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lunedì, 23 novembre 2009
Anche se manca più di un mese a Natale, non è mai troppo presto per dedicarsi alla scelta dei regali. In tempi di crisi, è più che mai opportuno andare a caccia di sconti, promozioni e offerte... e, se sei intenzionato ad effettuare i tuoi acquisti online, può esserti d'aiuto Commercio.com, il nuovissimo motore di ricerca per lo shopping 2.0, segnalatomi da Webing che ha realizzato il progetto. La novità rispetto a portali del genere è il forte carattere sociale, e l'idea di privilegiare il passaparola (o word of mouse, che non è un refuso) rispetto alle pubblicità tradizionali. Commercio.com non ricerca soltanto le migliori occasioni, ma esplora Twitter e FriendFeed per offrire suggerimenti e commenti sugli acquisti scritti da altri utenti, visualizzando le fotografie dei prodotti provenienti da Flickr. Per fare qualche esempio delle proposte disponibili, potrai trovare outlet italiani delle migliori marche, vacanze low cost, last minute, elettrodomestici, fotocamere, iPhone... in pochissimi click. Se lo provi, fammi sapere le tue impressioni!
La gioia di scoprire che hai scelto un dono gradito non ha eguali... ma anche ricevere un regalo che apprezzi veramente non dispiace di certo. Per togliere i tuoi amici e parenti (perlomeno, quelli almeno un po' informatizzati) dall'imbarazzo della scelta, ti consiglio il sito Lista dei Desideri, nato da un'idea dell'amico blogger Vincenzo. Una volta registrato, potrai compilare la tua personale lista delle cose che vorresti: qualcosa di molto simile alle liste nozze, ormai entrate nell'uso comune. Come fa Lista dei Desideri a scongiurare il rischio del famigerato "doppione"? Semplicemente dando modo ai tuoi parenti e amici registrati di prenotare i tuoi desideri. Chi lo vorrà potrà abbonarsi alla tua pagina tramite feed RSS e rimanere sempre aggiornato. Grazie a Lista dei Desideri, i tuoi amici e parenti non sbaglieranno più un regalo... ma la lista servirà anche a te, per non scordarti di dove avevi visto quell'oggetto che ti piaceva tanto, o semplicemente per sognare un po' a occhi aperti (dubito che gli utenti che hanno inserito come desiderio una vincita a WinForLife oppure una giornata di 30 ore pretendano davvero di venir esauditi! ). Puoi condividere i tuoi desideri con chi vuoi o mantenerli privati. Se nella lista di un altro utente trovi un desiderio che ti piace, puoi aggiungerlo alla tua lista semplicemente cliccando su «Lo voglio anch'io». A questo punto non ti resta che visitare il sito, per scoprirne in prima persona tutte le funzionalità.
Ah, a proposito... ti ricordi di quando ho parlato di Radiografie all'anima di hermansji .:.? Ebbene, se la mia recensione ti ha incuriosito, ti informo che fino al 10 dicembre potrai acquistare il libro su IBS con il 20% di sconto.
Buono shopping! (o buon shopping... come si dice?)
scritto da gwendalyne alle ore 17:57 | permalink | commenti (2)
categoria: libri, internet
venerdì, 20 novembre 2009
Oggi mi va di segnalare Movimentazioni, un'associazione culturale di promozione sociale senza fini di lucro nata nel 2003 con l'idea di "movimentare" la città di Pescara. Ho scoperto la sua esistenza imbattendomi per caso nella locandina de Gli imperdibili di novembre, una rassegna cinematografica che questo mese propone ogni lunedì presso il cinema Sant'Andrea vari film di un certo spessore (no, mica "mattoni" tipo quelli che piacevano a Benedetta ne I ragazzi della III C! ). Ma in programma ci sono svariate altre attività oltre al cinema: incontri culturali, gite, laboratori creativi per bambini, presentazioni di libri, eccetera. Per quanto mi riguarda, mi sono subito iscritta alla newsletter... e alla prima occasione conto pure di recarmi in sede per prendere la tessera associativa, che costa pochissimo e offre numerosi vantaggi. Se abiti a Pescara e dintorni, immagino che pure tu potresti essere interessato...
scritto da gwendalyne alle ore 17:57 | permalink | commenti
categoria: musica, libri, film
martedì, 03 novembre 2009
Pinocchio è una di quelle fiction che, già a metà della prima puntata, mi faceva venir voglia di smettere di vederla, eppure ho tenuto duro fino alla fine della seconda puntata... per sete di conoscenza, diciamo!  Tra l'altro volevo cercare di capire come mai una storia che aveva segnato probabilmente la fase più negativa nella carriera di Roberto Benigni, dopo i fasti de La vita è bella, facesse registrare ascolti così notevoli in un periodo in cui pure l'Auditel è in crisi. Guardando il cast internazionale di questo remake viene da pensare che non si sia badato a spese (forse, se hanno risparmiato su qualcosa, è stato sugli effetti speciali... ). Ma ce n'era davvero bisogno? Non sarebbe stato meglio rispolverare dagli archivi Rai lo storico sceneggiato del '72 diretto da Luigi Comencini e interpretato da Nino Manfredi, Gina Lollobrigida, Franco & Ciccio, ché tanto la storia sempre quella è? L'unica trovata originale (almeno credo) è stata quella di intrecciare la vicenda dell'autore Carlo Collodi con quella di Mastro Geppetto.
Lo ammetto: a me la fiaba di Pinocchio non è mai piaciuta, mi ha sempre trasmesso una certa inquietudine... ma fino all'altro giorno non avrei saputo spiegare bene il perché. La fiction mi ha rinfrescato la memoria, ecco. Non solo manca una bella e indomita principessa in attesa del principe azzurro nella quale immedesimarmi ... ma il succo della storia lo riassumerei così: «Come inculcare ai vostri pargoli un sacco di insegnamenti validi, traumatizzandoli però con i sensi di colpa». Credo che persino Barbablù faccia meno impressione, se non altro perché racconta il Male in una forma più lontana dalla consueta quotidianità.
Fai il disubbidiente? Le persone a te care passeranno i guai. Adori divertirti? Ti trasformerai in un somaro e qualcuno vorrà farti la pelle, quando non servirai più. Ma ecco l'aspetto che ho trovato maggiormente sconcertante: la fata turchina "muore" dal dispiacere quando Pinocchio non mantiene la promessa fattale... salvo poi "risuscitare" quando l'ormai ex burattino scopre la retta via. A questo punto mi è tornata in mente una lettera che avevo letto nella rubrica di consigli psicologici di non so quale rivista: una mamma era preoccupata per la sua bambina, la quale non accettava la morte della nonna, e temeva che "se ne fosse andata" per colpa sua. In confronto a questo, l'arcinota storiella del naso che ti si allunga se dici le bugie appare come un'innocua bazzecola. Gli unici aspetti della trama che ho trovato davvero edificanti, sia pur con qualche riserva, sono stati il desiderio di paternità di Geppetto e la sua difficoltà di essere un buon padre. Per Pinocchio era ancora più arduo essere un bravo figlio, visto che si è ritrovato di carne e ossa (con un cuore di legno) da un momento all'altro!  Comunque ho provato un autentico moto di rabbia quando il monello ha scambiato il biglietto d'ingresso allo spettacolo dei burattini con l'abecedario che suo padre gli aveva comprato vendendo l'unica giacca che possedeva per proteggersi dal freddo. Se fossi una tipa crudele avrei sperato che Mangiafuoco scegliesse proprio lui, con l'occasione ridiventato burattino, come combustibile!
Concludo segnalando una spassosa rielaborazione dell'incipit del romanzo in forma di fincipit...
[P.S.: un Pinocchio molto simile a quello della foto sopra, tratta da Il Giocattolo, devo avercelo da qualche parte in soffitta]
scritto da gwendalyne alle ore 13:13 | permalink | commenti
categoria: libri, televisione
lunedì, 02 novembre 2009
Venendo a sapere della scomparsa della poetessa Alda Merini, mi sono resa conto di non conoscere affatto la sua arte: il suo nome mi evocava quasi esclusivamente le drammatiche vicissitudini che l'avevano vista più volte internata in manicomio. Esperienze che avevano inevitabilmente segnato il suo animo e i suoi versi, ma che lei aveva razionalizzato con rara lucidità: «Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini».
Grazie alla Rete ho potuto colmare la mia imperdonabile lacuna... e riporto qui di seguito alcune delle mie prime scoperte.

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.

(dal sito ufficiale dell'artista)

Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d'amore per te.

(da Alla tua salute, amore mio, via Aurorablu)

Amore non dannarmi

Amore non dannarmi al mio destino
tienimi aperte tutte le stagioni
fa che il mio grande e tiepido declino
non si addormenti lungo le pulsioni
metti al passivo tutte le passioni
dormi teneramente sul cuscino
dove crescono provvide ambizioni
d'amore e di passione universale,
toglimi tutto e non mi fare male.

scritto da gwendalyne alle ore 18:58 | permalink | commenti (1)
categoria: libri
sabato, 03 ottobre 2009
Da un po' di tempo, poiché la "proliferazione" degli amici di Maria De Filippi ha reso Radio Parsifal pressoché inascoltabile, ho preso l'abitudine di sintonizzare l'autoradio su Radio Dimensione Suono... e così mi è capitato più volte di imbattermi nella pubblicità radiofonica della mitica merendina Buondì la quale, scopro solo adesso, è passata da Motta a Bistefani (conservando però la granella di zucchero che non mi ha mai fatto impazzire). Gli spot sono incentrati sullo slogan «L'amore ai tempi del Buondì», e raccontano le improbabili vicende sentimentali di personaggi dai nomi spagnoleggianti come Florentino e Rosela. Ipotizzavo che si trattasse di una sorta di parodia delle telenovelas sudamericane che andavano per la maggiore più di un decennio fa: non volevo credere che lo slogan richiamasse un capolavoro della letteratura mondiale che conoscevo di fama. Quindi spero che Gabriel García Márquez mi perdonerà per il fraintendimento... tanto più che dovrebbe prendersela con chi questa campagna l'ha ideata, più che con me!  E già... ho scoperto che Florentino è il nome del protagonista del romanzo L'amore ai tempi del colera, da cui è stata tratta la pellicola che ho visto l'altro giorno.
Un parere sul film? Beh, diciamo che è stato abbastanza deludente, dal momento che mi era stato consigliato da una persona del cui parere mi fido; adesso che ci penso, dopo Cuore sacro, è già la seconda sòla nella quale incappo a causa sua...  Peccato, perché l'idea al centro della trama, quella di un amore che resiste per decenni alle avversità della vita, prometteva davvero bene... ma le emozioni da cui mi aspettavo di essere travolta sono in realtà dispensate con il contagocce. E dirò di più: anche se si trattava di un film drammatico, in certi momenti mi veniva quasi da ridere...  Insomma, il regista Mike Newell lo preferivo ai tempi di Quattro matrimoni e un funerale.
Ecco un aspetto della trama che ho trovato non proprio convincente: Florentino Ariza, che aveva fatto voto di conservarsi illibato in attesa di poter coronare il suo sogno d'amore con Fermina Daza, a un certo punto perde la verginità per iniziativa di una focosa sconosciuta... e da quel momento si trasforma in un trombeur de femmes da far invidia a Cassano, dedito a registrare minuziosamente su un taccuino (scrivendo in inglese, perché evidentemente l'ambientazione della vicenda in Colombia era un dettaglio irrilevante! ) le donne conquistate grazie alla sua profondità d'animo da poeta. In effetti Florentino con le parole ci sapeva fare... solo che le pronunciava con un tono piuttosto lagnoso e "moscio". Peccato, perché dalla voce calda, profonda e sensuale del doppiatore Roberto Pedicini, che ho avuto il piacere di vedere e sentire all'opera assieme al collega Christian Iansante nel corso di una serata nella quale i due hanno proposto un saggio di ciò che si impara nella loro Accademia del doppiaggio, ci si sarebbe potuto aspettare di meglio.
Ma veniamo ad un'altra stranezza del film. All'inizio della storia scocca la fatidica scintilla tra Florentino (Unax Ugalde)...

... e Fermina (Giovanna Mezzogiorno).

Purtroppo la ragazza viene ben presto portata via dal padre, il quale è contrario al matrimonio della figlia con un umile telegrafista come Florentino perché spera che lei si accasi con un partito migliore.
Qualche tempo dopo i due si incontrano di nuovo. Prego notare l'espressione sconvolta sul viso di lei (impersonata sempre dalla stessa attrice italiana, che in questa scena appare persino ringiovanita rispetto a prima)...

... quando si trova davanti il ragazzo che le aveva rapito il cuore.

Ufficialmente si tratta di turbamento amoroso... ma personalmente non sottovaluterei l'ipotesi dello sconcerto!  In effetti c'è da meravigliarsi che lei lo abbia riconosciuto: Javier Bardem neppure gli somiglia, all'attore di prima...
Cinquant'anni e passa dopo il loro colpo di fulmine, in occasione della scomparsa del marito di Fermina, i due si trovano nuovamente faccia a faccia... e non mi stupisco che ai truccatori non sia stato dato l'Oscar per il make-up per come hanno invecchiato Bardem e (soprattutto) la Mezzogiorno!

