani cantava di un «progetto di esportare la piadina romagnola», io ho persino accarezzato per qualche secondo il sogno di aprire una graniteria a Pescara (sperando che non facesse la stessa fine della pinoleria "del zio" di Pieraccioni ne Il pesce innamorato! ). Come dici, che ormai la granita (che non è un sinonimo di grattachecca, l'ho appena scoperto) si trova dappertutto? Sì, ma non è mica la "vera" granita siciliana... con buona pace del signor Granigel!
Una curiosità: i primi due giorni vedevo dappertutto insegne con la scritta Pasticceria Panaria... e pensavo «Ah però, questo signor Panaria ha messo su una gran bella catena di negozi!». Soltanto dopo ho realizzato che panario è un aggettivo...
Sul pesce che ho gustato a Messina e dintorni non ho molto da dire, se non che era all'altezza delle mie aspettative. In questa circostanza ho scoperto un nuovo termine ittico: franceschini, che sarebbero dei piccoli calamaretti. Io li ho mangiati fritti... ma a quanto pare sono ottimi anche come condimento per gli spaghetti.
scritto da gwendalyne alle ore 19:04 | permalink | commenti
categoria: citazioni, viaggi, libri, mangiare e bere
martedì, 21 luglio 2009
Saprai sicuramente che oggi ricorre il quarantesimo anniversario del primo sbarco sulla Luna... a meno che tu non abbia trascorso gli ultimi giorni sull'unico satellite naturale del nostro pianeta, appunto! Purtroppo la "festeggiata" per l'occasione non ci sta affatto degnando del suo massimo splendore, visto che si approssima la fase di luna nuova.
Ho pensato di commemorare l'evento in maniera sui generis, postando gli ultimi versi del Canto notturno di un pastore errante dell'Asia di Giacomo Leopardi. È il canto che comincia così, «Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai/Silenziosa luna?», hai presente?
Forse s'avess'io l'ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all'altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
È funesto a chi nasce il dì natale.
E dopo questa iniezione di ottimismo, ti auguro la buona notte!
scritto da gwendalyne alle ore 00:01 | permalink | commenti (2)
categoria: citazioni, scienze
mercoledì, 20 maggio 2009
Oggi EstroVersa e Samuele hanno entrambi pubblicato un post per rievocare il giorno in cui si conobbero, esattamente tre anni fa. Dai loro racconti non ho avuto esattamente l'impressione di un colpo di fulmine... ma sta di fatto che il mese scorso lui si è trasferito in provincia di Cuneo per amore di lei. Colgo l'occasione per augurare loro tanta felicità!... e già che ci sono rispolvero dai miei archivi digitali un simpatico dizionario inglese-piemontese trovato chissà dove (non che lui ne abbia bisogno... mentre devo ammettere che io non l'ho neppure letto fino in fondo, perché mi risultava abbastanza oscuro! ).
Inglese-Piemontese
A
A bike = Ora guardo
A new lot = Tipo di pasta ripiena
A steam = All'incirca, approssimativamente
An both = L'una
At sent = Ti ascolto (Egli ti ascolta)
B
Back = Il becco (idiom. Sarah's back! = Taci, una buona volta!)
Bay = Belli, di gradevole aspetto
Be-cell = Bicchiere
Been = Bene
Bike-a = Guarda
Bike-a-been = Guarda con attenzione
Bike-a-lee = Guarda lì
Bike-a-sea = Guarda qui
Board = Bordo, margine
Book = Foro, orifizio
Book indoor = Boccuccia d'oro (vezz.)
Boot-a-lean = Botticella (fig. Persona rotondetta e di bassa statura)
Brass = Braccio
Brass-a-let = Bracciale
Brick = Altura, picco inaccessibile
Broad = Brodo
Bruce = Formaggio fermentato piccante
Bus = Basso, piccolo
Bus in = Catino, mastello
But = Picchia! Percuoti!
