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martedì, 03 novembre 2009
Pinocchio è una di quelle fiction che, già a metà della prima puntata, mi faceva venir voglia di smettere di vederla, eppure ho tenuto duro fino alla fine della seconda puntata... per sete di conoscenza, diciamo!  Tra l'altro volevo cercare di capire come mai una storia che aveva segnato probabilmente la fase più negativa nella carriera di Roberto Benigni, dopo i fasti de La vita è bella, facesse registrare ascolti così notevoli in un periodo in cui pure l'Auditel è in crisi. Guardando il cast internazionale di questo remake viene da pensare che non si sia badato a spese (forse, se hanno risparmiato su qualcosa, è stato sugli effetti speciali... ). Ma ce n'era davvero bisogno? Non sarebbe stato meglio rispolverare dagli archivi Rai lo storico sceneggiato del '72 diretto da Luigi Comencini e interpretato da Nino Manfredi, Gina Lollobrigida, Franco & Ciccio, ché tanto la storia sempre quella è? L'unica trovata originale (almeno credo) è stata quella di intrecciare la vicenda dell'autore Carlo Collodi con quella di Mastro Geppetto.
Lo ammetto: a me la fiaba di Pinocchio non è mai piaciuta, mi ha sempre trasmesso una certa inquietudine... ma fino all'altro giorno non avrei saputo spiegare bene il perché. La fiction mi ha rinfrescato la memoria, ecco. Non solo manca una bella e indomita principessa in attesa del principe azzurro nella quale immedesimarmi ... ma il succo della storia lo riassumerei così: «Come inculcare ai vostri pargoli un sacco di insegnamenti validi, traumatizzandoli però con i sensi di colpa». Credo che persino Barbablù faccia meno impressione, se non altro perché racconta il Male in una forma più lontana dalla consueta quotidianità.
Fai il disubbidiente? Le persone a te care passeranno i guai. Adori divertirti? Ti trasformerai in un somaro e qualcuno vorrà farti la pelle, quando non servirai più. Ma ecco l'aspetto che ho trovato maggiormente sconcertante: la fata turchina "muore" dal dispiacere quando Pinocchio non mantiene la promessa fattale... salvo poi "risuscitare" quando l'ormai ex burattino scopre la retta via. A questo punto mi è tornata in mente una lettera che avevo letto nella rubrica di consigli psicologici di non so quale rivista: una mamma era preoccupata per la sua bambina, la quale non accettava la morte della nonna, e temeva che "se ne fosse andata" per colpa sua. In confronto a questo, l'arcinota storiella del naso che ti si allunga se dici le bugie appare come un'innocua bazzecola. Gli unici aspetti della trama che ho trovato davvero edificanti, sia pur con qualche riserva, sono stati il desiderio di paternità di Geppetto e la sua difficoltà di essere un buon padre. Per Pinocchio era ancora più arduo essere un bravo figlio, visto che si è ritrovato di carne e ossa (con un cuore di legno) da un momento all'altro!  Comunque ho provato un autentico moto di rabbia quando il monello ha scambiato il biglietto d'ingresso allo spettacolo dei burattini con l'abecedario che suo padre gli aveva comprato vendendo l'unica giacca che possedeva per proteggersi dal freddo. Se fossi una tipa crudele avrei sperato che Mangiafuoco scegliesse proprio lui, con l'occasione ridiventato burattino, come combustibile!
Concludo segnalando una spassosa rielaborazione dell'incipit del romanzo in forma di fincipit...
[P.S.: un Pinocchio molto simile a quello della foto sopra, tratta da Il Giocattolo, devo avercelo da qualche parte in soffitta]
scritto da gwendalyne alle ore 13:13 | permalink | commenti
categoria: libri, televisione
sabato, 31 ottobre 2009
Ho già parlato qui della mia predilezione per le parodie musicali... e perciò non potevo non apprezzare le segnalazioni, fatte da Emiliano sul suo blog, delle performance a Colorado Cafè dei formidabili Gem Boy (le cui principali fonti di ispirazione ultimamente sono le hit del 2009 Poker Face e I Gotta Feeling). Era ora che i non più adolescenti ragazzi bolognesi riscuotessero il meritato successo!  I video delle loro esibizioni avvenute finora nell'ambito del "laboratorio comico" di Italia 1 (ma non solo quelli) li puoi trovare sul sito ufficiale del gruppo.
Con l'occasione, pubblico il video del mio preferito tra i loro pezzi che ho ascoltato finora: Praticamente ovvio, parodia di Altre forme di vita dei Bluvertigo dedicata ai cartoni animati di una volta, da Goldrake a Jeeg Robot, e alla loro inconsistenza tecnologica...

scritto da gwendalyne alle ore 18:19 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
martedì, 20 ottobre 2009
[Il titolo del post è un vago riferimento en passant all'illuminazione che ha colto il ministro Tremonti... ]
Fino a non molto tempo fa guardavo con una certa assiduità la soap opera CentoVetrine... ma poi ho smesso di seguirla da un giorno all'altro: l'irritazione per gli sviluppi sempre più inverosimili della trama aveva prevalso sulla curiosità di scoprire cos'altro si sarebbero inventati gli sceneggiatori. Ogni tanto, però, mi capita ancora di sintonizzarmi su Canale 5 nel primo pomeriggio... e spesso quello che vedo mi lascia abbastanza interdetta.
Riecco Roberto Alpi, alias Ettore Ferri. Ma come, il suo personaggio non era scomparso a causa di un male incurabile?! Beh, evidentemente no. Mi sono documentata su Wikipedia, constatando che per giustificare il suo rientro in scena erano state escogitate delle trovate da far invidia agli scriptwriter di Beautiful!
È rispuntato fuori pure il personaggio di Federico, figlio del commissario Valerio Bettini e di Laura Beccaria, dopo anni di lontananza (era partito per l'Africa come missionario)... ed è molto cambiato, non solo nella personalità ma anche nell'aspetto. Sfido io, visto che non si tratta più dello stesso attore di un tempo: Andrea Bermani ha ceduto il posto a Luca Bastianello. Stando a Wikipedia, «Non si hanno notizie sul perché di questo recasting, sul motivo cioè per cui è stato chiamato un altro attore rispetto a quello originario» (pochi minuti fa la pagina relativa a Bermani, ora cancellata, segnalava che l'attore sarebbe prematuramente morto nel 2002... chiaramente uno scherzo, sia pure di pessimo gusto, stando alle informazioni disponibili su IMDb e al profilo su Facebook, social network che sette anni fa nemmeno esisteva).
Ma parliamo di Luca Bastianello, che aveva già lavorato nell'altra soap targata Mediaset, Vivere, interpretando il ruolo di Diego Blasi. Chissà perché, ero convinta che fosse un ex tronista o qualcosa del genere... e invece ho scoperto non solo che il giovanotto è estraneo ai vari reality, ma che come attore è piuttosto bravo e preparato. L'ho visto ieri e l'altroieri sera nella fiction Una sera d'ottobre... e mi sono ritrovata a fare un "tifo" incredibile per il suo personaggio, quello del fidanzato storico crudelmente mollato dalla protagonista.
A proposito di questa fiction, che dire? Si vedeva proprio che non soltanto l'attrice principale (Vanessa Hessler) ma pure il regista (Vittorio Sindoni) erano gli stessi rispetto a Per una notte d'amore, lo sceneggiato ad alto tasso glicemico andato in onda l'anno scorso... ma questa volta, a differenza del caso precedente, il finale mi è sembrato quasi fatto apposta per lasciare l'amaro in bocca proprio a tutti gli spettatori, dagli inguaribili romantici a quelli più inclini a tenere i piedi per terra.
Infine, due parole anche per un altro personaggio di CentoVetrine, l'avvocato Gabriele Andreasi, partito da tempo per gli USA per esigenze di copione... ma più che altro perché l'attore che lo interpretava, Massimo Bulla, era stato scelto come protagonista di Incantesimo, immagino. Qualche mese fa ho letto che il bel Massimo, per mantenere la famiglia, aveva dovuto reinventarsi nientepopodimenoché come rappresentante di cosmetici e scaricatore di bagagli all'aeroporto di Malpensa, perché nessuno lo chiamava più a recitare. Questo mi dispiace dal punto di vista umano, e pure da quello estetico, diciamolo... ma sul piano artistico non è stata una gran perdita, forse.
scritto da gwendalyne alle ore 16:56 | permalink | commenti
categoria: televisione
giovedì, 15 ottobre 2009
[A quanto pare la notizia riportata su Nozze Blog, da cui ho tratto l'immagine qui accanto, non corrisponde a verità... almeno per il momento]
Sul numero 41 del settimanale Diva e donna Vittoria Puccini, oltre a parlare del proprio impegno a favore dell'organizzazione umanitaria Ucodep, dice la sua a proposito delle foto compromettenti che testimoniano l'atteggiamento a dir poco confidenziale del suo compagno, nonché padre di sua figlia Elena, Alessandro Preziosi nei confronti della modella cesenate Giorgia Pagliacci. L'attrice resa celebre dal ruolo di Elisa di Rivombrosa non si scompone, anzi liquida come "pettegolezzi" le indiscrezioni insinuate da Chi e rilanciate da tutta la stampa scandalistica: «Sappiamo che la nostra vita è altro da quanto viene pubblicato. Ne abbiamo parlato e ci siamo detti che dobbiamo ignorare queste cose». Da parte sua, il diretto interessato si difende così: «Io sono affettuoso con tutti, con uomini e con donne, bacio tutti così». «Sulla bocca?», gli domanda l'intervistatore. «È il mio modo di fare», taglia corto il fascinosissimo attore. Ebbene, io ammiro l'apertura mentale della sua lei... perché, se una cosa del genere fosse capitata a me, il mio partner non l'avrebbe passata mica così liscia!  (Certo, se è vero che in passato anche la Puccini è stata immortalata in atteggiamenti intimi con Riccardo Scamarcio, come sostiene Preziosi, allora il discorso cambia...)
Comunque la giovane e bella Vittoria (a volerle proprio trovare un difetto, ho notato che i suoi pollici hanno una forma insolita... ) ha reso virtualmente la pariglia all'"affettuoso" compagno, concedendosi scene ad alto tasso di sensualità (cosa piuttosto inconsueta per Rai Uno) con il bel (ma neanche tanto, con quei baffi) Daniele Pecci nella fiction Tutta la verità, diretta da Cinzia TH Torrini e andata in onda domenica e lunedì scorsi. Una storia a metà fra il dramma esistenziale e il thriller... anche se riguardo a quest'ultimo aspetto non ha proprio brillato: perfino io, che non posso considerarmi un'esperta di gialli, sono stata in grado di prevedere gli sviluppi salienti della trama con largo anticipo!
Da segnalare che la vicenda era ambientata a L'Aquila, e molte scene in esterni sono state girate nel capoluogo abruzzese nel periodo immediatamente precedente il terribile sisma del 6 aprile scorso: al termine dell'ultima puntata è comparsa in sovraimpressione una dedica alle popolazioni colpite. Davanti allo splendore di certi scorci della città, che si potevano ammirare dal vivo appena pochi mesi or sono, è inevitabile farsi cogliere dal rimpianto... in aggiunta a tutti gli altri sentimenti che la tragedia del terremoto è stata in grado di suscitare.
C'era un po' di Abruzzo anche nel cast: la poliziotta che collaborava con il marito della Puccini nella finzione, impersonato dal bravo Filippo Nigro, era interpretata dall'attrice teramana Elisa Di Eusanio.
scritto da gwendalyne alle ore 16:28 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione, uomini, in edicola
martedì, 06 ottobre 2009
C'è qualcosa che accomuna le seguenti due notizie, sebbene siano relative a due ambiti diversi: spettacolo e giornalismo.
  • Ho già parlato dello scherzetto che i Muse hanno combinato a Simona Ventura: ricapitolando, i tre musicisti della band inglese si sono scambiati i ruoli, e la conduttrice di Quelli che il calcio sembrava proprio non essersi accorta di nulla. All'indomani della beffa, SuperSimo ha commentato: «Sapevo del gioco di sostituzione ma non mi sembrava fondamentale ai fini della loro ospitata. E proprio per questo motivo mi sono prestata al gioco e infatti oggi tutti ne parlano». Certo, come no. Diciamo che le credo: in tal caso, vista la naturalezza che sfoggia nel video, le consiglierei di mollare il piccolo schermo per darsi alla recitazione... La conduttrice ha poi concluso: «Scherzi a parte quello che conta è che siano venuti in studio da noi a farci sentire la mitica canzone "Uprising". Stiamo parlando della loro musica e non delle loro facce». Uh, che faticosa arrampicata sugli specchi...
  • L'altro giorno, sul neonato quotidiano Il Fatto, è stato pubblicato un articolo su Letenox, una fantomatica pillola che permetterebbe di rimuovere i ricordi traumatici. Fantastico, quando arriverà sul mercato? Beh, di sicuro non nel breve periodo, visto che si tratta semplicemente di una fiction di prossima uscita. Leggendo l'articolo è difficile intuire la finzione, anche se a onor del vero, leggendolo a posteriori (tanto più che "a priori" non ne sapevo nulla), aleggia un certo scetticismo... e comunque l'inesistente farmaco funge da spunto per un interessante approfondimento sulla rimozione del dolore. Ad ogni modo, quel «Ce lo immaginavamo» (che fosse una fiction) nella premessa aggiunta all'articolo dopo che la verità è venuta a galla non suona molto credibile...
In entrambi i casi (più nel primo che nel secondo) mi domando: non si fa una figura migliore ad ammettere sommessamente di aver preso un abbaglio, piuttosto che atteggiarsi a "colui-che-sa"?
scritto da gwendalyne alle ore 15:39 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione, informazione
sabato, 03 ottobre 2009
(Per il titolo del post si ringrazia Barilla... )
Sono rimasta allibita guardando il video nel quale il giornalista televisivo Stefano Ziantoni, in collegamento telefonico con il premier Silvio Berlusconi nel corso di Uno Mattina, rassicura il suo interlocutore dicendogli «Questa è anche casa sua»...
 

