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sabato, 17 ottobre 2009
In occasione dell'intervista fatta a (Lady).Chobin e alla sottoscritta, Camu ci ha rivolto fra l'altro la domanda «Parlaci del tuo vizio più grande». All'epoca, anche se non mi è venuto in mente di farne cenno nella risposta, ero riuscita a togliermi da poco tempo l'abitudine di mangiare chewing gum. Un vizio innocuo? Mica tanto: sembra infatti che l'aspartame, il dolcificante artificiale contenuto nelle mie gomme preferite, possa avere effetti tossici se non addirittura cancerogeni. Quando sono venuta a saperlo, ho smesso di masticare gomme da un giorno all'altro, facendo appello a tutta la mia forza di volontà. Però ne sentivo la mancanza, altroché... a tal punto che è bastato offrirmi una gigomma o cingomma (in dialetto locale) per farmi "ricadere nel tunnel" dopo mesi di astinenza, mentre mi ripetevo «In fondo non è che il resto della mia dieta sia all'insegna del mangiar sano» per cercare, in un certo senso contorto, di sentirmi meno in colpa.  Insomma, proprio oggi ho comprato un altro barattolino da 75 confetti. (Tengo comunque a precisare che mi durano molto più di prima!)
[Non l'avrei mai immaginato, ma parlare di questo mi è servito: adesso quasi quasi smetto di nuovo! ]
A proposito di vizi... mesi fa ilallallero ha raccontato di aver smesso di fumare «dopo 18 anni di onorata carriera da fumatrice», grazie al libro di Allen Carr È facile smettere di fumare se sai come farlo. Non avendo mai fumato, ignoro cosa sia realmente la dipendenza da nicotina... ma dopo aver letto quel post non posso far altro che consigliare il "prodigioso" best seller a chiunque stia cercando la giusta motivazione per dire addio alla sigaretta! Se per caso non dovesse essere sufficiente, si può sempre provare a dare un'occhiata a un video molto eloquente che illustra un esperimento finalizzato ad estrarre le sostanze nocive, catrame in primis, contenute nelle sigarette... e poi pensare che si tratta della stessa robaccia che finisce nei polmoni.
scritto da gwendalyne alle ore 19:27 | permalink | commenti (2)
categoria: salute e bellezza, mangiare e bere
sabato, 03 ottobre 2009
Da un po' di tempo, poiché la "proliferazione" degli amici di Maria De Filippi ha reso Radio Parsifal pressoché inascoltabile, ho preso l'abitudine di sintonizzare l'autoradio su Radio Dimensione Suono... e così mi è capitato più volte di imbattermi nella pubblicità radiofonica della mitica merendina Buondì la quale, scopro solo adesso, è passata da Motta a Bistefani (conservando però la granella di zucchero che non mi ha mai fatto impazzire). Gli spot sono incentrati sullo slogan «L'amore ai tempi del Buondì», e raccontano le improbabili vicende sentimentali di personaggi dai nomi spagnoleggianti come Florentino e Rosela. Ipotizzavo che si trattasse di una sorta di parodia delle telenovelas sudamericane che andavano per la maggiore più di un decennio fa: non volevo credere che lo slogan richiamasse un capolavoro della letteratura mondiale che conoscevo di fama. Quindi spero che Gabriel García Márquez mi perdonerà per il fraintendimento... tanto più che dovrebbe prendersela con chi questa campagna l'ha ideata, più che con me!  E già... ho scoperto che Florentino è il nome del protagonista del romanzo L'amore ai tempi del colera, da cui è stata tratta la pellicola che ho visto l'altro giorno.
Un parere sul film? Beh, diciamo che è stato abbastanza deludente, dal momento che mi era stato consigliato da una persona del cui parere mi fido; adesso che ci penso, dopo Cuore sacro, è già la seconda sòla nella quale incappo a causa sua...  Peccato, perché l'idea al centro della trama, quella di un amore che resiste per decenni alle avversità della vita, prometteva davvero bene... ma le emozioni da cui mi aspettavo di essere travolta sono in realtà dispensate con il contagocce. E dirò di più: anche se si trattava di un film drammatico, in certi momenti mi veniva quasi da ridere...  Insomma, il regista Mike Newell lo preferivo ai tempi di Quattro matrimoni e un funerale.
Ecco un aspetto della trama che ho trovato non proprio convincente: Florentino Ariza, che aveva fatto voto di conservarsi illibato in attesa di poter coronare il suo sogno d'amore con Fermina Daza, a un certo punto perde la verginità per iniziativa di una focosa sconosciuta... e da quel momento si trasforma in un trombeur de femmes da far invidia a Cassano, dedito a registrare minuziosamente su un taccuino (scrivendo in inglese, perché evidentemente l'ambientazione della vicenda in Colombia era un dettaglio irrilevante! ) le donne conquistate grazie alla sua profondità d'animo da poeta. In effetti Florentino con le parole ci sapeva fare... solo che le pronunciava con un tono piuttosto lagnoso e "moscio". Peccato, perché dalla voce calda, profonda e sensuale del doppiatore Roberto Pedicini, che ho avuto il piacere di vedere e sentire all'opera assieme al collega Christian Iansante nel corso di una serata nella quale i due hanno proposto un saggio di ciò che si impara nella loro Accademia del doppiaggio, ci si sarebbe potuto aspettare di meglio.
Ma veniamo ad un'altra stranezza del film. All'inizio della storia scocca la fatidica scintilla tra Florentino (Unax Ugalde)...

... e Fermina (Giovanna Mezzogiorno).

Purtroppo la ragazza viene ben presto portata via dal padre, il quale è contrario al matrimonio della figlia con un umile telegrafista come Florentino perché spera che lei si accasi con un partito migliore.
Qualche tempo dopo i due si incontrano di nuovo. Prego notare l'espressione sconvolta sul viso di lei (impersonata sempre dalla stessa attrice italiana, che in questa scena appare persino ringiovanita rispetto a prima)...

... quando si trova davanti il ragazzo che le aveva rapito il cuore.

Ufficialmente si tratta di turbamento amoroso... ma personalmente non sottovaluterei l'ipotesi dello sconcerto!  In effetti c'è da meravigliarsi che lei lo abbia riconosciuto: Javier Bardem neppure gli somiglia, all'attore di prima...
Cinquant'anni e passa dopo il loro colpo di fulmine, in occasione della scomparsa del marito di Fermina, i due si trovano nuovamente faccia a faccia... e non mi stupisco che ai truccatori non sia stato dato l'Oscar per il make-up per come hanno invecchiato Bardem e (soprattutto) la Mezzogiorno!