Anche la versione della pellicola in dvd aveva un difettuccio: a me sarebbe piaciuto guardare il film pure in lingua originale per esercitarmi un po' con l'inglese... e in effetti era disponibile la traccia audio originale (con la nostra Mezzogiorno che mi è sembrata sfoggiare una pronuncia assolutamente all'altezza della situazione), però mancavano i corrispondenti sottotitoli che potessero aiutarmi a discernere le parti più ostiche del dialogo. Ci voleva tanto ad aggiungere qualche kilobyte di dati? In effetti questo non è neanche il primo, fra i dvd di film stranieri da me noleggiati ultimamente, in cui ho riscontrato questa lacuna.
scritto da gwendalyne alle ore 20:14 | permalink | commenti
categoria: libri, film, mangiare e bere
mercoledì, 30 settembre 2009
Ieri pomeriggio sono andata al cinema a vedere La ragazza che giocava con il fuoco, secondo capitolo (dopo Uomini che odiano le donne) della trilogia Millennium tratta dai romanzi di Stieg Larsson.
Un abbozzo di trama: la sempre tatuatissima (oltre che "pierciatissima") Lisbeth Salander rischia di finire incastrata per l'omicidio di tre persone, una delle quali è il «sadico porco, verme e stupratore» del primo film (suvvia, quel viscidone non meritava una fine del genere... molto meglio sbatterlo in galera a pane e acqua buttando via la chiave! ). La nostra "eroina" riesce a sfuggire non solo all'arresto ma anche a pericoli ben peggiori... però, ben lungi dal restare con le mani in mano, in un certo senso collabora a distanza con il buon vecchio Mikael Blomkvist per individuare il vero assassino.
A dire il vero avevo senz'altro preferito il primo film, se non altro perché la trama era più lineare ed agevole da seguire... mentre in questo caso, sarà che ero già un po' assonnata e sono andata definitivamente in tilt sentendo parlare di servizi segreti, avrei bisogno di rivedere il film almeno un'altra volta (meglio due) per apprezzare adeguatamente gli snodi dell'intreccio. Detto in termini un tantino semplicistici ma efficaci: non ci ho capito un accidente! (vabbe', è un po' esagerato... ) Da un capitolo all'altro è cambiato pure il regista (da Niels Arden Oplev a Daniel Alfredson)... e mi sono chiesta che senso avesse questo avvicendamento in corsa: oltretutto, i tre film non sono stati girati più o meno in contemporanea?
L'aspetto più interessante di questo secondo capitolo, non immune da messaggi subliminali pro-Ikea (ma in fondo da noi non succede spesso qualcosa di simile con la Fiat? ), sono le importanti rivelazioni che emergono sul misterioso passato di Lisbeth... con implicazioni ancor più sgradevoli rispetto al primo film. Il titolo della pellicola sarà anche suggestivo... ma non rende affatto giustizia alla ragazza in questione (e chi sarà mai? Indovina un po'? ). Anche stavolta, benché la suspense e i brividi mi siano sembrati un po' "annacquati", le scene forti abbondano... per questo è stato confermato il divieto ai minori di 14 anni.
Se vuoi andare a vedere questo film (qui il trailer) ma la pazienza non è il tuo forte, ti avverto: il finale è ancora più "appeso" di quello della pellicola precedente!  E per il capitolo conclusivo, La regina dei castelli di carta, bisognerà aspettare fino alla primavera del 2010. Se per caso Uomini che odiano le donne non l'hai ancora visto... beh, siccome all'inizio de La ragazza che giocava con il fuoco manca un provvidenziale "riassunto della puntata precedente", non ti consiglio di andare a vederlo, non prima di aver colmato la lacuna noleggiando il primo dvd, perché probabilmente ti risulterebbe alquanto ostico.
scritto da gwendalyne alle ore 21:34 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, film
domenica, 20 settembre 2009
More about Radiografie all'animaMi sa che non è molto frequente che a chiedere di recensire un'opera sia l'autore in persona... e succede ancor più di rado che questo sia disposto a mettersi in gioco a tal punto da sollecitare una recensione il più possibile spontanea. Ciò premesso, mi accingo finalmente a cimentarmi nella stesura di una recensione di Radiografie all'anima di hermansji .:. (mettendo a tacere la fastidiosa vocina interiore che continua a ripetermi «Ma come ti è venuto in mente di proporti come recensitrice... o recensora che dir si voglia? Non ne sei all'altezza!»).
L'autore, «mettendo le mani avanti» nella prefazione, ha definito il suo libro «solo un romanzo»... e di primo acchito ho avuto l'impressione che tale definizione potesse risultare fuorviante, se non restrittiva. Mi sentirei di affermare che non si tratta di un romanzo nel senso in cui generalmente viene inteso tale termine, con una struttura narrativa ben delineata e in prosa (mentre in Radiografie all'anima si alternano lastre – non capitoli – in versi a quelle in prosa). Ma se si pensa che queste pagine raccontano episodi del percorso di un'anima, come il titolo stesso lascia intuire, si può concludere che la definizione di romanzo è più che appropriata.
Dopo aver letto le prime pagine, mi sono resa conto che non aveva senso affrontare questo libro con lo stesso approccio che solitamente adotto per i testi narrativi, cercando di associare un'immagine concreta ad ogni frase. Il lettore dovrebbe invece abbandonarsi al ritmo evocativo e a tratti onirico delle parole, alle sensazioni e agli stati d'animo che esse hanno il potere di suscitare, alla consapevolezza che quelle pagine possono richiamare un po' anche la storia della propria anima, e alla sorpresa di scoprire che ad ogni rilettura è possibile cogliere sfumature nuove e diverse: non capita tanto spesso di ricavare tutto questo dalla pagina scritta.
A questo punto vorrei riportare un paio di passi tratti dal libro, scelti fra i tanti che varrebbe la pena di citare. Il primo, tratto dalla Seconda lastra, è in versi...
Eppure la bianca sposa lunare
è l'unica dea fedele
che consola l'umanità
dal lieve inverno
donandole ancora un sogno
affinché creda
che oltre ogni confine
altro non v'è che una semplice porta
attraversata la quale
corrono come capretti altri sogni.
... mentre l'altro, tratto dalla Tredicesima lastra, è in prosa:
[L'amore] Non è perfetto ma giustifica qualcosa, vale la pena pretenderlo, cercarlo e starci male quando è troppo dentro. L'amore è imperfetto come noi che siamo tutti contenitori instabili, ha tante forme ma brilla anche quando lo chiudi a doppia mandata dentro, tanto da rischiarare un'intera notte senza ricevere nulla in cambio.
Mi auguro davvero che Radiografie all'anima continui ancora a lungo il suo viaggio, che incontri molti altri lettori disposti ad accoglierlo per farlo crescere dentro di sé ed evolvere, e che il suo autore non smetta mai di coltivare la sua passione per la scrittura caratterizzata da uno stile unico e inconfondibile.
scritto da gwendalyne alle ore 16:44 | permalink | commenti
categoria: libri
lunedì, 24 agosto 2009
Se c'è una cosa che non sopporto... vabbe', ce ne sono parecchie, ma adesso è di una in particolare che vorrei parlare!  Mi riferisco alla diffusa abitudine di reagire a giudizi che si reputano immeritati, o in generale ad atteggiamenti poco graditi, attribuendo il comportamento altrui all'invidia, senza fare un minimo di autocritica. Pure a me è capitato che mi venisse rivolta un'accusa del genere senza motivo, e francamente non riesco ancora a capacitarmene.
Vabbe'... gli ultimi mesi hanno offerto vari esempi di questa spiacevole prassi, "ambientati" nel mondo della politica, dello spettacolo e della cultura.
L'ultimo caso in ordine di tempo riguarda Giorgio Faletti. Il comico prestato alla letteratura (e mai più restituito ) ha replicato con una vibrante autodifesa alle polemiche relative al suo ultimo bestseller, Io sono Dio. Eleonora Andretta (qui il suo intervento pubblicato nel forum Italians a cura di Beppe Severgnini) e Franca Cavagnoli, traduttrice professionista, avevano analizzato in maniera piuttosto puntuale il lessico utilizzato nel romanzo, evidenziando svariati anglicismi un tantino sgradevoli. Ad esempio «non girare intorno al cespuglio», calco di «don't beat about the bush», invece di «non menare il can per l'aia». Per non parlare di «Pensavo che una ventina di grandi vi avrebbero fatto comodo»: quanti italiani sanno che, nel gergo della comunità dei neri americani, la banconota da mille dollari si chiama grand? Plagio, non plagio... non è questo il punto. Nella foga di sostenere le sue ragioni, non si può certo dire che Faletti abbia dato prova di umiltà e savoir faire (io mi sento più a mio agio con il francese, pardon ): con malcelato orgoglio ha rivendicato di aver contribuito a introdurre nella lingua italiana nuovi modi di dire mutuati dall'inglese, ma soprattutto, adottando un insopportabile tono di sufficienza, ha liquidato la polemica in questione come una «risibile querelle estiva e premestruale», senza risparmiare alle due signore altre sprezzanti frecciatine... e in conclusione ha tirato fuori la solita vecchia storia che «il successo è considerato una colpa» e scatena l'envy, ossia appunto l'invidia, di chi è in cerca di «cinque minuti di popolarità», sbandierando i dodici milioni di copie vendute solo in Italia. Ma suvvia... se le vendite andassero di pari passo con la qualità e l'autorevolezza, allora Federico Moccia, che oltre al successo ha in comune con Faletti pure una certa inclinazione a infarcire le sue pagine di messaggi pubblicitari occulti, sarebbe uno dei più grandi scrittori italiani viventi!
Qualche anno fa lessi il romanzo d'esordio di Faletti, Io uccido. Sull'avvincente intreccio giallo ben poco da dire, se non che ricorrevano trovate un tantino inverosimili e stiracchiate. Però mi convinceva assai meno l'ambientazione monegasca (per accurata che fosse la ricostruzione, mi dava un senso di artefatto) e soprattutto il registro linguistico usato, fin troppo elevato e ridondante anche quando si trattava di esprimere i concetti più banali; sembrava quasi che l'autore volesse a tutti i costi dar prova della sua dimestichezza con la lingua di Dante. I romanzi successivi perciò ho preferito evitare di leggerli... e non saranno certamente gli sviluppi di questa «polemica balneare» a convincermi a tornare sui miei passi. Pig earth that I have under my feet!  (Te lo ricordi, Vito Catozzo?)
A questo punto passo oltre, ricordando un paio di recenti casi analoghi. Quello del premier Silvio Berlusconi, che in una nota ufficiale di Palazzo Chigi aveva commentato la «campagna denigratoria» seguita allo scoop di Casoria attribuendola a «invidia e odio nei confronti di un Presidente del Consiglio che ha raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini»; il direttore di Repubblica Ezio Mauro non ha perso occasione per rispondere per le rime. E quello dell'attore Christian De Sica, che intervistato da Vanity Fair ha spiegato così la separazione dal compare di cinepanettoni Massimo Boldi: «Aveva una moglie fantastica, Massimo. Poi è morta e abbiamo litigato, anzi, lui ha litigato: ha fatto tutto da solo. Forse perché ho troppo: sono intelligente, signorile, bello, colto, figlio di De Sica... e lui no». A' Cristian, te sei scordato de di' «modesto»!
scritto da gwendalyne alle ore 21:21 | permalink | commenti (6)
categoria: politica, libri, film
giovedì, 23 luglio 2009
Era questo che volevi arritrovare? si spiò mentre percorreva l'autostrata Enna-Catania a passo d'omo, facenno nesciri pazzi tutti i disgraziati automobilisti che stavano percorrenno la stissa strata sò. Pensi che taliare quei monti a distanza, respirari quell'aria a distanza, possano ridarti l'ingenuità, il candore, l'entusiasmo dei tuoi primi anni in polizia? Ma via, cerca d'essiri serio, commissario, fatti pirsuaso che quello che hai perso è perso per sempri. Accelerò di colpo, si lassò il paesaggio alle spalle. La Catania-Messina non era troppo traficata, tanto che s'attrovò a 'mbarcarsi supra al traghetto che era mezzojorno e mezza. Da Vigàta a Messina, dato che era partuto alle setti, ci aviva messo cinco ore e mezza. Uno come Fazio, guidanno normalmenti, ci avrebbi 'mpiegato dù ore di meno. Appena il ferribotto, passata la statua della Madonna che dallo stremo del porto agurava a tutti filicità e salute, accomenzò a ballari pirchì c'era tanticchia di mari, a Montalbano l'ariata salina gli fici smorcare un pititto bestiale. La sira avanti non aviva potuto mangiari nenti. Acchianò di cursa 'na scaliceddra che portava al bar. Supra al bancone c'era 'na muntagneddra di arancini càvudi càvudi. Ne accattò dù alla cassa e niscì supra il ponte a mangiarisilli. Attaccò il primo, con un muzzicuni lo ridusse alla mità e di questa mità ne agliuttì 'na bona quantità. Di subito si rese conto del grave errore. Come facivano a chiamare arancini quelle palle di riso fritto in un oglio centenario che assimigliavano a supplì fatti e cotti da un cuoco in preda a violente allucinazioni? E quant'era acitisco il suco di carni! Sputò in mari il resto dell'arancino che aviva ancora nella vucca e fici fari la stissa fine all'arancino 'ntero e a quello mangiato a mità. Tornò al bar, si vippi una birra per livarisi il sapore tinto dalla vucca. Mentre stava facenno scinniri la machina dal ferribotto, quel tanticchia d'arancino fituso e la birra gli acchianarono di colpo nel cannarozzo. Il bruciore dell'acidità fu tali che, senza manco rendersene conto, sterzò. E s'attrovò supra alla passerella completamente di traverso, con il muso della machina verso il mari.
Andrea Camilleri, Il campo del vasaio, Sellerio, pag. 204
Perché questa citazione? Beh, per introdurre il reportage gastronomico (uh, che parole grosse! ) del mio viaggio in Sicilia di due mesi fa; meglio tardi che mai, visto che fra due giorni riparto per le agognate vacanze...
Ebbene sì, nel corso del viaggio di andata verso la Sicilia ho voluto provare uno di questi famosi arancini di riso serviti sul traghetto Villa San Giovanni-Messina. Suvvia, non era poi così male, sicuramente migliore di come lo descrive il Sommo... anche se ho notato che aveva più o meno lo stesso peso specifico del marmo!  Decisamente più buono, comunque, l'arancino che ho gustato la sera prima di partire, assieme ad altre prelibatezze come la focaccia, le mozzarelle in carrozza e i pitoni: se capiti a Messina, ti consiglio vivamente di fare un salto nella Rosticceria Famulari.
Un'altra specialità locale che ho avuto modo di assaggiare sono le braciole messinesi: anche se il nome può trarre in inganno, si tratta di gustosissimi involtini preparati con carne di manzo particolarmente tenera e sottile.
Sul fronte dei dolciumi... beh, rimpiango solo di aver esercitato più del dovuto la mia forza di volontà, resistendo fin troppo alle favolose ghiottonerie che vedevo esposte in pasticceria (cioccolata a profusione!). Ho comunque voluto provare la brioche con granita al caffè ricoperta di panna: essendo abituata al classico cappuccino fumante, ero un po' scettica sul fatto di iniziare la giornata con qualcosa di freddo... ma mi sono subito dovuta ricredere. È eccezionale la sinfonia di sapori che si sprigiona inzuppando la brioche "col tuppo" nella granita!  Così come Samuele Bersani cantava di un «progetto di esportare la piadina romagnola», io ho persino accarezzato per qualche secondo il sogno di aprire una graniteria a Pescara (sperando che non facesse la stessa fine della pinoleria "del zio" di Pieraccioni ne Il pesce innamorato! ). Come dici, che ormai la granita (che non è un sinonimo di grattachecca, l'ho appena scoperto) si trova dappertutto? Sì, ma non è mica la "vera" granita siciliana... con buona pace del signor Granigel!
Una curiosità: i primi due giorni vedevo dappertutto insegne con la scritta Pasticceria Panaria... e pensavo «Ah però, questo signor Panaria ha messo su una gran bella catena di negozi!». Soltanto dopo ho realizzato che panario è un aggettivo...
Sul pesce che ho gustato a Messina e dintorni non ho molto da dire, se non che era all'altezza delle mie aspettative. In questa circostanza ho scoperto un nuovo termine ittico: franceschini, che sarebbero dei piccoli calamaretti. Io li ho mangiati fritti... ma a quanto pare sono ottimi anche come condimento per gli spaghetti.
scritto da gwendalyne alle ore 19:04 | permalink | commenti
categoria: citazioni, viaggi, libri, mangiare e bere
sabato, 18 luglio 2009
Alla vigilia dell'uscita in sala di ciascun film della saga di Harry Potter, sono solita riprendere in mano il romanzo corrispondente: ecco perché nei giorni scorsi ho riletto Harry Potter e il principe mezzosangue. Trovo particolarmente intensa la conclusione del capitolo 23...
Ma finalmente capiva quello che Silente aveva cercato di dirgli. Era, si disse, la differenza fra l'essere trascinato nell'arena ad affrontare una battaglia mortale e scendere nell'arena a testa alta. Forse qualcuno avrebbe detto che non era una gran scelta, ma Silente sapeva – e lo so anch'io, pensò Harry con uno slancio di feroce orgoglio, e lo sapevano i miei genitori – che c'era tutta la differenza del mondo.
[In via del tutto eccezionale, di queste righe sono in grado di fornirtene pure la versione originale... già, perché nell'estate del 2005, non riuscendo a resistere alla curiosità, ordinai Harry Potter and the Half-Blood Prince per poi finirlo, se ben ricordo, in dieci-quindici giorni. Un'esperienza molto istruttiva... ma, se ho scelto di non ripeterla in occasione dell'uscita di Harry Potter and the Deathly Hallows, qualcosa vorrà pur dire!
But he understood at last what Dumbledore had been trying to tell him. It was, he thought, the difference between being dragged into the arena to face a battle to the death and walking into the arena with your head held high. Some people, perhaps, would say that there was little to choose between the two ways, but Dumbledore knew – and so do I, thought Harry, with a rush of fierce pride, and so did my parents – that there was all the difference in the world.]
Ebbene, l'altroieri sono andata al cinema a vedere il film all'indomani dell'uscita... e devo ammettere che l'ho trovato piuttosto deludente, ma non perché mi abbia lasciata interdetta il «finale aperto e incompiuto», come si legge qui. Se le persone che hanno assistito all'anteprima stampa conoscessero davvero la saga, saprebbero che il finale aperto è un elemento essenziale a questo punto della vicenda. Sarebbe come affidare il compito di recensire un film "singolo" (non il capitolo di una saga, per intenderci) a uno spettatore che è entrato in sala dopo l'intervallo e ne è uscito prima della fine...
Dicevo, se il film tratto da Harry Potter e il principe mezzosangue mi ha delusa, è perché il finale manca completamente del pathos che mi aspettavo. Conoscendo la trama, prevedevo che sarei uscita dalla sala con le lacrime agli occhi... e invece niente affatto. Anche la parte romantica della storia è stata trattata in maniera poco appassionante: per dire, alle schermaglie amorose tra Harry e Ginny è stata attribuita un'importanza relativamente inferiore rispetto al flirt tra Lavanda e Ron (al quale va comunque il "premio simpatia" ). Ma soprattutto, mentre guardavo il film, una fastidiosa vocina nella mia testa non faceva che ripetere «Nel libro non era così!»... anche se in fondo il succo della storia è stato preservato. Certo, dover condensare seicento pagine di romanzo in "appena" due ore e mezza di film impone di sfrondare qualcosina qua e là. Ecco perché la produzione ha deciso di suddividere in due episodi l'ultimo capitolo, Harry Potter e i doni della morte, nel quale troveranno risposta tutti gli interrogativi sorti nel corso della vicenda... o meglio, quasi tutti! (A dire il vero, già alcune delle spiegazioni emerse nel corso del Principe mezzosangue risultano un tantino stiracchiate...)
Dopo aver visto il trailer, immaginavo che il film sarebbe stato decisamente più "dark" dei precedenti... e invece mi sa che non c'è alcuna vera controindicazione alla sua visione anche da parte di ragazzini under 10. Per buona parte delle prime due ore, anzi, il film è piuttosto gustoso, perché mostra il lato babban... ehm, umano dei giovani protagonisti! Persino Chiara Strazzulla, nuovo talento in erba del fantasy italiano nonché un vero e proprio mostro (nel senso buono del termine! ), trova divertente la saga dedicata al maghetto.
E che dire dei sorprendenti effetti speciali disseminati per tutto il film... dalle meraviglie esposte nel negozio dei gemelli Weasley alle magiche fotografie animate, dagli spettacolari incontri di Quidditch alla scena in cui il professor Silente riordina una casa disastrata semplicemente usando la bacchetta?
[Avviso-spoiler per i deboli di cuore: il momento più impressionante della pellicola non sono le apparizioni di un Draco Malfoy ossigenato in maniera inquietante,  ma la scena in cui Harry tuffa nel lago la coppa per riempirla d'acqua!]
scritto da gwendalyne alle ore 22:51 | permalink | commenti
categoria: libri, film
giovedì, 25 giugno 2009
Uno degli incubi più inquietanti che abbiano mai turbato i miei sonni è questo: ero costretta a ripetere un esame universitario alquanto ostico che avevo già superato, ma che era stato inspiegabilmente annullato. Invece non mi è mai capitato di sognare che ero di nuovo alle prese con il tema di italiano della maturità (già, ai miei tempi era un "semplice" tema, mentre oggi la prima prova scritta può spaziare dall'analisi del testo al saggio breve o articolo di giornale); strano, perché il principale motivo per cui sono contenta di aver superato l'ostacolo degli esami di Stato è proprio il sollievo di non dovermi più cimentare con i temi. Anche se ero (e sono tuttora) piuttosto timida, l'orale della maturità non era per me uno spauracchio così temibile come la prima prova. Sia chiaro, scrivere mi piace, e c'è questo blog a testimoniarlo; ma doverlo fare seguendo una traccia scelta fra tre o quattro al massimo (tra le quali spesso non ce n'era nemmeno una che mi piacesse o mi interessasse in qualche modo) mi preoccupava sempre. Adesso come adesso poi sarebbe un'autentica tortura: all'epoca non avevo ancora il computer (no, il Commodore 64 non conta! ), mentre oggi sono talmente abituata alla possibilità di correggere, aggiungere, cancellare e spostare a piacimento offerta dai software di videoscrittura che dovermi accontentare di ricopiare in bella copia una minuta inevitabilmente pasticciata sarebbe un'impresa improba!  All'epoca scartai il tema storico, quello letterario e quello di indirizzo (scientifico) e scelsi la traccia di attualità... ma, rileggendola oggi, non ricordo minimamente come impostai lo svolgimento (cosa darei per rientrare in possesso di quei fogli... chissà se sono finiti al macero). Ricordo soltanto che fui l'ultima a consegnare: ce ne era voluto di tempo per ricopiare in bella quel papiro!
Invece la prova scritta di matematica l'ho affrontata in maniera relativamente più tranquilla, perché sapevo di padroneggiare abbastanza bene gli strumenti analitici necessari; se ben ricordo, non completai uno dei quesiti, perché era poco abbordabile applicando solo il bagaglio di nozioni acquisite nel corso dei cinque anni di liceo... ma per fortuna era facoltativo.
Tutta questa premessa perché oggi, per mezzo milione di studenti, sono ufficialmente cominciati gli esami di maturità. Fra gli argomenti delle tracce proposte c'erano Svevo, il muro di Berlino e Facebook. Il tema su Svevo credo che l'avrei scartato senza esitazioni: fra tutti i libri che mi sono stati dati da leggere come compito, La coscienza di Zeno è quello di cui serbo il ricordo meno piacevole, insieme a Il nome della rosa di Umberto Eco, forse perché quest'ultimo me lo portai in vacanza un'estate riuscendo a leggerne pochissimo ma venendo in compenso abbondantemente derisa dai miei amichetti della montagna (eppoi diciamolo, obbligare a leggere un libro non è il modo più indicato per far amare un autore!). Immagino che avrei scelto il tema su internet, anche se si tratta di una traccia ad alto rischio di banalità e luoghi comuni... però, come si è chiesto oggi Maury, gli insegnanti incaricati di valutare questi elaborati quanto ne capiscono davvero di social network?
scritto da gwendalyne alle ore 17:43 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, internet, informazione
mercoledì, 03 giugno 2009
Ieri pomeriggio sono andata al cinema a vedere il thriller scandinavo[1] Uomini che odiano le donne, tratto dall'omonimo primo romanzo della trilogia best-seller Millennium scritta dallo svedese Stieg Larsson; la vicenda dell'autore, prematuramente scomparso nel 2004, è raccontata qui. Non avendo letto il libro, e chissà se troverò mai il tempo di farlo, non sono in grado di valutare la bontà della trasposizione cinematografica... comunque, di per sé, il film l'ho trovato piuttosto avvincente.
Due parole sulla trama, evitando gli spoiler che per un film del genere sarebbero imperdonabili: il giornalista Mikael Blomkvist, in attesa di scontare una condanna per diffamazione, viene incaricato dal ricchissimo magnate Henrik Vanger[2] di far luce sulla misteriosa scomparsa, avvenuta quasi quarant'anni prima, dell'amatissima nipote Harriet. Blomkvist comincia a indagare, con l'aiuto dell'enigmatica hacker Lisbeth Salander, una tipa fragile e tosta allo stesso tempo (la mia vicina di posto l'ha definita «un soggettone» )...
Menzione di merito per l'attrice Noomi Rapace, che ha lavorato molto su sé stessa per vestire i panni di un personaggio complesso come quello di Lisbeth: credo che sentiremo ancora parlare di lei, e non solo quando usciranno i due capitoli successivi della saga.
Se proprio devo trovare un difetto al film, la trama mi è sembrata un po' stereotipata e a tratti prevedibile... e se lo dico io, che non posso certo definirmi un'esperta di thriller, qualcosa vorrà dire. Comunque non è da tutti tenere lo spettatore incollato alla poltrona per due ore e mezza senza annoiarlo... perlomeno, superata la prima parte, in cui l'intreccio giallo fa un po' fatica a ingranare. A dire il vero, sono stata più volte tentata di abbandonare la sala: il film è vietato ai minori di 14 anni e, anche se io quell'età l'ho superata da un pezzo, la crudezza di alcune scene mi risultava difficile da sopportare.