... ma poi ho scoperto che più o meno le stesse parole erano già state rivolte in un recente passato a Pier Luigi Bersani, attualmente candidato alla segreteria del PD. Evviva la par condicio!

scritto da gwendalyne alle ore 22:14 | permalink | commenti (2)
categoria: politica, televisione, informazione
martedì, 29 settembre 2009
(Per il titolo del post si ringrazia Olio Cuore... )
È fin troppo facile capire cosa accomuna i protagonisti degli spot Ferrero:
  • Il saltatore in lungo Andrew Howe, che è solito sgranocchiare Kinder Bueno,
  • la canoista Josefa Idem, che per merenda mangia Kinder Délice insieme ai figli,
  • l'ex saltatrice in lungo Fiona May, che il Kinder Fetta al Latte lo mangia a colazione assieme a Larissa,
  • la fiorettista Valentina Vezzali, che al piccolo Pietro, quando è l'ora del languorino, dà Kinder Cereali,
  • e infine, ultimo in ordine di tempo... il marciatore Alex Schwazer, che quando è in pausa si concede un Kinder Pinguì: lo snack che preferisco, nella versione al cocco.
(Un caso a parte è quello di Claudio Silvestri, il cuoco della nazionale di calcio, che ai giocatori per colazione offre pane e Nutella)
Ne deduco che, essendo campionessa mondiale di sedentarietà, non ho alcuna speranza di poter essere mai scelta come testimonial... a meno che la specialità di seguire le Olimpiadi in televisione non sia considerata una credenziale!
scritto da gwendalyne alle ore 16:01 | permalink | commenti (3)
categoria: sport, televisione, mangiare e bere
domenica, 27 settembre 2009
Quando l'insoddisfazione si fa sentire, mi basta ripensare a un servizio andato in onda qualche mese fa nel corso di Tg2 Costume e Società per tirarmi su il morale... anche se non più di tanto, in effetti. Il servizio, che richiama non poco (ma senza citarlo) un articolo uscito pochi giorni prima sul Corriere Padano, illustra alcuni mestieri curiosi, anche interessanti ma niente affatto remunerativi, riconducibili al cosiddetto settore quaternario.
Sempre a proposito di professioni poco gratificanti, segnalo una breve galleria fotografica intitolata «Quit complaining about your job!» (smettila di lamentarti del tuo lavoro) e la geniale campagna pubblicitaria di un sito tedesco di recruiting online affissa sui distributori automatici.
Personalmente l'apice della contentezza sul lavoro l'ho raggiunto quando mi hanno detto che la ditta stava organizzando un week-end a Mirabilandia per dipendenti e familiari (era previsto solamente un modesto contributo spese). La fanciullina che è in me non stava più nella pelle! 
Ebbene, in questo momento avrei dovuto volteggiare sul Katun, l'inverted coaster più lungo d'Europa... o più probabilmente avrei fatto un giro sul Mirabilandia Express, visto che oggi sono molto più fifona della prima e ultima volta in cui visitai il parco tanti anni fa... e invece come mai mi trovo a casa, al computer? Beh, la gita è andata a monte a causa dell'insoddisfacente numero di adesioni. Pare che in questo fine settimana si concentri un gran numero di matrimoni e cerimonie ai quali i potenziali partecipanti non potevano proprio mancare. SIGH, SOB, SGRUNT, SNORT... e concluderei con un GRRR!!!  (Anni e anni di Topolino hanno lasciato il segno... ).
scritto da gwendalyne alle ore 17:56 | permalink | commenti (1)
categoria: viaggi, televisione, informazione, in edicola
giovedì, 24 settembre 2009
Certi spot pubblicitari sembrano fatti apposta per suscitare in me un'impressione sfavorevole del prodotto reclamizzato: l'effetto opposto a quello desiderabile, insomma.
  • Cominciamo dalla T Band, capitanata da quella simpaticona di Fiammetta (per quelli che, come me, non possono esattamente definirsi suoi fan c'è un giochino nel quale ci si può divertire a "spegnere" virtualmente la tastierista ). Negli spot diretti (ebbene sì) da Gabriele Muccino, 'sti ragazzotti dapprima hanno massacrato Con te partirò, un pezzo che già di per sé non mi faceva impazzire... e alla fine hanno lanciato il loro primo singolo inedito Sogni, che dalle poche note che si sentono nello spot appare alquanto insignificante. Se poi ci aggiungiamo Belen Rodriguez, che come prof di Latino del figlio di Christian De Sica è credibile più o meno quanto il suo attuale compagno Fabrizio Corona lo sarebbe stato nei panni di un ispettore di polizia, mi viene addirittura la tentazione di passare da TIM a un altro operatore...
  • Nello spot per un marchio di valigeria, Billy Costacurta con il suo inutile «Oh yesssss» inspiegabilmente ripetuto è riuscito nell'impresa di risultare ancor più irritante di sua moglie Martina Colombari. E ce ne vuole!
  • Secondo alcuni, la voce per una volta non cantante ma parlante di Mina avrebbe dovuto trasmettere un'idea di calore, familiarità e tante altre sensazioni positive. Sarà, ma con me non ha funzionato, anzi...
  • Chi di noi non ha mai riso per finta («Ah ah ah») per esprimere ironia e sarcasmo? È vero, ma raramente una risata fasulla risulta fastidiosa come quella di questa ragazza...
  • E che dire della tizia che va in estasi gustando carne in scatola (non stiamo parlando di una pietanza di haute cuisine, insomma) e prorompe in un'esclamazione incredibilmente artefatta come «Bedda magra!!!»?
  • Per non parlare degli spot del tonno in scatola, che giocano su stantii luoghi comuni come l'avversione per le suocere o il trito e ritrito «sono sempre i migliori quelli che se ne vanno». Mi verrebbe voglia di iscrivermi alla Lega per la Difesa del Tonno, se solo esistesse!
Mah, sarà che per me il magico mondo dell'advertising è un mistero...
scritto da gwendalyne alle ore 18:41 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione
lunedì, 21 settembre 2009
Siccome la radio la ascolto quasi esclusivamente lungo il tragitto casa-lavoro e ritorno (in totale un quarto d'ora al giorno o poco più), ho ascoltato per la prima volta Uprising, primo singolo estratto dal nuovo album dei Muse, oltre un mese dopo la sua uscita (il 14 luglio), pochi giorni prima dell'11 settembre, quando The Resistance è arrivato nei negozi di dischi... oltre che su iTunes, da dove l'ho scaricato io.
Uprising al primo ascolto mi ricordava un pochino troppo (e non solo a me) Call Me di Blondie, per via del riff (si dice così, giusto?) che caratterizza l'arrangiamento... ma dopo innumerevoli ascolti dell'album posso affermare che è un pezzo fantastico, come tutti quelli della tracklist, o quasi: United States Of Eurasia e le tre tracce finali (interessanti ma non proprio orecchiabili) non mi fanno impazzire, in effetti. Ma fra tutte le altre canzoni, anche se non ce n'è una che mi piaccia tanto quanto Starlight, fatico a scegliere la mia preferita: forse MK Ultra... o forse Undisclosed Desires... o forse ancora I Belong To You (anche se la parte in francese potevano risparmiarsela)... o forse la traccia che dà più o meno il titolo all'album, Resistance.
Se non riesci a resistere alla voglia di ascoltare The Resistance, ecco una buona notizia: puoi farlo semplicemente cliccando qui. A me d'altronde non resta che "studiarmi" per benino i testi, per rendermi conto di quanto sia veritiera la dichiarazione rilasciata dalla band a Vanity Fair: «Abbiamo registrato un'opera ottimistica. Un ottimismo alla Muse, chiaro: non ci sono solo luci, ma le ombre tendono a sbiadirsi». Sempre su Vanity Fair la loro musica è così descritta: «suoni forti e ridondanti, fra il metal e il melodramma, ed effetti speciali che fanno dei loro concerti quasi un'esperienza allucinatoria». Non so cosa darei per andare prima o poi a sentirli dal vivo (suoneranno sabato 21 novembre alla Futurshow Station di Bologna e venerdì 4 dicembre al Palaolimpico di Torino)... ma devo ammettere che certe espressioni mi impensieriscono un pochino!
Ieri la band britannica è stata ospite di Quelli che il calcio e..., cogliendo l'occasione per prendersi gioco alla grande della conduttrice Simona Ventura e della sua ignoranza in campo musicale, con sommo divertimento di blogger e utenti dei social network. Infatti i tre musicisti si sono esibiti palesemente in playback, scambiandosi i ruoli: il cantante Matthew Bellamy fingeva di suonare la batteria, il batterista Dominic Howard cantava e suonava la chitarra, il bassista Christopher Wolstenholme stava alla tastiera. Al termine dell'esibizione l'ignara SuperSimo si è rivolta a Dominic, credendolo il leader, e imbastendo con lui un dialogo che aveva del surreale, basato su domande memorabili del tipo «È più bella la casa del drummer (il finto batterista Matt, che abita sul lago di Como assieme alla fidanzata italiana Gaia Polloni) o la casa di George Clooney?». Manco a dirlo, la scenetta è finita su YouTube a tempo di record.


Una curiosità: giorni fa, cercando il sito dei Muse per ottenere informazioni sull'album in uscita, ho digitato www.muse.com. Mi sono così ritrovata sul sito di un'azienda specializzata nello sviluppo di software e servizi multimediali, il cui nome Muse sta per mutual serendipity. Forse come esempio di serendipità non è un granché, però è simpatico!  (Serendipity è pure uno dei miei film preferiti, a proposito) Soltanto dopo ho scoperto che l'indirizzo del sito ufficiale della band è muse.mu...
scritto da gwendalyne alle ore 21:23 | permalink | commenti (1)
categoria: musica, televisione
lunedì, 21 settembre 2009
(Sarà un caso che un titolo molto simile l'avessi scelto tempo fa per un post dedicato a un'altra fiction di Raiuno? )
Hai presente le vecchie abitudini che non sai nemmeno tu come e perché le hai prese? Ecco, per me la visione di Un medico in famiglia è una di queste. Ieri sera quindi mi sono accomodata davanti al televisore per assistere alla prima puntata della sesta serie... e inevitabilmente sono stata colpita dagli stravolgimenti del cast.
  • Di ritorno dopo anni in giro per il mondo, riecco il dottor Lele Martini, protagonista delle prime due stagioni, che aveva latitato nelle serie successive, a parte qualche sporadica incursione: appare assieme a Libero junior, detto Bobò, e Elenuccia, i gemelli avuti dalla seconda moglie Alice, sorella della prima consorte defunta Elena (devo ammettere che a me 'sta cosa del matrimonio con la cognata non mi ha mai convinta), dalla quale si è da poco separato. Forse che Giulio Scarpati "aveva finito i soldi", mentre Claudia Pandolfi invece no?
  • Sono tornati al centro dell'azione pure Maria (Margot Sikabonyi) e Guido (Pietro Sermonti), con tanto di cicogna in arrivo. [Piccola nota di gossip: fino all'anno scorso i due facevano coppia pure nella vita privata, ma adesso lui sta con Alessia Marcuzzi]
  • La colf Cettina risulta dispersa in un naufragio: se ho ben capito non è ufficialmente morta, e quindi possiamo aspettarci da un momento all'altro una sua ricomparsa in perfetto stile Beautiful.
  • Nonno Libero e nonna Enrica partono per la Puglia per aiutare la di lui secondogenita Nilde nella gestione dell'agriturismo che avrebbe dovuto garantire un futuro a Ciccio, prima che questo venisse piantato dalla fidanzata Miranda proprio il giorno delle nozze. Poiché mi ricordavo benissimo Ciccio ragazzino nella prima serie (l'attore che lo interpreta, Michael Cadeddu, è nato nel 1987), è stato uno shock vederlo pronto al grande passo: mi sono sentita vecchia come non mai...
  • E Annuccia? L'adorabile bimba della prima serie è cresciuta, ha raggiunto la fatidica età dell'adolescenza (come l'attrice che la interpreta, Eleonora Cadeddu, quattordicenne), e come volevasi dimostrare arriva pure per lei il momento dei primi turbamenti sentimentali.
  • Gli sceneggiatori si stanno dando un gran daffare per riannodare le fila delle vicende dipanatesi nel corso degli anni, a cominciare dal pluriennale affidamento dei figli ai nonni da parte di Lele... ma al momento non mi sembra che tutto quadri come dovrebbe. In particolare, i protagonisti della quinta serie, Emilio (David Sebasti) e Sarita (Shivani Ghai), per non parlare del nonno di lei Kabir (Kabir Bedi), sembrano proprio svaniti nel nulla.
Tutto sommato, le prossime puntate non lo so mica se le guarderò...
scritto da gwendalyne alle ore 19:00 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione
lunedì, 14 settembre 2009
Lo sai, vero, che giovedì 24 settembre alle ore 21.00 ricomincia Annozero? Ah, non lo sapevi? Sarà mica perché Raidue si ostina a non voler mandare in onda questi spot?


Se è vero che su YouTube questi filmati stanno facendo registrare un gran numero di visualizzazioni, si tratta pur sempre di "ascolti" trascurabili rispetto alla platea televisiva. E tutto questo malgrado il conduttore Michele Santoro abbia scritto al direttore generale della Rai per sollecitarlo a supportare uno dei programmi di punta della seconda rete, a pochi giorni da un'altra lettera nella quale lamentava le condizioni in cui si trovavano lui e il suo staff, non certo ottimali per lavorare in serenità ed efficienza. Rinunciare a promuovere adeguatamente Annozero, una delle poche trasmissioni che rendono ben più di quel che costano, appare se non altro una strategia suicida dal punto di vista strettamente commerciale. Poi non c'è da stupirsi se c'è chi ipotizza un vero e proprio tentativo di boicottaggio nei confronti di una redazione "scomoda". Stiamo a vedere, chissà che i vertici Rai non si decidano a cambiare rotta... (Magari l'hanno già fatto, ma al momento non ne ho notizia)
Ah, non c'è mica soltanto Annozero: pare che siano a rischio alcuni dei nomi per cui vale la pena di sintonizzarsi su Raitre (se non addirittura di pagare il canone): da Giovanni Floris con Ballarò a Fabio Fazio, da Serena Dandini a Milena Gabanelli, la quale assieme ai suoi collaboratori rischia di ritrovarsi priva della copertura legale garantitale finora... e questo non può che influire negativamente sulla libertà di condurre le inchieste che hanno reso Report un fiore all'occhiello dell'informazione televisiva italiana.
scritto da gwendalyne alle ore 18:30 | permalink | commenti (2)
categoria: politica, televisione, informazione
martedì, 08 settembre 2009
Intorno alle 14, quando ho letto su Televideo la breve notizia della scomparsa di Mike Bongiorno, ho provato una profonda tristezza, quasi come se fosse venuta a mancare una persona di famiglia. Quando ero bambina Mike Bongiorno per me era LA televisione, praticamente: le sue trasmissioni hanno accompagnato tutta la mia vita, ed è a lui che devo la mia passione per i telequiz. Impossibile riassumere in poche righe la sua lunghissima carriera, costellata delle leggendarie gaffe che lo rendevano così simpatico... ma tanto ce ne saranno a bizzeffe, di persone pronte a ricordarlo come si conviene (presumo che, vista l'età avanzata, gli addetti ai lavori avessero già bell'e pronto il coccodrillo).
Nelle sue apparizioni televisive degli ultimi tempi devo ammettere che Mike non lo vedevo perfettamente lucido, ma i suoi spot con Fiorello li trovavo divertenti; l'ultimo l'ho visto andare in onda poco fa, quando la notizia della sua dipartita si stava già diffondendo a macchia d'olio, e mi è sembrato in qualche modo sinistramente profetico. Dopo aver tenuto a battesimo la Rai, Mike aveva fatto lo stesso con quella che oggi si chiama Mediaset, contribuendo in maniera determinante a renderla grande... finché poco tempo fa ne è stato allontanato suo malgrado e senza una vera spiegazione, e sono convinta che di questa situazione lui ne abbia risentito parecchio. Oggi il premier gli ha dedicato delle parole di circostanza che hanno lo stesso sapore amaro di quelle riservate a suo tempo ad Enzo Biagi.
Proprio in questi giorni il re del quiz si stava preparando a tornare in tv su Sky con Riskytutto, riedizione in chiave moderna di una delle sue trasmissioni storiche... ma di certo non avrebbe potuto aspettarsi ascolti paragonabili a quelli della tv in chiaro, per non parlare delle platee televisive oceaniche dei vecchi tempi, quando c'era soltanto la Rai.
scritto da gwendalyne alle ore 15:32 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione
lunedì, 07 settembre 2009
È ufficiale: il prossimo Festival di Sanremo sarà condotto da Antonella Clerici, con la direzione artistica di Gianmarco Mazzi (spero che questa volta non verrà dato spazio a certi individui ). C'è chi storce il naso... ma non è che in Rai ci siano tutte queste alternative, eh! E poi io trovo che questa scelta sia il giusto riconoscimento per una conduttrice che ha portato ad un insperato successo un format dall'appeal non proprio eclatante come Ti lascio una canzone, nonché una sorta di sostanzioso risarcimento (si sa che Sanremo è considerato un punto d'arrivo per chi fa televisione d'intrattenimento) dopo essersi suo malgrado vista scippare con la scusa della maternità la "sua" Prova del cuoco in favore della Del Noce's Angel Elisa Isoardi. E poi ci si meraviglia se le donne che lavorano cercano di tenere il più possibile nascosto il proprio stato di gravidanza (come Laetitia Casta) oppure tornano al lavoro subito dopo il parto senza prendersi il periodo di riposo che spetta loro (come Rachida Dati), stra-sgrunt!!!
[La foto è tratta da Sorrisi.com]
scritto da gwendalyne alle ore 19:21 | permalink | commenti (1)
categoria: musica, televisione
venerdì, 04 settembre 2009
Non ho mai avuto il "piacere" di seguire trasmissioni televisive di divulgazione pseudo-scientifica come Mistero e Voyager. A proposito della prima, condotta dal cantautore-prestato-alla-tv Enrico Ruggeri, sono rimasta sconcertata leggendo il post in cui Paolo Attivissimo analizzava il caso della donna che affermava di essere stata messa incinta dagli alieni. Riguardo a Voyager, mi limiterò a segnalare due spassosissimi filmati-parodia ispirati allo stile divulgativo che contraddistingue il conduttore Roberto Giacobbo. Il primo video si concentra sul mistero dei cerchi nel grano...