Anche la versione della pellicola in dvd aveva un difettuccio: a me sarebbe piaciuto guardare il film pure in lingua originale per esercitarmi un po' con l'inglese... e in effetti era disponibile la traccia audio originale (con la nostra Mezzogiorno che mi è sembrata sfoggiare una pronuncia assolutamente all'altezza della situazione), però mancavano i corrispondenti sottotitoli che potessero aiutarmi a discernere le parti più ostiche del dialogo. Ci voleva tanto ad aggiungere qualche kilobyte di dati? In effetti questo non è neanche il primo, fra i dvd di film stranieri da me noleggiati ultimamente, in cui ho riscontrato questa lacuna.
scritto da gwendalyne alle ore 20:14 | permalink | commenti
categoria: libri, film, mangiare e bere
martedì, 29 settembre 2009
(Per il titolo del post si ringrazia Olio Cuore... )
È fin troppo facile capire cosa accomuna i protagonisti degli spot Ferrero:
  • Il saltatore in lungo Andrew Howe, che è solito sgranocchiare Kinder Bueno,
  • la canoista Josefa Idem, che per merenda mangia Kinder Délice insieme ai figli,
  • l'ex saltatrice in lungo Fiona May, che il Kinder Fetta al Latte lo mangia a colazione assieme a Larissa,
  • la fiorettista Valentina Vezzali, che al piccolo Pietro, quando è l'ora del languorino, dà Kinder Cereali,
  • e infine, ultimo in ordine di tempo... il marciatore Alex Schwazer, che quando è in pausa si concede un Kinder Pinguì: lo snack che preferisco, nella versione al cocco.
(Un caso a parte è quello di Claudio Silvestri, il cuoco della nazionale di calcio, che ai giocatori per colazione offre pane e Nutella)
Ne deduco che, essendo campionessa mondiale di sedentarietà, non ho alcuna speranza di poter essere mai scelta come testimonial... a meno che la specialità di seguire le Olimpiadi in televisione non sia considerata una credenziale!
scritto da gwendalyne alle ore 16:01 | permalink | commenti (3)
categoria: sport, televisione, mangiare e bere
domenica, 09 agosto 2009
La giornata di ieri l'ho trascorsa, come preannunciato, presso il Lido Venus di Francavilla per il BeachCamp 2009 organizzato da Stefano Mainardi. È stata davvero una bella giornata: non sono mai troppo frequenti le occasioni come questa per socializzare e passare dalla dimensione virtuale a quella reale della blogosfera, rivedendo vecchi amici e conoscendo gente nuova. A proposito, un caro saluto a tutti!
Il pranzo, gustoso e genuino, è stato gentilmente offerto dall'azienda agricola molisana Parco dei Buoi; dopo mangiato, Francesco Travaglini e Michele Vitale ci hanno illustrato il loro approccio aziendale. A cena invece è stata la volta di una bella grigliata in spiaggia: carne a volontà... e finalmente ho potuto porre fine a una prolungata astinenza da arrosticini!
L'unico vero e proprio talk della giornata si intitolava «Al di là del cielo... Guardando oltre le stelle»: in poco più di un'ora, Maury ha spiegato in maniera semplice ma esauriente molti segreti dell'universo, a partire dal Sole fino a Nettuno e i pianeti nani (lo sapevi, no, che Plutone è stato declassato?)... e oltre. Fra le altre cose Maurizio ha fatto notare un concetto forse ovvio, ma che magari non siamo abituati a vedere in questi termini: il nostro pianeta va preservato non tanto per il suo bene (dal momento che è in grado di "ripulirsi" in un tempo trascurabile rispetto all'età dell'universo), ma per il bene dell'umanità e di tutte le altre forme di vita che esso ospita. A proposito, ne approfitto per segnalare la community ecologista You4Planet, destinata ad accogliere chi si prefigge di «salvare il mondo un pezzetto al giorno» discutendo su sistemi di sviluppo sostenibile.
Maurizio ha poi sottolineato l'importanza di fare ricerca, portando avanti anche progetti che non mostrano un'applicabilità immediata ma che potrebbero rivelare notevoli potenzialità a medio e lungo termine: gli esempi in tal senso non mancano di certo. Le slide della presentazione saranno scaricabili al più presto dal blog di Maury [UPDATE: eccole qui!], e più in là dovrebbe essere disponibile anche la trascrizione del suo intervento.
Purtroppo ho dovuto declinare l'invito a partecipare alla serata di stasera, nell'ambito della rassegna Chieti d'Autore in programma per l'appunto a Chieti: siccome le ferie sono ormai solo un ricordo, non mi pareva il caso di cominciare la settimana lavorativa con un debito di sonno...
scritto da gwendalyne alle ore 23:42 | permalink | commenti
categoria: internet, scienze, mangiare e bere
giovedì, 23 luglio 2009
Era questo che volevi arritrovare? si spiò mentre percorreva l'autostrata Enna-Catania a passo d'omo, facenno nesciri pazzi tutti i disgraziati automobilisti che stavano percorrenno la stissa strata sò. Pensi che taliare quei monti a distanza, respirari quell'aria a distanza, possano ridarti l'ingenuità, il candore, l'entusiasmo dei tuoi primi anni in polizia? Ma via, cerca d'essiri serio, commissario, fatti pirsuaso che quello che hai perso è perso per sempri. Accelerò di colpo, si lassò il paesaggio alle spalle. La Catania-Messina non era troppo traficata, tanto che s'attrovò a 'mbarcarsi supra al traghetto che era mezzojorno e mezza. Da Vigàta a Messina, dato che era partuto alle setti, ci aviva messo cinco ore e mezza. Uno come Fazio, guidanno normalmenti, ci avrebbi 'mpiegato dù ore di meno. Appena il ferribotto, passata la statua della Madonna che dallo stremo del porto agurava a tutti filicità e salute, accomenzò a ballari pirchì c'era tanticchia di mari, a Montalbano l'ariata salina gli fici smorcare un pititto bestiale. La sira avanti non aviva potuto mangiari nenti. Acchianò di cursa 'na scaliceddra che portava al bar. Supra al bancone c'era 'na muntagneddra di arancini càvudi càvudi. Ne accattò dù alla cassa e niscì supra il ponte a mangiarisilli. Attaccò il primo, con un muzzicuni lo ridusse alla mità e di questa mità ne agliuttì 'na bona quantità. Di subito si rese conto del grave errore. Come facivano a chiamare arancini quelle palle di riso fritto in un oglio centenario che assimigliavano a supplì fatti e cotti da un cuoco in preda a violente allucinazioni? E quant'era acitisco il suco di carni! Sputò in mari il resto dell'arancino che aviva ancora nella vucca e fici fari la stissa fine all'arancino 'ntero e a quello mangiato a mità. Tornò al bar, si vippi una birra per livarisi il sapore tinto dalla vucca. Mentre stava facenno scinniri la machina dal ferribotto, quel tanticchia d'arancino fituso e la birra gli acchianarono di colpo nel cannarozzo. Il bruciore dell'acidità fu tali che, senza manco rendersene conto, sterzò. E s'attrovò supra alla passerella completamente di traverso, con il muso della machina verso il mari.
Andrea Camilleri, Il campo del vasaio, Sellerio, pag. 204
Perché questa citazione? Beh, per introdurre il reportage gastronomico (uh, che parole grosse! ) del mio viaggio in Sicilia di due mesi fa; meglio tardi che mai, visto che fra due giorni riparto per le agognate vacanze...
Ebbene sì, nel corso del viaggio di andata verso la Sicilia ho voluto provare uno di questi famosi arancini di riso serviti sul traghetto Villa San Giovanni-Messina. Suvvia, non era poi così male, sicuramente migliore di come lo descrive il Sommo... anche se ho notato che aveva più o meno lo stesso peso specifico del marmo!  Decisamente più buono, comunque, l'arancino che ho gustato la sera prima di partire, assieme ad altre prelibatezze come la focaccia, le mozzarelle in carrozza e i pitoni: se capiti a Messina, ti consiglio vivamente di fare un salto nella Rosticceria Famulari.
Un'altra specialità locale che ho avuto modo di assaggiare sono le braciole messinesi: anche se il nome può trarre in inganno, si tratta di gustosissimi involtini preparati con carne di manzo particolarmente tenera e sottile.
Sul fronte dei dolciumi... beh, rimpiango solo di aver esercitato più del dovuto la mia forza di volontà, resistendo fin troppo alle favolose ghiottonerie che vedevo esposte in pasticceria (cioccolata a profusione!). Ho comunque voluto provare la brioche con granita al caffè ricoperta di panna: essendo abituata al classico cappuccino fumante, ero un po' scettica sul fatto di iniziare la giornata con qualcosa di freddo... ma mi sono subito dovuta ricredere. È eccezionale la sinfonia di sapori che si sprigiona inzuppando la brioche "col tuppo" nella granita!  Così come Samuele Bersani cantava di un «progetto di esportare la piadina romagnola», io ho persino accarezzato per qualche secondo il sogno di aprire una graniteria a Pescara (sperando che non facesse la stessa fine della pinoleria "del zio" di Pieraccioni ne Il pesce innamorato! ). Come dici, che ormai la granita (che non è un sinonimo di grattachecca, l'ho appena scoperto) si trova dappertutto? Sì, ma non è mica la "vera" granita siciliana... con buona pace del signor Granigel!
Una curiosità: i primi due giorni vedevo dappertutto insegne con la scritta Pasticceria Panaria... e pensavo «Ah però, questo signor Panaria ha messo su una gran bella catena di negozi!». Soltanto dopo ho realizzato che panario è un aggettivo...
Sul pesce che ho gustato a Messina e dintorni non ho molto da dire, se non che era all'altezza delle mie aspettative. In questa circostanza ho scoperto un nuovo termine ittico: franceschini, che sarebbero dei piccoli calamaretti. Io li ho mangiati fritti... ma a quanto pare sono ottimi anche come condimento per gli spaghetti.
scritto da gwendalyne alle ore 19:04 | permalink | commenti
categoria: citazioni, viaggi, libri, mangiare e bere
mercoledì, 01 luglio 2009
Nel mese di giugno che si è appena concluso ricorrevano tre compleanni di una certa rilevanza:
  • I 75 anni del mitico Paperino: il mio personaggio Disney preferiiiiitooo!!!  Da bambina Topolino lo leggevo sempre con avidità, lo rileggevo fino ad impararne a memoria le storie con un'esattezza che stupiva i "grandi"... e ho continuato a comprarlo anche quando ormai l'infanzia l'avevo salutata da un pezzo. A un certo punto però ho dovuto dire basta, perché lo spazio in casa cominciava a scarseggiare: già, non ho mai pensato di vendere o regalare i pezzi della mia collezione, né tantomeno di buttarli. Adesso sono relegati in soffitta da anni; quasi quasi oggi mi piacerebbe riaprire uno di quegli scatoloni... ma meglio lasciar perdere (rinunceresti pure tu, se dovessi destreggiarti in un simile labirinto! ).
  • I 120 anni della pizza Margherita: la mia pizza preferiiiiitaaa!!!  Di sicuro è il tipo di pizza che ordino praticamente ogni volta che mi capita di sperimentare una pizzeria nuova, per valutare nella maniera più "scientifica" possibile la qualità della cucina. Ultimamente, però, devo dire che ho avuto modo di gustare una pizza da asporto condita con pomodorini pachino, mozzarelline, rucola e mais. Davvero saporita, semplice, fresca e leggera: in una parola, estiva. L'unico difetto è che, ricoprendola con tutti quegli ingredienti crudi all'uscita dal forno, la base si raffredda in men che non si dica... ma questo non è un gran problema, quando fa caldo.
  • Gli N anni della sottoscritta (preferisco non esplicitare N, anche perché m'impressiono io per prima! ). Come hai fatto a dimenticartene? Il 2 giugno è pure festa nazionale! Vabbe', per questa volta passi...
scritto da gwendalyne alle ore 21:12 | permalink | commenti (1)
categoria: mangiare e bere, in edicola
mercoledì, 20 maggio 2009