[1] Lo sapevi che la pronuncia più corretta è scandinàvo, con l'accento sulla a, e non scandìnavo? Te l'avevo detto, che studiavo dizione...
[2] Stranamente, nel doppiaggio italiano, il cognome Vanger viene pronunciato Vagner, con lo gn di bagno e non con quello di Wagner.

Esperimento (di inserimento delle note) riuscito: meno male, mi ricordo ancora come si usano i tag anchor!
scritto da gwendalyne alle ore 23:43 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, film
sabato, 23 maggio 2009
L'altro giorno ho visto su YouTube I Promessi Sposi in dieci minuti: un musical breve ma davvero ben fatto rappresentato dagli artisti della compagnia Oblivion, i quali hanno sovrapposto alle note di canzoni famose testi ispirati all'immortale capolavoro del Manzoni (fin troppo facile parlarne bene quando non è più da tempo motivo di preoccupazioni scolastiche... ). Anche se è già stato linkato da mezza blogosfera, mi piaceva troppo perché potessi fare a meno di segnalarlo pure io!


Tra l'altro, questo video mi ha riportato alla mente una vecchia produzione di Canale 5 (talmente vecchia che il Berlusca non era ancora sceso in campo, figuriamoci... ) della quale serbo un piacevole ricordo: la parodia de I tre moschettieri, il romanzo di Alexandre Dumas padre che aveva ispirato pure una trasposizione anime altrettanto apprezzata dalla sottoscritta (qui la mitica sigla!). Come fare per rivedere il musical con Marco Columbro (nei panni di D'Artagnan) & company? Grazie all'utente nerisio, che ha compiuto l'opera meritoria di caricare su YouTube parecchi spezzoni... e sarà meglio che mi affretti a scaricarli sul mio pc, prima che Mediaset si ricordi di farli rimuovere!
scritto da gwendalyne alle ore 23:59 | permalink | commenti
categoria: musica, libri, televisione
venerdì, 17 aprile 2009
Io non c'entro niente, è stato il mio provider di posta elettronica a marcare come spam l'e-mail promozionale, ricevuta anche da PTWG, di Rivoluzione in corso, il nuovo libro (in effetti ne ha già pubblicati parecchi) del ministro Brunetta!

scritto da gwendalyne alle ore 19:24 | permalink | commenti
categoria: politica, libri, internet
giovedì, 02 aprile 2009
Avevo sentito parlare di Scribd per la prima volta un paio d'anni fa, leggendo un post di Paolo Attivissimo. All'epoca decisi di registrarmi perché mi interessava la procedura per sproteggere i file pdf descritta nel post in questione (almeno per fare copia-e-incolla del testo, che diamine! )... peccato che tale funzionalità involontaria del sito sia stata prontamente eliminata.
Negli ultimi giorni buona parte della blogosfera sembra essersi accorta dello «YouTube dei libri», definito da EmmeBi «il sito di cui si parlerà di più nelle prossime settimane». Suppongo che a farlo tornare alla ribalta come non mai abbia contribuito pure l'articolo di Repubblica.it.
Comunque i possibili utilizzi illeciti del servizio, e le relative implicazioni sul piano del copyright, sono facilmente immaginabili. Anche la "mamma" di Harry Potter se ne è resa conto...
scritto da gwendalyne alle ore 19:06 | permalink | commenti
categoria: libri, internet
lunedì, 23 marzo 2009
Avendo letto tutti i romanzi della "saga" dedicata dalla scrittrice inglese Sophie Kinsella all'"eroina" Becky Bloomwood, non potevo mancare prima o poi all'appuntamento con il film I Love Shopping, diretto dal regista de Il matrimonio del mio migliore amico... e così l'altro giorno, avendo assoluto bisogno di svagarmi, sono andata a vederlo al cinema. Beh, di sicuro non ha deluso le mie aspettative: evasione pura, basata su un ritmo tutt'altro che noioso. Permane il mistero delle ragioni per cui mi sono appassionata alle vicende di un personaggio così diverso da me!  Ad esempio, non esiste nessun capo di abbigliamento per il quale sarei disposta a fare follie, e alcuni di quelli per cui Becky era pronta ad azzuffarsi con altre donne io non li vorrei neanche gratis...  Ma soprattutto trovo sconcertante che la ragazza, per sfuggire all'impiegato che "le dava la caccia" a causa dei suoi debiti, abbia deciso di spargere la diceria fasulla che si trattasse di un suo ex che la molestava... anche se in effetti può capitare davvero (non a me) che si arrivi a raccontare in giro una versione "addomesticata" della realtà, per tirarsi fuori dai guai o semplicemente per ottenere conforto e solidarietà, sia pur fittizi.
Molti hanno osservato che, con la crisi mondiale in atto, non c'era momento meno opportuno per far uscire un film dedicato alle spese pazze... ma qualcuno, ad esempio il critico di Repubblica, ha "letto" proprio nell'abitudine a spendere irresponsabilmente le origini della situazione attuale.
La trama del film è un remix abbondantemente riveduto e corretto dei primi due romanzi della serie, I Love Shopping e I Love Shopping a New York. Durante la visione non facevo che ripetere tra me e me «Ma nel libro era diverso...» (non è molto rilassante seguire un film in questo modo! ). In effetti le differenze rispetto alla pagina stampata abbondano. Qualche esempio?
  • Nel primo libro Becky fa la giornalista per il periodico finanziario Far fortuna risparmiando, e Luke è titolare di una società di pubbliche relazioni... mentre nel film lui non è altro che il caporedattore di Far fortuna risparmiando, e Becky finisce per farsi assumere da quel giornale nella speranza di realizzare prima o poi il suo sogno: lavorare nella redazione della rivista di moda Alette, che fa parte della stessa casa editrice.
  • Nel film Becky cede alle insistenze della sua amica del cuore Suze e accetta di partecipare alle riunioni dei compratori compulsivi anonimi: una trovata piuttosto divertente, della quale nei libri non c'è traccia. Nel corso della prima riunione Becky si dimostra tutt'altro che motivata a rinunciare allo shopping compulsivo, tanto che si mette a decantarne le gioie... con un tale entusiasmo che per poco non provoca la "ricaduta" degli altri partecipanti!
  • Tarquin nel primo libro corteggia invano Becky, e da lei viene descritto così (capitolo 6): «assomiglia proprio a un ermellino. O a un furetto. Insomma, a un animaletto minuscolo e ossuto». Invece lo stesso personaggio sulla pellicola è già fidanzato con Suze, e fisicamente non è niente male... anche se io preferisco senz'altro Hugh Dancy, l'attore che interpreta Luke: forse un pochino meno inappuntabile del suo omologo "cartaceo", ma proprio per questo più attraente. L'attrice Claire Danes, fidanzata del collega nella vita reale, è una donna fortunata! Come dici? Che non ho neanche menzionato la protagonista femminile di questo film? Ah, già, è vero, rimedio subito: Isla Fisher... non la conoscevo, ma è perfetta per la parte, direi.
  • Ecco come Becky descrive (nel capitolo 2) la "mitica" sciarpa di Denny and George che avrà un ruolo tutt'altro che trascurabile nel rapporto tra lei e Luke: «una sciarpa lucida di un color grigio-blu cangiante. [...] È in velluto di seta, stampata in azzurro più chiaro e tempestata di perline iridescenti». Addirittura, per Becky «è la cosa più bella che abbia mai visto». Sarà che la moda non è il mio forte, ma ai miei occhi la sciarpa che ha "impersonato" sullo schermo questa meraviglia è risultata piuttosto insignificante... sicuramente non meritevole di cotanto slancio!
Infine... sia nel libro sia nel film Becky, per abbellire il suo curriculum, millanta un'inesistente conoscenza della lingua finlandese. Nel 2004, leggendo I Love Shopping, ho notato, nella corrispondenza di Becky inframmezzata tra un capitolo e l'altro, due lettere in finlandese inviate da Jan Virtanen, il direttore della Bank of Helsinki con il quale la protagonista ha avuto uno spassoso incontro ravvicinato. Poiché all'epoca non ero meno curiosa di adesso,  volevo assolutamente conoscerne la traduzione... e a chi potevo rivolgermi, se non a un newsgroup dedicato? A beneficio di chiunque abbia avuto la mia stessa curiosità leggendo il libro, ecco qui di seguito la traduzione delle due lettere in inglese gentilmente fornitami da un utente di madrelingua finlandese.
Rebecca Bloomwood,
It was really nice to meet you last week, even though the meeting was short. You were obviously nervous, which was understandable. Despite that I and my colleague admired your mindset that was different from normal. We are sure that our company would benefit from you, and we would like to meet you again, perhaps during a lunch.
Congratulations for your wonderful article in the "Daily World". You are obviously skilled at expressing your thoughts, and it's a great joy to get to talk to you in my mother tongue.
I wish you contacted me to the address above.
Best wishes,
Sincerely yours,
Jan Virtanen

Rebecca Bloomwood,
Congratulations again for your great performance - this time in "Caffè del mattino". Your critical skill and opinions impressed me deeply, and I believe that the Helsinki Bank would benefit from you.
You have probably received many job offers - with your talent you could get any post from "Financial Times". I ask you, however, to consider our modest company once more.
You would best work as a communications employee. We have a post for a communications employee vacant this moment. The previous holder of that post was fired after reading "Playboy" at work.
Best wishes,
Sincerely yours,
Jan Virtanen
scritto da gwendalyne alle ore 19:39 | permalink | commenti (2)
categoria: libri, film
lunedì, 16 febbraio 2009
Sono venuta a conoscenza di una lodevole iniziativa (altro che "idea stupida" ): hermansji .:. sta ultimando il suo libro dal titolo Radiografie all'anima, e ha deciso di destinare una cinquantina di copie gratuite a coloro che si impegnino a recensirlo in maniera spontanea e sincera sul proprio sito, blog, forum ecc.; ha invitato inoltre i suoi lettori al passaparola per spargere il più possibile la voce. Se anche tu sei interessato a proporti come recensore, non hai che da compilare con i tuoi dati il form che si trova in calce al relativo post.
scritto da gwendalyne alle ore 16:01 | permalink | commenti (2)
categoria: libri, internet
venerdì, 13 febbraio 2009
Per evitare che mi capitasse di nuovo quello che è accaduto l'anno scorso, quest'anno ho pensato di giocare d'anticipo: il 21 gennaio ho scritto a VitaDaSingle.net per chiedere informazioni sull'evento in programma a Pescara il 15 febbraio, giorno di San Faustino. Qualche giorno fa mi è arrivata via e-mail la seguente risposta.
Siamo spiacenti, ma ad oggi non c'è ancora stato un numero sufficiente di richieste per organizzare una bella Festa di San Faustino anche a Pescara. Se la situazione cambierà ti avviseremo.
Per non perdere questa grande Festa (dove regaleremo ricchi gadgets, tra cui iPod e Singelringen!) ti consigliamo quindi di dirottarti verso un'altra città (Roma o Bologna), dove le prenotazioni sono già aperte da giorni.
Andare a Roma o Bologna? Già, come se fosse facile! Insomma, niente da fare neppure quest'anno. Spero tanto che da qui a un anno la mia situazione sentimentale evolva positivamente, nel qual caso non dovrò dimenticarmi di quando ripetevo «San Valentino è soltanto una ricorrenza commerciale» e «Per gli innamorati dovrebbe essere festa tutti i giorni dell'anno»...
Nel frattempo, per studiare una "strategia", o meglio per sorridere un po', stavo pensando di regalarmi questo libro, che sembra perfetto per una single amante dei numeri come me!
Per finire, inserisco un paio di file più o meno a tema.
Ecco Google Hearts, un filmato che passa in rassegna sagome cuoriformi individuate sul globo terracqueo da satellite tramite Google Earth (la piscina non vale, però! ). Notevole in particolare la colonna sonora: che emozione, il Canone di Pachelbel!