But-easter = Battista (es. Me soon But-easter / Il mio nome è Battista)
C
Call = Collo (fig. Man a call / Aggressione fisica. Come palm man a call / lett. "Egli si comporta in modo manesco")
Can a got = Cane e gatto (fig. Soon can a got / Antipatia profonda e reciproca)
Can cell = Infisso metallico (dim. Can cell-in)
Can soon = Breve componimento musicale
Cake 'cause = Qualche cosa
Car = Costoso, caro
Car lean = Diminutivo di Carlo
Card = Cardo
Care-ask = Comune di Cherasco (CN)
Cartoon = Carro a trazione animale (fig. Veicolo in pessimo stato di manutenzione)
Cent = Ascolta (es. Cent see, Cent been, Cent so see)
Cheat = Piccolo (vezz. Figliolo). Been cheat / Molto piccolo
Chess = Ritirata, gabinetto
Choke = Diverbio (cfr. Call)
Christian door = Esclamazione di disappunto
Cigar-soon = Questi lavoranti (Cigar-soon soon fort / Questi lavoranti sono muscolosi)
Cigarette = Questi tacchi (Cigarette soon out-bus / Questi tacchi sono alti-bassi)
CNN = "Qui non c'è"
Come-in = Comignolo, canna fumaria, camino
Come pass moon = Passami quel mattone (cameratesco)
Come pass spoon soon = Passami quel punzone
Come-scooter = (pron. americana) Dia retta a me
Cool = Quello (Cool lee / Quello lì)
Cool hat = Colletto
Cow-lee-Moore = Comune di Cavallermaggiore (CN)
Cow-set = Pedalino (See cow-set soon bay / Questi calzini sono graziosi)
Cows = Pedata, calcio (singolare e plurale)
Cream-in-all = Delinquente, pericoloso malfattore
Crisp of house = Esclamazione di sorpresa e disappunto
Cue-arch = Coperchio
Cup = Superiore in via gerarchica
Cup-lean = Piccolo copricapo
Cut-in = Bacinella
D
Dance = Viscoso
Do rest = D'altra parte
Do set = Vino Dolcetto (Boone's do-set sea / È buono questo Dolcetto)
Dust = Astigiano
F
Fair = Ferro
Fall = Scemo, infermo di mente
Fans-out = Fai/Fare un salto (Fans-out been out, ecc.)
Fast-tree = lett. "Fa schifo"
Fee Dick = Fegato
Feel = Cordicella, filo
Feet = Pigione, affitto (An feet cream-in-all / Un canone esorbitante)
Few lean = Ragazzino
Flip = Filippo (dim. Flip-hot)
Fool-and-run = Zuzzerellone
Freak an do = Persona particolarmente ingenua
Freezer = (pron. Americana) briciola
G
Goes = Gas
Got in = (pron. Americana) Micetto
Got us = (pron. Americana) Gattaccio
Grease = Grigio, spento
Group = Nodo
H
Harry's pet = "Rispetto a..."
He corn = Le corna
He's too = Bestemmia
Hey pence = Ci penso
Home = Uomo
Human tell... = lett. "Li abbiamo nel..." (Human cell-let /Li abbiamo sul letto; Human tell grass / Li conserviamo nel grasso)
I
I = Aglio
I a seen = Calli
J
Jaw-an = Giovanni
Jew-an-hot = Giovanotto
K
Knees = Livido
L
Lay soon = Spartineve
Lean = Lino
Lean out = Eccone lì un altro
Lee moon = Limone (Soon car sea lee-moon / Questi limoni costano cari)
Let = Letto, giaciglio
Light = Latte
Look at = Luchetto
Lord = Alticcio, ubriaco
Love-trees = Lavatrice
Lover = Labbro
M
Mack = Soltanto (mack so see / soltanto questo)
Make-up = I miei superiori
Mars soon = Tisico, tubercolotico
May = Meglio
Me = Io
Me can't bean = Io canto bene
Me-clean = Diminutivo di Michele
Me cut = Io compero
Me soon = Io sono (Me soon out, Me soon Bell, Me soon fall, etc.)
Met he-cool-whose = Persona molto scrupolosa
Meet chop = Ti agguanto, ti acciuffo
Meet mass = Ora ti ammazzo
Men too = Il mento
Merry-a = Granoturco
Miss cup = Io taglio la corda
Miss pet = Io aspetto
Moon = Mattone
More fell = Secrezione nasale
Mouse = Mi alzo
Much-a-fair = Scarto di fonderia
Must-in = Cane da combattimento, mastino
N
Need = Nido
Noose = Noce (albero / frutto)
Noose-ale = Un uccello
Now = Nave
O
Out = Alto
P
P.set = Ricamo fatto a mano
P.soon = Persona incontinente, che non trattiene la minzione
P.toast = Piuttosto
Party = Andarsene
Pass tea soon = Persona confusionaria
Pass us talk = lett. "Porgimi quel pezzo"
Pat-a-truck = Grosso guaio, inconveniente
Peace = Orina
Peace a can = Fungo non commestibile
Peace thin = Persona pignola / permalosa
Pearcy = Pesca (frutto), il pesco
Penn-to = Pettine
Pet = Flatulenza
Phil = Filo, spago
Phil-at = Taglio pregiato di carne
Pick = Piccone
Pie-sun = Villico
Pin-bus = Più in basso (Pin out / più in alto)
Pin-hot = Diminutivo di Giuseppe (anche Pin in)
Pitch-you = Attributo maschile
Politic-hunt = Politicante
Pooh Daisy = Se potessi
Pooh lance = Pollenzo, Frazione del Comune di Bra (CN)
Pooh-last = Pollo
Pooh set = Caditoia, tombino
Pooh's-thin = Portalettere
Poor cell = Suino
Poor seen = Fungo commestibile pregiato
Poor tall = Portale, varco di una certa larghezza
Port-Hugh-all = Arancia (varietà di...)