Negli ultimi due giorni Insy Loan, Akille e EmmeBi (in rigoroso ordine cronologico) hanno dedicato un post alla pubblicità della Coca-Cola in cui Giulia, una ragazzina di Pisa, cerca di trasmetterci il suo ottimismo nei confronti della crisi. Non potrei aggiungere nulla a quello che hanno già scritto loro, e che sottoscrivo in pieno!
[Beh, un paio di cosette potrei aggiungerle, peccato che non siano un granché: 1) liberi di non crederci, ma pure io preferisco la pizza al sushi e un panino col salame al caviale; 2) dopo aver ascoltato la versione radiofonica dello spot, avevo pensato «Bleah, la Coca-Cola con il ragù della mamma?!»... ma non avevo capito che Giulia ha nove anni, e quindi per il Sangiovese è un tantino presto! ]
scritto da gwendalyne alle ore 20:45 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione, mangiare e bere
venerdì, 13 febbraio 2009
Stamattina in ufficio mi hanno domandato se volevo un caffè. Come al solito ho risposto di no... al che una collega mi ha chiesto «Ma tu proprio non lo bevi mai, il caffè?» e io ho replicato «Tutt'al più, soltanto uno dopo pranzo». A questo punto l'altra collega ha osservato «Beata te... ecco perché sei così tranquilla!».
Tranquilla io?! Ah, questa è buona, devo proprio segnarmela! Soffocando l'impulso di scoppiare a ridere, ho concluso sibillina «Sembro tranquilla, ma non dovresti lasciarti ingannare dalle apparenze...».
In effetti sul lavoro mi sforzo sempre di mantenere il self control, fin troppo. Sarà per questo che mi stresso più del dovuto?
scritto da gwendalyne alle ore 17:02 | permalink | commenti
categoria: salute e bellezza, mangiare e bere
martedì, 03 febbraio 2009
Il mese scorso ho deciso di mettermi "un po'" a dieta. No, non una dieta vera e propria, in fondo non è che durante le Feste avessi proprio esagerato con gli stravizi... semplicemente ho sentito il bisogno di depurarmi, limitando quanto più possibile le calorie superflue, comunemente dette "peccati di gola". Già che c'ero mi sono registrata al Programma Kellogg's Special K e soprattutto mi sono iscritta al Programma Regolarità Activia, tramite il quale ho ricevuto ogni giorno per due settimane un e-mail di consigli «per dire addio al senso di gonfiore»... che però mi limitavo a stampare su pdf (presto vi racconterò come si fa, ma tanto è semplicissimo) e archiviare dopo avergli dato una rapidissima occhiata: devo ammetterlo, non mi andava di mangiare "così sano", né tantomeno di fare moto!  Potete immaginare come mi sono sentita in colpa a metà del programma, quando la Marcuzzi in persona (sèèè, come no ) mi ha mandato un sms sul cellulare per confidarmi che era proprio orgogliosa di me, oppure alla fine, quando il messaggio che ho ricevuto diceva «Bravissima hai seguito tutti i consigli del tuo Programma!».
A proposito di forma fisica, mesi fa mi è arrivato un e-mail del tipo «Rispondi al nostro questionario online sulla salute e vinci un abbonamento trimestrale a Starbene». La tentazione di poter vincere "quaccheccosa" è stata troppo forte e così ho risposto... anche se le domande mi sono sembrate un tantino indiscrete!  Non che ne sia valsa la pena: mi è arrivato da poco il secondo dei tre numeri previsti... e devo ammettere che a malapena gli ho dato un'occhiata.
Incredibile ma vero: avendo sentito dire un gran bene dei benefici ottenibili con il Pilates, sono stata sinceramente tentata di prendere il dvd Pilates Energy corredato di palla per fare in casa gli esercizi mirati a tonificare gambe, glutei e punto vita... Ma poi, quando ho visto la copertina, ho cambiato idea. Al solo pensiero di provare ad assumere la stessa posizione della modella, già mi sento tutta indolenzita!
Allegato all'ultimo numero di Starbene c'era un buono per ritirare gratis in edicola una copia di Sposabella (Più di 600 pagine per organizzare il tuo matrimonio). Anche se non prevedo di sposarmi a breve (devo prima trovare la "materia prima"! ), farmi una cultura sull'argomento potrebbe tornarmi utile, prima o poi... ma adesso come adesso temo che finirei per demoralizzarmi e basta, quindi mi sa che per questa volta resisterò al fascino dell'omaggio!
Ohibò! Lo sapete che state leggendo il millesimo post di questo blog?
scritto da gwendalyne alle ore 19:58 | permalink | commenti
categoria: sport, salute e bellezza, mangiare e bere, in edicola
giovedì, 22 gennaio 2009
Che cosa accomuna Gigi D'Alessio e Maria De Filippi (tanto per fare due nomi non proprio a caso ) al pangasio, pesce d'acqua dolce originario del Sud-est asiatico e sempre più diffuso anche da noi per il basso costo, ma dotato di qualità nutritive non proprio eccezionali? Tutti e tre i soggetti summenzionati possono vantare su Facebook una quantità di gruppi (ben cinquantadue, nel caso del Pangasius hypophthalmus) a loro dedicati, creati da estimatori ma anche, se non soprattutto, da detrattori. Se non ci credete, provate a dare un'occhiata nel social network più discusso del momento. Vi state chiedendo come mi è venuto in mente di parlare del pangasio? Perché perfino il TG1 di ieri sera gli ha dedicato un servizio...
scritto da gwendalyne alle ore 19:59 | permalink | commenti (3)
categoria: internet, informazione, mangiare e bere
lunedì, 12 gennaio 2009
Ieri sono andata a pranzo fuori con i miei per festeggiare il compleanno di mamma. Abbiamo optato per il nostro ristorante di pesce di fiducia, quello che di solito era sempre pieno la domenica, tanto che volendo trovare posto era pressoché indispensabile prenotare. Questa volta, invece, i tavoli occupati erano sicuramente meno della metà. Sarà che la gente si è messa a dieta per liberarsi dei chili presi con i bagordi natalizi... oppure lo scarso affollamento del locale non era che uno degli effetti dell'incalzante necessità di tirare la cinghia? Propenderei per la seconda ipotesi, ahimè... E pure il fatto che, a quanto sembra, i saldi stiano andando bene non mi sembra così positivo: si sa che il consumatore medio, dovendo soddisfare un bisogno non particolarmente pressante, è incline ad aspettare gli sconti per mettere mano al portafoglio, e per giunta nelle ultime settimane molti commercianti si sono visti costretti ad attuare iniziative straordinarie (promozioni a tappeto, prolungamento dell'apertura dei negozi) pur di riuscire a vendere. Insomma, mi sa che, per poter trarre conclusioni significative sulla situazione, si dovrebbe considerare un lasso di tempo più esteso...
scritto da gwendalyne alle ore 16:02 | permalink | commenti (2)
categoria: mangiare e bere
giovedì, 27 novembre 2008
(visto l'argomento del post, era fin troppo scontato citare gli Elii, ma vabbe'...)
Giorni fa ho voluto portare i miei a pranzo fuori nel weekend per festeggiare la macchina nuova, una Opel Corsa che si meriterebbe che le dedicassi il ritornello di questa canzoncina ebbene sì, finalmente ce l'ho fatta!... e prevedo di tornare prossimamente a scrivere nella categoria al volante.
Insomma... dove andare a mangiare? Mi sarebbe piaciuto tornare a Villa Chiara, dove ero già stata una volta trovandomi piuttosto bene... ma purtroppo il ristorante è chiuso l'intero mese di novembre. Non mi andava di ripiegare sui soliti Attilio (per il pesce) o Fattoria Fernando (per la carne): si mangia piuttosto bene, per carità, ma finisco per ordinare sempre le stesse portate... e invece preferivo provare qualcosa di nuovo. Ho quindi deciso di affidarmi a 2Spaghi.it, che avevo sentito nominare più volte ma non avevo mai visitato. Per chi non lo sapesse, questo sito permette agli utenti di scrivere le proprie recensioni, con tanto di giudizio, dei ristoranti frequentati. Ho valutato i giudizi attribuiti a vari ristoranti della zona e alla fine, dopo averne scartato più d'uno (ad esempio la Taverna 58, che è chiuso sabato a pranzo e domenica), ho optato per un ristorante di pesce del centro di Pescara che risultava avere un buon rapporto qualità/prezzo. Ho ordinato assaggi di antipasti, gnocchi agli scampi e, per finire, la panna cotta: mi è sembrato tutto di buona qualità, e il prezzo era ragionevole. Peccato per il "piccolo inconveniente" manifestatosi in tarda serata... ahimè, forse il pesce non era poi così fresco! Per questo preferisco non fare il nome del ristorante: non vorrei che il titolare mi querelasse per pubblicità negativa... anche se io sono una tipica blogger Count Zero, non si sa mai quello che può succedere!
scritto da gwendalyne alle ore 19:29 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
venerdì, 24 ottobre 2008
A questo punto posso dire di aver provato quasi l'intera gamma di Gran Soleil Ferrero: limone, mandarino, frutto della passione... tutti i tipi a parte quello al caffè, ché a me non piacciono particolarmente le cose dolci al sapore di caffè, con la sola eccezione del tiramisù. Personalmente il gusto che preferisco è l'ultimo arrivato nei negozi (per quanto ne so), ossia quello alla vaniglia...
scritto da gwendalyne alle ore 23:49 | permalink | commenti (4)
categoria: mangiare e bere
sabato, 18 ottobre 2008
(Uff... anche il tedesco, adesso? )
Scambio di battute tra colleghe, l'altro giorno in ufficio.
Collega 1: «Darei qualsiasi cosa per andare a Perugia in occasione dell'Eurochocolate...»
Collega 2: «Ah, io non ci andrei mai: figurati che, quando entro in pasticceria, l'odore troppo forte mi dà la nausea!»
Io: «Mi sa che io ho il problema opposto...»
Collega 1: «Guarda, non si direbbe proprio!»
Sicché la mia linea è ancora accettabile, buono a sapersi!  Per "festeggiare" avevo in mente di spazzolarmi un'intera confezione da cinque di Kinder Choco Fresh, il "desserino" che mi piace tanto... ma poi è intervenuta la mia forza di volontà, sempre pronta (almeno sul fronte alimentare)!  A proposito di snack e merendine, credo di dover smentire lo spot di Kinder Frutti: per quanto mi riguarda, non è mica vero che «piace anche ai grandi». Pure Kinder Cereali non mi fa impazzire (meglio Kinder Maxi, a questo punto), ma confermo che il suo spot è tra i più simpatici in circolazione!
scritto da gwendalyne alle ore 19:55 | permalink | commenti (2)
categoria: mangiare e bere
giovedì, 25 settembre 2008
Posso anche essere d'accordo sul fatto che la cucina tipica italiana vada tutelata per non soccombere all'invasione dei locali etnici (se poi qualcuno mi segnala una trattoria dove si possa mangiare a sazietà spendendo non più di dieci euro, gli sarò eternamente grata ). Tuttavia sono rimasta un tantino perplessa leggendo le parole con cui il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia ha minimizzato i rischi del latte contaminato nei ristoranti cinesi: «Non mi pongo nemmeno il problema, visto che non ci vado proprio». Sarebbe un po' come se il ministro dell'Interno dicesse «Chissenefrega dell'emergenza sicurezza, tanto io c'ho la scorta...», no?
scritto da gwendalyne alle ore 18:23 | permalink | commenti
categoria: politica, mangiare e bere
martedì, 23 settembre 2008
(Dopo il navigatore satellitare con etilometro incorporato...)
Da oggi i locali «dove si svolgono con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario spettacoli o altre forme di intrattenimento e dove siano venduti alcolici» sono obbligati ad esporre tabelle in formato poster indicanti le quantità delle diverse bevande alcoliche che si potranno orientativamente consumare per sedersi al posto di guida in condizione di sobrietà. L'iniziativa in sé non è mica da buttar via... ma il fatto che all'avventore di un pub si cerchi di far notare che ha esagerato con l'alcol non implica affatto che questi recepisca il messaggio (e che sia poi disposto a rinunciare a guidare in favore di qualcuno più sobrio di lui). Vale la pena di leggere le considerazioni espresse al riguardo da Giovy, che in quest'occasione parla in qualità di sommelier abituato a promuovere la cultura del bere responsabilmente.
All'epoca in cui uscivo con una certa comitiva, non ci voleva mica l'etilometro per accorgersi che spesso i maschietti alzavano troppo il gomito... ma non è successo praticamente mai che qualcuno di quelli che avevano portato la propria auto abbia ceduto il volante a una di noi ragazze, che mediamente non andavamo oltre una mezza pinta di birra. Una sera, dopo avermi riaccompagnata a casa, uno di questi ammise che non sapeva nemmeno lui come aveva fatto a ritornare dal pub. Non fatemici ripensare! (Non soltanto all'evento in sé, ma pure al tizio, contro il quale ne avrei di cose da scrivere, se solo ciò non contrastasse con la riservatezza a cui mi attengo abitualmente... e se solo potesse interessare minimamente a qualcuno di quelli che mi leggono, ovvio! )
scritto da gwendalyne alle ore 23:11 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere, al volante
venerdì, 19 settembre 2008
Tra i libri che dovetti leggere ai tempi del liceo, ricordo I Malavoglia... perciò mi ha incuriosita il dibattito sorto in Rete per stabilire che cosa siano esattamente i lupini menzionati da Giovanni Verga; dal romanzo non si capisce bene. Ne aveva parlato quasi un anno fa Akille, e ieri Luca Sofri è ritornato sull'argomento. Qualcuno pensa che sia una questione di lana caprina? Suvvia, un po' di rispetto per un classico della letteratura italiana!
Alcuni per lupini intendono una particolare qualità di vongole, secondo altri si tratta di quei gustosi legumi gialli (che in romanesco si chiamano fusaje) solitamente venduti alle sagre. Per quanto mi riguarda, dopo aver letto le considerazioni inviate da una studentessa di Lettere a Luca Sofri, la bilancia tende a inclinarsi definitivamente dalla parte delle fusaje...
A proposito, mi ricordo che i famosi lupini venivano citati in un capitolo del libro di Mitì Lo stupidario della maturità, quello che mi ispirò la stesura de Il fu Mattia Pasqual!
scritto da gwendalyne alle ore 18:25 | permalink | commenti (2)
categoria: libri, internet, mangiare e bere
giovedì, 18 settembre 2008