Ma che razza di donne frequentano, quei mattacchioni di TuttoScemo.com Che ci crediate o no, come donna mi colloco senza alcun dubbio nella metà superiore di questa immagine... non foss'altro perché c'è la foto di George!

scritto da gwendalyne alle ore 17:58 | permalink | commenti (3)
categoria: musica, libri, internet, uomini, scienze
sabato, 31 gennaio 2009
Questa sera ho rivisto in televisione il film del 2005 Orgoglio e pregiudizio, di cui avevo già noleggiato il dvd, mentre anni fa ebbi modo di leggere il romanzo di Jane Austen da cui è tratto. Per buona parte del film avrei scelto, per definire la storia, il termine «antiquum» (come mi pare che dicesse la cubista Alexia ai tempi del Pippo Chennedy Show ); voglio dire, ci sono film ambientati ad esempio nell'antica Roma che mi sembrano più attuali di questo, ambientato nell'Inghilterra di fine '700. Ma in fondo la pellicola risulta piuttosto fedele al romanzo, e non dubito che quest'ultimo rispecchiasse la società dell'epoca (leggerlo mi aveva trasmesso una sensazione di maggiore modernità, intesa come riconoscibilità di situazioni e valori ancora in auge ai nostri tempi, comunque) .
Il mio romantico cuoricino ha inevitabilmente cominciato a "squagliarsi" man mano che la passione tra i due protagonisti si faceva palpabile... e tutto senza fare ricorso a scene che non fossero castigate (non si è visto neppure un bacio, figuriamoci). Keira Knightley mi è sembrata abbastanza adeguata per il ruolo della protagonista, anche se quando ho letto il libro Elizabeth me l'ero immaginata meno esile e diafana. Invece Matthew Macfadyen, l'attore che impersonava Mr Darcy, non mi ha fatto una grande impressione...
scritto da gwendalyne alle ore 01:08 | permalink | commenti
categoria: libri, film
venerdì, 16 gennaio 2009
(Sì, lo so, il titolo l'ho spudoratamente copiato dal Daveblog)
I "ragazzacci" di Blob, nel corso della puntata di questa sera, hanno mostrato il filmato di Lucia Annunziata che ieri sera ha abbandonato lo studio di AnnoZero dopo aver discusso animatamente con il conduttore Michele Santoro... e subito dopo il filmato della puntata della trasmissione In mezz'ora, condotta dalla stessa Annunziata, in cui fu Silvio Berlusconi a congedarsi polemicamente dalla giornalista, quasi tre anni fa. Un accostamento forse un po' prevedibile ma ugualmente azzeccatissimo: tanto di cappello agli autori del programma...  la cui durata si è drasticamente ridotta, da quando nel palinsesto di Raitre è stato inserito Agrodolce.
[Se per caso non ho il telecomando a portata di mano quando finisce Blob e comincia la soap in salsa sicula, quanto mi piacerebbe avere i poteri magici di Harry Potter ed enunciare «Accio telecomando!» per poter cambiare subito canale. Anzi, a dire il vero l'Incantesimo di Appello mi farebbe comodo in tante altre occasioni. Sono scandalosamente pigra, lo so... ]
scritto da gwendalyne alle ore 23:47 | permalink | commenti (2)
categoria: politica, libri, televisione
giovedì, 25 dicembre 2008
Manca meno di mezz'ora alla fine di questo Natale... ma c'è ancora tempo per pubblicare un post a tema!
Oggi pomeriggio ho acceso per caso il televisore su Raidue, e ho visto che stava andando in onda una trasmissione che è ormai un classico del 25 dicembre: il delizioso Canto di Natale di Topolino, cortometraggio animato della Disney che al momento si può trovare anche su YouTube (prima, seconda e terza parte). Il cartone, nel quale Zio Paperone veste i panni del gretto Ebenezer Scrooge e Topolino quelli del suo dipendente Bob Cratchit, è una trasposizione in chiave disneyana del celebre racconto Canto di Natale di Charles Dickens. Io il libro lo lessi tanti anni fa... e, se volete leggerlo anche voi, potete scaricarlo gratuitamente da Liber Liber: infatti è incluso nella ricca biblioteca del Progetto Manuzio (grazie a Sergio Sarnari che ha linkato per primo il pdf ).
scritto da gwendalyne alle ore 23:38 | permalink | commenti
categoria: libri, internet, televisione
mercoledì, 24 dicembre 2008
Vabbe' che a quest'ora della vigilia è troppo tardi per ispirare i miei eventuali lettori a corto di idee sui regali di Natale da comprare... però questo post ce l'avevo in cantiere, e tutto sommato mi dispiaceva cestinarlo!
Giorni fa mi chiedevo: adesso che la saga di Harry Potter si è conclusa, J.K. Rowling si concederà il lusso di vivere di rendita (è talmente ricca che i suoi discendenti saranno a posto per generazioni), oppure dalla sua penna uscirà ancora qualche inedito, per la gioia dei suoi fan? La risposta l'ho avuta poco dopo, sfogliando la copia natalizia de Il libraio, "pseudoperiodico" (esce cinque volte all'anno) edito dal gruppo editoriale Mauri Spagnol al quale ci si può abbonare gratuitamente per tre anni compilando questo form.
Insomma, è appena uscito Le fiabe di Beda il Bardo, pseudobiblium (a questo punto diventato un libro vero e proprio) che ha un ruolo di primo piano in Harry Potter e i doni della morte, settimo e ultimo capitolo della saga. In effetti ne aveva già parlato la Rowling stessa sul suo sito (che, come potrete notare, prediligo in formato solo testo). Dapprima l'autrice aveva scritto a mano sette copie di The Tales of Beedle the Bard: sei di queste sono andate a persone che, nel corso degli anni, sono state più coinvolte nella faccenda di Harry Potter, mentre la settima è stata venduta all'asta destinando il ricavato in beneficenza. Della pubblicazione vera e propria del libro si è poi parlato qui e qui. Vale la pena di sottolineare che la Rowling non ha pubblicato Le fiabe di Beda il Bardo allo scopo di arricchirsi ulteriormente sfruttando il più possibile il fenomeno Harry Potter: i proventi delle vendite andranno al Children's High Level Group (CHLG), istituzione benefica inglese che ha lo scopo di migliorare la vita dei bambini disagiati in tutta Europa... quindi comprarlo è cosa buona! Io lo farò dopo Natale, probabilmente.
Sempre a proposito di idee regalo, vi segnalo:
  • Blogstar Game, il gioco che tutti i blogger che si rispettino dovrebbero avere  (per quanto mi riguarda, penso che lo scaricherò "aggratisse" per valutarlo, poi... chissà).
  • Per i fumatori incalliti, EcoCigarette ed EcoCigar, che dovrebbero avere lo stesso gusto rispettivamente delle sigarette e dei sigari, ma il fumo che emettono è non dannoso. Se fossero davvero una valida alternativa al tabacco, per certe multinazionali sarebbe la fine... ma sarà proprio così?
  • Per bambini di tutte le età, il dinosauro hi-tech Pleo: praticamente la versione iper-evoluta del tamagotchi... nonché l'apoteosi del superfluo!
Non mi viene in mente nessun modo originale per fare gli auguri ai lettori di questo blog, e, dopo aver letto questo post di Paul the Wine Guy, temo che pure l'annuale operazione-auguri-via-mail-e-sms si complicherà non poco per me...  Per il momento vi saluto segnalandovi che johnny8joker ha messo sul suo sito la canzone natalizia All The Time Forever In Your Love. Ascoltatela, è piacevole!


Felice Natale a tutti voi!