... mentre il secondo stabilisce addirittura un insospettabile nesso fra la presunta scomparsa dell'ex Beatle Paul McCartney e l'altrettanto presunto schianto di un UFO a Roswell!


Inutile dire che aspetto con impazienza le puntate successive...
Ma a questo punto cedo la parola a chi ne capisce più di me: per la precisione a Maury, che dice la sua sulla (dis)informazione scientifica in tv e sui mass media prendendo spunto tra l'altro da un post fresco fresco del summenzionato Attivissimo. [Quasi quasi mi associo pure io alla proposta rivolta dal Disinformatico a chi crede che nel 2012 il mondo finirà, come avrebbero predetto i Maya: se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più... ]
scritto da gwendalyne alle ore 16:28 | permalink | commenti (2)
categoria: televisione, scienze
domenica, 30 agosto 2009
Per raggiungere la Sicilia lo scorso mese di maggio sono atterrata all'aeroporto di Reggio Calabria, poi ho preso il pullman per Villa San Giovanni e da lì mi sono imbarcata sul traghetto per Messina. Non ne sono sicura, ma credo che durante il giorno di traghetti ne partano più spesso di quanto passino gli autobus urbani sotto casa mia a Pescara. Un tragitto tranquillo, non troppo lungo e che offre un panorama notevole... anche se probabilmente chi percorre tutti i giorni quella tratta per motivi di lavoro non sarà altrettanto entusiasta, fra ritardi, disservizi e disagi vari.
Com'è noto, per agevolare l'attraversamento dello Stretto di Messina è in programma la costruzione di un ponte. I lavori dovrebbero cominciare il prossimo anno, almeno secondo il gruppo appaltatore, lo stesso che costruì il tristemente famoso ospedale de L'Aquila, come risulta dal sito dell'impresa stessa (la circostanza era talmente nota che dissimularla sarebbe stato controproducente) e da un articolo di approfondimento di PeaceReporter il cui link attualmente dà luogo al laconico messaggio «Articolo 15084 non pubblicato. Siamo spiacenti, l'errore è stato segnalato» (comunque se ne può trovare una copia qui). Sta di fatto che non è un mistero l'elevata sismicità dell'area dello Stretto: giusto ieri è stata registrata una scossa di magnitudo 2,6 Richter. Poca roba, dici? Già, ma il terremoto che un secolo fa distrusse Messina e Reggio Calabria, facendo qualcosa come centomila vittime, era di magnitudo 7,1... ed è noto che certi fenomeni geologici si ripetono, in maniera non rigorosamente periodica ma inesorabile.
All'indomani del terremoto de L'Aquila era assai facile sentir dire che tali eventi non si possono prevedere, ma in compenso si può (e anzi si deve) evitare di costruire, o tutt'al più adottare opportuni accorgimenti, nelle zone ad elevato rischio sismico. Molti ipotizzano che un progetto così monumentale come il ponte sullo Stretto denoti il desiderio di passare alla storia (in una regione che avrebbe bisogno di infrastrutture ben più essenziali, peraltro)... ma, se la natura tornerà a risvegliarsi in maniera devastante, non ci sarà da essere granché fieri di una simile impresa. Qualcuno che abbia studiato Scienza delle Costruzioni vorrebbe cortesemente spiegarmi come si può sperare che un ponte lungo chilometri e chilometri e sospeso sul vuoto regga ad una scossa paragonabile a quella del 1908? Non mi aspetto una risposta dall'Ingegner Cane...


(Si ride... per non piangere! )
scritto da gwendalyne alle ore 17:36 | permalink | commenti (3)
categoria: politica, televisione, scienze
sabato, 22 agosto 2009
Dopo aver letto il post di Sara, segnalo pure io l'ennesima assurdità dell'informazione televisiva nostrana. Ieri praticamente tutti i tg che ho visto riportavano con un certo risalto la notizia che cinque minorenni sono stati denunciati per aver diffamato la prof su Facebook. Però mi risulta che nessuno abbia detto una parola a proposito di una sconcertante applicazione che va per la maggiore sul social network più osservato dai media: Rimbalza il clandestino!, si chiama, e dal titolo non è difficile intuire lo scopo del gioco. I giornali e i siti internet ne parlano, è vero... ma non dimentichiamo che la maggioranza degli italiani per informarsi si affida unicamente alla televisione. Tutto ciò assume un sapore particolarmente amaro, all'indomani dell'ennesima tragedia dell'immigrazione nel Canale di Sicilia, con tanto di durissima reazione da parte dei leader leghisti nei confronti delle più che legittime esternazioni della Cei.
Approfitto di essere entrata in argomento per pubblicare il contenuto di un avviso che ho ricevuto giorni fa, avendo aderito su Facebook alla causa FIRMA PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALLA SALUTE DEGLI IMMIGRATI IRREGOLARI. Perché leggere articoli come questo fa male... ma dimenticare non è giusto, anzi è doveroso ricordare.
DDL sicurezza : i genitori immigrati senza permesso di soggiorno non potranno riconoscere i propri figli al momento della nascita
Da quando abbiamo fondato questo gruppo l'obbligo di denuncia da parte del personale sanitario per gli immigrati irregolari conosciuti per motivi di cura è stato eliminato dal DDL sicurezza, non modificandone però minimamente lo spirito.
Mai, avremmo pensato di trovarci oggi con una legge che impedisce alle madri senza regolare permesso di soggiorno di riconoscere i propri figli nati negli ospedali italiani, che verranno invece affidati alle cure dello Stato.
Le sale parto degli ospedali italiani sono adesso il luogo della discriminazione, gli stranieri dovranno mostrare il permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile, ovvero matrimoni, registrazione di morte e registrazione delle nascite.
Il nostro impegno nel sensibilizzare tutte le persone che incontriamo contro la cultura della paura e della negazione dei diritti fondamentali, come il diritto di cura e, adesso, anche il diritto al riconoscimento dei propri figli continua, ringraziamo tutti per la partecipazione alla causa e vi chiediamo di continuare ad invitare tutti gli amici, perchè la nostra voce contro la cultura della paura e dell'emarginazione sia sempre più forte ed aiuti a riflettere sulle conseguenze aberranti della legge che parla di sicurezza ma crea solo confusione e paura.
scritto da gwendalyne alle ore 13:51 | permalink | commenti (1)
categoria: politica, internet, televisione, informazione
domenica, 16 agosto 2009
Al termine dell'intervista pubblicata sul numero 32 del settimanale Vanity Fair, la conduttrice televisiva Paola Perego, in procinto di presentare su Canale 5 La Tribù - Missione India (un reality show che secondo me promette di essere all'"altezza" delle varie Talpe e Fattorie ), ha chiesto al giornalista un piacere: «Non mi faccia sembrare quello che non sono». Mah, a me pare invece che lei sia stata bravissima a mettersi in cattiva luce da sola... a meno che le sue affermazioni non siano state clamorosamente manipolate (e non sarebbe certo la prima volta, nella storia del giornalismo).
Dapprima la Perego ha ammesso che, prima di fidanzarsi con il potente agente dello showbiz Lucio Presta, la sua carriera non andava tanto bene, perché «non so fare pubbliche relazioni e non so parlare di soldi». Però ha tenuto a precisare che il suo lui «è talmente serio professionalmente che per me non fa mai più del dovuto». Chi stabilisca cosa sia il "dovuto", non è dato saperlo.
In seguito, pur respingendo fermamente le accuse di fare tv spazzatura, la conduttrice ha dichiarato che, se uno dei suoi due figli un giorno volesse andare a un reality, «dovrebbe passare sul mio cadavere» (addirittura! ), perché «in questi programmi si basa tutto sull'immagine, e io li ho cresciuti con altri principi». Principi che, evidentemente, non si fa scrupoli a ignorare nel suo lavoro.
Ma soprattutto, la Perego ha raccontato di essere stata dall'analista per quattro anni perché soffriva di fortissimi attacchi di panico. Poco dopo ha ammesso che da conduttrice le è capitato di cavalcare le varie situazioni anche con un pizzico di cinismo, ad esempio «quando una concorrente della Talpa ha avuto una crisi di panico. So bene che cosa vuol dire, e in fondo potevo anche evitare di ricamarci sopra, però funzionava così bene...». No comment.
scritto da gwendalyne alle ore 16:22 | permalink | commenti
categoria: televisione, in edicola
venerdì, 07 agosto 2009
Piccolo riepilogo, a beneficio di chi (come me) si sentisse un po' spaesato dai recenti cambi della guardia ai vertici dei media che fanno riferimento a Berlusconi.
  • La direzione di Panorama passa da Maurizio Belpietro a Giorgio Mulé.
  • La direzione di Studio Aperto passa da Giorgio Mulé a Mario Giordano.
  • La direzione de Il Giornale passa da Mario Giordano a Vittorio Feltri.
  • La direzione di Libero passa da Vittorio Feltri a Maurizio Belpietro.
Messa diversamente...
  • Maurizio Belpietro passa da Panorama a Libero.
  • Vittorio Feltri passa da Libero a Il Giornale.
  • Mario Giordano passa da Il Giornale a Studio Aperto.
  • Giorgio Mulé passa da Studio Aperto a Panorama.
Il cerchio si chiude, insomma. Non è ammirevole, la metodicità con cui si susseguono questi avvicendamenti?
(Sembrerebbe che l'unico dipendente del premier a non aver trovato un sostituto sia stato Alfonso Signorini, il quale assumendo la guida di TV Sorrisi e Canzoni ha conservato quella di Chi. Si è detto che a motivare l'allontanamento del precedente direttore del settimanale più letto d'Italia, Umberto Brindani, sono state le vendite insoddisfacenti... ma io non ci crederei troppo! Da qualche mese, oltretutto, quelli di Sorrisi stanno vendendo una copia in meno: qua in famiglia abbiamo deciso di farne senza, ponendo fine a una fedeltà pluridecennale, perché non ci piaceva la piega che stava prendendo...)
scritto da gwendalyne alle ore 21:47 | permalink | commenti (2)
categoria: politica, televisione, informazione, in edicola
mercoledì, 15 luglio 2009
Allora, andando con ordine...
L'8 maggio scorso Daria Bignardi ha annunciato gli ospiti della puntata de L'era glaciale in programma quella sera in seconda serata su Raidue; erano previsti pure Beatrice Borromeo e il vignettista satirico Vauro, i quali avrebbero dovuto presentare il loro libro in uscita, intitolato Italia Anno Zero... ma chi ha seguito la trasmissione non ne ha visto neanche l'ombra. Il perché l'ha spiegato la stessa giornalista, il giorno dopo sempre sul suo blog e successivamente nella rubrica che tiene sul settimanale Vanity Fair: il direttore di rete Antonio Marano aveva deciso di tagliare l'intervista, in quanto essa violava pesantemente le norme sulla par condicio. Pare infatti che i due ospiti di sinistra ci fossero andati giù pesantucci con il premier, in assenza di un vero e proprio contraddittorio (mentre invece l'intervista al ministro leghista Luca Zaia, andata in onda quella sera stessa, risultava perfettamente in regola con la par condicio... mah, che strana legge! ). Daria comunque ha assicurato: «Appena la par condicio sarà finita, l’intervista a Vauro e a Beatrice Borromeo potrà essere trasmessa integralmente».
L'ultima puntata de L'era glaciale aveva come ospiti «il nuovo direttore de La Stampa Mario Calabresi, lo scrittore-manager Massimo Lolli, il velista Vittorio Malingri e il musicista Morgan», ed è andata in onda il 12 giugno. In quel momento si doveva ancora votare per i referendum elettorali e gli eventuali ballottaggi, e quindi il periodo di par condicio non era affatto terminato: ecco perché non è stato possibile inserire in scaletta l'intervista tagliata. Ma a Marco Travaglio dev'essere sfuggito qualcosa: infatti, a conclusione di un suo articolo, ha scritto questo «Ps. Un mese fa, con la scusa della par condicio, Daria Bignardi tagliò l’intervista a Vauro e a Beatrice Borromeo, ma giurò di trasmetterla nell’ultima puntata dell’Era glaciale: infatti, nell’ultima puntata, ha intervistato il giornalista Calabresi, il cantante Morgan, il velista Malingri e lo scrittore Lolli. Vergogniamoci per lei». A questo punto è sceso in campo Luca Sofri, che della Bignardi è il consorte, dedicando al collega, anzi allo «pseudogiornalista», un post piuttosto graffiante. Travaglio non ha mancato di controbattere, anche se forse avrebbe fatto meglio a lasciar perdere, almeno dal mio punto di vista: dopo questa vicenda, la mia stima di sempre nei suoi confronti ha decisamente vacillato.
Tutta questa premessa per dire che stasera a mezzanotte e un quarto tre quarti andrà finalmente in onda la "pietra dello scandalo": da quando è stata registrata, sono successe così tante cose che ormai quell'intervista si può considerare irrimediabilmente superata... ma varrà comunque la pena di programmare il videoregistratore per guardarsela. E già, non posso mica andare a nanna così tardi!
scritto da gwendalyne alle ore 17:58 | permalink | commenti (1)
categoria: politica, televisione, informazione
martedì, 07 luglio 2009
Nei giorni scorsi i telegiornali Rai hanno parlato parecchio di una novità rivoluzionaria riguardante l'azienda di Viale Mazzini: l'esordio di Livio Beshir, il primo annunciatore maschio della televisione italiana, che per giunta ha la pelle nera (secondo Lord Lucas di Tvblog è questa l'unica espressione politicamente corretta... e io che pensavo che «di colore» si potesse dire, bah! ). L'assunzione del giovane è il frutto di una richiesta inoltrata dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna al direttore generale della Rai, per far rispettare appunto le pari opportunità tra sessi in ogni concorso dell'azienda radiotelevisiva pubblica. Ma, se posso permettermi di azzardare una congettura, io non escluderei affatto che la vera motivazione dietro la scelta di Livio, nato 32 anni fa in provincia di Frosinone da mamma italiana e papà egiziano con cittadinanza americana, sia stata la sua origine etnica. Sarà un caso che il ragazzo lavori per Raidue, che fra le tre reti Rai è quella più vicina alla Lega Nord? Chissà, forse i leghisti speravano che la scelta di un volto di origine africana sviasse da loro le accuse di razzismo. Beh, se davvero fosse così... secondo me, dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza, per rifarsi un'immagine ci vuole ben altro che non "accettare" una persona che, in fin dei conti, è italiana quanto me. E poi, con un curriculum comprendente una laurea in scienze della comunicazione, Erasmus alla Sorbona, studi di recitazione, teatro e pubblicità, probabilmente questo giovanotto potrebbe aspirare come minimo alla conduzione: altro che «signorino buonasera» (mansione per la quale a mio modesto parere non ha il physique du rôle, ossia un viso dalla bellezza fuori dal comune). Per quanto lo riguarda, Livio assicura di non considerare il suo un ruolo riduttivo... però lascia chiaramente intendere che fare l'annunciatore, o «testimonial di rete» che dir si voglia, non è mai stata la sua massima aspirazione.
(La foto è tratta da Master viaggi online)
scritto da gwendalyne alle ore 20:12 | permalink | commenti (4)
categoria: politica, televisione
sabato, 27 giugno 2009
In ordine sparso, alcuni momenti da ricordare della cerimonia di apertura di Pescara 2009, svoltasi ieri sera sotto un cielo diventato inaspettatamente clemente dopo un forte acquazzone.
  • Il presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, Amar Addadi, che ha concluso il suo intervento pronunciando con un delizioso accento franscese una tipica espressione dialettale pescarese: «Pecché nù seme nù!».
  • Il presidente del Senato Renato Schifani (ma era presente pure il premier Berlusconi) che si è impappinato dichiarando aperta «la celebrazione dei sédicivi Giochi del Mediterraneo» (forse si sarà confuso leggendo il numero romano XVI...?).
  • Oltre all'esibizione del superospite Eros Ramazzotti (ma chi sarà mai?! Vabbe'...), ci sono state quelle di due ugole d'oro abruzzesi: il tenore Piero Mazzocchetti e il suo collega in erba (appena quattordicenne) Gianluca Ginoble, reduce dal successo di Ti lascio una canzone, hanno interpretato rispettivamente l'inno ufficiale dei Giochi e l'inno di Mameli. Mi chiedo come mai non si sia pensato di coinvolgere anche Giò Di Tonno...
  • La coreografia con i performer travestiti, ebbene sì, da spaghetti alla chitarra e pomodori con tanto di basilico, in omaggio alle specialità culinarie abruzzesi; di primo acchito mi son sembrati un tantino ridicoli, ma in fondo è stato un momento divertente, anche se non certo il più spettacolare della serata (purtroppo non trovo il filmato su YouTube... magari se riesco provvederò a caricarlo io più in là, visto che ho registrato la trasmissione).
  • Gli atleti delle ventitré nazioni in gara (il portabandiera azzurro era il pugile Roberto Cammarelle) mentre sfilavano per lo stadio accompagnati da una colonna sonora che, francamente, faceva tanto villaggio vacanze...
  • I magnifici fuochi d'artificio, accompagnati dalle note di Domani 21/04.2009, che hanno concluso la cerimonia. Quelli più alti riuscivo a vederli anche da casa mia!
  • Last but not least... non sono mancati doverosi omaggi ai cittadini aquilani così duramente colpiti dal terremoto: in particolare, la cerimonia è iniziata con l'ingresso dei giocatori de L'Aquila Rugby che reggevano la maglia di Lorenzo Sebastiani, il loro giovane compagno di squadra rimasto vittima del sisma.
scritto da gwendalyne alle ore 19:24 | permalink | commenti
categoria: sport, televisione
martedì, 09 giugno 2009
È da quando sono cominciate a uscire le prime proiezioni sui risultati delle Europee, tutto sommato niente affatto sorprendenti, che mi domando come mai il Partito Democratico non si rassegni a riconoscere la propria sconfitta: il mancato raggiungimento della stratosferica soglia del 40% da parte del Pdl mi pare un tantino poco per cantar vittoria. Quasi mi aspettavo che Dario Franceschini decidesse di farsi da parte cedendo la poltrona di segretario a Debora Serracchiani. Oggi ho letto un post di Alessandro Gilioli che interpreta piuttosto bene il mio pensiero al riguardo... benché lui ne capisca infinitamente più di me, chiaro!
Se alle Europee il centrosinistra non è andato bene, credo che il risultato delle amministrative si possa considerare una vera e propria débâcle per il PD: peggio ancora (almeno dal mio punto di vista), è nella regione in cui vivo che il Pdl ha ottenuto il successo più clamoroso... ma sarebbe andata nello stesso modo se questa notizia (oltre all'ufficializzazione della cessione di Kakà al Real Madrid ) fosse uscita prima? Allo "schieramento avverso" sono state strappate svariate roccaforti, tra le quali il mio comune e la mia provincia; non c'è neppure stato bisogno del ballottaggio, esattamente come temevo.
Oggi al telegiornale regionale ho visto l'abbraccio tra i due principali contendenti per la carica di sindaco di Pescara, i quali hanno suggellato così la conclusione della tenzone elettorale; tanto per fare un paragone volutamente sdrammatizzante, a me è sembrato un gesto autentico come i sorrisi dispensati da Susan Boyle ai pischelli che le avevano appena soffiato la vittoria... con la differenza che nel caso di Britain's Got Talent l'esito era assai meno prevedibile. Credo e spero che Marco Alessandrini non la prenderà male come la rivelazione canora dell'anno!
Ho scoperto che un conoscente, candidatosi alla carica di sindaco di Corvara per la Lega Nord, ha ottenuto la bellezza di un voto. E pensare che AbruzzoBlog gli aveva dedicato ben due post...
Per concludere, sarei curiosa di conoscere la percentuale di schede che sono state annullate perché erano state sovrapposte: è vero che a noi, che ne avevamo quattro da maneggiare, prima che entrassimo in cabina uno scrutatore ha ricordato che la carta era copiativa, ma chissà quanti si saranno sbagliati.
scritto da gwendalyne alle ore 21:40 | permalink | commenti (4)
categoria: musica, politica, televisione
sabato, 23 maggio 2009
L'altro giorno ho visto su YouTube I Promessi Sposi in dieci minuti: un musical breve ma davvero ben fatto rappresentato dagli artisti della compagnia Oblivion, i quali hanno sovrapposto alle note di canzoni famose testi ispirati all'immortale capolavoro del Manzoni (fin troppo facile parlarne bene quando non è più da tempo motivo di preoccupazioni scolastiche... ). Anche se è già stato linkato da mezza blogosfera, mi piaceva troppo perché potessi fare a meno di segnalarlo pure io!