Oggi per pranzo ho pensato bene di fare un salto dal "kebabbaro" di cui avevo già parlato in questo post. Stavolta volevo provare i falafel, ma c'è stato un malinteso con il pakistano che stava dietro il bancone: dopo aver guardato i cartelli esposti, gli ho chiesto un "menu falafel" (non sapendo dove mettere l'accento), e dalla sua risposta sembrava quasi che di falafel il relativo menu ne comprendesse uno solo, che è grosso come una polpettina... francamente troppo poco per la fame che avevo. Allora, per non impelagarmi in un dialogo che si preannunciava complicato, ho ripiegato di nuovo sul kebab, questa volta sotto forma di panino. Come se non fosse già abbastanza arduo addentare il panino strapieno senza far cadere il contenuto sul tavolino, per savoir vivre mi è toccato dare un minimo di spago al giovinotto che, nel locale deserto, desiderava combattere la noia attaccando bottone e facendosi un po' di affari miei. A un certo punto, anche se non è assolutamente mia abitudine, ho iniziato a sparare delle fandonie tanto per sembrare un po' più cool, ma mi sa che non ci hanno creduto neppure i muri!  Anche se non sono mai stata particolarmente brava a capire certe cose, comunque, ho avuto la sensazione che il tizio volesse provarci... ma io avevo già intuito che tra di noi non potrebbe mai funzionare, a causa degli insormontabili problemi di comunicazione!  Se non fossero provvidenzialmente arrivati tre ragazzi a prendere un panino, mi sa che alla fine quello avrebbe tentato di estorcermi pure il numero di cellulare...
Mi è rimasta la curiosità di assaggiare i samosa, il riso basmati e ovviamente 'sti benedetti falafel; magari la prossima volta proverò a visitare il locale concorrente di fronte, che avevo già visto, ma mai realmente "registrato in memoria". Ho pure fatto un salto al Giappo che ha aperto da poco lì vicino sospinto da una campagna pubblicitaria incentrata sullo slogan «ReSUSHIta»; ho chiesto se funzionasse pure da take away, e mi è stato risposto di sì. Quindi una di queste sere magari provo il sushi, sperando che a me vada meglio che a Maxxeo... e sempre che il giapponesino non abbia clamorosamente frainteso la domanda «Fate pure servizio da asporto?».
scritto da gwendalyne alle ore 22:14 | permalink | commenti (3)
categoria: mangiare e bere
venerdì, 12 settembre 2008
Io me lo aspettavo che prima o poi quelli della Ferrero avrebbero usato, come jingle per la pubblicità del Kinder Paradiso, il brano Destinazione Paradiso di Gianluca Grignani.... e infatti così è stato. Quello che non sapevo, e che ho scoperto leggendo Akille, è che si tratterebbe di una canzone sul suicidio. Sarò ingenua, ma non l'avrei mai detto; beh, in effetti, leggendo bene il testo mi viene il forte dubbio che parli dell'aldilà, però...
scritto da gwendalyne alle ore 16:04 | permalink | commenti (8)
categoria: musica, televisione, mangiare e bere
martedì, 12 agosto 2008
Da qualche settimana TV Sorrisi e Canzoni ha affidato la sua tradizionale rubrica di cucina allo chef Davide Oldani... il quale ovviamente non si limita a proporre ricette al livello dei bucatini all'amatriciana, ma si sbizzarrisce in tutta la sua creatività. Sull'ultimo numero del giornale illustra la preparazione del «trancio d'anguria, gambero, pomodoro e pesto al basilico», mentre due settimane prima presentava il «latte cagliato, caviale "D'O" e salsa di verdura speziata». Le foto a corredo delle ricette sono assai invitanti, ma già i soli passaggi per la preparazione sono tali da scoraggiare irrimediabilmente chi d'abitudine non va molto oltre il classico uovo al tegamino... e che dire poi degli ingredienti? Dove trovo il caglio, la maizena, la tapioca, gli anici stellati, il sale a scaglie "Maldon"? E se al posto dell'olio extravergine d'oliva taggiasca uso quello del nostro frantoio di fiducia, va bene lo stesso?
scritto da gwendalyne alle ore 15:42 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere, in edicola
giovedì, 07 agosto 2008
Stasera mi si è fatto un po' tardi, così prima di tornare a casa mi sono fermata a piazza Unione, dove un tempo c'era il mio take away cinese di fiducia, a mangiare un piatto di kebab dall'eterno roteare, tanto per citare i Baustelle (Antropophagus).  Pesantuccio, persino per una come me che per fortuna digerisce pure i sassi (ancora)... però gustoso! La prossima volta voglio assaggiare i falafel. Oppure me li sconsigliate?
Ho scoperto che da quelle parti hanno aperto un ristorante giapponese: molti di quelli che hanno provato il sushi (altra pietanza etnica citata in Antropophagus, adesso che ci penso) ne vanno matti, e quindi sarei curiosa di provare... anche se forse non sarà di mio gusto. Chissà poi i prezzi...
scritto da gwendalyne alle ore 22:32 | permalink | commenti
categoria: musica, mangiare e bere
sabato, 26 luglio 2008
La donzella che ha dato inizio a questa discussione a proposito dello spot delle valigie Carpisa con Joaquín Cortés si è lasciata un tantino sopraffare dall'ormone... ma a me quell'uomo non dice un accidente, devo forse preoccuparmi?  Tra l'altro, personalmente mi chiedo il perché dello slogan «Muy ligera, mas forte». Forse qualcuno credeva che i telespettatori italiani potessero capire che muy significa molto, ligero vuol dire leggero e más significa più... ma non che in spagnolo forte si dice fuerte?
A proposito di valigie, insieme a mia madre ne ho acquistata una di marca in offerta... ma una volta giunte a casa ci siamo accorte che c'erano le chiavi ma mancava il lucchetto. Allora mia madre ha telefonato al negozio per chiedere se potevamo cambiare la valigia, e il commesso le ha risposto «Non occorre, se passate vi diamo il solo lucchetto, tanto le stesse chiavi li aprono tutti!». Ah, buono a sapersi... vorrà dire che mi arrangerò con qualcuno dei lucchetti che ho a casa!
Se c'è uno spot che non sopporto, è questo con la tizia che, quando le dicono che i biscotti che sta mangiando sono senza zucchero, scoppia in una risata esagerata quanto falsa!
scritto da gwendalyne alle ore 22:36 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione, uomini, mangiare e bere
lunedì, 21 luglio 2008
Mentre cercavo ricette per insalate di pasta che non prevedessero l'uso di Condipasta e intrugli simili, ho trovato questo post di ricette ideali per una fresca cena estiva, collegato a questo sito. Molto, ma molto sfizioso... yum!
scritto da gwendalyne alle ore 22:13 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
sabato, 12 luglio 2008
In occasione delle prossime Olimpiadi, nei ristoranti di Pechino non verranno servite pietanze a base di carne di cane. Oh, meno male... ma questa notizia ha suscitato in me un tremendo sospetto: non è che i ristoranti cinesi di casa nostra si approvvigionano delle stesse materie prime, spacciandole per carni in uso nella dieta mediterranea per non urtare la sensibilità occidentale, e dietro il pollo che trovo tanto appetitoso c'è in realtà qualche animale d'affezione? Lo escluderei, tanto più che la carne canina ha un costo elevato non compatibile con i prezzi praticati dai ristoranti cinesi nostrani... ma la suggestione ha la sua importanza, e quindi non so se me la sentirò di tornare tanto presto a prendere la cena al take away cinese!
scritto da gwendalyne alle ore 15:08 | permalink | commenti (2)
categoria: sport, animali, mangiare e bere
giovedì, 03 luglio 2008
Non c'è da stupirsi se quest'estate verrà registrato un netto incremento nel consumo da parte dei maschietti di un tipico frutto stagionale dalle proprietà rinfrescanti. I ricercatori infatti hanno scoperto che l'anguria contiene una sostanza in grado di dilatare i vasi sanguigni: praticamente lo stesso effetto di farmaci come Viagra e simili, ma senza effetti collaterali. A me fa un po' ridere il nome del miracoloso principio attivo: la citrullina!
scritto da gwendalyne alle ore 21:37 | permalink | commenti
categoria: salute e bellezza, mangiare e bere
giovedì, 19 giugno 2008
Sempre per la serie "meglio tardi che mai" (prima o poi dovrò decidermi a creare una categoria apposta! ), mi accingo a postare il mio resoconto della PlurkBeer di sabato scorso. Finora l'hanno fatto Maury e l'organizzatore della serata Maxime, il quale per l'occasione ha lanciato una nuova moda che sta facendo lollare mezza blogosfera italiana: i facts ispirati alla grande assente della serata, Catepol, sulla falsariga dei celeberrimi Chuck Norris facts. Adesso ci vuole un blog apposta, come quello dedicato ad Andrea Beggi!
Anche se ero fermamente intenzionata ad arrivare con un minimo di ritardo perché, dopo il PubCamp dell'anno scorso, non mi andava di crearmi la fama di "quella che arriva sempre per prima", ho scoperto di aver decisamente sovrastimato il tempo necessario a percorrere la distanza che separa casa mia dallo Stammtisch (oltretutto evitando rigorosamente l'asse attrezzato, ché io con le strade a scorrimento veloce ci ho litigato... ). Così sono arrivata sul posto con cinque minuti di anticipo. Siccome piovigginava, non era il caso di aspettare fuori dalla porta, così sono entrata e ho detto «Sono qui per la PlurkBeer» (con "Plurk" pronunciato "all'americana", o almeno era quella l'intenzione). Dopo una pausa interminabile in cui il giovanotto è apparso alquanto perplesso, alle mie orecchie è giunta la parola d'ordine «Maxime?»... al che io, sollevata, ho risposto di sì e mi sono seduta nei pressi del tavolo prenotato, in attesa degli altri convitati.
Dopo una decina di minuti sono arrivati Giovy, Mia e Maury, che avevo già avuto il piacere di incontrare in occasione del PubCamp... poi via via tutti gli altri. Inizialmente ciascuno si presentava con il proprio nome di battesimo, e ciò ha creato un po' di confusione, in quanto nella blogosfera, nei social network e nello stesso Plurk ci si conosce quasi esclusivamente in base al nickname.
Una volta preso posto attorno al tavolo, sono saltate fuori le fotocamere megagalattiche (oltre a ben due iPhone, se non ho avuto le traveggole)... tanto che qualcuno ha chiesto «Ma questo è un raduno di utenti di Plurk o della Canon?». La fotocamera di gran lunga più obsoleta e scrausa era la mia, e infatti ho scattato pochissime foto (e quelle poche lasciano parecchio a desiderare)... tanto prevedevo che qualcuno degli altri convenuti avrebbe condiviso il proprio album online, e così è stato.
La cena, come pure la compagnia, è stata ottima: antipasto di affettati e formaggi, patatine fritte, salsicce "ubriache" e pizza a volontà... il tutto accompagnato da una birretta che all'inizio sembrava enorme, ma che poi è bastata a malapena (di ordinarne un'altra non era il caso, ché poi come ci tornavo a casa? ). Purtroppo ho mangiato poco rispetto ai miei standard, perché il caffè pomeridiano mi aveva messo ko lo stomaco... L'ho sempre detto io che non mi fa bene, ma certe volte è indispensabile!
Al momento dei saluti, le frasi ricorrenti erano:
  • «È stato un piacere» (e se lo si pensa davvero, chissenefrega se gli esperti di galateo storcono il naso nei confronti di tale espressione)
  • «Alla prossima» (personalmente ho smesso di ripeterlo un istante prima che qualcuno minacciasse bonariamente rappresaglie nei confronti della successiva persona che l'avesse pronunciata)
Già, alla prossima! Sarebbe bello che venisse organizzato al più presto un altro evento simile, preferibilmente qua in zona, dato che per me "barcampeggiare" in trasferta può essere un problema. Qualcuno forse vorrà dirmi «Buona idea, ciccia, che ne diresti di organizzarla tu?» (e magari Maxime, alla maniera del profeta di Quelo, aggiungerà qualcosa del tipo «Ma mica posso fa' tutto io qua, eh? Te lo sai oggi a che ora me so' svejato? Alle sette meno un quarto!» ). Il problema è che le mie capacità organizzative sono allo stesso livello delle mie risorse "social", ossia abbastanza scarse...
Un'ultima considerazione, che mi sento di fare anche se non rispetta pienamente le "linee guida" di questo blog, nel quale mi sono ripromessa di non spingermi più di tanto sul piano personale. Magari qualcuno dei partecipanti alla PlurkBeer si chiederà «Come mai questa qui pensa già alla prossima cena? L'altra sera non sembrava che si divertisse granché» (mi rendo conto che potrei aver dato questa impressione sbagliatissima), «e poi parlava pochissimo...». Ebbene, io sono fatta così, purtroppo. Qualcuno mi ha detto che sul blog appaio molto diversa (non so se migliore, ma di sicuro più loquace) da quella che sono nella vita reale... e invece sono sempre la stessa persona, nonostante le assurdità che si dicono sulla doppia faccia dei Gemelli!  Il fatto è che, quando scrivo sul blog, ho tutto il tempo di rileggere e meditare prima di cliccare su Pubblica il post (non che questo scongiuri totalmente il rischio di pubblicare immani cavolate, me ne rendo conto! ), mentre nelle comuni relazioni interpersonali l'insicurezza e la paura di sbagliare mi frenano fin troppo. Don't worry, credo di aver già fatto notevoli passi avanti al riguardo... e di sicuro occasioni come quella di sabato possono aiutarmi a migliorare in tal senso, e a scongiurare il rischio di relazionarmi troppo con il mondo virtuale e troppo poco con le persone vere.
Cavolo, dopo quello che ho scritto, chi ce l'ha il coraggio di presentarsi alla prossima cena?
Un'ultima cosa, a proposito di Plurk: vuoi vedere che quel sito finirà per seguire il cattivo esempio del fratello maggiore Twitter? Lunedì pomeriggio avevo bisogno di plurkare una richiesta di aiuto su Google Analytics, ma il servizio non era disponibile: il titolo della home page era «Plurk is getting new shoes today», compariva il messaggio «Plurk is currently under routine maintenance. We apologize for the inconvenience. The upgrade should be finished in under 30 minutes» con sotto questa foto (della quale mi sfugge il senso, dato che non ho mai seguito A-Team).