(L'albero l'ho trovato qui)
scritto da gwendalyne alle ore 20:11 | permalink | commenti (2)
categoria: libri, tecnologia, internet, salute e bellezza
venerdì, 21 novembre 2008
Lunedì sera Raiuno ha trasmesso La luna di carta, l'ultima delle quattro puntate inedite della serie televisiva dedicata al commissario Montalbano (stranamente, nella sequenza dei romanzi, La luna di carta precedeva La vampa d'agosto, Le ali della sfinge e La pista di sabbia, mentre le relative fiction erano già andate in onda nelle scorse settimane). Io la puntata me la sono guardata la sera successiva, dato che l'avevo registrata.
Beh, che dire? Un ottimo prodotto, come al solito; l'unica cosa che mi ha un po' "strammata" era la disinvoltura nell'accentazione di certi cognomi. Questa volta i personaggi dicevano indifferentemente Sclàfani oppure Sclafàni; in altre occasioni, invece, Cùffaro si era alternato con Cuffàro. Ok, mi rendo conto che il fatto che io badi a certi dettagli pressoché irrilevanti può sembrare bizzarro... ma non posso farci niente: mi è inevitabilmente venuto il dubbio su quale fosse la pronuncia corretta!
Per non farmi trovare "impreparata", questa volta avevo riletto anche il romanzo, e ne approfitto per riportarne alcuni brani.
A pagina 64 il mitico centralinista Catarella, il quale affianca ad un modo di parlare tutto suo una sorprendente dimestichezza con l'informatica, è alle prese con il computer della vittima.
Catarella aviva addrumato il portatile e macari lui armiggiava.
«Dottori, difficillimissimo è».
«Pirchì?».
«Pirchì c'è la guardia ai passi».
Montalbano strammò. Quale guardia? Quali passi?
«Catarè, che minchia dici?».
«Dottori, ora ci lo spiego. Quanno uno non voli che uno gli talia le cose intime che ci ha dintra, ci mette una guardia ai passi».
Montalbano accapì.
«Una password?».
«E io che dissi? La stissa cosa dissi. E si uno non ci dice la palora d'ordine, la guardia non ti fa passari».
«Allora siamo fottuti?».
«Non è ditto, dottori. Gli bisognerebbe un foglio indovi che c'è scritto nomi e cognomi del propietario, data di nascita, nomi della mogliere o della zita e del frati e della soro e della matri e del patre, del figlio mascolo se ne ha, della figlia fìmmina se ne ha...».
Questo non è che uno dei brani dai quali desumo che Andrea Camilleri, invece, di informatica ne capisce poco o niente. Come si fa a dare così per scontato che una persona adotti criteri tanto banali e prevedibili per scegliere una password? (Tanto per la cronaca, io mi regolo in ben altra maniera)
Il perché del titolo del romanzo e della fiction è spiegato a pagina 259:
Quann'era picciliddro, una volta sò patre, per babbiarlo, gli aviva contato che la luna 'n cielu era fatta di carta. E lui, che aviva sempre fiducia in quello che il patre gli diciva, ci aviva criduto. E ora, maturo, sperto, omo di ciriveddro e d'intuito, aviva nuovamente criduto come un picciliddro a dù fìmmine, una morta e l'altra viva, che gli avivano contato che la luna era fatta di carta.
Infine, ecco la nota conclusiva dell'autore:
È la solita avvertenza che oramà mi sono stuffato di fari: questa storia me la sono inventata. Epperciò macari i personaggi (coi loro nomi e cognomi) e le situazioni nelle quali si vengono a trovare appartengono alla fantasia. Qualichi omonimia quindi è del tutto casuale.
Non so perché, ma leggendo a pagina 41 mi è venuto il sospetto che la storia non fosse poi così slegata dalla realtà, invece...
Durante il tirribilio dell'uragano di Mani pulite [il senatore Nicotra] si era trasformato in sottomarino, navicando sott'acqua a quota periscopio. Era assumato solo quanno aviva visto che c'era la possibilità di gettare l'ancora in un porto sicuro: quello appena appena costruito da un ex palazzinaro milanisi, doppo addivintato proprietario delle tre maggiori televisioni private italiane e doppo ancora deputato, capo di un partito personale e primo ministro.
Dopo aver finito di vedere la fiction, ho terminato di leggere L'età del dubbio, l'ultimo romanzo della serie in ordine di tempo. Questa volta Salvo non tradisce Livia con il corpo, ma con la mente sì, altroché... Come va a finire? Vi dico solo che, quando sono arrivata all'ultima riga, ero senza fiato... dallo stupore? Beh, diciamo di sì... e prendiamo per buono che quello fosse l'unico finale concepibile dal punto di vista dell'economia della storia!
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categoria: libri, televisione
lunedì, 03 novembre 2008
Record di ascolti per La vampa d'agosto, prima delle quattro puntate in prima visione su Raiuno tratte da altrettanti romanzi di Andrea Camilleri con protagonista Salvo Montalbano. Oltre nove milioni di telespettatori hanno assistito all'adulterio commesso dal commissario ai danni della fidanzata storica Livia con una ragazza molto più giovane, dalla quale si è lasciato "rivoltare come un pedalino". Davvero una fiction di qualità, con un Luca Zingaretti come sempre bravissimo e pure molto affascinante. E stasera è la volta di Le ali della sfinge. Per gli appassionati del Montalbano televisivo il sito Montalbano.tv è imperdibile.
In attesa di comprare e divorare L'età del dubbio, l'ultimo romanzo uscito da poco, ho placato la mia "crisi di astinenza" da Montalbano leggendo il racconto a puntate La finestra sul cortile, scritto da Camilleri per il sito AgrigentoNotizie.it. Ho notato un paio di sviste e qualche refuso di troppo... ma è pur sempre un testo piuttosto godibile!
scritto da gwendalyne alle ore 16:00 | permalink | commenti (2)
categoria: libri, televisione
giovedì, 16 ottobre 2008
No, vi prego... Federico Moccia che discetta sul mondo giovanile, perché come li capisce lui i gggiovani non li capisce nessuno, risparmiatemelo!  Secondo lui la chiave di tutto è che «contano solo i sentimenti» (cosa c'entrino con certi atti di razzismo, bullismo e violenza, lo sa solo lui). Davvero un ottimo traino per il suo ennesimo romanzetto per teenager, non c'è che dire. (Ah, non esiste proprio che lo leggo... ci sono già cascata una volta, e non intendo rifarlo!)
scritto da gwendalyne alle ore 22:46 | permalink | commenti
categoria: libri, film
lunedì, 06 ottobre 2008
Tempo fa, a casa di un'amica, ebbi modo di sfogliare il libro Fare il verso al pappagallo e altri rompicapi logici, ivi inclusa una stupefacente avventura nel mondo della logica combinatoria di Raymond Smullyan, un classico della matematica ricreativa che conquistò il mio interesse. Purtroppo quel volume risulta pressoché introvabile in giro; più semplice da reperire è Qual è il titolo di questo libro? L'enigma di Dracula e altri indovinelli logici dello stesso autore, ma purtroppo l'edizione disponibile sia su IBS sia su BOL è tutt'altro che economica. Avevo comunque aggiunto il volume alla lista dei libri da comprare, e oggi sono finalmente riuscita a portarmelo a casa a soli 9,99 €: si tratta infatti della terza uscita della collana Sfide matematiche, di cui ho già parlato qui. Dalla prima impressione che ho avuto sfogliandolo rapidamente, ne sono entusiasta! Non ci vuole poi molto per farmi contenta...
scritto da gwendalyne alle ore 19:35 | permalink | commenti
categoria: libri, scienze, in edicola
sabato, 20 settembre 2008
In queste settimane le edicole sono invase dalle prime uscite delle raccolte più disparate: dal corso di lingua cinese di DeAgostini ai santini e rosari di Hachette, dalla deliziosa collezione Maison et Boutiques di Delprado al servizio da tavola juventino di Hobby & Work (che è decisamente eccessivo perfino per me! ). Di questa smania collezionistica ha già parlato tempo fa Dania. Ho sentito dire che le nuove collezioni si concentrano in questo periodo dell'anno per precise ragioni di marketing, ma non so altro.
Visto il prezzo scontato, la tentazione di collezionare un po' di prime uscite è stata forte, ma sono riuscita a trattenermi... tranne che in un caso. Dopo aver visto in televisione la pubblicità della collana Sfide matematiche - I classici della matematica ricreativa di RBA Italia, sono corsa in edicola ad acquistare la prima uscita al prezzo di 4,99 €: il libro Ah! Ci sono! Paradossi stimolanti e divertenti di Martin Gardner. L'altro giorno in pullman ho iniziato a sfogliarlo, ma dopo un po' ho dovuto distogliere la mente: una lettura non proprio distensiva, ma molto interessante, ideale da degustare a piccole dosi. Il volume è organizzato in sei capitoli dedicati rispettivamente alla logica, ai numeri, alla geometria, alla probabilità, alla statistica e al tempo; direi che potrebbe piacere anche a coloro che considerano l'espressione "matematica ricreativa" alla stregua di un ossimoro,  ma apprezzano il pensiero filosofico e i ragionamenti astratti.
Nel libro trovano spazio paradossi celebri, come quello del mentitore...
Si dice che Epimenide abbia affermato che «Tutti i Cretesi sono mentitori». Dato che Epimenide era cretese, ha detto la verità?
..., quello di Socrate e Platone, che in forma semplificata si esprime come
A: la frase B è falsa.
B: la frase A è vera.
... e quello del barbiere:
Se il barbiere rade tutti e soli gli uomini della città che non radono sé stessi, chi rade il barbiere?
Ce ne sono poi molti altri, magari più insoliti ma non meno avvincenti.
Era inclusa una cartolina per ricevere i tre volumi successivi (tra i quali questo del grande Raymond Smullyan) a 9,99 € anziché 29,97 €, e stavo quasi per spedirla, ma poi ho lasciato perdere perché ho letto che ogni mese mi sarebbero stati recapitati quattro nuovi titoli a 9,99 € l'uno. In visione gratuita per 15 giorni e senza impegno, è vero... ma preferisco evitare di sobbarcarmi l'onere di rimandare indietro il pacco, se già so che non li tratterrò; mi piacerebbe tanto, ma in casa lo spazio scarseggia... e il piano dell'opera prevede un totale di quaranta volumi!
scritto da gwendalyne alle ore 23:07 | permalink | commenti (4)
categoria: libri, scienze, in edicola
venerdì, 19 settembre 2008
Tra i libri che dovetti leggere ai tempi del liceo, ricordo I Malavoglia... perciò mi ha incuriosita il dibattito sorto in Rete per stabilire che cosa siano esattamente i lupini menzionati da Giovanni Verga; dal romanzo non si capisce bene. Ne aveva parlato quasi un anno fa Akille, e ieri Luca Sofri è ritornato sull'argomento. Qualcuno pensa che sia una questione di lana caprina? Suvvia, un po' di rispetto per un classico della letteratura italiana!
Alcuni per lupini intendono una particolare qualità di vongole, secondo altri si tratta di quei gustosi legumi gialli (che in romanesco si chiamano fusaje) solitamente venduti alle sagre. Per quanto mi riguarda, dopo aver letto le considerazioni inviate da una studentessa di Lettere a Luca Sofri, la bilancia tende a inclinarsi definitivamente dalla parte delle fusaje...
A proposito, mi ricordo che i famosi lupini venivano citati in un capitolo del libro di Mitì Lo stupidario della maturità, quello che mi ispirò la stesura de Il fu Mattia Pasqual!
scritto da gwendalyne alle ore 18:25 | permalink | commenti (2)
categoria: libri, internet, mangiare e bere
domenica, 07 settembre 2008
Sono ormai parecchi i blogger che, dopo essersi fatti conoscere nel mondo virtuale, sono riusciti nell'impresa di dare alle stampe il frutto del loro ingegno. L'ultima in ordine di tempo è Claudia De Lillo, titolare del blog nonsolomamma nel quale racconta in modo esilarante la sua vita da "casalinga disperata" alle prese con due "hobbit", un marito che lavora a Londra e la professione di giornalista finanziaria. Non a caso lei stessa si paragona a Elastigirl, protagonista de Gli Incredibili... (Fra parentesi, a mio avviso uno dei pochi film d'animazione che i grandi possono guardare assieme ai bambini divertendosi come loro, se non di più... ma io non faccio testo, visto che adoro il genere!)
Il libro di Claudia, che si intitola come il blog, uscirà il 18 settembre... e, anche se ovviamente non l'ho letto, ho la sensazione che potrebbe divertire e magari rincuorare tante mamme moderne!
Anche a me piacerebbe tanto pubblicare un libro, ma al momento nel cassetto non ho niente da sottoporre alle case editrici... e, se anche ce l'avessi, credo che alla fine dovrei accontentarmi di rivolgermi a servizi come questo, che permette anche di calcolare un preventivo. Ad esempio quaranta copie in bianco e nero con copertina morbida di un tascabile da 150 pagine verrebbero a costare 232,96 euro. Certo, sarebbe decisamente meglio essere pagati anziché pagare per pubblicare un libro, ma sono pochissimi quelli che ce la fanno... e comunque, come dice la pubblicità, distribuire la propria creazione ad amici, parenti e conoscenti non ha prezzo!
scritto da gwendalyne alle ore 21:58 | permalink | commenti (4)
categoria: libri, internet
lunedì, 18 agosto 2008
Il mio codice etico mi impediva di spendere soldi per acquistare Lezioni intime di Valeria Marini, del quale avevo già parlato qui... però, lo possino!, quel libro un po' mi incuriosiva, tanto che giorni fa non ho resistito alla tentazione di sfogliarne furtivamente una copia presa dalla pila esposta in un centro commerciale. Per fortuna che c'è Betty Moore, del blog "le Malvestite", che ha provveduto a soddisfare la mia curiosità confezionando un post chilometrico con tutti gli aspetti dell'"imperdibile" pubblicazione che reputava degni di nota. Qualcosa di sconvolgente e a tratti allucinante...
scritto da gwendalyne alle ore 17:28 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, internet
venerdì, 11 luglio 2008
Non mi reputo una benpensante né tantomeno una moralista (cosa posso farci se molti dei più intransigenti bacchettoni iniziano così i loro discorsi? ). Quando Simona Ventura ha raccontato nella sua autobiografia di aver abortito da ragazzina, spiegando che ne parlava «perché voglio che si capisca che abortire è una scelta dolorosa, ma che la libertà va lasciata alle donne», ho voluto credere alla sua buona fede. Ma mi sono letteralmente cascate le braccia quando ho letto che Valeria Marini, nel suo nuovo "imperdibile" libro, racconta di aver vissuto un'esperienza analoga, nel corso della sua relazione con Vittorio Cecchi Gori, in questi termini: «Ero disposta a qualsiasi sacrificio, ma quando ho dato la notizia a Vittorio, la sua risposta è stata: "E come facciamo ad andare in barca?"... Di comune accordo abbiamo deciso di interrompere la gravidanza». Oggi la "burrosa" showgirl, la cui sovraesposizione è per me uno dei più grandi misteri dei media italiani, ha la faccia tosta di affermare che non ha mai smesso di pensare a un figlio... Meglio che non mi pronuncio, va'!
scritto da gwendalyne alle ore 17:45 | permalink | commenti
categoria: libri
venerdì, 20 giugno 2008
Nella serata di giovedì della settimana scorsa, dopo essere andata al cinema a vedere Quando tutto cambia, ho visto Noi due, fiction giovanilistica per eccellenza trasmessa da Raidue. Come storia d'amore non era delle peggiori, sicuramente più credibile rispetto a Tre metri sopra il cielo; l'aspetto più irritante erano le canzoni degli Zero Assoluto nella colonna sonora!
Quello che non mi spiego è perché nei titoli di testa abbiano tenuto a precisare che la fiction era liberamente ispirata a Jack Frusciante è uscito dal gruppo. A suo tempo il romanzo l'avevo letto, mi era pure piaciuto abbastanza, e per l'occasione l'ho riaperto... ma tutte queste analogie con la fiction non le ho notate: a mio avviso la produzione avrebbe potuto tranquillamente fare a meno di citare il romanzo, senza che Enrico Brizzi avesse motivo di rivendicare diritti d'autore. Secondo me l'aspetto centrale della trama (una malattia potenzialmente letale che incombe sulla felicità dei protagonisti) rende la fiction assai più simile a certi film hollywoodiani "strappalacrime".
Se non siete convinti, leggete qui la trama pressoché integrale di Noi due, qui quella di Jack Frusciante (dove la storia d'amore fra i protagonisti è minacciata da un assai meno tragico soggiorno di studio all'estero, tanto per dirne una)... eppoi ci sono Autumn in New York e Sweet November!
scritto da gwendalyne alle ore 16:07 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, film, televisione
mercoledì, 07 maggio 2008
Silvio Berlusconi non ha fatto in tempo a ricevere formalmente dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l'incarico di formare il nuovo governo, che subito ha reso nota la lista dei ministri. Come volevasi dimostrare, oltre alla ex showgirl Mara Carfagna (sarò schiava dei pregiudizi, ma non riesco a capacitarmi del suo incarico), ne fa parte anche Roberto Calderoli: per l'occasione è stato creato un dicastero apposta per lui, quello della Semplificazione. Vabbe' che si tratta di un ministero senza portafoglio, ma... la casta ringrazia!
A proposito, oltre a Gomorra devo ancora leggere pure La casta... ma devo ammettere non senza un certo imbarazzo che al momento sono impegnata con I love shopping per il baby (uscito da poco in edizione economica), ovvero la storia di una donna che non potrebbe essere più diversa da me di così... però mi diverte, che vi devo dire. Questa volta la mitica Becky è alle prese con gli acquisti per il nascituro, e davanti a vestitini deliziosi e articoli per l'infanzia assortiti arriva a dire «vale la pena di fare un figlio solo per tutte queste meraviglie»!
Tornando a noi, l'altroieri mi chiedevo come pensassero di agire le istituzioni per far fronte ai problemi di sicurezza resi tragicamente attuali dal pestaggio di Verona... e temo che le parole di Gianfranco Fini possano suggerire una risposta. Non so se sia peggio Berlusconi, che le spara grosse ma poi si difende con la scusa della battuta o affermando di essere stato frainteso, oppure lo stesso Fini che si è ben guardato dal fare una netta retromarcia, limitandosi a precisare che «i due fenomeni non sono paragonabili tra di loro». Allora come mai aveva detto che il gesto di bruciare le bandiere israeliane messo in atto da estremisti di sinistra (inqualificabile e idiota quanto volete, ma privo di conseguenze dirette serie) era «molto più grave» di un'aggressione barbara e animalesca da parte di sedicenti neofascisti nei confronti di un essere umano?
scritto da gwendalyne alle ore 21:15 | permalink | commenti (6)
categoria: politica, libri
lunedì, 05 maggio 2008
Ho scoperto che su Il Foglio di Giuliano Ferrara è stato pubblicato un articolo che definirei molto sgradevole su Roberto Saviano, autore del romanzo-verità Gomorra (non deve trattarsi di pura finzione, se il giovane è costretto ad andare in giro con la scorta). La scansione dell'articolo la trovate qui. Il punto di vista espresso dall'autrice mi è sembrato così ingiustificato che a questo punto mi è venuta una gran voglia di leggere appena possibile il libro di Saviano, che avevo comprato qualche mese fa per poi sistemarlo sul mio scaffale in attesa del momento propizio.
scritto da gwendalyne alle ore 21:31 | permalink | commenti (2)
categoria: libri, in edicola
sabato, 26 aprile 2008
Spero che Andrea Camilleri mi perdonerà per aver scelto una frase fatta di quelle che lui non sopporta come titolo per un post dedicato a Il campo del vasaio, il suo ultimo romanzo con protagonista Salvo Montalbano, che ho finito di leggere proprio stamattina. Chi non l'ha ancora letto, ma ha intenzione di farlo, è avvisato che quello che sto per scrivere potrebbe essere considerato spoiler! (A dire il vero, anche la recensione di Salvatore Silvano Nigro stampata sul risvolto di copertina svela fin troppi dettagli...)
Il summenzionato proverbio si riferisce a Mimì Augello, vice del commissario, il quale aveva fama di gran donnaiolo prima di conoscere Beba, la donna che poi sarebbe diventata sua moglie nonché la madre di suo figlio. Nel libro che ho appena letto Mimì cede all'irresistibile fascino di «una trentina stripitusa, bruna, molto àvuta, capilli longhi supra le spalli, occhi enormi e funnuti, vucca larga, labbra siliconate non da un chirurgo ma dalla natura stissa, denti boni per mangiari carni viva» (pag. 128). La "fìmmina" in questione manovra Mimì come un burattino... ma alla fine Montalbano riesce a gestire da par suo una situazione che rischiava di diventare "perigliosa assà" per il suo vice, agendo come «un puparo che s'arrabbattava a fari funzionari la rappresentazioni come meglio putiva e sapiva» (pag. 272-273).
Chissà com'è che Camilleri si raffigura nella sua mente l'aspetto fisico di Mimì, impersonato nella fiction televisiva dall'affascinante Cesare Bocci. Di sicuro, quando immagina il commissario, non pensa al suo interprete Luca Zingaretti, visto che scrive «Si fici attrovare che si dunduliava avanti e narrè col busto e le mano nei capilli» (pag. 271)!

Sempre a proposito di Augello, a pagina 33 del romanzo Il ladro di merendine Montalbano rimane nauseato dal fatto che Mimì sia solito cospargere di formaggio i primi piatti a base di pesce: «Persino una jena ch'è una jena e si nutre di carogne avrebbe dato di stomaco all'idea di un piatto di pasta alle vongole col parmigiano sopra!». E cosa dovrei dire io, che una persona con la stessa abitudine ce l'ho in famiglia?
scritto da gwendalyne alle ore 15:02 | permalink | commenti
categoria: libri, televisione, mangiare e bere
venerdì, 11 aprile 2008
È uscita l'autobiografia di Simona Ventura, il cui titolo è il suo famoso motto Crederci sempre, arrendersi mai (chissà perché hanno scartato l'opzione Come un limone tra le cozze... ). Uno dei tipici libri che, se proprio si è interessati al genere, si potrebbe anche tentare di leggiucchiare nei pressi dello scaffale della libreria, senza bisogno di acquistarlo: appena 118 pagine, per giunta illustrate, per un prezzo di copertina di 15 euro...
A proposito del suo chiacchierato rapporto con Giorgio Gori, marito di Cristina Parodi, la conduttrice l'ha definito «una passione cerebrale». Solo al settanta per cento, però: per il restante trenta per cento è stata fisica. Ora, se avesse detto «metà cerebrale e metà fisica», avrei anche potuto capire... ma cosa mi sta a significare «cerebrale al 70%»? Come si fa a calcolare il tasso di "cerebralità" e quello di fisicità di una relazione?
scritto da gwendalyne alle ore 15:06 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, televisione
giovedì, 20 marzo 2008
Ho fatto un test per scoprire quale delle eroine uscite dalla penna della scrittrice britannica Jane Austen è più simile a me. Ed ecco il risultato: «You are Fanny Price of Mansfield Park! You are quiet, faithful, and moral, but those around you may think you priggish. You love deeply... and jealously».
Traduco: «Sei Fanny Price di Mansfield Park! (Io, che della Austen ho letto solamente Orgoglio e pregiudizio, questo romanzo qua non l'avevo mai sentito nominare... ma adesso sono curiosa, ovviamente!) Sei tranquilla, fedele e onesta, ma le persone che ti stanno attorno potrebbero considerarti pedante. Ami profondamente... e gelosamente».

I am Fanny Price!