Pump-east = Pane secco grattugiato
Pull moon = Organo respiratorio
Q
Queen touch = Tipica esclamazione piemontese
R
Ranch-in = Avaro, tirchio
Randy = Rendere (Soon-see a rendy's pooh-last / Sono venuti a restituire questo pollo)
Reeve at = Chiodo ribattuto
Reeve us = Scarpata, riva scoscesa (generalmente incolta)
Root = Rotto, fuori servizio
S
School = Malattia venerea
Scoop = Scopa
Scoop us = Scapaccione, schiaffo
Scratch = Sputo
Screen = Questo maiale
Sea-lance he = Quiete, silenzio
Sea-us = Setaccio
Seen Dick = Sindaco
Sense-a-sense = Del tutto privo di logica
Sense out = Certamente
Serve I = Selvatico (fig. bizzoso)
Set = Sette (numero)
Seven-me, twenty? = Se vengo io, vieni anche tu?
Seventy = Nel caso tu venga
Siamese = Questi amici
Since-cent = Cinquecento
Sir pant = Serpente
Sir vicious = Servizievole
So post = lett. "Il suo posto" (Come pass talk a so post / Metti a posto questo pezzo; Loom an cool post / Ce l'abbiamo in quel posto)
Soap = Zoppo, claudicante
Sold = Soldo, moneta (Since-cent sold)
Son = Questo
Soon lee = Sono lì (Soon sea / Sono qui)
South = Salto
South-he-soon = Salsiccione
Spirit-wall = Incorporeo, spirituale (An homespirit-wall: dicesi di persona di animo elevato)
Spirit-whose = Arguto, divertente
Spoon to-sea = Giunti a questo punto
Squeeze = Cigolare
Stack = Stuzzicante
Steel = Stile, eleganza
Steward-me = Questo lo guardo io
Stock = Questo pezzo
Sue lot = Cipolline (anche: Sue lean)
Sun-a-Tory = Ospedale cronicario
Sun Crown = Cavolo/i
Switch = Sveglio, veloce
T
Theeth say fall = Ma tu sei pazzo!
Ten = Prendi, agguanta
The cheese = Deciso, determinato
The steep sea = Di questo genere
These cows = Scalzo
Three fool-a = Tartufo
Tie = Taglio
Tie-a-ring = Tagliatelle
To let = Barattolino
To mean = Piccolo formaggio fresco
To rent = Torrente
To scan = Sigaro italiano
U
Us-us-in = Omicida, assassino
V
Van cool post = "Vai a quel paese!" (rafforzativo: Van cool post, oh pitch-you!)
W
Way, sent = lett. "Ehi, ascolta!"
Who-rend = Orrido, disgustoso. Ma anche lett. "Ciò è redditizio"
Who speed all = Ospedale
scritto da gwendalyne alle ore 20:03 | permalink | commenti (1)
categoria: citazioni, internet
sabato, 25 aprile 2009
Il testo che riporto qua sotto mi fu dato da leggere per la prima volta alle elementari, o alle medie... comunque quando ero davvero troppo piccola per comprenderne appieno il significato. Oggi, anniversario della Liberazione, mi è capitato di rileggerlo mentre navigavo, e così ho pensato di condividerlo con chi legge questo blog. Ma prima... ci vuole un po' di storia.