Alla fine ho postato la stessa richiesta nel blog Soluzioni di Splinder, senza peraltro ricevere alcuna risposta... ma nel frattempo (bastava solo un po' di pazienza) Google Analytics ha iniziato a fare il suo lavoro, e al più presto pubblicherò le mie impressioni al riguardo!
P.S.: Questo post l'ho preparato con il palmare sul pullman per Roma. Roba che fa tanto geek... ma non vi dico lo strazio di comporre un testo così lungo picchiettando sui minuscoli tasti virtuali del touch screen! (Del riconoscimento della scrittura non ne parliamo nemmeno, è ancora meno efficiente, nonostante io abbia - modestia a parte! - una grafia stupenda... ) Vabbe', una geek degna di tale nome non avrebbe avuto bisogno di tornare a casa e scaricare sul notebook il file di Word Mobile per poterlo pubblicare...
scritto da gwendalyne alle ore 16:42 | permalink | commenti (3)
categoria: internet, mangiare e bere
domenica, 25 maggio 2008
Ho trovato un degno sostituto di Pringles, Cipster e patatine fritte varie nella categoria degli "stuzzichini che non si smetterebbe mai di sgranocchiare". Sto parlando delle cialde di gamberetti: tipiche specialità cinesi da antipasto, ottime anche da sole ma che volendo si possono condire con la salsa agrodolce, adesso le trovo pure al supermercato con il marchio Suzi Wan in sacchetti da 50 grammi (e meno male che non sono più grandi... ).
scritto da gwendalyne alle ore 16:48 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
domenica, 18 maggio 2008
In qualità di massima esperta mondiale (vabbe', magari non esageriamo! ) in fatto di cibi pronti per chi non ha voglia oppure non è capace di cucinare, vi propongo lo "sconsiglio" del giorno. Se proprio vi va una pizza surgelata, puntate sulla pizza Gegè, o sulla Bella Napoli, o quale volete... ma, se fossi in voi, lascerei perdere la Pizza Ristorante Cameo. Io l'ho voluta provare cedendo alla tentazione della borsa in omaggio (fatta su misura per infilarci giusto giusto una confezione) e soprattutto delle quanto mai invitanti parole stampate sulla scatola: «L'unica con base sottile e croccante farcitura così ricca e saporita», e dietro «Nei suoi tanti gusti raffinati, Ristorante è piacere puro. Per una cena romantica, in compagnia degli amici o semplicemente da soli, Ristorante convince tutti in ogni occasione. Ristorante, una prelibatezza da scoprire in tutte le sue squisite varianti. La Pizza agli Spinaci è un'armoniosa combinazione di pomodoro e spinaci saporiti, arricchiti con mozzarella e formaggio Edam». Inutile dire che il sapore non era all'altezza di una simile sviolinata... A questo punto non ho nessuna intenzione di provare gli altri quattro gusti disponibili: al tonno (l'unica altra varietà che c'era al supermercato), ai quattro formaggi, al salame e al pesto sfizioso. Trovo che il signor Cameo dovrebbe limitarsi a produrre i "magici" intrugli in bustina per la preparazione di budini, panne cotte e simili...
scritto da gwendalyne alle ore 23:12 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
sabato, 26 aprile 2008
Spero che Andrea Camilleri mi perdonerà per aver scelto una frase fatta di quelle che lui non sopporta come titolo per un post dedicato a Il campo del vasaio, il suo ultimo romanzo con protagonista Salvo Montalbano, che ho finito di leggere proprio stamattina. Chi non l'ha ancora letto, ma ha intenzione di farlo, è avvisato che quello che sto per scrivere potrebbe essere considerato spoiler! (A dire il vero, anche la recensione di Salvatore Silvano Nigro stampata sul risvolto di copertina svela fin troppi dettagli...)
Il summenzionato proverbio si riferisce a Mimì Augello, vice del commissario, il quale aveva fama di gran donnaiolo prima di conoscere Beba, la donna che poi sarebbe diventata sua moglie nonché la madre di suo figlio. Nel libro che ho appena letto Mimì cede all'irresistibile fascino di «una trentina stripitusa, bruna, molto àvuta, capilli longhi supra le spalli, occhi enormi e funnuti, vucca larga, labbra siliconate non da un chirurgo ma dalla natura stissa, denti boni per mangiari carni viva» (pag. 128). La "fìmmina" in questione manovra Mimì come un burattino... ma alla fine Montalbano riesce a gestire da par suo una situazione che rischiava di diventare "perigliosa assà" per il suo vice, agendo come «un puparo che s'arrabbattava a fari funzionari la rappresentazioni come meglio putiva e sapiva» (pag. 272-273).
Chissà com'è che Camilleri si raffigura nella sua mente l'aspetto fisico di Mimì, impersonato nella fiction televisiva dall'affascinante Cesare Bocci. Di sicuro, quando immagina il commissario, non pensa al suo interprete Luca Zingaretti, visto che scrive «Si fici attrovare che si dunduliava avanti e narrè col busto e le mano nei capilli» (pag. 271)!