Se volete anche voi sottoporvi al test, vi avverto che è necessaria una buona conoscenza dell'inglese. Io ho dovuto fare frequentemente ricorso all'aiuto del software Babylon, che trovo indispensabile per visitare siti non in lingua italiana.
scritto da gwendalyne alle ore 16:32 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, informatica, internet
mercoledì, 19 marzo 2008
Esce domani Il campo del vasaio, l'ennesimo romanzo di Andrea Camilleri sul commissario Montalbano. Ovviamente non intendo perdermelo, e al più presto quel volume finirà sul mio scaffale virtuale di aNobii a far compagnia agli altri diciassette libri dello stesso autore. Temo però che, se non in questo, in uno dei prossimi romanzi la sorte del personaggio sia segnata... come consigliava al Sommo () il blogger scrittore Fino. (Intanto io spero che Salvo e Livia si mollino, una buona volta!)
scritto da gwendalyne alle ore 14:50 | permalink | commenti (3)
categoria: libri
venerdì, 29 febbraio 2008
Mi raccomando... se domani vi trovate a Pescara, ricordatevi che alle 15 presso la Libreria Feltrinelli di Corso Umberto si terrà l'incontro sull'endometriosi del quale ho parlato qui. Io ci andrò, sempre che il raffreddore che mi ha occluso le vie respiratorie non peggiori ulteriormente!
scritto da gwendalyne alle ore 18:43 | permalink | commenti
categoria: libri, salute e bellezza
giovedì, 28 febbraio 2008
Ho scoperto che Massimo Di Cataldo è in polemica con Federico Moccia. Quest'ultimo ha notoriamente scritto un libro e diretto un film intitolati Scusa ma ti chiamo amore, senza però mai citare un pezzo del cantautore romano dal titolo quasi identico: Scusa se ti chiamo amore. Come se non bastasse, la colonna sonora del film comprende un brano omonimo degli Sugarfree che a quanto pare somiglia in maniera sospetta alla canzone di Di Cataldo. Non entro nel merito dell'accusa, limitandomi a consigliarvi di ascoltare sul sito di Massimo il brano (inaspettatamente veemente) che lui ha composto in seguito a questa vicenda, dandogli un titolo emblematico: Tre metri sotto terra!
scritto da gwendalyne alle ore 19:53 | permalink | commenti
categoria: musica, libri
domenica, 24 febbraio 2008
Accolgo volentieri la segnalazione di un'assidua lettrice di questo blog, la quale è presidente dell'Associazione Progetto Endometriosi (A.P.E. Onlus), un'associazione di volontariato che si occupa di una malattia che colpisce in Italia circa 3 milioni di donne in età fertile: l'endometriosi, appunto.
Si tratta di una malattia complessa e cronica, fortemente dolorosa nel 70% dei casi, ed i sintomi molto spesso vengono assolutamente trascurati e sottovalutati anche dagli stessi specialisti. Forti dolori mestruali, dolori all'ovulazione, ai rapporti sessuali, infertilità sono solo alcuni dei sintomi più importanti della malattia.
Un'associata dell'A.P.E. Onlus, Veronica Prampolini, ha scritto un libro sulla sua esperienza con la malattia e con la fecondazione assistita, intitolato Canto XXXV - Inferno. Donne affette da endometriosi (che purtroppo non è attualmente disponibile su IBS, ma varrà la pena di cercarlo da qualche altra parte).
Per cercare di fare informazione e quindi prevenzione sulla malattia, l'A.P.E. Onlus ha organizzato una serie di incontri e presentazioni nelle librerie. Il giorno 1° marzo alle ore 15 sarà la volta della Libreria Feltrinelli di Corso Umberto 5-7 a Pescara, e sarà presente il dottor Zulli, ginecologo.
Vorrei invitare a mia volta tutti i lettori di questo blog a diffondere notizia di questo incontro, che è gratuito ed aperto a tutti: ovviamente mi aspetto un particolare interesse da parte delle lettrici, e spero che vorranno partecipare all'iniziativa di sabato prossimo, se si trovano nei dintorni!
scritto da gwendalyne alle ore 18:25 | permalink | commenti (4)
categoria: libri, salute e bellezza
domenica, 24 febbraio 2008
Mi sono da poco registrata su aNobii, un sito imperdibile per i lettori più accaniti. Non ho ancora scoperto tutte le funzionalità che offre; finora mi sono limitata ad inserire nella mia libreria virtuale buona parte dei volumi allineati sullo scaffale che ho davanti in questo momento (un po' un lavoraccio, ma se si conosce il codice ISBN del libro è tutto assai più rapido), e il sito ha individuato automaticamente gli utenti i cui gusti sono più simili ai miei, così volendo potrò dare un'occhiata alle loro librerie. Se vi va di curiosare nel mio scaffale, potete cliccare qui. Non potrete fare a meno di notare che il Commissario Montalbano e Harry Potter la fanno da padroni, ma pure che negli ultimi anni si è accumulato un buon numero di libri che devo ancora leggere, pur avendoli presi con tanta buona volontà. Voi da quale comincereste?
scritto da gwendalyne alle ore 16:31 | permalink | commenti (4)
categoria: libri, internet
sabato, 16 febbraio 2008
La lettura del romanzo conclusivo della saga su Harry Potter sta procedendo un po' a rilento. Sono arrivata poco oltre la metà, a pagina trecentosettantaquattro, quella in cui vengono menzionati per la prima volta i fantomatici doni della morte del titolo. Ho l'impressione che la storia non ingrani, i frequenti combattimenti magici sono difficili da seguire, la lontananza dei personaggi da Hogwarts si fa sentire, e la Rowling sembra essere stata colta dalla smania di inserire nell'ultimo libro tutte le informazioni possibili e immaginabili per completare il quadro. Sono rimasta di stucco quando ho letto a pagina trecentocinquantuno una vera e propria parolaccia: Hermione definisce Ron un «enorme st***zo»!
scritto da gwendalyne alle ore 14:38 | permalink | commenti
categoria: libri
sabato, 02 febbraio 2008
In qualità di lettrice di tutti i romanzi dedicati al commissario Montalbano, tempo fa mi ero iscritta (o meglio registrata) al Camilleri Fans Club... ed oggi per la prima volta mi è arrivata via e-mail la newsletter. Leggendola, ho appreso che la pubblicazione da parte di Sellerio Editore del prossimo romanzo su Montalbano, intitolato Il campo del vasaio, è prevista per i primi mesi di quest'anno. Però ho scoperto anche «una curiosità: l'ultimo romanzo del ciclo del Commissario Montalbano, intitolato Riccardino [del quale è già possibile leggere un'anteprima], per espresso volere dell'Autore sarà pubblicato postumo». Ciò mi ha messo una certa tristezza, e mi è venuto da pensare che i fan più accaniti della saga del commissario arriveranno ad augurarsi che il Sommo (come viene appellato su Vigata.org) passi a miglior vita il più presto possibile, per poter sapere come vanno a finire le familiari vicende! Una situazione che mi ricorda sotto certi aspetti il film Misery non deve morire... però all'opposto.
scritto da gwendalyne alle ore 16:11 | permalink | commenti
categoria: libri
venerdì, 18 gennaio 2008
Oggi sono stata in ospedale per una visita medica, e nella sala d'attesa c'era un televisore sintonizzato su Canale 5. Sono andati in onda uno di seguito all'altro Uomini e donne e Amici, due programmi che di solito evito accuratamente... e invece oggi mi è toccato sorbirmeli. Anche se non guardavo, il solo audio di sottofondo è stato sufficiente a smuovermi la nervatura La De Filippi, poi, non la reggo: non soltanto ha una voce gradevole come un graffio sulla lavagna, ma decisamente la sua idea di televisione non fa per me. L'unico aspetto positivo di Uomini e donne è la parodia che a Zelig ne fanno Claudio Bisio, Katia e Valeria, alias Claudiano, Katiana e Valeriana: i loro atteggiamenti sono troppo uguali a quelli dei tronisti e delle corteggiatrici del programma originale!
Concludo con una rielaborazione del brano Dieci ragazze di Lucio Battisti, tratta da Sempre cara mi fu quest'ernia al colon:
«Ho visto un uomo che moriva per amore,
ne ho visto un altro che più lacrime non ha;
devo smetterla di guardare i programmi della De Filippi
»
scritto da gwendalyne alle ore 21:05 | permalink | commenti (1)
categoria: citazioni, libri, televisione
martedì, 15 gennaio 2008
Mercoledì scorso il signor IBS (bontà sua) mi ha scritto per informarmi del ritardo del mio ordine, dovuto al fatto che «Internet Bookshop ha traslocato il proprio magazzino durante le festività natalizie. Purtroppo le operazioni di trasloco hanno richiesto un tempo superiore al previsto. La situazione sta ora tornando alla normalità e pertanto prevediamo di spedire il suo ordine entro la fine di questa settimana». Oggi il pacco è finalmente arrivato. Poiché sono il tipo di persona che inizia un libro solamente se ha il tempo di finirlo entro pochi giorni, prevedo che dovrò lasciare in standby i miei acquisti per un po'. Quando sarà il momento, ancor più dell'attesissimo Harry Potter e i doni della morte, immagino che almeno La casta e Gomorra meriteranno una "recensione". Finora mi sono limitata a sfogliare avidamente Sempre cara mi fu quest'ernia al colon, scoppiando spesso a ridere da sola come una pazza. L'idea dei fincipit, oltre che geniale, sembra perfetta per stuzzicare il mio personalissimo senso dell'umorismo. Grazie per avermi regalato un po' di buonumore (che male non fa di certo), eio, e complimenti! Chissà se un giorno riuscirò anch'io a trarre qualcosa di concreto dal mio blog...?
scritto da gwendalyne alle ore 16:23 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, internet
lunedì, 14 gennaio 2008
Ieri sera ho voluto rivedere, poiché non me la ricordavo per niente, la fiction Par condicio interpretata dal bravissimo Luca Zingaretti nei panni del celebre commissario Montalbano. Prima di dormire ho poi riletto il racconto omonimo da cui era tratta la fiction, inserito nella raccolta Un mese con Montalbano. Ebbene, non soltanto la sceneggiatura televisiva prevedeva varie situazioni di cui non c'era traccia nel racconto (del resto bisognava inventarsi qualcosa per mettere insieme quasi due ore di film partendo da undici pagine di libro)... ma anche il nucleo della storia è stato pressoché stravolto. Per dire, sono state date due versioni praticamente opposte dell'adulterio da cui prende inizio la vicenda. Comunque, non c'è che dire: anche se a mio parere non era questa la migliore creazione di Andrea Camilleri, è sempre bello immergersi nella realtà montalbaniana, nonché rifarsi gli occhi con certi scorci mozzafiato della Sicilia. Sono sempre dell'idea che la vignetta di Silver della quale ho parlato qui fosse tutt'altro che azzeccata: un Montalbano che si esprime in perfetto italiano sarebbe inconcepibile!
scritto da gwendalyne alle ore 18:20 | permalink | commenti
categoria: libri, televisione
sabato, 05 gennaio 2008
A mezzanotte, ora prevista per l'uscita dell'attesissimo Harry Potter e i doni della morte, un sacco di gente ha affollato le librerie, eccezionalmente aperte per l'occasione. L'ordine che avevo fatto online, però, non risulta ancora spedito. Uffa, ma visto che il libro era pronto in magazzino da giorni, il signor IBS non avrebbe potuto spedire il pacco in anticipo, in modo che arrivasse oggi? Vabbe' che tanto so già come va a finire, e per il momento non ho il tempo di dedicarmi in santa pace alla lettura delle settecentodue pagine del romanzo, ma...
scritto da gwendalyne alle ore 18:25 | permalink | commenti
categoria: libri, internet
domenica, 30 dicembre 2007
Mesi fa ho ordinato su IBS Harry Potter e i doni della morte, che uscirà in Italia il 5 gennaio. In prossimità di tale data non ho resistito alla tentazione di aggiungere a quell'ordine altri libri di vario genere, alcuni dei quali rischiano già di andare a fare compagnia a quelli che ho preso un po' per curiosità e poi lasciato in standby negli ultimi anni; Il Signore degli Anelli sembra quasi guardarmi con aria di rimprovero...  Già mi sto chiedendo dove potranno trovare posto questi nuovi amici cartacei. Vabbe', comunque, se tutto va bene questo blog accoglierà nei prossimi mesi qualche mia personalissima "recensione"!
scritto da gwendalyne alle ore 12:32 | permalink | commenti (1)
categoria: libri
domenica, 09 dicembre 2007
Se mai avessi avuto la benché minima voglia di leggere l'ultimo libro di Bruno Vespa, la sua assillante presenza con finalità promozionali in tutte le principali trasmissioni televisive me l'avrebbe fatta passare già da un pezzo!
scritto da gwendalyne alle ore 21:50 | permalink | commenti (4)
categoria: libri, televisione
lunedì, 26 novembre 2007
Questa settimana il palinsesto della prima serata di Raiuno è caratterizzato da due veri e propri eventi televisivi.
Stasera, dopo almeno un mese di martellante promozione, andrà in onda La situazione di mia sorella non è buona, con Adriano Celentano. Al di là della curiosità di capire meglio il perché del titolo (pare che si riferisca alla Sorella Terra, mentre per fortuna la sorella del Molleggiato sta benissimo), non sono sicura di voler seguire lo show: Celentano come cantante non mi fa impazzire, e come telepredicatore è troppo pesante.
Giovedì sera sarà la volta de Il V dell'Inferno, in cui Roberto Benigni reciterà ed interpreterà da par suo il canto della Divina Commedia che mi è rimasto più impresso dai tempi della scuola: quello in cui Dante e Virgilio attraversano il cerchio dei Lussuriosi ed incontrano Paolo e Francesca. Lo show di giovedì inaugurerà Tutto Dante, una serie di tredici imperdibili (almeno per me) appuntamenti che saranno trasmessi in seconda serata sempre su Raiuno a partire da mercoledì 5 dicembre.
scritto da gwendalyne alle ore 15:21 | permalink | commenti
categoria: musica, libri, televisione
lunedì, 12 novembre 2007
Ho cercato su Wikipedia informazioni riguardanti Filippo Timi, l'attore e scrittore che ho visto per la prima volta nella puntata de Le invasioni barbariche di cui ho parlato qui. Ho scoperto che il suo romanzo Tuttalpiù muoio, che narra le vicissitudini di un giovane balbuziente e gay, è fin troppo autobiografico... infatti nella pagina di Wikipedia c'è il link a un'intervista che Timi ha rilasciato a Gay.tv, e che lascia adito a ben pochi dubbi.
Normalmente non avrei fatto una piega... ma, poiché a me il giovanotto tutto sommato non dispiaceva, a questo punto mi è tornata alla mente la scena di un film che... non mi ricordavo quale fosse, ma il solito Google mi ha aiutata. Si trattava di In & Out, e la scena è questa (in lingua originale, ché in italiano non l'ho trovata). In sintesi: Emily (Joan Cusack), dopo essere stata mollata alla vigilia delle nozze dal fidanzato Howard (Kevin Kline) che si è reso conto di essere omosessuale, va in un locale con l'intenzione di bere per dimenticare, e lì incontra il fascinoso Peter (Tom Selleck). Gli fa delle avance, e quando lui le confessa di essere gay lei sbotta in un esasperato: "Ma sono tutti gay?!?!? Cos'è, un film di fantascienza?????".
scritto da gwendalyne alle ore 19:26 | permalink | commenti
categoria: libri, film, televisione, uomini
giovedì, 08 novembre 2007
Questo post meriterebbe un tag teatro... ma, poiché tale forma d'arte è un genere che purtroppo frequento poco, non mi sembra il caso di creare una categoria apposita. Stasera si parla di teatro, comunque.
L'altro giorno, mentre girovagavo in un centro commerciale, ho scoperto che erano in vendita delle confezioni dvd + libro de Gli ultimi saranno ultimi, con Paola Cortellesi. Sapendo che quello spettacolo teatrale aveva ottenuto recensioni entusiastiche, ho deciso di acquistare una confezione, e l'altra sera ho guardato il dvd.
Paola è bravissima come sempre, non c'è che dire: pensate che dall'inizio alla fine in scena c'è soltanto lei, che interpreta tutti i personaggi (donne, uomini e trans di varia provenienza geografica) senza ricorrere ad alcun artificio o costume di scena, anzi indossando per tutto il tempo gli stessi semplicissimi vestiti: una maglia e un paio di pantaloni. Solamente leggendo i titoli di coda ho scoperto che erano addirittura firmati Prada; vabbe' che è notoriamente una griffe minimalista, ma... personalmente ritengo che alcuni degli abiti che ho dismesso in vita mia fossero in condizioni migliori!
Grande Paola, insomma... ma lo spettacolo in sé non mi è piaciuto tanto. Il ruolo attorno al quale ruota tutta la sceneggiatura, quello della precaria incinta Colacci Luciana, ha un suo perché: eccome se ce l'ha! Ma ho avuto l'impressione che gli altri personaggi siano stati inseriti quasi esclusivamente per dare modo all'attrice di esibire il suo indubbio talento e la sua poliedricità; in altre parole, affinché le si potesse dire "Ammazza, quanto sei brava!". Forse, quando avrò letto il testo della pièce sul libricino allegato e capito le parole che Paola, nella foga dell'interpretazione, non scandiva perfettamente, riuscirò ad apprezzare anche le sfumature...
scritto da gwendalyne alle ore 21:26 | permalink | commenti
categoria: libri, televisione
sabato, 03 novembre 2007
Una trascorre gran parte della sua carriera studentesca ad impegnarsi il più possibile... e poi, passando davanti allo scaffale di una libreria, si imbatte in questo libro (che ha anche un blog abbinato). Non ho parole!
scritto da gwendalyne alle ore 15:44 | permalink | commenti (2)
categoria: libri
mercoledì, 31 ottobre 2007
Lunedì sera su Raiuno è andata in onda l'ultima delle quattro puntate del polpetton... ehm, kolossal Guerra e pace, tratto dall'omonimo romanzo di Tolstoj, che confesso di non aver letto. Ecco qualche accenno sulla trama, corredato da alcune mie considerazioni.
  • Nella prima puntata abbiamo conosciuto i personaggi principali. Subito mi sono chiesta: "Ma perché Natasha Rostova non l'ha chiesta in moglie 'sto Pierre Bezukhov? Sembrano perfetti insieme... Saranno mica imparentati in qualche modo?". Però poi ho pensato: se la storia fosse andata così, le 1463 pagine (edizione Garzanti) del romanzo originale si sarebbero ridotte a neanche un centinaio... una situazione degna delle scenette di Teatro senza conflitto rappresentate a Zelig da Antonello Taurino e Rubes Piccinelli!
  • Natasha incontra il principe Andrej Bolkonskij e decide che è l'uomo della sua vita, sorvolando sul fatto che è sposato e che sua moglie Lise è pure incinta. Fra le innumerevoli scene che sono state lasciate all'immaginazione dei telespettatori, quasi me ne immaginavo una in cui Natasha infilza con gli spilloni una bambolina con le fattezze di Lise... la quale in effetti muore nel dare alla luce il suo bambino.
  • Frattanto l'ingenuo Pierre sposa Helene Kuragin, la figlia di un nobile che aveva tramato invano nell'ombra per impedire a Pierre di ereditare l'immensa fortuna del suo padre naturale. Insomma la ragazza, che di angelico ha solamente l'aspetto, ha accettato di sposare Pierre per puro interesse, non certo per amore... tanto è vero che alla prima occasione utile lo tradisce. Non appena Pierre lo scopre, decide di sfidare a duello il rivale, pur non avendo mai duellato in vita sua; miracolosamente rimane illeso, e addirittura è lui a ferire il suo antagonista, provando un gran sollievo per non averlo ucciso.
  • Invece Andrej e Natasha si ritrovano e scoppia l'amore, ma tra i due si frappone il padre di lui, che gli impone di aspettare un anno prima di sposarla. Così lui parte per la campagna militare.
  • Quando l'anno di lontananza sta per terminare, qualcuno cerca di attentare alla virtù di Natasha: è Anatole Kuragin, che ce l'ha con Andrej per averlo costretto ad un matrimonio riparatore con una contadina (non che Natasha gli dispiaccia). Ad incitare Anatole è la sorella Helene, la quale a sua volta vuole vendicarsi di un affronto subito da Natasha. La fuga di quest'ultima insieme ad Anatole viene sventata appena in tempo.
  • Quando Andrej viene a sapere del tradimento di Natasha, non sembra assolutamente intenzionato a perdonarla, e cova propositi di vendetta nei confronti di Anatole. Il significato della parola "perdono" Andrej lo scopre solamente dopo essere stato ferito in battaglia: si ritrova in infermeria accanto ad Anatole, il quale esala l'ultimo respiro proprio mentre Andrej gli tiene stretta la mano.
  • Andrej, in pessime condizioni di salute, viene riportato dai suoi cari e dichiara il suo amore a Natasha, la quale lo assiste amorevolmente. Ma alla fine il principe muore. Devo ammettere che a questo punto sono rimasta di sasso.
  • Sonja, la ragazza che amoreggiava da tempo con il fratello di Natasha, Nikolaj, non potendo garantirgli una dote decide di rinunciare a lui per consentirgli di sposare la ricca Marja, sorella di Andrej. Anche se mi ha fatto piacere che la dolce Marja sia scampata alla temuta zitellaggine, ho provato pena per Sonja, la quale alle nozze del suo ex aveva una faccia più da funerale che da matrimonio.
  • Si scopre che Pierre, scampato alla morte e rimasto vedovo (Helene ha contratto una malattia mortale da un suo amante), ha sempre amato Natasha, e pure l'affetto di lei nei suoi confronti si trasforma in qualcosa di più. Happy end.
  • Insomma, il finale che avevo prefigurato fin dall'inizio c'è stato... ma tutto quello che è successo per arrivarci mi ha lasciato l'amaro in bocca. E poi non mi convince che Natasha, dopo aver conosciuto l'amore passionale con Andrej, sia finita con un uomo fin troppo tranquillo e rassicurante come Pierre. È poco romantico, insomma!
  • Come si è visto, ho parlato ben poco della guerra. Le scene belliche (come pure le feste) sono state realizzate con grande accuratezza e dispendio di risorse... ma, fosse dipeso da me, si sarebbero potuti risparmiare tantissimi soldi!
  • Due parole su alcuni interpreti. Andrej era impersonato dall'intenso ed affascinante Alessio Boni, la cui presenza nel cast era il motivo principale per cui ho deciso di seguire la fiction. In barba alla mia prof di Filosofia, la quale disapprovava che noi ragazze rivolgessimo ai giovanotti certi apprezzamenti (li considerava un retaggio maschilista), mi viene da dire: "bono di nome e di fatto"! Pure l'attore che interpretava Pierre, il francese Alexander Beyer, aveva un suo perché... anche se gli occhiali démodé che ha indossato per quasi tutto il tempo non gli donavano affatto. L'interprete di Natasha, la francese Clémence Poésy, l'ho invece trovata insignificante e troppo "bambolosa": la Barbie è quasi più espressiva di lei!
scritto da gwendalyne alle ore 12:39 | permalink | commenti
categoria: libri, televisione, uomini
domenica, 21 ottobre 2007
J.K. Rowling in persona ha rivelato che Albus Silente, il Preside della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts frequentata da Harry Potter, era gay; io non l'avrei mai detto. E non è tutto: un blogger ha dedicato alcuni post a dimostrare la sua teoria secondo cui allo stesso Harry piacciono i maschi... ma Ginny Weasley, allora?
scritto da gwendalyne alle ore 12:55 | permalink | commenti
categoria: libri
venerdì, 19 ottobre 2007
Ho appena prenotato una copia di Harry Potter e i doni della morte, versione italiana del settimo e ultimo romanzo della saga dedicata al famosissimo maghetto, che uscirà il 5 gennaio 2008. Dovrò pazientare ancora due mesi e mezzo prima di scoprire cosa sono esattamente questi fatidici doni della morte (o reliquie mortali, come sembrava inizialmente che dovesse essere la traduzione di "deathly hallows"), e in che cosa si differenziano dagli horcrux. Non sapendo resistere alla tentazione degli spoiler, ho sbirciato su Wikipedia l'ingarbugliatissima trama, ma non ci ho capito granché... Mi sa che ho fatto bene a rinunciare all'impresa di leggere il libro in lingua originale!
scritto da gwendalyne alle ore 19:13 | permalink | commenti
categoria: libri
mercoledì, 10 ottobre 2007