Tra l'altro, questo video mi ha riportato alla mente una vecchia produzione di Canale 5 (talmente vecchia che il Berlusca non era ancora sceso in campo, figuriamoci... ) della quale serbo un piacevole ricordo: la parodia de I tre moschettieri, il romanzo di Alexandre Dumas padre che aveva ispirato pure una trasposizione anime altrettanto apprezzata dalla sottoscritta (qui la mitica sigla!). Come fare per rivedere il musical con Marco Columbro (nei panni di D'Artagnan) & company? Grazie all'utente nerisio, che ha compiuto l'opera meritoria di caricare su YouTube parecchi spezzoni... e sarà meglio che mi affretti a scaricarli sul mio pc, prima che Mediaset si ricordi di farli rimuovere!
scritto da gwendalyne alle ore 23:59 | permalink | commenti
categoria: musica, libri, televisione
mercoledì, 20 maggio 2009

Negli ultimi due giorni Insy Loan, Akille e EmmeBi (in rigoroso ordine cronologico) hanno dedicato un post alla pubblicità della Coca-Cola in cui Giulia, una ragazzina di Pisa, cerca di trasmetterci il suo ottimismo nei confronti della crisi. Non potrei aggiungere nulla a quello che hanno già scritto loro, e che sottoscrivo in pieno!
[Beh, un paio di cosette potrei aggiungerle, peccato che non siano un granché: 1) liberi di non crederci, ma pure io preferisco la pizza al sushi e un panino col salame al caviale; 2) dopo aver ascoltato la versione radiofonica dello spot, avevo pensato «Bleah, la Coca-Cola con il ragù della mamma?!»... ma non avevo capito che Giulia ha nove anni, e quindi per il Sangiovese è un tantino presto! ]
scritto da gwendalyne alle ore 20:45 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione, mangiare e bere
domenica, 10 maggio 2009
Al termine della puntata de L'era glaciale andata in onda venerdì sera, e che avevo seguito un po' distrattamente, sono rimasta perplessa: che fine hanno fatto Beatrice Borromeo e Vauro, preannunciati da Daria? Ieri la conduttrice, che secondo me comincia a rimpiangere amaramente La7, ha pubblicato un post per spiegare l'accaduto: l'intervento dei due ospiti suddetti era stato tagliato (dovrebbe andare in onda dopo le elezioni, quando sarà irrimediabilmente superato e non interesserà più a nessuno) perché violava la par condicio, non essendoci contraddittorio. L'intervento del ministro leghista Zaia, però, è andato regolarmente in onda: forse in quel caso era la stessa Bignardi a fare le veci dell'opposizione?! Per non parlare (tanto per rimanere nell'ambito dell'azienda Rai) della puntata di Porta a porta dell'altra sera, quella incentrata sul "papi"; in tale circostanza il contraddittorio avrebbe potuto e dovuto essere rappresentato dai giornalisti presenti... solamente in teoria, però, a quanto pare. A detta di chi ha seguito la puntata in questione (io ho preferito non farmi così del male ), non si può certo dire che il premier sia stato messo alle strette da domande scomode... quando sarebbe stato lecito aspettarsi che gli venisse chiesto conto delle pesanti accuse della moglie trapelate sulla stampa.
scritto da gwendalyne alle ore 22:44 | permalink | commenti (2)
categoria: politica, televisione, informazione
giovedì, 16 aprile 2009
Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha stabilito che, a partire dalla puntata di Annozero che andrà in onda questa sera, «siano attivati i necessari e doverosi riequilibri informativi»; mancherà il contributo del vignettista satirico Vauro Senesi, la cui collaborazione con il programma è stata sospesa «in via cautelativa».
Riguardo alla questione del riequilibrio... essendomi persa la puntata di giovedì scorso, dedicata com'è noto al sisma in Abruzzo, ma avendo letto in giro opinioni contrastanti al riguardo, eviterò di sbilanciarmi più di tanto; oltre all'articolo di Aldo Grasso sul Corriere, segnalo un post di Peter Gomez e un altro del Paz83, abbozzando in questa sede solo una considerazione piuttosto generale. È dal 6 aprile che quasi tutti i mezzi di informazione non fanno che elogiare l'efficienza della Protezione Civile... ed è opinione diffusa che difficilmente si sarebbe potuto fare di meglio, e che i soccorritori meritano il plauso dell'intera società. Ma se c'è qualcosa che non va, trovo doveroso che se ne parli anziché nasconderlo; tra l'altro, da un'informazione trasparente gli stessi responsabili degli aiuti potrebbero trarre utili indicazioni su come ottimizzare il loro operato. Certo, se Michele Santoro avesse raccontato delle cose non vere, il discorso cambierebbe... ma finora non mi risulta che sia stato accusato di diffamazione.
Per quanto riguarda le vignette di Vauro che gli sono costate il posto (a tempo determinato?)... beh, ho guardato con attenzione il relativo filmato e, con buona pace di chi su Facebook mi ha invitata ad iscrivermi al gruppo «Vauro vaff...», il vignettista toscano mi è parso tutto fuorché irrispettoso del dramma delle popolazioni colpite, anzi a modo suo persino affettuoso; per dire, trovo ben più offensivo che si arrivi a spettacolarizzare il dolore in nome dell'Auditel, ostentando addirittura i risultati ottenuti. Vorresti obiettare che sulle disgrazie non si scherza? Sono d'accordo... ma a mio parere è davvero ingiusto accusare Vauro di essersi preso gioco dei terremotati; le sue vignette di giovedì scorso, a guardarle senza preconcetti, offrivano dei validi spunti di riflessione... e, com'era giusto che fosse, in fondo non c'era proprio niente da ridere, per una volta.
L'unica vignetta che mi ha fatto storcere il naso è la stessa che ha motivato la decisione di Masi...


... ma non perché mi sia sembrata «gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti», bensì perché allude in maniera neppure tanto velata al discusso piano casa del governo: una frecciata del genere (che in effetti non è stata l'unica, e nemmeno la più diretta) in altre circostanze l'avrei trovata condivisibile, ma a così poco tempo dal disastro mi è parsa parecchio inopportuna, quasi un tentativo di strumentalizzare l'accaduto per questioni di simpatia (o meglio antipatia) politica... e se volessi pensar male direi che è stata proprio questa la vera ragione della sospensione. Detto ciò rimango decisamente contraria alla censura, e nel caso di Vauro spero sia vero che la sua "punizione" sarà «limitata ad una sola puntata». Altrimenti... vorrà dire che continuerò a seguirlo sul suo sito.
scritto da gwendalyne alle ore 16:32 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione, informazione
venerdì, 13 marzo 2009
A proposito della partecipazione bidimensionale al Festival di Sanremo di Mina, che tanto aveva inorgoglito il conduttore e direttore artistico Paolo Bonolis, avevo scritto a suo tempo «perché non mettere su un disco, allora?». In seguito ho scoperto che la mia boutade non era poi così campata in aria: l'altro giorno un servizio del Tg2 ha rivelato che le immagini del famoso filmato erano tutt'altro che inedite, anzi erano tratte dal dvd Mina in studio prodotto nel 2001, e l'aria del Nessun dorma era stata semplicemente sovrapposta, tanto è vero che si poteva notare la mancanza di sincronismo fra le note e il labiale della tigre di Cremona. Da parte di quel telegiornale, una notizia non proprio positiva per l'immagine dell'azienda Rai. Oggi ho provato a cercare quel servizio sul sito del Tg2, ottenendo...