Sempre a proposito di Augello, a pagina 33 del romanzo Il ladro di merendine Montalbano rimane nauseato dal fatto che Mimì sia solito cospargere di formaggio i primi piatti a base di pesce: «Persino una jena ch'è una jena e si nutre di carogne avrebbe dato di stomaco all'idea di un piatto di pasta alle vongole col parmigiano sopra!». E cosa dovrei dire io, che una persona con la stessa abitudine ce l'ho in famiglia?
scritto da gwendalyne alle ore 15:02 | permalink | commenti
categoria: libri, televisione, mangiare e bere
lunedì, 21 aprile 2008
A Pasqua avevamo due uova di cioccolato: uno, quello che avevamo comprato, l'abbiamo già finito, mentre l'altro, offertoci in omaggio dal supermarket, è stato aperto da poco. Dentro c'erano due sorpresine: eccole!

Sorvolando sulla bruttezza del pupazzetto, che probabilmente in fotografia sembra persino migliore di quanto non sia in realtà, vorrei soffermarmi sull'altro gadget: qualora non si fosse capito, si tratta di un braccialetto. Per quanto io abbia il polso piccolo quasi come quello di una ragazzina, non c'è proprio verso che mi entri... ammesso che io intenda indossarlo, certo: oltretutto, se si smonta facilmente così come l'ho montato, è destinato a cadere a pezzi in men che non si dica!
Insomma, vabbe' che era un omaggio, ma forse quell'uovo l'avrei apprezzato di più se fosse stato vuoto...
scritto da gwendalyne alle ore 18:42 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
sabato, 19 aprile 2008
Quando a casa vi va un primo a base di pesce, ma non avete tempo o voglia di cucinare, potrebbero piacervi i tagliolini con gamberi e zucchine di 4 Salti in Padella Findus: sono veramente buoni! Anche i tonnarelli alla cernia, della stessa linea, non sono poi male. Vi sconsiglio invece le linguine allo scoglio, che ho voluto provare ieri convinta dall'insistente pubblicità televisiva: sanno proprio di pesce surgelato... se capite cosa intendo!
scritto da gwendalyne alle ore 14:40 | permalink | commenti (1)
categoria: mangiare e bere
domenica, 13 aprile 2008
Poiché le rare volte che desidero un espresso e le meno rare volte che ho voglia di un cappuccino sono costretta ad andare al bar (quella ciofeca che esce dalla moka di casa non si può definire caffè! ), ieri sono andata in un negozio a valutare le macchine del caffè in commercio. La commessa ha decantato le doti della Nuova Lattissima, un apparecchio De' Longhi che funziona con le cialde Nespresso, al modico prezzo di quattrocento euro. E no, per quella somma lì io pretendo che il caffè mi venga servito da George Clooney in persona!
scritto da gwendalyne alle ore 11:57 | permalink | commenti (1)
categoria: tecnologia, uomini, mangiare e bere
domenica, 30 marzo 2008
Adesso che il sondaggio sui dolci pasquali da me promosso dieci giorni fa è ufficialmente concluso, è giunto il momento di tirare le somme. In tutto sono arrivati sette voti... onestamente, più di quanto mi aspettassi. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato!
Vincitore assoluto è stato l'Uovo di Pasqua con quattro voti. Solamente un voto per la Colomba, e uno per ciascuna delle due opzioni alternative che ho proposto: Perché scegliere? e No grazie, sono a dieta....
Per quanto mi riguarda, avevo inaugurato il sondaggio dando il mio voto all'uovo di Pasqua... ma a questo punto devo ammettere che dall'uovo di cioccolato che ho scelto mi aspettavo di meglio, considerata la marca (Lindt). Quest'anno mi è piaciuta di più la colomba... ma va detto che non si trattava della tradizionale colomba ricoperta di glassa, bensì di un dolce farcito alla crema di Limoncè (Bauli).
scritto da gwendalyne alle ore 15:31 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
mercoledì, 26 marzo 2008
Non ho mai bevuto Red Bull Energy Drink, ma adesso, approfittando di un'offerta del supermercato sulle confezioni da quattro lattine, ho deciso di provare, per vedere se può essere un valido surrogato del caffè. Sulla lattina sono riportati i benefici della bevanda: «migliora le prestazioni», «migliora la capacità di reazione e di concentrazione», «migliora la soglia di attenzione», «aumenta la sensazione di benessere», «stimola il metabolismo». Tutte cose desiderabili, certo... ma a questo punto ho un certo timore di bermi una Red Bull: e se poi non mi fa dormire e rimango su di giri per un bel po'? Vabbe', vi farò sapere se mi spuntano le aaaaali!
scritto da gwendalyne alle ore 18:59 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
giovedì, 20 marzo 2008
Visto che domenica è Pasqua, ho pensato di creare con Toluna (ex Dpolls) un piccolo sondaggio a tema gastronomico, per vedere di nascosto l'effetto che fa... o meglio, per vedere quanti visitatori risponderanno!  Lo trovate nella barra laterale di questo blog. Sì, lo so che non è un sondaggio di altissimo spessore, ma... un po' di leggerezza non guasta, no?
scritto da gwendalyne alle ore 18:07 | permalink | commenti
categoria: internet, mangiare e bere
venerdì, 14 marzo 2008
L'altro giorno ho deciso di condire la pastasciutta con un sugo pronto alle olive. Ho seguito alla lettera le indicazioni del signor Barilla (scaldare in microonde dopo aver tolto il tappo), anche se ero un po' scettica: in passato un alimento un po' fluido riscaldato nel microonde era schizzato in tutte le direzioni. Ma ho pensato: se non raccomandano di coprire il barattolo in qualche altro modo, sapranno il fatto loro, no? Evidentemente no. Nel corso del riscaldamento, dal forno provenivano dei rumori abbastanza sinistri... ed alla fine ho scoperto che il sugo si era proiettato su tutte le pareti del microonde!
scritto da gwendalyne alle ore 16:16 | permalink | commenti (1)
categoria: mangiare e bere
domenica, 24 febbraio 2008
Questa settimana mi è capitato di comprare ben due giornali incellofanati. Per racchiudere quale indispensabile inserto? Mah, semplicemente un minuscolo incarto con due caramelle (proprio due di numero) svizzere alle erbe Ricola, gusto MelissaLimoncella, con vitamina C e senza zucchero. Com'erano? Beh, diciamo solo che secondo me non valevano una campagna promozionale così capillare! Forse, se avessi avuto mal di gola (ma per fortuna sono riuscita a "schivarlo", negli ultimi tempi), le avrei apprezzate di più.
scritto da gwendalyne alle ore 16:03 | permalink | commenti (1)
categoria: salute e bellezza, mangiare e bere, in edicola
venerdì, 15 febbraio 2008
La gamma di piatti pronti da scaldare nel forno a microonde disponibili in commercio è sempre più ampia, e sconfina spesso nelle specialità etniche: l'altro giorno ad Auchan ho trovato Xiu Mai au porc & vermicelles asiatiques aux légumes (in quell'ipermercato abbondano i prodotti confezionati in Francia), ossia Xiu Mai alla carne di maiale e vermicelli asiatici alle verdure. Tendenzialmente preferisco evitare i vermicelli, il cui aspetto trasparente non me li rende particolarmente appetitosi... ma, poiché una delle mie pietanze cinesi preferite sono proprio gli Xiu Mai, fagottini di pasta ripieni di carne e verdure, ho deciso di provare. Non male... anche se quelli serviti al ristorante cinese Hai Bin come parte del tipico antipasto misto caldo sono meglio.
scritto da gwendalyne alle ore 19:50 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
mercoledì, 02 gennaio 2008
Ho finalmente assaggiato tutti i prodotti tipici siciliani che, come ho raccontato qui, avevo ordinato online. La pignolata non era male, ma tutto sommato non penso che valga la pena di spendere altri 25 euro al chilo IVA esclusa per toglierci di nuovo questo sfizio. Buono pure il salame di Sant'Angelo di Brolo, ma non è il migliore che io abbia mai mangiato. Per quanto riguarda il mandarinetto... sorvolando sul colore giallognolo (ben diverso dall'arancione vivo rappresentato in fotografia) che ricordava vagamente un certo liquido organico, anche il sapore aveva decisamente qualcosa di strano. Vorrei riportare testualmente una frase tratta dall'etichetta del liquore.
«Servito ghiaggiato allieterà le caldi estate siciliane. Zona di approviggionamento: Palermo, Siracusa, Catania»
Con un certo stupore ho scoperto che, cercando con Google la parola ghiaggiato, ottengo 60 risultati, mentre se cerco approviggionamento addirittura 5490!
scritto da gwendalyne alle ore 15:43 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
martedì, 01 gennaio 2008
Oggi a pranzo ho bevuto un vino imbottigliato da un'azienda vitivinicola dal nome un tantino inquietante: la Velenosi Vini. Il loro Rosso Piceno, però, non era poi male!
scritto da gwendalyne alle ore 15:02 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
domenica, 30 dicembre 2007
Ultimamente mi è capitato di assaggiare la merendina Kinder Panecioc, ed ho scoperto quanto sia tendenzialmente ingannevole lo spot in cui si afferma che «i pezzetti di cioccolato si sentono davvero sotto i denti». Non è assolutamente così! A me piace molto di più Kinder Délice...
scritto da gwendalyne alle ore 12:41 | permalink | commenti
categoria: televisione, mangiare e bere
giovedì, 20 dicembre 2007
Quando lunedì sono andata in edicola a comprare TV Sorrisi e Canzoni, non ho resistito alla tentazione di prendere anche l'inserto inTavola, dopo aver visto la copertina!

