Sulla mia idiosincrasia nei confronti del fumo ho già scritto un post tempo fa. Con buona pace di Enrico Vaime, il quale per quanto mi riguarda può tranquillamente tornare all'adolescenza,
in questo caso del buco nell'ozono mi importa solo fino a un certo punto: in primo luogo, è dei miei polmoni che mi preoccupo, dei ben noti rischi che si corrono a lungo termine ma anche dei fastidi nell'immediato (mal di testa, tosse... puzza persistente!
). Nel proprio privato ognuno può farsi del male come preferisce, ma vivendo in società non si può ignorare il principio caro a Martin Luther King.Se mi immagini nei panni della "talebana anti-fumo", inflessibile nei confronti di qualunque tabagista mi capiti a tiro, sei fuori strada: per amore del quieto vivere, e ritenendo che un pochino di fumo passivo sia preferibile all'eventualità di essere "mandata a quel paese" in maniera più o meno esplicita, le rare volte che qualcuno si accende una sigaretta all'interno del mio spazio vitale generalmente lo lascio fare, a maggior ragione se è stato così gentile da domandarmi prima se mi desse fastidio. Comunque non è difficile intuire che per la sottoscritta sia stata a dir poco provvidenziale la legge Sirchia che vieta di fumare in tutti i locali aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro: dal mio punto di vista, probabilmente il merito principale da attribuire ai vari governi Berlusconi. Sul lungo periodo, gli effetti positivi di questa legge sono innegabili: molti fumatori, scoraggiati dall'impossibilità di dar sfogo al loro vizio dove e quando volevano, hanno deciso di dire addio alla sigaretta (e questo non mi sembra certo un male
)... mentre gli altri, convinti dal deterrente della multa, sembrano essersi quasi tutti adeguati alla nuova situazione, sia pur loro malgrado, e, se proprio non resistono alla tentazione di fumare, si rassegnano ad uscire all'aria aperta.Stasera, guardando il telegiornale, ho appreso non senza indignazione che le cose potrebbero presto cambiare: il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che i gestori dei locali non saranno più tenuti a far rispettare la legge. A vari esercenti è stato chiesto quale comportamento intendano assumere al riguardo... e una donna ha ammesso candidamente di non voler contrariare i clienti che dovessero infischiarsene del divieto, perché chi ha un impellente desiderio di fumare ma non può soddisfarlo "si stranisce". Ebbene, mi rivolgo alla signora e a tutti i gestori che dovessero condividere il suo punto di vista: se l'aria nel locale in cui mi trovo diventa irrespirabile, sono io che "mi stranisco". Poiché non è nel mio stile, difficilmente chiamerei i vigili o la polizia... ma le assicuro che, se non ha gli "attributi" per garantire il rispetto di una norma sacrosanta, mi vedrò costretta ad andarmene dal suo locale per non rimetterci più piede. Sono convinta che siano in tanti a pensarla come me... e quindi, ponendo la questione in termini di mera convenienza economica, senza tirare in ballo quella "sciocchezzuola" che si chiama salute,
credo che farebbe bene a riconsiderare il suo atteggiamento![L'immagine sopra è tratta da una pagina di Odontotecnici.net che ti permette di realizzare in men che non si dica un cartello di divieto "personalizzato" per la tua azienda]


Se c'è una "disciplina" riguardo alla quale devo ammettere la mia totale ignoranza, quella è la cosmetica. Chi mi conosce sa che è assai raro vedermi truccata... tutt'al più un velo di rossetto non troppo vistoso. La verità è che, pigrizia a parte, ignoro proprio i fondamenti dell'arte del maquillage: come scegliere i prodotti, in quali colori, e soprattutto come applicarli per mascherare le imperfezioni e valorizzare i pregi. In effetti sto valutando l'ipotesi di seguire il consiglio di una mia collega: a quanto pare, la sua estetista dà "lezioni di trucco" personalizzate... interessante!
Prendendo esempio dal
Insomma, proprio oggi ho comprato un altro barattolino da 75 confetti. (Tengo comunque a precisare che mi durano molto più di prima!)
)... e accanto la scritta «Mi mancava qualcosa... adesso c'è!» e il nome di un negozio. Un megastore di abbigliamento che verrà inaugurato prossimamente da queste parti, e del quale non faccio il nome per protesta, tanta è stata la delusione (anche se forse, in occasione dei saldi, cederò alla tentazione di farci un salto!
L'argomento di cui parlerò oggi può essere di particolare interesse per le fanciulle, soprattutto in questo periodo in cui, con l'arrivo dei primi caldi, le gambe tornano decisamente a scoprirsi!
Ciò che mi spaventa di più della vecchiaia non è il declino fisico, ma quello intellettivo. Ho spesso la sensazione che il mio destino non preveda una particolare longevità... ma, se dovessi festeggiare il centesimo compleanno, metterei la firma per arrivare a quell'età con la 
). Secondo lui, l'unica strada percorribile sarebbe quella di «un rinnovo spirituale e umano nella sessualità». Ah, ecco.
Stamattina in ufficio mi hanno domandato se volevo un caffè. Come al solito ho risposto di no... al che una collega mi ha chiesto «Ma tu proprio non lo bevi mai, il caffè?» e io ho replicato «Tutt'al più, soltanto uno dopo pranzo». A questo punto l'altra collega ha osservato «Beata te... ecco perché sei così tranquilla!». 
Soffocando l'impulso di scoppiare a ridere, ho concluso sibillina «Sembro tranquilla, ma non dovresti lasciarti ingannare dalle apparenze...».