In realtà tutti e due i risultati della ricerca danno luogo a un laconico «La notizia che stai cercando non esiste»; dalla cache di Google esce fuori questa pagina, nella quale però il video del servizio non risulta disponibile. Per farsi un'idea dell'accaduto, dunque, bisogna per forza ricorrere a fonti esterne come questa...
scritto da gwendalyne alle ore 21:23 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
domenica, 22 febbraio 2009
Le ultime tre serate del Festival le ho trascorse "live" sul blog Perché Sanremo è Sanremo: un'esperienza che definirei senz'altro più movimentata rispetto al mio abituale modo di bloggare, ma divertentissima Colgo l'occasione per salutare e ringraziare tutti i navigatori che ci hanno tenuto compagnia.
Come ho scritto ieri sera dopo che è stato reso noto il verdetto, «Non ricordo di essermi mai sentita così nauseata al termine di una finale di Sanremo. Ditemi qualcosa per tirarmi su prima di andare a letto, vi supplico!». [Update: a scanso di equivoci, vorrei sottolineare che magari "nauseata" non era il termine più adatto; semplicemente è il primo che mi è venuto in mente mentre commentavo in diretta, e mi sono limitata a "copincollare" quel commento. Ringrazio l'anonimo commentatore che mi ha suggerito questa precisazione] Per fortuna ci hanno pensato ventisei, la quale mi ha ricordato che poteva vincere Al Bano, e akio, con i suoi complimenti per come ho animato il blog (e io che credevo di c***eggiare e basta! ), a risollevarmi un po' il morale prima della nanna. E pensare che la vittoria di Arisa nella categoria Proposte, la sera prima, aveva fatto ben sperare...
Puoi provare quanto vuoi a persuadermi che il Festival targato Bonolis è stato un bijou televisivamente parlando (per quanto mi riguarda, ho i miei dubbi in proposito)... ma di sicuro nessuno mi toglie dalla testa che sia stato carente come pochi sul piano strettamente musicale: quello che dovrebbe essere centrale nel Festival della Canzone Italiana, per intenderci. I brani in gara nella categoria Artisti non erano certo un granché, sicuramente inferiori a quelli delle Proposte. Quando è stata resa nota la terna dei finalisti, che sembrava proprio pescata dal fondo della mia personale classifica di gradimento, ho dovuto aggrapparmi alla speranza che vincesse Marco Carta (alla fine tatiana08 ha commentato «se lo speravi vuol dire che sei proprio alla frutta...:D»... e già! ): inadeguato quanto ti pare, ma almeno la canzone è orecchiabile e piacevole... a mio parere mille volte meglio del neomelodico dalessiano di Sal Da Vinci e dell'obbrobrio di Povia; lui e i suoi cartelli, io li avrei rispediti a casa già dopo la prima sera.
Devo fare una confessione: siccome non sopportavo di star lì ad aspettare gli eventi senza far nulla, a un certo punto stavo per mandare un sms in favore del cantante sardo. Avevo già il cellulare in mano, e aspettavo solo che ripetessero i codici, visto che mi erano sfuggiti... ma il televoto è stato chiuso prima che potessi compiere l'insano gesto!  Comunque devo ammettere che c'è poco da stare allegri vedendo trionfare tra i cosiddetti Artisti una creatura di Amici, e neanche la più talentosa (di Karima che gareggiava nelle Proposte ne vogliamo parlare?), proprio nella serata in cui sul palco c'è la sua "pigmaliona" Maria De Filippi (ho scoperto che non sono l'unica a non sopportarla): a questo punto l'inciucio fra Rai e Mediaset appare come una triste realtà.
Due parole sulla formula del Festival. Gli unici aspetti che, secondo me, vale sicuramente la pena di mantenere sono la rinuncia all'eliminazione per le Proposte e l'abbinamento a queste ultime dei "padrini": almeno la presenza di superospiti non in gara ha un senso al di là del desiderio di alzare gli ascolti. Quasi tutte deludenti, invece, le ospitate scelte quest'anno dagli Artisti: è stato proprio il pezzo di Marco Carta, esibitosi coi Tazenda, a trarne a mio avviso il maggior giovamento, chi l'avrebbe mai detto. Il meccanismo della gara degli Artisti mi ricorda il vecchio detto "allungare il brodo": la prima sera esibizione dei sedici cantanti in gara con tre eliminazioni, la seconda sera esibizione dei tredici superstiti (al che mia mamma ha detto «Ma ricantano gli stessi di ieri sera?!») con altre tre eliminazioni, la terza ripescaggio di due dei sei eliminati (Al Bano e lo stesso Sal Da Vinci), la quarta esibizione riveduta e corretta dei dodici cantanti rimasti in gara con due eliminazioni (Dolcenera e Gemelli Diversi, dico solo questo: che scandalo)... per arrivare alla finalissima a dieci. È vero che lungo il percorso sono stati utilizzati meccanismi di voto differenti... e si è visto, non c'è che dire!
scritto da gwendalyne alle ore 13:16 | permalink | commenti (2)
categoria: musica, televisione
mercoledì, 18 febbraio 2009
Prima di iniziare la cronaca in differita del trionfale (in termini di ascolti) esordio di Sanremo 2009...
Comunicazione di servizio: Siccome mi sono aggregata all'adorabile combriccola che anima il blog Perché Sanremo è Sanremo, da stasera domani sera conto di trasferirmi lì per bloggare "in diretta"!
Considerazioni sparse, senza voti e quant'altro come feci l'anno scorso, sulla prima serata del Festival.
In passato almeno due o tre ritornelli mi entravano in testa fin dal primo ascolto... e invece stavolta non è successo: mi chiedo se si tratti di un difetto dei brani in gara, oppure di un deficit intrinseco mio!  Mentre li ascoltavo, comunque, mi sono sembrati abbastanza orecchiabili i pezzi di:
  • Nicky Nicolai, accompagnata dal marito Stefano Di Battista, con un pezzo che, a differenza dei suoi precedenti sanremesi, ha un ritmo accattivante (Insy Loan, recentemente approdato al supporto cartaceo, ha notato in lei una vaga somiglianza con Vladimir Luxuria... e ti dico solo che non è stato l'unico ).
  • Alexia e Mario Lavezzi, con una canzone che, se costruita diversamente, avrebbe potuto funzionare benissimo anche senza l'apporto di lui.
  • Marco Carta, ebbene sì (di sicuro le adolescenti lo sommergeranno di televoti). Quando ho sentito l'attacco del suo pezzo, però, ho pensato: se tutti i brani in gara devono essere inediti, come mai questo qua si presenta con Un grande libro nuovo?
Due parole sui concorrenti dati per favoriti.
  • Il nuovo look di Dolcenera mi pare troppo anonimo... e non è che la sua canzone mi abbia colpita di più.
  • Francesco Renga ha una gran voce e propone un brano molto particolare, ma l'unica cosa che mi è rimasta impressa sono le cinque note di quel «dilegua o notte» ripetuto più volte, a mo' di citazione del Nessun dorma interpretato anche da Mina in apertura.
Ah, che dire della tigre di Cremona? Gran voce pure la sua, ma davvero si sentiva il bisogno di quel collegamento? Era proprio il caso che Bonolis si inorgoglisse tanto? Lia Celi ha scritto che «per la sua interpretazione Mina ha ricevuto un prestigioso riconoscimento, il Premio per il Milionesimo Cantante di Musica Leggera che Canta il "Nessun dorma" di Puccini». A proposito, hermansji ha selezionato qualche altra interpretazione della celeberrima romanza della Turandot.
La possente voce di Al Bano ha eseguito un brano tradizionale, dal testo che non passerà certo alla storia: ci vuole ben altro per costruire una canzone d'amore memorabile. Di sicuro può piacere a chi apprezza lo stile interpretativo del leone di Cellino... non certo a me, quindi.
Patty Pravo ha proposto un pezzo molto intenso e di gran classe... peccato davvero per le stecche.
Alla vigilia del debutto era il caso di essere cauti nei confronti del pezzo di Povia... ma adesso che finalmente l'ho ascoltato, posso dire ufficialmente che fa proprio pena. Sorvolando sul testo, caratterizzato dalla "rima del secolo" («Luca era gay e adesso sta con lei» ) ma imbarazzante e inopportuno come pochi, la melodia è praticamente inesistente, e il rap è meglio che Povia lo lasci a gente come i Gemelli Diversi (ma tu guarda se mi tocca parlar bene di quei quattro ). E poi mi chiedo con che faccia tosta l'ex testimonial del Darfur abbia mostrato, al termine della sua performance, un cartello con la scritta «Nessun uomo in fondo sa come è fatto un altro», presumibilmente con l'intento di smorzare le polemiche. Scegliere di tacere, a quel punto, sarebbe stato più coerente, no? Ma la cosa che mi ha sconcertata di più sono stati i fischi del pubblico nei confronti di Franco Grillini, che aveva detto la sua in termini forse un po' superflui ma senz'altro civili.
A proposito dei Gemelli Diversi: dopo aver visto le loro facce smunte, quasi pensavo che il titolo del loro pezzo, Vivi per un miracolo, fosse ispirato al loro stato di forma...
E gli altri pezzi "impegnati" in gara?
  • Quello di Marco Masini, "impreziosito" da qualche parolaccia di troppo, suona abbastanza qualunquista.
  • Fausto Leali racconta il rapporto genitori-figli in maniera a mio avviso poco sentita: più che una canzone, la sua sembra quasi la sintesi di un saggio sull'età adolescenziale.
  • Il pezzo di Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour è un inno un tantino buonista dedicato al rispetto delle diversità... ma, per assurdo, non valorizza le caratteristiche di tre interpreti così eterogenei. E poi, quando toccava all'interprete dell'indimenticabile Seven Seconds, quasi non si capiva se cantasse in italiano o in wolof!
Non mi sono espressa su Sal Da Vinci perché non saprei ancora come classificarlo, anche se devo ammettere che la sua "dalessiata" mi irrita decisamente meno dell'originale.
La giuria demoscopica (quest'anno, a differenza dell'anno scorso, dislocata direttamente all'Ariston... che invidia! ) ha decretato le seguenti eliminazioni:
  • Tricarico (un autentico talento incompreso... da me, sicuramente. Lo vedrei bene in un duetto con Giops di X Factor!)
  • Afterhours (gli alieni del Festival; il loro pezzo lo definirei eccessivamente "sofferto", anche se interessante in alcuni passaggi)
  • Iva Zanicchi (che il sesso senza amore esista non è certo un mistero, ma un testo così disinibito non si addice a una donna della sua età)
Le esibizioni delle Proposte (non si chiamano più Giovani, probabilmente perché in gara c'è anche la corista sessantaduenne di Lucio Dalla... ) mi sono sembrate mediamente più meritevoli di quelle dei cosiddetti Artisti. L'Abruzzo può farsi valere pure quest'anno, grazie allo stile inconfondibile di Simona Molinari. Anche la voce di Malika Ayane è molto particolare, e devo dire che mi piace. Dopo aver "cocciantizzato" Giò Di Tonno e tutto il cast di Notre Dame de Paris, il cantautore di Margherita ha colpito ancora, facendo da padrino al suo figlio segreto (lo dico per la chioma, mica per altro ) Filippo Perbellini. Dimentico qualcuno? Ah, Irene Fornaciari, la figlia di Zucchero...
La durata del monologo di Roberto Benigni è stata un tantino eccessiva, ma alcune parti valevano da sole il prezzo del biglietto... o meglio, il suo principesco cachet. Come non ricordare la battuta su Mina e Bin Laden, quella su Silvio che dovrebbe sparire per diventare un mito (megalomane com'è, scommetto che per un attimo ha davvero preso in considerazione l'idea... ma poi deve essersi ricordato di avere ancora parecchie "faccenduole da sistemare") e soprattutto la struggente lettera d'amore firmata Oscar Wilde?
La battuta su Paul "Calfort" a me era venuta in mente prima che la dicesse Bonolis. A questo punto mi candido ufficialmente per entrare a far parte dello staff autorale del conduttore romano!  Di Sculfor e Alessia Piovan (difficile credere che faccia l'attrice) si poteva fare tranquillamente a meno, comunque.
Momenti come l'intervento del presidente dell'Assemblea delle Nazioni Unite o la lettura della lettera di Alda Merini erano così dissonanti rispetto al clima della manifestazione che sembravano messi lì al solo scopo di innalzarne il livello culturale. Poi uno vede i siparietti tra Bonolis e Laurenti e pensa "tutta fatica sprecata"...
scritto da gwendalyne alle ore 21:15 | permalink | commenti (3)
categoria: musica, televisione
martedì, 17 febbraio 2009
Avviso per l'eventuale lettore che fosse appena uscito da un bunker senza televisione, radio, giornali e internet: comincia stasera il cinquantanovesimo Festival della Canzone Italiana. Come ho già avuto modo di scrivere, per me il Festival è un appuntamento irrinunciabile, una sorta di rito laico, quindi nelle prossime cinque serate non mancherò di sintonizzarmi su Raiuno... anche se quest'anno avrei più di un motivo per boicottare la kermesse.
[Detto per inciso, sto seriamente pensando di boicottare anche X Factor, visto che uno come Giops è ancora in gara, mentre allo spareggio ci vanno due come Daniele e Ambra Marie. Se ci fosse la possibilità di votare contro qualcuno, allora sì che cederei al televoto!]
Vado ad elencare i summenzionati motivi.
  • Sono una fan di Paolo Bonolis fin dall'infanzia, ovvero dai tempi di Bim Bum Bam, ho continuato a seguirlo anche quando "è diventato grande", e mi sono schierata dalla sua parte ai tempi del diverbio con Antonio Ricci a proposito di Affari tuoi. Ciononostante ho la netta impressione che venga ampiamente sopravvalutato, e trovo immeritata la sua fama di Re-Mida-che-tramuta-in-oro-tutto-quello-che-tocca, come se qualche "bel" flop nel curriculum non ce l'avesse pure lui. Già due anni fa Fabrizio Del Noce si sbilanciò su un possibile ritorno del conduttore romano a Sanremo, quando il Festival targato Baudo era ancora in corso e non stava andando poi così male. Quest'anno, comunque, il direttore di Raiuno si è già premurato di mettere le mani avanti...
  • Bonolis e il suo amico Luca Laurenti sono senz'altro affiatati, e certe loro gag posso perfino apprezzarle per la durata di uno spot del caffè... ma al pensiero che il comico? cantante? cabarettista? sarà la spalla di Bonolis per cinque serate penso che la voglio anch'io una spalla... su cui piangere, però!
  • L'annuncio dei cachet destinati agli ospiti e allo stesso Bonolis ha fatto discutere. Cerco di ripetermi che queste sono le leggi del mercato, che se uno guadagna tanto vuol dire che vale tanto, che sono ben altre le cose per cui vale la pena di indignarsi, eccetera... ma poi guardo la mia ultima busta paga, e penso, come diceva Diego Parassole, che «son robe che fanno girare gli ammennicoli!» [A proposito di superospiti, il mese scorso si vociferava che David Beckham fosse conteso tra Sanremo e il Grande Fratello. Avrei avuto un motivo in più per boicottare il Festival (il GF lo boicotto già a prescindere) se ci fosse stato lo "Spice Boy", il cui arrivo al Milan è stato per ammissione dello stesso Galliani «un'operazione indubbiamente molto positiva sul piano dell'immagine mondiale»: forse nemmeno l'AD rossonero, come pure altri esperti di calcio, si aspettava che Beckham sapesse realmente giocare a pallone...]
  • Maria De Filippi sarà l'ospite femminile (a questo punto la battuta uscirebbe fin troppo scontata ) nella serata più importante, quella della finalissima. Neppure il fatto che la signora Costanzo sia un volto di punta di Mediaset ha dissuaso i vertici Rai, che evidentemente contano anche su di lei per fare il botto di ascolti. Ma a quella tutt'altro che trascurabile fetta di popolazione (compresa io) che non la sopporta, non ci pensa nessuno?
  • Condivido in larga misura l'opinione di Patty Pravo sull'attesissima partecipazione di Mina, la quale non si degnerà di trasportare il suo posteriore sulla riviera ligure ma si esibirà in collegamento (perché non mettere su un disco, allora?). Ma ti ricordo che io, della tigre di Cremona, non sono certo una fan...
  • Non mi è piaciuto per niente lo spot, corredato dallo slogan «La vittoria ha molte facce», che mostra le immagini di repertorio dell'atleta Gabriela Andersen-Scheiss mentre arrancava verso il traguardo della maratona di Los Angeles 1984. Sarà che la pubblicità deve colpire nel segno, ma mi pare che qui si esageri!
  • Quando ho letto qui un accenno ad «Apicella che canta Berlusconi a Sanremo», ho pensato «E no, questo è troppo»... ma poi ho scoperto che non si esibirà al Festival, bensì a Domenica In: un altro programma che non ho bisogno di boicottare, dal momento che già non lo guardo mai. Pure quest'anno, però, il genere neomelodico napoletano approderà sul palco di Sanremo, ahimè: questa volta nella persona di Sal Da Vinci, il cui brano porta anche la firma dell'onnipresente Gigi D'Alessio.
  • Due parole sull'iniziativa Sanremofestival.59. I video con le esibizioni di cantanti più o meno esordienti sono stati messi a disposizione sul sito ufficiale del Festival affinché gli utenti potessero votare i loro preferiti; il vincitore di questo concorso si esibirà sul palco dell'Ariston. Ottima idea, ho pensato. Peccato che le preferenze non si possano esprimere direttamente sul sito, ma invece si debba passare attraverso il solito inesorabile televoto, che non è tanto più difficile da manipolare del voto online... ma in compenso gli organizzatori ci guadagnano fior di soldini!
  • Sarei anche tentata di boicottare più d'uno degli artisti in gara, a priori (Al Bano, tanto per dirne uno) oppure in base alle anticipazioni sul pezzo (Povia, e chi se no?). Ma figuriamoci se intendo negarmi il piacere di stroncarli a ragion veduta!  Non mi dispiacerebbe affatto doverne rivalutare qualcuno, comunque. Staremo a vedere... o meglio, a sentire!
scritto da gwendalyne alle ore 17:07 | permalink | commenti (1)
categoria: musica, televisione
martedì, 03 febbraio 2009
Considerazioni sparse sulla puntata di X Factor andata in onda ieri sera.
  • Quando ho sentito che a Daniele era stato assegnato il brano Tutto quello che un uomo, sono rimasta un po' perplessa, trattandosi di un genere completamente diverso dai pezzi proposti finora dal giovane siciliano... ma ascoltando la sua performance mi sono dovuta ricredere: mi ha fatto venire i brividi, ecco!
  • Sempre bravo pure Enrico, che ieri sera si è allontanato dal solito genere à la Bublé per cantare Ordinary World dei Duran Duran.
  • A Matteo non andava di interpretare Mille giorni di te e di me, pezzo che personalmente adoro ma che a lui non piaceva perché parla di una separazione... e lo si è capito bene da come l'ha cantata. Comunque mi è parsa eccessiva la ramanzina fattagli dal suo "capitano" Morgan: probabilmente avrà avuto il nobile intento di spronarlo... ma insomma, neppure i concorrenti delle squadre avversarie li stronca così duramente!
  • Il fatto che il pubblico continui a votare per Andrea Gioacchini, il concorrente ammesso la scorsa settimana, me lo spiego solo in un modo: ai telespettatori non sembra vero che in gara ci sia uno che aveva tutte le carte in regola per eccellere fra i talenti incompresi, e fanno in modo che rimanga in corsa perché sono curiosi di vedere cosa combinerà, il "pazzoide". Ieri sera erano presenti in studio due supporter d'eccezione del Giops: Valeria del duo Katia&Valeria, e la cantante (nonché moglie di un discografico) Syria. Uhm, c'è qualcosa che non mi quadra...
  • Che m'importa se i Farias sono i concorrenti più "gufati" nella blogosfera? Io trovo che con Fragile abbiano dato il meglio di sé. Nei Bastard Sons of Dioniso, invece, tutto questo carisma non ce lo vedo...
  • Ambra Marie nel suo genere è brava, ma sempre fin troppo uguale a sé stessa.
  • Che dire di Noemi? Non mi colpisce particolarmente, né nel bene né nel male...
  • Alla fine, dopo un interminabile tentennamento, Morgan ha deciso di eliminare Serena: peccato. Altre volte avrei tifato contro di lei, e pure contro le Sisters of Soul, perché andassero almeno in ballottaggio. Però ieri sera sono state tutte quante più brave del solito... sicuramente più di Andrea, la cui presenza abbassa di parecchio il livello medio della squadra 25+, che finora è stata a mio avviso la migliore.
  • Non so voi, ma io trovo inconcepibile che la durata dei brani in gara sia limitata a cento striminziti secondi, mentre sembra non esserci limite di tempo per le chiacchiere, spesso del tutto inutili. Sarebbe già qualcosa se la puntata terminasse prima di mezzanotte...
scritto da gwendalyne alle ore 21:22 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
domenica, 01 febbraio 2009
Ieri è scaduto il termine per pagare il canone Rai, anche se per mettersi in regola c'è tempo fino alla fine di febbraio, versando una piccola sovrattassa. Quando le reti Rai mandavano in onda gli spot per ricordare la scadenza, rimanevo regolarmente di stucco vedendo in sovraimpressione la parola «ABBUONAMENTO» a caratteri cubitali. Possibile che nessuno si sia accorto di una svista così grossolana?, mi chiedevo. Ma poi, leggendo qui, sono arrivata alla conclusione che, nonostante l'opinione dell'utente che ha caricato questo video su YouTube, con ogni probabilità l'errore è intenzionale. Alterare la grafia della parola abbonamento purtroppo non vuole alludere al fatto che il canone ci viene abbuonato, ossia non dobbiamo pagarlo ... ma è semplicemente un modo per richiamare lo slogan della campagna: «Buono tu, buona la tv. Buona la tv, buono anche tu».
Quindi non posso prendere spunto da questo per inaugurare il nuovo tag correttrice di bozze, cosa che avevo "minacciato" di fare più volte, ma devo trovare qualcos'altro. Eccomi quindi a ripescare una foto che ho scattato con il telefonino alla confezione di una protezione usa e getta per l'interno del forno esposta in un centro commerciale (a parziale discolpa dei responsabili, dovrebbe trattarsi di un prodotto francese).