Io adoro quasi tutte le pietanze cotte al forno: in primis la pizza (che nel ricettario in questione non è contemplata), ma anche lasagne, timballi, sformati... Forse è la volta buona che, per realizzare i piatti illustrati su inTavola con tanto di fotografie da far venire l'acquolina in bocca, imparo a cucinare!
scritto da gwendalyne alle ore 16:15 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere, in edicola
mercoledì, 19 dicembre 2007
Ogni volta che mi capita di vedere, nel reparto-pesce di un supermercato, un acquario con degli astici che sguazzano beati, mi viene quasi voglia di portarne a casa uno per allevarlo amorevolmente, sottraendolo al suo triste destino. Oggi pomeriggio ho notato anche una vasca con delle anguille che nuotavano ignare. Eh già, per certe bestiole non è proprio un bel periodo, quello in prossimità del Natale...
scritto da gwendalyne alle ore 21:13 | permalink | commenti
categoria: animali, mangiare e bere
sabato, 15 dicembre 2007
A chi apprezza le specialità alimentari tipiche della Sicilia, e a chi non le conosce ma vorrebbe scoprirle, suggerisco Sicilstore. Tramite il sito è possibile acquistare un'ampia gamma di prodotti tipici siciliani, dai salumi ai vini e liquori, dai dolci (compresa la cioccolata di Modica, disponibile in vari gusti dal pistacchio al peperoncino) alle conserve e marmellate... ma ci sono anche le ceramiche artistiche. Il mio primo ordine è stato abbastanza modesto, perché volevo saggiare la qualità dei prodotti offerti... e, non appena li avrò assaggiati tutti (il salame di Sant'Angelo di Brolo deve stagionare ancora un po'), vi saprò dire di più!
scritto da gwendalyne alle ore 14:44 | permalink | commenti (1)
categoria: mangiare e bere
domenica, 28 ottobre 2007
Ieri sera sono andata a comprare la cena al take away cinese. Non male... ma la rapidità con cui sono stata servita mi è sembrata quantomeno sospetta. Se dico che mi hanno consegnato gli spaghetti con gamberi e il pollo fritto (sì, alla faccia del mangiar sano! ) solamente cinque minuti dopo che avevo ordinato, non credo di esagerare tanto per difetto!
scritto da gwendalyne alle ore 09:24 | permalink | commenti (3)
categoria: mangiare e bere
sabato, 15 settembre 2007
Difficilmente mi imbatto in una parola italiana che mi sia completamente sconosciuta, a meno che non si tratti di un termine che appartiene a qualche lessico settoriale. Ma ieri ho scoperto l'esistenza di pesci commestibili chiamati busbane. Ho pure scoperto qui una ricetta in dialetto anconetano a base di busbane e guatti (e questi cosa sono?!).