Potete immaginare come mi sono sentita in colpa a metà del programma, quando la Marcuzzi in persona (sèèè, come no
Incredibile ma vero: avendo sentito dire un gran bene dei benefici ottenibili con il 
... in questi giorni nella blogosfera si è parlato parecchio dei post pubblicati dalle blogger
Per il momento vi saluto segnalandovi che johnny8joker ha messo sul 
Non sono una persona che sorride tanto spesso, adesso che ci penso... ed è un vero peccato, e mi propongo di migliorare sotto questo aspetto: so bene che un sorriso sincero è un segnale semplice ma sorprendentemente efficace che può illuminare anche la giornata più malinconica della persona a cui lo si dona, oltre a scardinare certe resistenze che impediscono di instaurare un vero rapporto. Particolarmente preziosi sono i sorrisi dei più piccoli, e inestimabile è il valore di restituire la voglia di sorridere a un bambino al quale sono toccate in sorte sofferenze infinitamente più grandi di lui.
La diva franco-umbra Monica Bellucci, il cui nuovo film L'uomo che ama con Pierfrancesco Favino è in concorso al Festival di Roma,
Questa mattina, recandomi nell'ospedale di Pescara, ho notato che parecchi edifici erano decorati con palloncini colorati; i manifesti esposti qua e là, e recanti lo slogan «Ridere è una cosa seria», annunciavano la visita di Patch Adams, il dottore americano ideatore della clown-terapia (o terapia del sorriso, che dir si voglia), la cui vita ispirò l'omonimo film interpretato da Robin Williams.
). Purtroppo non è andata bene: Benedetta è stata subito eliminata assieme a Miss L'auraBlu Moda Mare Sicilia
in Ocean's Eleven (quando si dice confondere la realtà con la finzione...
Se in questi giorni in giro per Pescara vi imbattete in una tipa dal pallore spettrale, c'è un'elevata probabilità che si tratti proprio di me! Credo di essere una dei pochi residenti in questa città a non essere mai andata in spiaggia quest'estate, se si eccettua una passeggiata sul bagnasciuga ormai quasi deserto lunedì sera dopo le diciannove. Tra i pochi turisti che si godevano la salubre e relativamente fresca aria del momento c'era una ragazza che teneva in braccio... no, non un bambino, e neppure un chihuahua o uno yorkshire, bensì una stupenda coniglietta candida che sembrava uscita dal cilindro di un prestigiatore. «L'aria di mare le fa bene», ci ha detto la padrona...
Sfogliando il settimanale Dipiù ho letto che il ballerino Francesco Mariottini, uno dei concorrenti più amati dell'ultima edizione di Amici di Maria De Filippi, va fiero di una sua caratteristica fisica poco comune che, secondo il giornale, potrebbe diventare la moda dell'estate: l'ombelico a chiocciola. Già, perché esiste una classificazione degli ombelichi in base alla forma, la quale è suscettibile di ritocchino da parte del chirurgo estetico per la modica somma di euro duemilacinquecento: tonda (come Riccardo Scamarcio), ovale (come Elisabetta Canalis), a filo (come Bianca Guaccero), a becco di flauto (come Anna Tatangelo e Silvio Muccino), ossia rotondeggiante e con la parte superiore sporgente, considerato l'ombelico perfetto... e, appunto, a chiocciola. Devo ammettere che, quando ho letto questo articolo, mi sono tornate in mente scenette come
L'altra sera ho ingannato l'attesa dando un'occhiata alle riviste a disposizione (ho lasciato perdere i cataloghi delle acconciature, perché tanto non avevo nessuna intenzione di sperimentare un look radicalmente nuovo). Dapprima ho sfogliato un numero recente del settimanale A, da poco sottoposto a restyling... ma a me piaceva di più prima. Poi sono passata all'ultimo numero del mensile Amica, il cui peso lo rende decisamente inadatto da leggere a letto: trattavasi infatti di un mattone di seicentosessanta pagine, almeno la metà delle quali occupate dalla pubblicità... a tal punto che ho pensato: anziché farlo pagare tre euro, non potrebbero fare in modo di distribuirlo gratis o quasi? Non che le pagine redazionali siano particolarmente interessanti: dando un'occhiata a certi articoli, ad esempio uno che discettava con dovizia di particolari sulla curvatura ideale delle ciglia e un altro che andava alla scoperta del magico mondo dei wedding planner, figura professionale che va per la maggiore sì, ma fuori dall'Italia, pensavo: «Ma chi è che perde tempo a scrivere 'sta roba? E soprattutto, perché io sto perdendo tempo a leggerla? (Perché non c'è niente di meglio, certo)». Insomma, per i miei gusti quel giornale potrebbe servire solamente per livellare un tavolo molto sbilanciato oppure, all'occorrenza, come corpo contundente!
Quando capito davanti alla vetrina di una profumeria, rimango incantata di fronte ad articoli come
Eh, miracoli del trucco & parrucco (e di un bravo fotografo)... Sull'Isola, dove non può contare sull'aiuto degli artisti del make-up, Debora mostra una cera decisamente non all'altezza dei suoi momenti migliori. Nelle passate edizioni del reality si è visto di peggio, ma non si può negare che Debora appaia spesso e volentieri sciupata, scarmigliata e addirittura sconvolta, come si può vedere dal seguente collage di foto tratte dal
Osservando tutto questo, una timida speranza si affaccia nel mio cuoricino: persino io, se mi affido alle cure di persone competenti, potrei acquisire un aspetto più che decente!