Comunque l'altro giorno ho dovuto esaminare sul serio le bozze di un testo, per giunta in inglese. Meno male che era tutto a posto, altrimenti avrei dovuto acquisire una certa dimestichezza con trucchi del mestiere come questi...
scritto da gwendalyne alle ore 16:34 | permalink | commenti
categoria: televisione, correttrice di bozze
martedì, 20 gennaio 2009
(No, il post sulla prima puntata non cercatelo: non l'ho mai scritto!)
L'anno scorso X Factor l'avevo snobbato fin troppo, ma quest'anno ho deciso di seguirlo con maggiore assiduità, almeno limitatamente alle puntate del lunedì sera: non mi va di perdermi la genesi di qualche potenziale fenomeno discografico!
Diciamo subito che personalmente non mi convince affatto l'usanza di abbinare ciascuno dei tre giurati a una squadra di concorrenti (quest'anno Mara Maionchi si occupa dei gruppi, Simona Ventura dei cantanti dai 16 ai 24 anni e Morgan di quelli dai 25 anni in su). Ho come l'impressione che i giurati si spertichino in elogi dei propri pupilli più per spirito di squadra che per reale convinzione; lasciare che i tre rimangano super partes sarebbe senz'altro preferibile dal punto di vista strettamente musicale... ma allora cosa ne sarebbe dei continui battibecchi in puro stile reality che tanto piacciono al telespettatore medio? (non certo a me... e scusate se risulto snob)
Ieri sera allo spareggio finale sono andati un gruppo (i Farias) e una over 25 (Elisa Rossi). Morgan e Mara hanno salvato ciascuno il proprio concorrente, e quindi SuperSimo, alla quale spettava la responsabilità di fare da ago della bilancia, ha scelto di "sacrificare" Elisa perché non se la sentiva di dimezzare la squadra di Mara; infatti al termine della prima puntata era stato eliminato un altro gruppo, i Sinacria Sinphony (o Symphony?). A quel punto Morgan ha iniziato a inveire contro Simona, accusandola senza tante perifrasi di non capire niente... e vai con la lite!
Ma ecco la mia impressione sulle performance di ieri sera.
Prima manche
  • Le Sisters of Soul, forse sperando che Tiziano Ferro portasse bene a loro come è già accaduto con Giusy Ferreri, hanno cantato Rosso relativo. La peggior performance della prima manche, a mio avviso... ma il televoto le ha salvate, e la Ventura si è presa la "colpa" di ciò: le sue aspre critiche alla girlband avrebbero convinto il pubblico a supportarle votandole. Sarà proprio così?
  • La performance di Enrico Nordio (Don't leave me this way) non è stata un granché, ma tenendo conto che aveva l'influenza è stato giusto non precludergli ulteriori chance.
  • La versione di Because the night proposta da Ambra Marie Facchetti è stata abbastanza convincente, anche se non particolarmente originale. Nota di demerito... per il piercing che porta sul labbro: non posso farci niente, provo quasi un dolore fisico a guardarlo!
  • È stata poi la volta dei The Bastard Sons of Dioniso. I tre trentini (ah ah ah) non mi hanno particolarmente colpita con la loro esecuzione di I just can't get enough, ma trovo che abbiano stoffa da vendere (non in senso tessile! ), e se ne avranno la possibilità verranno fuori alla grande.
  • Fra i concorrenti in gara, la futura mamma Elisa Rossi ha una voce gradevole e ben impostata, ma senza un timbro che la caratterizzi in modo inconfondibile... e proprio per questo, secondo me, le avrebbe giovato un repertorio comprendente pezzi ben più incisivi di On my own.
  • Secondo me, se quest'anno c'è un concorrente con il fattore X, quello è Daniele Magro, anche se il pezzo di ieri sera (Think) non era particolarmente adatto alle sue doti; nelle parti in cui Aretha Franklin sarebbe andata su con la voce, lui doveva andare giù per non giocarsi le corde vocali...
Seconda manche
  • La cosa che mi ha colpita di più ascoltando Giacomo Salvietti alle prese con Io vagabondo è stata la sua evidente incapacità di dosare la voce. Peccato soprattutto per la canzone, che a me, a differenza di Morgan, piace un sacco...
  • Secondo me l'esecuzione di Matteo Becucci, che ha cantato una versione di I should've known better tradotta in parte in italiano, è stata pressoché ineccepibile. Anzi, sappiate che io faccio il tifo per lui... specialmente dopo che nella prima puntata Dj Francesco gli ha fatto capire chiaramente che la partecipazione a X Factor potrebbe essere la sua ultima chance per sfondare (tra i cantanti in gara Matteo è il più anziano, se ho ben capito).
  • E ora, direttamente dalla Patagonia, i Farias, i concorrenti meno quotati nella blogosfera. Se nella prima puntata avevano cantato una canzone di De Andrè (sacrilegio! ), ieri sera hanno proposto Oye como va di Santana, un pezzo a loro più congeniale ma assai più adatto a un saggio di chitarra che di canto... e, se è vero che l'arrangiamento è stato modificato per renderlo vocalmente più "interessante", io non me ne sono accorta.
  • Mentre Serena Abrami cantava Anche un uomo di Mina, la sua voce, che di per sé non è neanche male, tremolava in maniera piuttosto sgradevole...
  • Di Albachiara cantata da Noemi ho ascoltato soltanto un pezzetto, ma tanto è bastato per rendermi conto che la sua versione era ben diversa dall'originale. Buon per lei: cantarla "alla Vasco Rossi" sarebbe stato sicuramente controproducente.
Come accennavo prima, il televoto ha scelto come candidati all'eliminazione Elisa Rossi e i Farias. Mi rendo conto che con quello che sto per scrivere vado in controtendenza rispetto alla stragrande maggioranza della blogosfera, ma ricordatevi che de gustibus non est disputandum Insomma, se basandomi soltanto sulla prima esibizione potevo essere indecisa su chi mi piacesse di più, anzi a pensarci bene propendevo per Elisa, dopo l'esecuzione dei brani per lo spareggio non ho più avuto dubbi sul fatto di preferire i Farias. Oh, a me la loro versione a cappella di Questo piccolo grande amore è piaciuta, mentre le canzoni scelte da (o per) Elisa le ho trovate (posso dirlo?) decisamente più "lagnose".
Alla prossima! (No, non intendo "alla prossima puntata"... Questo post è lunghetto perché quest'anno non avevo ancora mai parlato di X Factor, ma dubito che le mie divagazioni sull'argomento avranno cadenza settimanale)
scritto da gwendalyne alle ore 21:49 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
venerdì, 16 gennaio 2009
(Sì, lo so, il titolo l'ho spudoratamente copiato dal Daveblog)
I "ragazzacci" di Blob, nel corso della puntata di questa sera, hanno mostrato il filmato di Lucia Annunziata che ieri sera ha abbandonato lo studio di AnnoZero dopo aver discusso animatamente con il conduttore Michele Santoro... e subito dopo il filmato della puntata della trasmissione In mezz'ora, condotta dalla stessa Annunziata, in cui fu Silvio Berlusconi a congedarsi polemicamente dalla giornalista, quasi tre anni fa. Un accostamento forse un po' prevedibile ma ugualmente azzeccatissimo: tanto di cappello agli autori del programma...  la cui durata si è drasticamente ridotta, da quando nel palinsesto di Raitre è stato inserito Agrodolce.
[Se per caso non ho il telecomando a portata di mano quando finisce Blob e comincia la soap in salsa sicula, quanto mi piacerebbe avere i poteri magici di Harry Potter ed enunciare «Accio telecomando!» per poter cambiare subito canale. Anzi, a dire il vero l'Incantesimo di Appello mi farebbe comodo in tante altre occasioni. Sono scandalosamente pigra, lo so... ]
scritto da gwendalyne alle ore 23:47 | permalink | commenti (2)
categoria: politica, libri, televisione
martedì, 06 gennaio 2009
Il 9 gennaio, presso il Cinema Teatro Massimo di Pescara, sarebbe dovuta andare in scena la commedia musicale Un amore grande grande, scritta dal giornalista Sandro Mayer e interpretata dalla figlia d'arte Manuela Villa e da due attori che hanno fatto coppia fissa per anni, artisticamente parlando: Andrea Roncato e Gigi Sammarchi.
Stasera mia madre, guardando La vita in diretta, ha appreso che la tournée è stata soppressa per via della partecipazione di Andrea Roncato a Ballando con le stelle (prima puntata: sabato prossimo, 10 gennaio). Sono saltate pure le date di Roma e Napoli, oltre a quella di Pescara: per chi avesse acquistato il biglietto in prevendita, è comunque previsto il rimborso.
Ecco un attore che ha preferito al rispetto dell'impegno preso e all'ebbrezza del teatro la strada più remunerativa, anche in termini di notorietà, del reality show. Non saprei come spiegare altrimenti una decisione che non può non aver creato grossi problemi a quanti lavoravano allo spettacolo, data l'impossibilità di trovare un sostituto in così breve tempo: risale solamente a una settimana fa il comunicato della soppressione della tournée, che si può leggere anche sul MySpace di Manuela Villa (tra parentesi, ve l'ho mai detto che a me l'interfaccia dei MySpace non piace per niente?). Proprio Manuela Villa, ospite stasera da Lamberto Sposini, è apparsa a dir poco amareggiata... comprensibilmente, direi!
scritto da gwendalyne alle ore 21:31 | permalink | commenti (2)
categoria: televisione
martedì, 30 dicembre 2008
L'altra sera sono passata in pizzeria per ordinare delle pizze da asporto. In attesa che uscissero dal forno, guardavo il televisore acceso su Raiuno: stava andando in onda la parte finale del quiz L'eredità, e come ogni sera era il momento del gioco della Ghigliottina, che ho già detto di apprezzare parecchio. Subito dopo l'uscita dei cinque indizi, senza che avessi avuto minimamente il tempo per pensare alla risposta esatta, ecco le pizze. Cosa fare, aspettare che Carlo Conti ci mettesse come al solito cinque minuti buoni per svelare la soluzione? Giammai: subito a casa, sennò la cena si raffredda!
Fino a qualche mese fa avrei potuto soddisfare la mia curiosità visitando LaGhigliottina.it, ma ora non più: l’ufficio legale della Rai ha "invitato" il webmaster ad eliminare tutti gli archivi delle ghigliottine televisive, in ottemperanza alla legge sui diritti d'autore. Per quanto mi riguarda non è mica un dramma, però mi perplime l'atteggiamento della Rai, anche se "tecnicamente" fondato. In sostanza la penso come il webmaster del sito, il quale ritiene che la sua iniziativa non recasse danno al programma ma anzi gli facesse in un certo senso pubblicità, e approvo il suo accenno a «una TV dinamica, al passo con i tempi e sensibile ai nuovi mezzi di comunicazione». E poi, era proprio il caso di mettere i bastoni tra le ruote a un piccolo sito senza scopo di lucro la cui stessa esistenza era un riconoscimento della popolarità del gioco?
Peccato per la Rai: mentre nei confronti di YouTube si era mostrata più aperta rispetto a Mediaset, in questo caso non è stata altrettanto lungimirante.
scritto da gwendalyne alle ore 17:58 | permalink | commenti
categoria: internet, televisione
martedì, 30 dicembre 2008
Ma non l'avevamo fatto fuori? E allora come mai il gattino Virgola è rispuntato inesorabile in versione natalizia (La canzone dello spot che ho visto in televisione è una versione riveduta e corretta di Astro del ciel, in realtà)
A scanso di equivoci, io i felini, quelli veri, li adoro: sono certi mici virtuali che non sopporto...
scritto da gwendalyne alle ore 17:11 | permalink | commenti (1)
categoria: animali, televisione
giovedì, 25 dicembre 2008
Manca meno di mezz'ora alla fine di questo Natale... ma c'è ancora tempo per pubblicare un post a tema!
Oggi pomeriggio ho acceso per caso il televisore su Raidue, e ho visto che stava andando in onda una trasmissione che è ormai un classico del 25 dicembre: il delizioso Canto di Natale di Topolino, cortometraggio animato della Disney che al momento si può trovare anche su YouTube (prima, seconda e terza parte). Il cartone, nel quale Zio Paperone veste i panni del gretto Ebenezer Scrooge e Topolino quelli del suo dipendente Bob Cratchit, è una trasposizione in chiave disneyana del celebre racconto Canto di Natale di Charles Dickens. Io il libro lo lessi tanti anni fa... e, se volete leggerlo anche voi, potete scaricarlo gratuitamente da Liber Liber: infatti è incluso nella ricca biblioteca del Progetto Manuzio (grazie a Sergio Sarnari che ha linkato per primo il pdf ).
scritto da gwendalyne alle ore 23:38 | permalink | commenti
categoria: libri, internet, televisione
mercoledì, 24 dicembre 2008
Quando l'altroieri sono stati resi noti i nomi dei sedici Artisti che parteciperanno al prossimo Festival di Sanremo, la mia reazione è stata decisamente meno entusiasta di quella che ho avuto all'annuncio dei big in gara a Sanremo 2008 (vabbe' che c'era Giò Di Tonno... ). Albano? Iva Zanicchi? Fausto Leali? Ma... sicuri che siamo prossimi al 2009?  E figuriamoci se poteva mancare un paio di "cocchi" del conduttore Paolo Bonolis: leggasi Nicky Nicolai e Povia, il quale aveva duramente polemizzato per l'esclusione dall'ultimo Festival del suo pezzo sulla «tornacontocrazia» cantato in coppia con Baccini.
Proprio il nuovo brano del cantante de I bambini fanno ooh ha innescato un'accesa polemica. Il titolo è Luca era gay e, sebbene per regolamento il testo non possa essere ancora divulgato, l'Arcigay non ha dubbi sul fatto che sia ispirato alla vicenda di Luca Tolve, il quale afferma di essere "guarito" dall'omosessualità per effetto del metodo messo a punto da un cattolico integralista. Magari voi direte: ma aspettiamo di ascoltare il brano di Povia prima di trarre conclusioni sul suo contenuto, no? Buona idea... ma, dopo aver letto quest'intervista, non mi aspetto nulla di buono. Sorvolando sulla teoria che «gay si diventa» (piaccia o meno, sono in molti a pensarla così), chiudendo poi un occhio davanti alla frase «ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso sono sposati e hanno anche dei figli», mi ha però lasciata di stucco questo paragone: «Come quei bambini che mamma e papà picchiano e loro per perversione vogliono essere picchiati». Ma che razza di discorso è?! Anche se Povia ha dichiarato di aver «avuto una fase gay», io ho la sensazione che lui non abbia la minima idea di cosa significhi realmente essere omosessuali. Non che io ne sappia più di lui, in effetti... ma se non altro evito di andare in giro a sputare sentenze in proposito!
Ha scritto bene Maxxeo: «E ci lamentavamo della Tatangelo». Già, chi l'avrebbe mai detto...  E pensare che a me la sbeffeggiatissima Vorrei avere il becco, inno all'amore ispirato alla vita di coppia dei piccioni, non dispiaceva affatto, anzi la trovavo tenera. Spero di dovermi ricredere sul tuo conto, caro Povia... ma mi sa che stavolta hai toppato! E, a meno che non ci siano in serbo sorprese, sento aria di flop anche per uno dei Festival più "pompati" di tutti i tempi.
Concludo segnalando il post in cui Chissenefrega ha commentato da par suo la lista dei cosiddetti Artisti!
scritto da gwendalyne alle ore 18:47 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
giovedì, 18 dicembre 2008
Mi piange il cuore al pensiero di destinare una delle critiche più "cattive" nella breve storia di questo blog a un uomo che fino all'altroieri era il mio idolo incontrastato... ma c'è qualcosa dentro di me che me lo impone!
Martedì sera, presso il Teatro Massimo di Pescara, ho assistito allo spettacolo Senza swing. Protagonista assoluto: l'attore romano Flavio Insinna che, accompagnato da un complesso musicale di nove elementi, ha dato vita a svariati personaggi... o meglio ci ha provato!
Ci sono attori talmente bravi a interpretare diversi personaggi nel corso dello stesso spettacolo, giocando solamente con la voce e la gestualità, che non soltanto l'attenzione dello spettatore rimane desta per tutto il tempo, ma dopo un po' quasi ci si dimentica che sul palco c'è una sola persona. Beh, direi che non è stato questo il caso di Insinna: a mio parere hanno avuto un esito abbastanza insoddisfacente i suoi tentativi di sbizzarrirsi con vari dialetti italiani e modi di parlare (tipo la cosiddetta "voce nasale": può capitare che quando si ride scappi una specie di grugnito, ma pure quando si parla, suvvia...?!). Il copione era troppo lungo e oserei dire sconclusionato, tanto che mi è stato pressoché impossibile seguirlo con la necessaria attenzione. Insomma, mi sa che nemmeno ai tempi della scuola, aspettando il suono della campanella, guardavo l'orologio con tanta insistenza (con la differenza che, nel buio della sala, le lancette si vedevano a malapena...).
A questo punto vorrei idealmente rivolgermi a Flavio, il quale senza dubbio è una pasta d'uomo a cui non avrei mai voluto riservare osservazioni così impietose... e, se sperassi davvero che tra di noi possa nascere un giorno una storia, non l'avrei mai fatto, diciamolo!
Carissimo Flavietto, posso capire che tu consideri la conduzione televisiva un capitolo chiuso, che la fiction non ti dia più stimoli, e che per un attore non ci sia nulla di paragonabile all'adrenalina che ti scorre in corpo quando calchi un palcoscenico. Ma se è al teatro che ti vuoi dedicare, non sarebbe meglio che scegliessi, tra gli innumerevoli classici pubblicati da Shakespeare in poi, qualcosa che sia più nelle tue corde, visto che il talento e la personalità non ti mancano di certo?... oppure, se proprio vuoi buttarti sull'inedito, assicurati che il copione valga la pena! Verrebbe quasi da pensare che tu abbia approfittato (in buona fede, s'intende) della popolarità conquistata grazie alla televisione per attirare la gente ad assistere a uno show che evidentemente a te piace da impazzire, ma in fondo non vale affatto il prezzo del biglietto. Ovviamente questa è solo la mia personale opinione: gli applausi e le risate da parte del pubblico non sono mancati, ma a me tali acclamazioni parevano assai poco "sincronizzate" con ciò che accadeva sulla scena: sembrava quasi che ti fossi portato dietro qualche decina di persone a fare da claque, e a riempire un po' la platea (che anche così era tutt'altro che gremita)... però mancava un capoclaque che dettasse i tempi giusti per le ovazioni!
Forse capiterà da queste parti qualcuno che Senza swing l'ha visto e pure apprezzato, e che leggendo questo post penserà che è un mio problema se non l'ho capito. In tal caso, gli sarei davvero grata se mi inviasse un commento per illuminarmi! Poiché il teatro è una forma d'arte che purtroppo bazzico meno di quanto dovrei, non ho mai avuto la benché minima ambizione di diventare una critica teatrale, né tantomeno la presunzione di improvvisarmi tale. Tuttavia, nella mia profonda ignoranza in materia, presumo che il linguaggio teatrale sia, o perlomeno dovrebbe essere, piuttosto immediato... e, siccome non mi reputo una persona più dura di comprendonio della media, credo (spero!) che non dipenda soltanto da me il fatto che io abbia recepito solo a tratti il messaggio insito in questo spettacolo. Citando la presentazione pubblicata in AbruzzoBlog, «"Senza Swing" porta in maniera ironica un contenuto di rifiuto e di necessità di reagire alla mediocrità: le vite "furbette" e mediocri sono senza swing. Ma lo spettacolo lascia anche una sensazione positiva nello spettatore, perché il messaggio è che, se si reagisce alla mediocrità e si crede che i propri sogni si possano avverare, si raggiungono sempre risultati inaspettati. Credendoci fino in fondo e lottando per realizzare le proprie passioni, si riesce insomma a vivere pieni di swing». Ah, davvero?!
scritto da gwendalyne alle ore 23:50 | permalink | commenti (11)
categoria: televisione, uomini
mercoledì, 10 dicembre 2008
E stiamo parlando degli Oscar per la miglior regia e per la miglior sceneggiatura non originale (per un pelo gli è sfuggito quello per il miglior film), oltre che per la miglior colonna sonora...
«Mannaggia», mi sono detta ieri, «ho dimenticato che trasmettevano in prima tv I segreti di Brokeback Mountain!» (che non ho ancora visto). A quanto pare, però, non mi sono persa granché: chi si è sintonizzato su Raidue lunedì in seconda serata avrà pensato di assistere al semplice racconto della grande amicizia fra due cowboy...  La Rai ha parlato di «casualità», ma pare che "casualmente" le scene di sesso etero, quelle sì piuttosto esplicite, e le scene più cruente siano sopravvissute ai tagli. Mi sa che qualcuno ha deciso che i segreti dei due protagonisti dovessero rimanere tali... E pensare che il film non è andato neanche in onda in fascia protetta, contrariamente a quanto richiesto dai promotori di questa campagna. Vabbe', vorrà dire che prima o poi noleggerò il dvd...
scritto da gwendalyne alle ore 18:46 | permalink | commenti (4)
categoria: film, televisione
domenica, 07 dicembre 2008
Giovedì sera è andata in onda l'ultima delle cinque puntate di Non perdiamoci di vista. Questa volta, proponendo l'ormai consueto monologo della serie La mia famiglia siamo, la grande Paola Cortellesi ha superato sé stessa; perlomeno, a me ha fatto davvero venire i brividi!