Riso in brodo de busbane e guati
Cusa serve: Un chilo de busbane e un chilo de guati, na costa de sedano, na carota, na cipola, tre eti de riso.
Come se còce: Se prepara el brodo con quatro litri d'aqua, el sedano, la cipola e la carota. Se lascia bulì pe n'oreta e po' se mete drento i guati; se fa bulì pe' na decina de minuti e dopo se mete le busbane (ch'è più tenere) per n'antri set'oto minuti; se ve piace le busbane alesso, se scola el pesce e se cundisce co'n filo d'oio e prezemulo tritato. El brodo se passa ntél passì co' le maie fine fine; po' se rimete sul fogo e ce se cucina el riso; prima de servìlo se mete un fileto d'oio de quelo bono.


Sotto, per chi non avesse capito qualcosa, è riportata una "Traduzió pei stranieri, uriundi e ecstracumunitari".

Ingredienti: 1 kg di busbane, 1 kg di guatti, 1 costa di sedano, 1 carota, 1 cipolla, 300 gr di riso.
Procedimento: Preparare un brodo con circa 4 litri di acqua, il sedano, la cipolla, la carota. Lasciare bollire poi circa 1 ora; aggiungere i guatti e lasciare bollire per circa 10 minuti, infine aggiungere le busbane e lasciar cuocere per altri 7/8 minuti, scolare le busbane ed appoggiarle su di un piatto di portata e condirle con olio e prezzemolo. Passare il brodo tramite un passino a maglie molto fini aggiustare di sale; cuocerci il riso e servire una volta cotto con un filo d'olio crudo.

Questa rinfrescatina di dialetto anconetano mi ha riportato alla mente un appunto che avevo preso tempo fa. Nel dialetto romanesco, ma anche dalle mie parti, c'è la tendenza a troncare i verbi all'infinito: con le relative modificazioni ortografiche, anna', magna' e così via. Quando ho iniziato a frequentare la città dorica (è così che viene detta Ancona), ho però scoperto che nella parlata locale le parole si troncano un po' tutte. Mi è rimasta impressa la risposta di un ragazzo ad un amico che gli aveva chiesto come gli fosse andato l'esame: "Eh, è andata be', è stata una gran sodisfazio'!"
scritto da gwendalyne alle ore 12:04 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
martedì, 28 agosto 2007
Stavo dando un'occhiata al "menu da asporto" del ristorante-pizzeria di cui ho parlato in questo post (e che purtroppo ha cambiato pizzaiolo... quindi difficilmente ci tornerò) quando la mia attenzione è stata attirata dal nome di questa pizza.

Sorvolando sulla salsicia, a quanto pare in me non c'è soltanto una correttrice di bozze, ma anche una proofreader... Questa piccola licenza ortografica (si scrive Manhattan, per chi non lo sapesse) mi ha fatto venire in mente questo spot della Wind con Aldo, Giovanni e Giacomo!
A proposito di Wind... Michele Boroni ha scritto un post che trovo geniale: "Parte la serie A e Totti si ritrova a fare spot per Vodafone e a giocare per Wind in un campionato Tim". Ma quelli di Tre non si saranno sentiti tagliati fuori?
Certo, se esistesse un lavoro che prevede l'incombenza di visitare blog dalla mattina alla sera, mi candiderei di corsa! È troppo divertente!
scritto da gwendalyne alle ore 19:47 | permalink | commenti
categoria: internet, mangiare e bere, correttrice di bozze
mercoledì, 08 agosto 2007
I miei sono partiti per la montagna, ma io ho preferito restare in città, e per i pasti mi sto arrangiando con tutto quello che è stato inventato in fatto di piatti pronti. Suvvia, mica penserete che mi metta a cucinare manicaretti soltanto per me?
Oggigiorno il single che non ha voglia di passare del tempo ai fornelli può contare su un'ampia gamma di offerte:
  • le immancabili pizze surgelate
  • i sughi pronti (adesso sono disponibili pure delle pratiche bustine monoporzione, da riscaldare al microonde)
  • lasagne e cannelloni, pure questi in versione monoporzione
  • i mitici QSIP (Quattro Salti In Padella) e affini
... e chi più ne ha più ne metta!
scritto da gwendalyne alle ore 22:34 | permalink | commenti (2)
categoria: mangiare e bere
mercoledì, 08 agosto 2007
Tempo fa ho composto il numero telefonico di una pizzeria con forno a legna dove eravamo soliti andare, e, non appena una voce femminile mi ha risposto "Plonto?", ho cominciato a sospettare che c'era qualcosa di strano. Ho chiesto "Scusi, ma non è la pizzeria Tal dei Tali?". In un italiano molto incerto la ragazza al telefono mi ha spiegato che era cambiata la gestione e che adesso si trattava di un ristorante cinese, ma le pizze le facevano ancora, ed era rimasto lo stesso pizzaiolo di prima. Ho pensato "Vabbe', proviamo", ho prenotato (anche se poi si è visto che non ce n'era bisogno, perché nonostante fosse sabato sera il locale era quasi deserto) e siamo andati. Visto che non mangiavo pietanze cinesi da un bel po', ho chiesto un antipasto misto caldo ed un pollo con germogli di soia, mentre i miei hanno ovviamente optato per una più tradizionale pizza. A detta di mamma, e pure in base allo spicchio che ho assaggiato io, la pizza era persino più buona di prima, ed a lei è piaciuta molto anche la birra cinese che le ho fatto assaggiare, mentre io la cucina cinese l'ho trovata abbastanza deludente. Quindi, se torneremo là (e ci torneremo di sicuro, anche perché il personale è talmente gentile...!), pure io prenderò la pizza.
Certo, fa un po' effetto leggere sull'insegna del locale "Ristorante cinese - Pizzeria forno a legna"!
scritto da gwendalyne alle ore 22:31 | permalink | commenti
categoria: mangiare e bere
domenica, 29 luglio 2007
Il mio amore per la fauna fa sì che io non riesca a mangiare carne che sia presentata in maniera tale da evocare anche solo vagamente l'animale da cui proviene: niente cosciotti di pollo, insomma, e men che meno le povere quaglie. Escludo però di convertirmi in futuro alla dieta vegetariana, non soltanto perché facendolo dovrei rinunciare a tante cose buone (in primis gli arrosticini), ma soprattutto perché tale regime alimentare comporterebbe la carenza di determinati principi nutritivi fondamentali, come le proteine e il ferro; poiché sono tendenzialmente anemica, non mi pare proprio il caso!
L'altro giorno, cercando al supermercato un secondo piatto da preparare per cena con il forno a microonde (voja de cucina' sartame addosso ), ho trovato ed ho voluto assaggiare i "Seitan Burger 100% Vegetale". Cito dalla confezione:

Il SEITAN o "bistecca di grano" è un alimento di elevato valore proteico derivante dalla farina di Frumento. Esso, infatti, è la parte proteica (Glutine) della farina separata dai restanti ingredienti che la compongono, tramite una lavorazione artigianale.
(I celiaci devono stargli alla larga, insomma) Tutto questo fa del Seitan una fonte proteica alternativa, gustosa, nutriente, digeribile e priva di colesterolo. (Almeno questo!)

Ebbene, non saranno stati in assoluto l'alimento peggiore che io abbia mai mangiato... ma non credo che ripeterò l'esperienza!
scritto da gwendalyne alle ore 21:15 | permalink | commenti (10)
categoria: mangiare e bere