Su TV Sorrisi e Canzoni ho letto la presentazione del libro Vademecum - 10 appunti utili per la vita, scritto dal dirigente televisivo Marco Palmisano. L'autore propone riflessioni sull'amicizia, l'amore, la famiglia, il lavoro... prendendo spunto dalla sua drammatica vicenda personale: nel 2001, in seguito a un apparentemente banale intervento per correggere la miopia, Palmisano ha subito un gravissimo danno neurologico che gli ha rovinato la vita. Le sue sofferenze l'avevano condotto ad un livello di disperazione tale che aveva deciso di farla finita, ma poi venne salvato dalla fede, e subito dopo conobbe su un sito Internet la dottoressa che poi è diventata sua moglie. Alla domanda "Cosa resta di tanto dolore?", Palmisano risponde così: "Mi ha insegnato molto, per esempio ad assaporare ogni dettaglio della vita come un regalo. Per me oggi è sconvolgente vedere persone sane che si lamentano, anziché gioire di tutto quello che hanno". E a proposito del suo libro, dice: "L'ho scritto perché un'esperienza come la mia porta a rivedere la vita e i suoi valori. E, spero, può illuminare la strada agli altri". Ho la sensazione che il libro di quest'uomo possa offrire importanti spunti di riflessione a chiunque, a me per prima... per cui mi riprometto di leggerlo al più presto.
scritto da gwendalyne alle ore 15:48 | permalink | commenti (3)
categoria: libri
sabato, 08 settembre 2007
Grazie all'intervento del tecnico di Telecom Italia, ieri la spia del mio modem ha finalmente smesso di lampeggiare, segnalando l'avvenuta connessione alla linea ADSL. Caro signor Telecom, dal momento che ho una tariffa flat, che ne diresti di rimborsarmi le quattro chiamate (molto più brevi del solito, a dire il vero) che ho fatto con la connessione a 56k per combattere le crisi di astinenza da Internet? No, eh? Vabbe', io ci ho provato...
E adesso... beccatevi una raffica di post!
Ho letto qui che a Federico Moccia è stato assegnato il premio Baccante 2007 per "avere riportato alla ribalta il romanzo sentimentale e aver avvicinato i giovani alla lettura". Se permettete, vorrei smontare entrambe le motivazioni.
  • "avere riportato alla ribalta il romanzo sentimentale"? Dopo aver letto "Tre metri sopra il cielo" (ma ho motivo di credere che nei romanzi successivi l'andazzo sia lo stesso), sono convinta che l'autenticità dei sentimenti narrati da Moccia sia tendente a zero, come ho già scritto qua.
  • "aver avvicinato i giovani alla lettura"? Ma i giovani d'oggi, se non se la sentono di dedicarsi alla lettura di opere più impegnative, come minimo leggono dei testi che sono caratterizzati da una forma letteraria, da un filo logico e da un'aderenza alla realtà ben superiore rispetto ai libri di Moccia: i manuali di istruzioni dei loro telefonini! (Vabbe', qui forse sono stata troppo acidella... )
scritto da gwendalyne alle ore 15:37 | permalink | commenti
categoria: libri, internet
sabato, 01 settembre 2007
Ieri sera, mentre gironzolavo in un centro commerciale, lo sguardo mi è caduto su una pila di libri: "La mia prigione" di Fabrizio Corona (per citare Tvblog, "il dio della letteratura perdoni l'editore e gli acquirenti, almeno per il titolo"). Poiché sono pur sempre una curiosona, ho preso in mano una copia e l'ho sfogliata. È incredibile quante assurdità abbia scritto (o abbia fatto scrivere) quell'individuo... e con quanta spocchia, poi!
Normalmente avrei reputato 4 euro e 90 centesimi un prezzo accettabile per portarmi a casa un volumetto che in fatto di comicità ha ben poco da invidiare a quelli dei comici di "Zelig", in un certo senso. Ma se Corona è diventato così famoso e ricco (molto più di quanto lo fosse prima di Vallettopoli, per sua stessa ammissione), è proprio grazie a queste piccole cose: la gente magari lo disprezza, ma poi cede alla curiosità di seguire le sue apparizioni televisive e leggere gli articoli che lo riguardano, anche solo per vedere fino a che punto riesce a spingersi; al mondo dei media, ovviamente, è convenuto adeguarsi a questo andazzo, regalando a Corona soldi e (im)popolarità.
Insomma, io ho resistito alla tentazione ed ho lasciato il libercolo al suo posto, dando il mio infinitesimale contributo all'esaurimento di questo fenomeno mediatico. Fate come me, se potete! Ve lo chiede anche Anna Lupini, che in fondo il libro l'ha comprato e letto per puro interesse professionale.
scritto da gwendalyne alle ore 21:51 | permalink | commenti (5)
categoria: libri
venerdì, 24 agosto 2007
Da qualche tempo l'ultima pagina del settimanale "TV Sorrisi e Canzoni" è dedicata a fumetti della serie "Attenti al Lupo - La televisione secondo Silver", nei quali Lupo Alberto ed i suoi amici parlano dei fenomeni televisivi più attuali. Ho sempre trovato queste vignette molto divertenti, spesso pungenti ed azzeccate... ma quella pubblicata sul penultimo numero di "Sorrisi", quello che riporta i programmi televisivi fino ad oggi, il disegnatore Silver se la sarebbe anche potuta risparmiare.
Nella vignetta Lupo Alberto ed il suo amico Enrico la Talpa discutono della possibilità di vendere all'estero le fiction poliziesche italiane. Enrico riferisce che per il presidente della Rai sarebbe una grande soddisfazione sentire il commissario Montalbano parlare in cinese. Lupo Alberto conclude dicendo: "Per me sarebbe già una grande soddisfazione sentirlo parlare in italiano...".
Per prima cosa, chiunque conosca le vicende del commissario Montalbano sa bene che la sicilianità è parte integrante del personaggio. Inoltre, è vero che nella fiction vengono spesso usate parole in dialetto siciliano, ma si tratta di un dialetto adattato per renderlo comprensibile anche a chi, come me, non è di "madrelingua sicula". Personalmente ho letto anche tutti i romanzi su Montalbano e, superata qualche piccola difficoltà iniziale sul primo libro, non ci ho messo molto ad imparare che "scanto" vuol dire "paura" e "taliare" significa "guardare". Infine trovo ammirevole la bravura dell'attore che interpreta il protagonista della serie, il romano Luca Zingaretti, anche nel rendere una parlata non facile come quella siciliana!
scritto da gwendalyne alle ore 15:42 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, televisione, in edicola
sabato, 18 agosto 2007
No, proprio non sopporto il fumo di sigaretta.
Il fumo ha un pessimo odore, rende irrespirabile l'aria degli ambienti chiusi, e a me fa venire il mal di testa in men che non si dica. In vita mia, che ci crediate o no, non ho mai neanche provato a fare un tiro di sigaretta... e di sicuro ne ho guadagnato in salute, oltre a risparmiare un sacco di soldi che sarebbero potuti letteralmente andare in fumo!
Adesso per fortuna in Italia è in vigore la legge che limita la possibilità di fumare nei locali pubblici chiusi, considerata una delle più restrittive d'Europa... ma, se dipendesse da me, vieterei di fumare anche nei locali all'aperto, perché nulla impedisce alle nubi di fumo, spinte da una corrente d'aria dispettosa, di dirigersi verso chi non le gradisce affatto. Trovo particolarmente sgradevole respirare, mentre sto ancora mangiando, il fumo delle sigarette che i vicini di tavolo si concedono quando loro hanno finito di mangiare.
E mi dispiace per lo scrittore Andrea Camilleri, accanito fumatore che ogni tanto approfitta dei suoi romanzi sul commissario Montalbano per lanciarsi in un'arringa in difesa dei fumatori, a suo dire ingiustamente discriminati... ma non c'è niente da fare: il fumo dà parecchio fastidio a chi non fuma (ed in particolare a chi è riuscito a smettere, per quanto ne so), oltre a fare molto male alla salute!
Questo post ce l'avevo in cantiere da un po' di tempo, ma mi sono decisa a terminarlo e a pubblicarlo dopo aver letto sul settimanale "Dipiù" un'intervista fatta a Sandra Mondaini per protesta contro la paventata chiusura del telefilm "Casa Vianello" (tra parentesi, il mio parere nei confronti di quel programma è oramai sintetizzato dalla ben nota frase-tormentone che la stessa Mondaini ripete al termine di ogni puntata: "Che barba che noia, che noia che barba!"). Ecco il brano dell'intervista che mi ha colpito.
La Mondaini prende fiato, raccoglie un pacchetto di sigarette e se ne accende una. La cosa mi stupisce, anche perché proprio dieci anni fa, nel 1997, fu colpita da un tumore al polmone e dubito che sia consigliabile tornare a fumare. Ancora una volta mi anticipa la grande attrice: «Sì, fumo: è il mio vizio. Ma sono arrivata alla conclusione che preferisco avere tre cancri che non la depressione: il cancro se lo prendi in tempo vai e te lo levi, la depressione ti rimane addosso», e poi mi indica una foto alla sua destra. «Lo vede quell'uomo con la barba? Era mio papà, faceva il pittore e si chiamava Giacinto, anche se tutti lo chiamavano "Giaci", e anche lui aveva la depressione, proprio come me: è un male di famiglia».
Dopo aver letto questa sfilza di assurdità sono rimasta senza parole, ma adesso è il caso che qualche parola la recuperi per esprimere ciò che penso. Ero già al corrente del fatto che la Mondaini avesse ripreso a fumare dopo essere guarita dal cancro, e nel 2004 scrissi a Sorrisi.com a nome di mia madre, la quale è ancor più sensibile di me su questo tema; nella lettera esprimevo le nostre perplessità sul ruolo di testimonial per l'AIRC ricoperto dall'attrice, ruolo che appariva in stridente contrasto con il pessimo esempio da lei fornito. Ma direi che in quest'ultima intervista la Mondaini ha superato se stessa in negativo, presentando il fumo di sigaretta come un magico antidoto ad una malattia serissima come la depressione. Se la gente arriva a condividere certi ragionamenti sconcertanti, non c'è da stupirsi del fatto che poi tenti di risolvere i propri problemi interiori più seri senza ricorrere a terapie psicologiche e farmacologiche scientificamente fondate, ma preferisca scorciatoie più accessibili ma ben più nocive: dal fumo alle "canne", dall'alcool alle droghe pesanti.
scritto da gwendalyne alle ore 14:02 | permalink | commenti
categoria: libri, televisione, in edicola
giovedì, 09 agosto 2007
Stamattina, curiosando in libreria, ho scoperto che è uscita l'autobiografia di Rocco Siffredi. Poiché il pornodivo abruzzese è famoso per le dimensioni a quanto pare ragguardevoli del suo... ehm... strumento di lavoro, trovo qualcosa di ironico nel fatto che il suo libro sia stato pubblicato in una collana denominata Ingrandimenti!
scritto da gwendalyne alle ore 22:56 | permalink | commenti (3)
categoria: libri
lunedì, 30 luglio 2007
In un precedente post avevo accennato alla mia intenzione di postare un certo reportage, ed ora tengo fede al mio proposito, anche se l'evento in questione è avvenuto più di tre settimane fa, ormai... Tanto questo blog non è mica un quotidiano, no?  Facciamo finta che sia un mensile, e che questo post faccia parte delle cronache del mese che sta per finire!
La sera di domenica 8 luglio ho assistito, come ogni estate, all'evento mondano probabilmente più "in" che si tenga a Pescara. No, non sto parlando della sagra delle pizze fritte, tenutasi da venerdì 6 a domenica 8 presso la mia parrocchia, quella di San Marco.  Si trattava invece di una cerimonia di premiazione dedicata al pescarese più illustre dopo Gabriele D'Annunzio. No, non sto parlando di Fabio Grosso, Massimo Oddo, Danilo De Luca o Piero Mazzocchetti  (che peraltro, per fortuna, sono tutti quanti vivi e vegeti). Vabbe', si capiva già dal titolo del post: sono stata alla trentaquattresima edizione dei Premi Flaiano per la letteratura, il teatro, il cinema e la televisione, con ospiti di tutto rispetto. Ma andiamo con ordine.
La serata è stata presentata da Andrea Vianello, il solitamente impeccabile conduttore di "Mi manda Raitre", che invece quella sera ha inanellato diverse gaffe memorabili. Dapprima si è lasciato scappare un congiuntivo a dir poco acrobatico, speriamo che servi. Poi ha sbagliato l'accento su impudìco, pronunciando impùdico. In entrambi i casi il pubblico, sorprendentemente reattivo, ha mormorato... ed è quasi insorto quando Vianello ha erroneamente affermato che a Pescara non c'è l'aeroporto. (Per non parlare delle risatine maliziose non appena Saverio Costanzo, il figlio regista di Maurizio, ha raccontato di quando montava con la moglie di Giuliano Montaldo...)
Due parole su alcuni dei premiati, in ordine di apparizione:
  • Lo scrittore Hisham Matar, libico di origine ma statunitense di adozione, è stato premiato per il miglior romanzo d'esordio. Ho notato con piacere che qualche parola del suo discorso in inglese riuscivo a decifrarla senza bisogno di aspettare la traduzione dell'interprete.
  • Luca Barbareschi di solito non mi è granché simpatico, ma quella sera è stato abbastanza gradevole... ed ho apprezzato che abbia ammesso di essere ricco grazie al suo lavoro, e di sentirsi quindi in dovere di impegnare un po' della sua fortuna in opere benefiche.
  • Anche Ninetto Davoli è stato piuttosto brillante, ed il suo racconto di quando andò a casa di Totò ha particolarmente divertito il pubblico.
  • Le gag migliori, però, ci sono state quando sono saliti sul palco Ficarra e Picone, ribattezzati "Fic e Pic" nientemeno che da Dario Argento. Ficarra, in particolare, ha dimostrato di avere sempre la battuta pronta, ha scherzato sulle gaffe commesse da Vianello fino a quel momento ed ha ironizzato sul fatto che la serata sembrava protrarsi più del dovuto. Secondo me Ficarra sta a Picone come Fiorello sta a Marco Baldini. Anche Vianello ha fatto una vaga allusione alla scarsa esuberanza di Picone, ed il diretto interessato è sembrato essersela presa un po'...
  • Christian De Sica, premiato per il suo ultimo spettacolo teatrale (io neanche sapevo che facesse teatro), invece, non è stato particolarmente brillante. Non che io sia una sua grande fan: lo trovo abbastanza monocorde, dai film di Natale (di cui mi vanto di non aver mai visto nient'altro che i trailer) agli spot dei cellulari.
  • Stefano Accorsi lo reputo un attore senza dubbio bravo ed espressivo, ma, a differenza di tante mie coetanee che lo trovano bellissimo, a me la sua fisicità non dice granché...
  • Il mitico Neri Marcorè è stato premiato per la fiction in cui interpretava Papa Luciani... ma il meglio di sé lo ha dato quando si è lasciato andare alla sua specialità: le imitazioni. Adoro quella di Ligabbbue!
  • Dell'attrice Paola Quattrini mi ha colpito soprattutto l'eleganza dell'abito, sicuramente non appariscente ma di gran classe. Metterei online anche la foto, se non mi fosse venuta così sfocata... come quasi tutte quelle che ho scattato quella sera, del resto.
  • Kabir Bedi è stato probabilmente l'ospite più acclamato, applauditissimo fin dal suo arrivo (è stato fra i primi a giungere al teatro). È stato premiato per tutta la sua carriera, ma sono convinta che, delle sue interpretazioni riassunte nel filmato introduttivo, la maggior parte dei presenti conoscesse solo quella di Sandokàààààn! Nessun cenno è stato fatto alla sua forse non memorabile, ma indubbiamente recente partecipazione all'ultima edizione della fiction "Un medico in famiglia".
  • Di Willem Dafoe ho sempre avuto un'idea vagamente inquietante, probabilmente dovuta a certi suoi ruoli. Invece ho scoperto che è piuttosto simpatico e alla mano, e persino che è italiano di adozione (ha sposato la regista pescarese Giada Colagrande), anche se durante l'intervista ha preferito parlare in inglese chiedendo l'assistenza dell'interprete. A differenza di Hisham Matar, ha avuto l'accortezza di pronunciare frasi abbastanza brevi e poi interrompersi, per dare modo alla ragazza di tradurre senza fare troppi sforzi di memoria; questo comportamento l'avrà imparato in anni e anni di carriera e di interviste in tutto il mondo.
  • L'attore e regista Gabriele Lavia... non so, mi dà l'impressione di essere capace di parlare con la voce perfettamente impostata anche quando manda qualcuno a quel paese!
  • Anche il "regggista de paura" Dario Argento, malgrado l'aspetto che non sfigurerebbe in uno dei suoi film, in fondo è un tipo brillante. Io i suoi film ho sempre evitato di vederli, ma quando hanno iniziato a proiettare il filmato con alcuni spezzoni delle sue pellicole mi sono detta "Ma sì, lo guardo, che sarà mai, tanto è tutta finzione...". Alla prima immagine raccapricciante (una tizia veniva decapitata in maniera particolarmente cruenta) ho cambiato idea e ho distolto lo sguardo!
Mi scuso con Sveva Sagramola, Gianluca Maria Tavarelli, Ambra Angiolini, Stefania Rocca, Ferzan Ozpetek, Milena Vukotic, Stefania Sandrelli e altri per non aver dedicato loro lo spazio che avrebbero meritato!
scritto da gwendalyne alle ore 21:45 | permalink | commenti
categoria: libri, film, televisione
domenica, 01 luglio 2007
Le tre "serie letterarie" che sto seguendo non potrebbero essere più diverse l'una dall'altra.
  • Montalbano. Ho cominciato a seguire le vicende del commissario di Vigàta qualche anno fa, leggendo un romanzo che non era il primo della serie. Superato lo scoglio del linguaggio (Camilleri fa largo uso di parole in dialetto siciliano, forse un po' stereotipate ma non proprio comprensibilissime), la storia narrata mi ha conquistata, tanto che ho voluto leggere anche gli arretrati ed in seguito non mi sono persa nessuno dei nuovi libri usciti. Proprio l'altro giorno ho terminato il romanzo più recente, "La pista di sabbia", che ho trovato un po' deludente e ripetitivo; il libro va avanti fin quasi alla fine con un ritmo abbastanza lento e noioso, per poi concludersi con un capitolo piuttosto complicato, in cui vengono tirate le fila di tutte le vicende narrate. Se a questo punto qualcuno mi chiedesse perché mi ostino a leggere le avventure di Montalbano, non saprei bene cosa rispondere... Probabilmente perché in qualche modo mi sono affezionata al personaggio, con i suoi difetti, le sue debolezze, il suo modo non sempre impeccabile di condurre le indagini e le sue recenti crisi di mezza età. Di Camilleri ho letto anche un libro della sua produzione "extra-montalbaniana", ma non mi è piaciuto e mi sono fermata lì.
  • Harry Potter. Ebbene sì, lo ammetto: sono anch'io caduta vittima di una delle più grosse operazioni commerciali mai intraprese nel mondo della comunicazione. Le avventure del maghetto mi hanno conquistata, tanto che ho letto tutti i libri e visto tutti i film usciti finora. A luglio usciranno il quinto film, "Harry Potter e l'Ordine della Fenice", e il settimo ed ultimo libro della serie, "Harry Potter and the Deathly Hallows", in inglese (chissà come tradurranno il titolo in italiano). Due anni fa, non volendo aspettare l'uscita della versione italiana, "Harry Potter e il Principe Mezzosangue" lo comprai e lo lessi in lingua originale, e fu un esercizio utile e neanche tanto impegnativo, ma questa volta preferisco evitare... Quel che è certo è che, successivamente all'uscita del libro in inglese, non saprò resistere alla tentazione di leggere gli spoiler su Internet! Qualche informazione circola già: un pirata informatico, che sostiene di essere stato ispirato dalle parole di Papa Ratzinger (il quale sosteneva che i libri di Harry Potter inducono i giovani al neo-paganesimo... mah), afferma di essere penetrato nei computer della casa editrice e di aver sottratto il testo dell'ultimo romanzo, rendendo disponibili alcune anticipazioni che potete leggere qui. Chissà se sono vere...? Nella versione italiana del sito dell'autrice non ho letto nessuna smentita al riguardo. (Aggiornamento: Una smentita non ufficiale ma molto circostanziata l'ho poi trovata qui)
  • I love shopping. Perché io mi sia appassionata alle vicende della "shopaholic" (come viene definita in lingua originale), è uno dei più grossi misteri della mia persona. Di sicuro non posso identificarmi con l'ossessione di Becky Bloomwood per lo shopping... ma, non foss'altro che per il divertimento di scoprire in quali guai spettacolari riesce a cacciarsi il personaggio, continuo a leggere i romanzi brillanti scritti da Sophie Kinsella. Per scoprire cosa avrà mai potuto combinare Becky nell'ultimo, "I love shopping per il baby" (ebbene sì, al termine del romanzo precedente si scopriva che era incinta), aspetterò che esca in edizione economica e più compatta: anche le dimensioni sono importanti, perché non so più dove metterli, i libri! Comunque il romanzo della Kinsella che mi è piaciuto di più è "Sai tenere un segreto?", che non fa parte della serie di "I love shopping".
scritto da gwendalyne alle ore 21:29 | permalink | commenti
categoria: libri
mercoledì, 27 giugno 2007
Oggi ho letto questa lettera indirizzata al direttore di "Sorrisi e Canzoni TV"... e devo proprio dire che, sebbene di Federico Moccia io abbia letto solamente "Tre metri sopra il cielo" e non anche i romanzi successivi (me ne sono ben guardata!), non posso non essere completamente d'accordo con quello che scrive la diciannovenne mittente della lettera, soprattutto per quanto riguarda lo stile dell'autore e la visione del mondo che si evince da quello che scrive. Olimpia, questo il nome della ragazza, formula delle critiche a mio parere assolutamente fondate (benché il direttore le abbia risposto che secondo lui i giudizi che ha espresso sono ingenerosi) nei confronti dello "scrittore del momento", del quale ho parlato in questo e quest'altro post.
Tra l'altro mi viene da pensare che Fiorello, nella sua imitazione di Moccia, non ha mica tutti i torti quando dice che lui i libri li scrive mentre si fa la barba o quando è in macchina fermo al semaforo. Vabbe', quelle ovviamente erano esagerazioni, ma se si pensa che "Scusa ma ti chiamo amore" è uscito a febbraio di quest'anno e "Cercasi Niki disperatamente" a maggio... E non mi si dica che entrambi i libri ce li aveva nel cassetto!
scritto da gwendalyne alle ore 23:10 | permalink | commenti (4)
categoria: libri
venerdì, 15 giugno 2007
Oggi, a "L'Italia sul Due", il dibattito era incentrato sull'episodio di bullismo di cui ho parlato in questo post. Tra gli opinionisti figurava lo scrittore Federico Moccia, a cui ho dedicato quest'altro post. Ebbene, ho sentito con le mie orecchie Moccia mentre diceva che il ragazzino punito "si era vantato di essere bullista".
Sul Dizionario De Mauro non risulta l'esistenza della parola bullista... Semmai bullo, da cui è poi derivato il termine bullismo, entrato a far parte della nutrita schiera di -ismi della lingua italiana.
Dopo aver sentito un simile strafalcione da parte di uno degli scrittori di maggiore successo in Italia, propongo uno sciopero dei congiuntivi in tutta la blogosfera, a partire da adesso fino alle ore 24. Che c'entrano i congiuntivi? Beh, l'idea me l'ha fatta venire questo post di Sw4n...
scritto da gwendalyne alle ore 15:09 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, televisione
sabato, 26 maggio 2007
In questi giorni sto leggendo il libro "Autoipnosi" di Pam Young, il quale insegna a curarsi da sé utilizzando i principi dell'ipnosi; basta registrare con la propria voce il testo che aiuta ad affrontare il proprio problema, per poi riascoltarlo nei momenti che si ritengono più adatti.
Sfogliando le pagine che riportano i testi specifici per un'ampia gamma di disturbi (dalle fobie alle sofferenze emotive, dai disturbi alimentari alle difficoltà nei rapporti con gli altri, con un certo stupore mi sono imbattuta in un paragrafo intitolato "Aumento di un seno piccolo". L'autrice afferma che, a differenza degli interventi chirurgici per impiantare protesi al silicone, "il trattamento con l'ipnosi non presenta inconvenienti, pur essendo anch'esso assai efficace. Esso consiste nell'induzione di suggestioni volte a ottenere una stimolazione del sistema endocrino, o un maggiore afflusso di sangue al seno, o ancora una rievocazione di quelle sensazioni della pubertà, che avevano accompagnato lo sviluppo".
Anche se non è stato certo questo il motivo per cui ho acquistato il libro, prima o poi questo metodo lo voglio provare, dal momento che non sono esattamente una "maggiorata"... e se funziona vi farò sapere!
scritto da gwendalyne alle ore 16:21 | permalink | commenti (1)
categoria: libri
lunedì, 16 aprile 2007
L'altra sera, dopo aver sentito al telegiornale che sul Ponte Milvio a Roma il lampione crivellato di "lucchetti dell'amore" stava cedendo per il troppo peso, mi è venuto in mente di porre su Yahoo! Answers questa domanda:

La moda dei lucchetti dell'amore a Ponte Milvio l'ha inventata Federico Moccia? Ho sentito dire che esisteva già, anche se in misura infinitamente minore, prima che uscisse "Ho voglia di te"...
[Qui aggiungo: mi sono ben guardata dal leggerlo, e pure dall'andare a vederlo al cinema]

Ebbene, tra le risposte che ho ricevuto, è arrivata questa (peraltro sbagliata, in base anche a quello che poi ho letto qui... Wikipedia non tradisce mai! ):

sì la moda dei lucchetti l'ha inventata il mitico e romanticissimo federico moccia!

Trattasi evidentemente di un tipico esemplare di "mocciosa", ovvero di un'irriducibile ammiratrice di Moccia. La chiamo così senza alcun intento denigratorio; del resto mi risulta che né i "mocciosi", i quali prevalentemente sono davvero under 18, né lo stesso Moccia se la siano presa quando alla parola è stata attribuita la nuova accezione.

Vorrei parlare a questo punto dei primo grande successo editoriale dello scrittore del momento, "Tre metri sopra il cielo", che ho avuto la sventura di leggere e, ahimé, pure di comprare (chi se lo ricorda perché l'ho fatto?) quasi tre anni fa. Si sarà già capito che non mi accingo a farne una "recensione" tanto favorevole...
Sorvolando sul fatto che secondo me il "romanticismo" di Moccia è autentico come una moneta da 3 euro, del libro ricordo soltanto che non mi è piaciuto perché:
  • Non ho apprezzato affatto lo stile, troppo elementare, colloquiale e per niente letterario; da uno scrittore ci si dovrebbe aspettare di meglio.
  • La storia d'amore fra Step e Babi (se si fossero chiamati, che so, Francesca e Lorenzo, sarebbe stato troppo banale...?) mi è sembrata ben poco credibile; sarà che io sono una sostenitrice del proverbio "Chi si somiglia si piglia" e credo che il detto "Gli opposti si attraggono" sia valido soprattutto in elettrostatica, comunque mentre leggevo non riuscivo proprio a capire come mai i due abbiano finito per innamorarsi. Quando ho poi visto il film in tv l'immedesimazione è stata già più facile, anche grazie alla personalità e alla fisicità di Scamorz... ehm, Scamarcio (no, non sono una sua fan sfegatata); uno dei rari casi in cui un film è riuscito meglio del libro da cui era tratto.
  • L'utilizzo alquanto insistente di noti marchi nel testo fa venire il sospetto che l'autore abbia intascato dei soldi dalle aziende per far loro pubblicità occulta. Se non sbaglio, Moccia si è difeso sostenendo che certi nomi sono ormai entrati a far parte del linguaggio comune; sarà, ma a me pare che nel linguaggio comune si dica qualcosa tipo "il tizio si mise la tuta e le scarpe da ginnastica e salì in auto", non "si mise l'Adidas e le Nike e salì sulla Mercedes". Una citazione ogni tanto ci può stare, ma una tale insistenza stona parecchio... a tal punto che potrebbe persino venire il dubbio che 3MSC, la sigla con cui gli appassionati si riferiscono al libro/film, non sia altro che un messaggio promozionale subliminale in favore di un gestore telefonico e di una compagnia di crociere!
Così come "Ho voglia di te" ha fatto esplodere la moda di attaccare i lucchetti dell'amore al lampione di Ponte Milvio per poi gettare le chiavi nel Tevere (come se bastasse così poco per assicurare un amore eterno), "Tre metri sopra il cielo" ha alimentato la tendenza a dichiararsi scrivendo "Io e te 3 metri sopra il cielo" o "3MSC" con lo spray sui muri. Ho osservato anche delle interessanti variazioni sul tema:
  • Sul cartellone pubblicitario affisso lungo un cavalcavia ferroviario c'è una scritta che somiglia a "epsilon MSC". Per chi non lo sapesse, epsilon è una lettera greca simile a un 3 rovesciato, usata spesso in matematica per indicare una quantità arbitrariamente piccola. Probabilmente l'inesattezza è dovuta al fatto che l'autore della scritta è salito sul cavalcavia a suo rischio e pericolo, ed ha spruzzato le lettere a testa in giù...
  • Su un muro del centro di Pescara c'era scritto, con una lieve variante grammaticale, "Io e te 3 metri sopra al cielo". Sul piano delle licenze poetiche questo esempio non regge il confronto con una scritta di altro genere che ho letto, "La falvola di ieri oggi e domani"!
A parte il fatto che sono contraria alle scritte sui muri, a meno che non si tratti di un murale fatto a regola d'arte, se fossi io la destinataria di una di quelle scritte vorrei dire al mio lui: "Tesoro, ma non potevi inventarti una frase un tantino più originale?". Purtroppo non sono in condizione di poter fare tanto la schizzinosa...
Beh, adesso mi ritrovo questo capolavoro sullo scaffale e, poiché non concepisco l'idea di gettare nella spazzatura un libro, qualunque esso sia, ho pensato che potrei cercare di rivenderlo a qualche ragazzino interessato ad un'autentica edizione del maggio 2004... Oh, ovviamente, prezzo di favore: andrebbero bene pure 3 euro, pari al 30% del prezzo di copertina. A tanto suppongo che possa ammontare la quota dei diritti spettanti all'autore; così almeno potrò illudermi di non aver contribuito alla smisurata ricchezza di quell'uomo... Qualcuno conosce un potenziale acquirente?
L'unico aspetto positivo che vedo nel successo di Moccia è l'imitazione che ne fa Fiorello: lo considero il momento più esilarante di Viva Radio2! Peccato solo che secondo me Baldini non sia all'altezza di fare da spalla al grande Fiore...
scritto da gwendalyne alle ore 13:14 | permalink | commenti (2)
categoria: libri, film