Ma passiamo a qualcosa di decisamente più leggero.
All'inizio della puntata la Cortellesi si è esibita in coppia con Giorgia, la quale ha confermato la sua fama di «quella che farebbe bella figura pure se cantasse l'elenco del telefono»... ma bisogna dire che anche Paola si è difesa egregiamente! Le due hanno simpaticamente interpretato un medley di canzoni scelte fra quelle capaci di far accapponare la pelle a qualsiasi femminista, interrompendosi soltanto all'inizio di Osteria numero mille (pensate che a Pescara, a due passi dalla cattedrale di San Cetteo, c'è un locale che si chiama proprio così... Chissà cosa passava per la testa di chi ha scelto il nome! ).
In tutte le puntate di NPDV Paola ha proposto una spassosa imitazione di Franca Leosini... ma in occasione del gran finale l'"impostora" è stata smascherata dalla conduttrice di Storie maledette in persona!
Infine, anche se era andata in onda nel corso della penultima puntata, non potevo esimermi dal linkare la scenetta ispirata al Cyrano de Bergerac. Infatti nei panni del nasuto personaggio c'era il mio adorato Flavio Insinna Il bel (?) Cristiano, invece, era impersonato da Francesco Mandelli. In fin dei conti trovo che, come spalla della Cortellesi, l'ex Nongio di Mtv sia stato all'altezza della situazione.
scritto da gwendalyne alle ore 17:47 | permalink | commenti (1)
categoria: musica, televisione, uomini
sabato, 29 novembre 2008
Avete visto l'imitazione dell'onorevole Paola Binetti proposta da Neri Marcorè nel corso del programma Parla con me (che va in onda troppo tardi per i miei gusti... quindi, per l'ennesima volta, evviva YouTube!)?
«La nostra vita deve essere sempre ispirata dalla mortificazione, altrimenti perché staremmo nel Partito Democratico?»
LOL!