Albert Kesselring, che durante la Seconda Guerra Mondiale fu il comandante delle forze armate tedesche in Italia, a fine conflitto fu processato e condannato a morte per i numerosi eccidi che l'esercito nazista aveva perpetrato ai suoi ordini. Successivamente la condanna fu tramutata in ergastolo, ma egli venne rilasciato nel 1952 per ragioni di salute. Tornato libero, Kesselring sostenne di non essere affatto pentito delle atrocità commesse, ed anzi dichiarò che gli italiani, per il bene che a suo dire aveva fatto loro, avrebbero dovuto erigergli un monumento. Il testo che segue, riportato tra l'altro su una lapide "ad ignominia" esposta nel museo di Sant'Anna di Stazzema, fu scritto da Piero Calamandrei in risposta a tale affermazione di Kesselring, e in memoria del partigiano Duccio Galimberti.
Lo avrai,
camerata Kesselring,
il monumento che pretendi da noi italiani,
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio,
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità,
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono,
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d'ogni macigno,
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio,
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai,
morti e vivi collo stesso impegno,
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA.
scritto da gwendalyne alle ore 19:27 | permalink | commenti
categoria: citazioni
giovedì, 19 marzo 2009
L'altro giorno, al termine di chissà quale tortuoso percorso mentale, si è riaffacciato nella mia memoria qualche frammento di una bellissima poesia di Rudyard Kipling, intitolata If (Se). Così l'ho cercata in Rete, l'ho riletta... e mi riprometto di rileggerla ancora e ancora, soffermandomi su ogni singolo verso. Ho anche pensato di pubblicarla nel blog: eccoti la versione originale (nella traduzione italiana, per rispettosa che possa essere, vanno perduti se non altro aspetti come la metrica; comunque si può trovare anch'essa qui, a beneficio di tutti coloro che abbiano poca dimestichezza con l'inglese).

If you can keep you head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too;
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don't deal in lies,
Or being hated, don't give way to hating,
And yet don't look too good, not talk too wise:

If you can dream - and not make dreams your master;
If you can think - and not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same;
If you can bear to hear the truth you've spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build 'em up with worn-out tools:

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings,
And never breathe a word about your loss;
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: "hold on!"

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings - nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much;
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds' worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that's in it,
And - which is more - you'll be a Man, my son!

scritto da gwendalyne alle ore 23:07 | permalink | commenti (2)
categoria: citazioni
giovedì, 16 ottobre 2008
Secondo Andreotti «a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca». Ebbene, oggi ho sperimentato in prima persona la veridicità di tale modo di dire. Inutile specificare chi sia stata la "polla" della situazione...
Capito niente, vero? Beh, ho stabilito che era il caso di porre un limite al mio sfogo!
scritto da gwendalyne alle ore 21:26 | permalink | commenti
categoria: citazioni
venerdì, 18 gennaio 2008
Oggi sono stata in ospedale per una visita medica, e nella sala d'attesa c'era un televisore sintonizzato su Canale 5. Sono andati in onda uno di seguito all'altro Uomini e donne e Amici, due programmi che di solito evito accuratamente... e invece oggi mi è toccato sorbirmeli. Anche se non guardavo, il solo audio di sottofondo è stato sufficiente a smuovermi la nervatura La De Filippi, poi, non la reggo: non soltanto ha una voce gradevole come un graffio sulla lavagna, ma decisamente la sua idea di televisione non fa per me. L'unico aspetto positivo di Uomini e donne è la parodia che a Zelig ne fanno Claudio Bisio, Katia e Valeria, alias Claudiano, Katiana e Valeriana: i loro atteggiamenti sono troppo uguali a quelli dei tronisti e delle corteggiatrici del programma originale!
Concludo con una rielaborazione del brano Dieci ragazze di Lucio Battisti, tratta da Sempre cara mi fu quest'ernia al colon:
«Ho visto un uomo che moriva per amore,
ne ho visto un altro che più lacrime non ha;
devo smetterla di guardare i programmi della De Filippi
»
scritto da gwendalyne alle ore 21:05 | permalink | commenti (1)
categoria: citazioni, libri, televisione
domenica, 04 novembre 2007
Con questo post inauguro la nuova categoria delle citazioni, serie e meno serie, tratte da canzoni, libri, film, giornali, programmi televisivi, eccetera. Quella di oggi è un po' tosta, ma secondo me può far riflettere.
«Se credi che il diverso sia da cancellare, tu spera solo di non dover emigrare»
Litfiba, Africa (dall'album Lacio Drom)
Conoscevo il cd, ma questo verso non lo ricordavo; me lo ha riportato alla mente un commento di Mauro a questo post di Maxime.
scritto da gwendalyne alle ore 18:28 | permalink | commenti (1)
categoria: citazioni