scritto da gwendalyne alle ore 19:28 | permalink | commenti
categoria: politica, religione, televisione
venerdì, 21 novembre 2008
Lunedì sera Raiuno ha trasmesso La luna di carta, l'ultima delle quattro puntate inedite della serie televisiva dedicata al commissario Montalbano (stranamente, nella sequenza dei romanzi, La luna di carta precedeva La vampa d'agosto, Le ali della sfinge e La pista di sabbia, mentre le relative fiction erano già andate in onda nelle scorse settimane). Io la puntata me la sono guardata la sera successiva, dato che l'avevo registrata.
Beh, che dire? Un ottimo prodotto, come al solito; l'unica cosa che mi ha un po' "strammata" era la disinvoltura nell'accentazione di certi cognomi. Questa volta i personaggi dicevano indifferentemente Sclàfani oppure Sclafàni; in altre occasioni, invece, Cùffaro si era alternato con Cuffàro. Ok, mi rendo conto che il fatto che io badi a certi dettagli pressoché irrilevanti può sembrare bizzarro... ma non posso farci niente: mi è inevitabilmente venuto il dubbio su quale fosse la pronuncia corretta!
Per non farmi trovare "impreparata", questa volta avevo riletto anche il romanzo, e ne approfitto per riportarne alcuni brani.
A pagina 64 il mitico centralinista Catarella, il quale affianca ad un modo di parlare tutto suo una sorprendente dimestichezza con l'informatica, è alle prese con il computer della vittima.
Catarella aviva addrumato il portatile e macari lui armiggiava.
«Dottori, difficillimissimo è».
«Pirchì?».
«Pirchì c'è la guardia ai passi».
Montalbano strammò. Quale guardia? Quali passi?
«Catarè, che minchia dici?».
«Dottori, ora ci lo spiego. Quanno uno non voli che uno gli talia le cose intime che ci ha dintra, ci mette una guardia ai passi».
Montalbano accapì.
«Una password?».
«E io che dissi? La stissa cosa dissi. E si uno non ci dice la palora d'ordine, la guardia non ti fa passari».
«Allora siamo fottuti?».
«Non è ditto, dottori. Gli bisognerebbe un foglio indovi che c'è scritto nomi e cognomi del propietario, data di nascita, nomi della mogliere o della zita e del frati e della soro e della matri e del patre, del figlio mascolo se ne ha, della figlia fìmmina se ne ha...».
Questo non è che uno dei brani dai quali desumo che Andrea Camilleri, invece, di informatica ne capisce poco o niente. Come si fa a dare così per scontato che una persona adotti criteri tanto banali e prevedibili per scegliere una password? (Tanto per la cronaca, io mi regolo in ben altra maniera)
Il perché del titolo del romanzo e della fiction è spiegato a pagina 259:
Quann'era picciliddro, una volta sò patre, per babbiarlo, gli aviva contato che la luna 'n cielu era fatta di carta. E lui, che aviva sempre fiducia in quello che il patre gli diciva, ci aviva criduto. E ora, maturo, sperto, omo di ciriveddro e d'intuito, aviva nuovamente criduto come un picciliddro a dù fìmmine, una morta e l'altra viva, che gli avivano contato che la luna era fatta di carta.
Infine, ecco la nota conclusiva dell'autore:
È la solita avvertenza che oramà mi sono stuffato di fari: questa storia me la sono inventata. Epperciò macari i personaggi (coi loro nomi e cognomi) e le situazioni nelle quali si vengono a trovare appartengono alla fantasia. Qualichi omonimia quindi è del tutto casuale.
Non so perché, ma leggendo a pagina 41 mi è venuto il sospetto che la storia non fosse poi così slegata dalla realtà, invece...
Durante il tirribilio dell'uragano di Mani pulite [il senatore Nicotra] si era trasformato in sottomarino, navicando sott'acqua a quota periscopio. Era assumato solo quanno aviva visto che c'era la possibilità di gettare l'ancora in un porto sicuro: quello appena appena costruito da un ex palazzinaro milanisi, doppo addivintato proprietario delle tre maggiori televisioni private italiane e doppo ancora deputato, capo di un partito personale e primo ministro.
Dopo aver finito di vedere la fiction, ho terminato di leggere L'età del dubbio, l'ultimo romanzo della serie in ordine di tempo. Questa volta Salvo non tradisce Livia con il corpo, ma con la mente sì, altroché... Come va a finire? Vi dico solo che, quando sono arrivata all'ultima riga, ero senza fiato... dallo stupore? Beh, diciamo di sì... e prendiamo per buono che quello fosse l'unico finale concepibile dal punto di vista dell'economia della storia!
scritto da gwendalyne alle ore 19:43 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, televisione
giovedì, 13 novembre 2008
Questa sera su Raitre andrà in onda la seconda puntata di Non perdiamoci di vista, one woman show con protagonista la grande Paola Cortellesi. La puntata di esordio mi è sembrata un positivo salto di qualità rispetto al precedente di Nessundorma, trasmesso nel 2004. Certo, magari una durata di due ore è un tantino eccessiva e non tutti gli sketch erano proprio all'altezza della situazione, ma a mio avviso almeno tre momenti della serata di giovedì scorso valevano, per così dire, il prezzo del biglietto... o meglio del canone Rai!
  • La scenetta fra DesdemEna e Otello, impersonato da Valerio Mastandrea. Fra Paola e il suo ex fidanzato l'affiatamento è rimasto intatto, per la gioia degli spettatori!
  • L'imitazione di Mariastella "GelMinipimer". A quanto pare, Paola non è la sola ad esprimere dubbi sul fatto che il ministro sia un essere umano...
  • Il monologo dedicato ai diseredati di tutto il mondo non fa esattamente ridere, tutt'al più potrà strappare un sorriso amaro... ma di sicuro fa riflettere.
Purtroppo gli ascolti sono stati tutt'altro che esaltanti, ma spero tanto che, non andando in onda su una rete ammiraglia, NPDV possa arrivare tranquillamente all'ultima delle cinque puntate previste.
Infine mi sembra il caso di sottolineare il talento canoro di Paola, lodato a suo tempo persino da Mina. A me sono rimaste impresse le sue esibizioni a Sanremo 2004: No perditempo no, Lascivia e la spassosa Non mi chiedermi!
scritto da gwendalyne alle ore 16:33 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione
mercoledì, 12 novembre 2008
Ieri sera ho chiesto a mia madre: «Non lo guardi Raccontami?».
Lei: «No, registramelo che stasera voglio guardare il programma della Cuccarini: ci sono ospiti gli ABBA, che mi piacciono tanto!».
Allora le ho spiegato che lo show È nata una... stella gemella (ma non era la Rai ad ispirarsi alle canzoni di successo per i titoli?) consisteva semplicemente in una gara fra imitatori di cantanti famosi; non so perché, ma un'idea del genere non mi giunge nuova... sbaglio?  Comunque ci siamo sintonizzate su Canale 5 per vedere com'era. Io, che ho già confidato di ammirare Lorella Cuccarini da sempre, ho dovuto lasciar perdere ben presto, attanagliata com'ero dalla tristezza!!! Allora ditelo che volete obbligare la Cuccarini al prepensionamento affibbiandole format sempre più scadenti (il flop di La sai l'ultima risale a pochi mesi fa). Comunque gli ascolti dello show non sono stati proprio disastrosi... chissà.
È un vero peccato che Mediaset non valorizzi una donna di spettacolo così completa, mentre i pezzi forti del palinsesto se li spartiscono la De Filippi, la D'Urso e la Perego. Non che la Rai abbia trattato meglio l'ex "più amata dagli italiani": fino a poco tempo fa la teneva sotto contratto non facendole fare un bel niente...
scritto da gwendalyne alle ore 18:44 | permalink | commenti
categoria: televisione
lunedì, 03 novembre 2008
Record di ascolti per La vampa d'agosto, prima delle quattro puntate in prima visione su Raiuno tratte da altrettanti romanzi di Andrea Camilleri con protagonista Salvo Montalbano. Oltre nove milioni di telespettatori hanno assistito all'adulterio commesso dal commissario ai danni della fidanzata storica Livia con una ragazza molto più giovane, dalla quale si è lasciato "rivoltare come un pedalino". Davvero una fiction di qualità, con un Luca Zingaretti come sempre bravissimo e pure molto affascinante. E stasera è la volta di Le ali della sfinge. Per gli appassionati del Montalbano televisivo il sito Montalbano.tv è imperdibile.
In attesa di comprare e divorare L'età del dubbio, l'ultimo romanzo uscito da poco, ho placato la mia "crisi di astinenza" da Montalbano leggendo il racconto a puntate La finestra sul cortile, scritto da Camilleri per il sito AgrigentoNotizie.it. Ho notato un paio di sviste e qualche refuso di troppo... ma è pur sempre un testo piuttosto godibile!
scritto da gwendalyne alle ore 16:00 | permalink | commenti (2)
categoria: libri, televisione
venerdì, 31 ottobre 2008
Se non ho frainteso la vicenda, poco tempo fa Filippo Bisciglia del Grande Fratello 6 ha spezzato il cuore all'altra ex "gieffina" Simona Salvemini, con la quale aveva intrecciato una relazione nel corso della stessa edizione del reality show, lasciandola per fidanzarsi con la showgirl Pamela Camassa. Per questo mi sono un po' stupita (ma neanche tanto, in fin dei conti) quando ieri sera ho scoperto che nel cast del reality La Talpa, del quale già faceva parte la Camassa, per sostituire Natalia Bush è stata chiamata proprio la Salvemini! Ho fatto un'ipotesi al riguardo: gli autori del programma auspicano che tra le due rivali si inneschi qualche genere di rissa, che fa tanto audience. Sono troppo maliziosa?
Nota bene: ci tengo a precisare che in casa non sono io a comprare le riviste di gossip e a soffermarmi su La Talpa quando faccio zapping!
Update: Colpo di scena! La Camassa è stata espulsa dal gioco per aver violato il regolamento...
scritto da gwendalyne alle ore 19:21 | permalink | commenti
categoria: televisione
domenica, 05 ottobre 2008
In questi giorni, nell'ambito di una campagna di informazione voluta dal governo di Bucarest, va in onda uno spot in cui compare un certo Dumitru Ilinca, imprenditore di origine rumena che oggi gestisce nel Veneto una palestra per prevenire l'obesità. «Per capire un popolo devi conoscere la sua gente», è lo slogan che conclude lo spot, il cui scopo è favorire l'integrazione dei rumeni nel nostro Paese. Ma siamo sicuri che, nell'Italia di oggi, questo messaggio attecchirà realmente... e la gente non continuerà a pensare, invece, «Sì, vabbe', ma per uno che si guadagna da vivere onestamente, sai quanti ce ne sono che andrebbero rispediti nel loro Paese a pedate?». Sarebbe bello che questa campagna aiutasse a combattere certi pregiudizi, davvero!
scritto da gwendalyne alle ore 14:55 | permalink | commenti (2)
categoria: televisione, informazione
domenica, 05 ottobre 2008
(Vabbe', quella era Catherine Deneuve - 1 e 2 - ma tanto fa lo stesso, no? )
La mia fisioterap... ehm, personal trainer l'altro giorno mi ha detto: «Sai che ieri ti ho vista in televisione?». E io lì a chiedermi dove potessi essere stata ripresa dalle telecamere senza accorgermene. «Ma sì, nella pubblicità di Coco Chanel...». Tanto per capirci, lei è la stessa persona che tempo fa mi disse che somigliavo all'attrice Barbora Bobulova, la quale nella fiction in onda oggi e domani in prima serata su Raiuno interpreta la celebre stilista da giovane (mentre Coco anziana è impersonata dalla grande Shirley MacLaine).
Che ci crediate o no, non è soltanto lei a pensarla così: tempo fa, indicandomi, chiese a una sua collega «Non ti pare che lei somigli a un'attrice abbastanza nota?», e quella, dopo averci pensato un attimo, ha risposto «Ma sì, a quell'attrice slava, com'è che si chiama? Barbara...».
Poiché considero la Bobulova un'attrice dalla bellezza elegante e discreta, è un bel complimento per una come me che, al massimo, è abituata a sentirsi dire «Ma quanto sei alta?!» a proposito della sua fisicità. Ma sì, è giunto il momento di farmi apprezzare non soltanto per le mie indiscusse doti interiori, ma anche per il mio aspetto fisico! (In questo caso melius abundare quam deficere con le emoticon... che non si sa mai! )
scritto da gwendalyne alle ore 14:49 | permalink | commenti
categoria: televisione, salute e bellezza
sabato, 04 ottobre 2008
(Anche la bilancia non è mica la stessa, se proprio vogliamo essere precisi...)
Margherita Granbassi, nonostante il veto dell'Arma dei Carabinieri, giovedì sera ha regolarmente partecipato alla trasmissione AnnoZero (per inciso, a differenza di ciò che avevo preannunciato, l'argomento della puntata è stato l'immigrazione con i relativi sempre più preoccupanti episodi di intolleranza... ma chissà quando si parlerà della sanità?). A questo punto davanti alla fiorettista olimpionica si profila un bivio: proseguire la carriera di giornalista, oppure fare dietrofront per non incorrere in sanzioni disciplinari da parte della Benemerita?
Personalmente mi stupisce molto che il ruolo ricoperto dalla Granbassi in AnnoZero, più che decoroso da ogni punto di vista compreso l'abbigliamento (checché ne dica Cossiga), sia stato reputato inconciliabile «con i doveri di imparzialità e di immagine dell'Arma e dei suoi appartenenti»... mentre la Polizia e l'Aeronautica Militare hanno concesso senza problemi il permesso di partecipare a La Talpa (per chi non lo conoscesse, uno dei reality show più trash che esistano) al pugile Clemente Russo e allo schermidore Matteo Tagliariol, rispettivamente. Dicono che ogni arma ha un suo regolamento... mah, sarà!?
A dire il vero, dietro a tutto questo si cela un'anomalia tipicamente italiana: mentre chi gioca a calcio ad un certo livello non ha particolari problemi economici, chi pratica uno sport più "povero" anche ai livelli più alti è spesso praticamente costretto ad arruolarsi per campare... ma dubito che il contributo di questi campioni all'arma di appartenenza vada molto al di là del prestigio legato ai risultati sportivi conseguiti.
scritto da gwendalyne alle ore 18:17 | permalink | commenti (2)
categoria: sport, televisione, informazione
mercoledì, 01 ottobre 2008
Che la sanità abruzzese navigasse in brutte acque, l'avevo intuito già prima che il cosiddetto scandalo di Sanitopoli si imponesse all'attenzione degli italiani.
Mi hanno informata che domattina alle 10, presso il Centro di Salute Mentale dell'ospedale civile di Pescara, si terrà una manifestazione: i dipendenti del centro, soprattutto quelli precari a cui è già arrivata la lettera di licenziamento, protesteranno contro il rischio che il servizio pubblico venga inesorabilmente smantellato in favore del settore privato... una situazione che andrebbe a discapito non soltanto dei lavoratori stessi, ma anche dei loro pazienti/utenti.
So pure che alcuni dipendenti del centro sono stati intervistati dallo staff di AnnoZero: se i loro interventi non sono stati tagliati, potrete vederli su Raidue nel corso della puntata di domani sera alle 21.
scritto da gwendalyne alle ore 21:02 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione, salute e bellezza
venerdì, 26 settembre 2008
Il blogger Mario Adinolfi, candidato nell'ottobre scorso alle primarie del Partito Democratico nonché primo dei non eletti alla Camera nelle file del PD, il 25 luglio scorso ha pubblicato un post in cui confidava di aver rifiutato di partecipare a un reality show targato Mediaset. Poi però ha fatto una parziale retromarcia, tanto che il 31 agosto ha chiesto ai lettori di aiutarlo a prendere una decisione importante: partecipare o non partecipare a La Talpa? Ha spiegato che gli era stata fatta un'offerta economica piuttosto generosa, e che avrebbe avuto la possibilità di mettere in gioco la sua capacità di formulare «qualche pensierino fuori schema», visto che La talpa non è un reality come gli altri (vero, per certi versi è pure peggio... ma dicono tutti così! ). La sua maggiore perplessità era legata al rischio di essere considerato un "traditore" per il fatto di partecipare a un programma trasmesso su una rete del "nemico"... ma a mio parere non era questo il punto, e gliel'ho pure scritto in un commento. In definitiva direi che la maggioranza dei 281 commentatori è stata concorde nel consigliargli di confermare il rifiuto iniziale.
Due giorni fa, finalmente, il corpulento blogger ha sciolto la riserva: in Sudafrica non ci andrà... perché deve lavorare al suo prossimo programma, che si intitolerà Finimondo. Sarà soltanto questo il motivo... oppure magari aveva ragione il commentatore firmatosi "grillo parlante", il quale aveva scritto «oppure semplicemente vuoi farci sapere che ti hanno invitato, suscitare un pò di movimento, e poi fare la grande rinuncia»?
scritto da gwendalyne alle ore 22:39 | permalink | commenti (2)
categoria: politica, televisione
lunedì, 22 settembre 2008
Dialogo immaginario avvenuto alcune settimane fa tra due autori Rai (lo scrivo in romanesco perché mi viene così... in fondo la Rai ha sede a Roma, no? )
Autore 1: «Ahò, dovemo sceje er nome der nòvo sciò der sabbato sera co' Pupo e co' quer regazzino che è poco più basso de lui... Ernestino, c'hai presente?»
Autore 2: «Me ricordi 'n che conziste 'sto sciò, tanto pe' fa' 'n po' mente locale?»
Autore 1: «Se tratta de 'n varietà dove du' squadre de vippe se sfidano ner canto, ner ballo e ne' 'a recitazzione...»
Autore 2: «Nun c'ho 'n idea, nun me vène 'n mente gnente... Allora che famo?»
Autore 1: «Uhm... Come diceva Archimede Pitagorico, eureka! Lo potemo 'ntitola' come 'na canzone famosa: l'avemo già fatto co' Li mijori anni, Te lascio 'na canzone, Chi fermerà la musica, Il cielo è sempre più blu... e in genere c'ha detto pure bene!»
Autore 2: «Ma lo sai che c'hai avuto proprio 'n idea gajarda? Sì, ma come famo a trova' 'n titolo de successo? Aspetta 'n po'... ecco: ne scejemo uno de Mina! Lei è una che piace sempre 'n zacco ar pubblico, 'o sai...»
Autore 1: «Bbravo! Sì, ma quella ne ha incise dumila... quale prennemo?»
Autore 2: «Lasciamo decide ar caso: io casualmente c'ho qui l'aipodde de mi' moje co' tutto er repertorio della tigre de Cremona. Metto "Brani casuali" e vedemo che ce esce!»
Autore 1: «Ecco, sì, famo così»
(l'Autore 2 accende l'iPod, apre il Menu e seleziona "Brani casuali". Dalle cuffie escono le note di Volami nel cuore)
Autore 1: «Volami ner còre? Ma nun va bene... che c'azzecca cor programma?»
Autore 2: «Massì che va bene: mica starai a guarda' er capello?! È 'n titolo così suggestivo, d'atmosfera...»
Autore 1: «Vabbe', aggiudicato... Co' 'sto sciò je la famo vede' noi alla De Filippi!»
(Chiedo scusa ai lettori, soprattutto a quelli di "madrelingua" romana le cui correzioni saranno graditissime... è che oggi mi andava di giocare un po'! )
Per quanto mi riguarda, la prima puntata di Volami nel cuore l'ho seguita piuttosto distrattamente, anche perché sabato sera stavo navigando e bloggando. Pur con tutti i suoi difetti, mi è comunque sembrato il genere di varietà che permette di trascorrere una serata in allegria davanti alla tv... ma evidentemente il pubblico preferisce i piagnistei della concorrenza (sui quali non mi sbilancio ulteriormente, avendoli snobbati nel modo più assoluto!). Se va avanti così, dubito che andranno in onda tutte e sette le puntate previste...
scritto da gwendalyne alle ore 20:16 | permalink | commenti
categoria: televisione
mercoledì, 17 settembre 2008
Le ragazze serie
non ci sono più!
Così cantava Marco Masini nel lontano 1990. Ma si sbagliava: esistono ancora fanciulle legate ai tradizionali valori di una volta e attente a preservare la propria dignità di donne! Leggete un po' qui... (Per chi non lo sapesse, si tratta della stessa persona che era entrata nella casa del Grande Fratello sbandierando la sua collezione di rosari e santini assortiti e la sua profonda devozione per Padre Pio)
Che tristezza!!! Come può cadere in basso una persona pur di far parlare di sé... Perché in fondo è soltanto questo il suo obiettivo: mica penserà davvero di trovare qualcuno disposto a concludere la transazione?!
Concludo dedicando a Raffaella Fico (bando alle facili ironie sul cognome, please! ) qualche parola tratta da una hit portata al successo nel 1994 da un Luca Barbarossa insolitamente tutt'altro che romantico:
Non penserai mica che
cellai solo te...?
scritto da gwendalyne alle ore 18:21 | permalink | commenti (3)
categoria: musica, religione, televisione
lunedì, 15 settembre 2008
Il ballo delle debuttanti, la cui prima puntata è andata in onda ieri sera su Canale 5, è (assieme allo show targato Bibi Ballandi che su Raiuno vedrà protagonisti Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo) uno dei rari esempi di trasmissione per cui mi è bastato leggere la presentazione per decidere che non l'avrei mai guardata. In effetti...
  1. Il format è ispirato a una tradizione che considero insopportabilmente snob, nel senso etimologico del termine (sine nobilitate... e non mi riferisco al sangue blu)
  2. La conduttrice è Rita Dalla Chiesa, una che reggo assai poco... e soprattutto
  3. Da un programma in cui c'è lo zampino della De Filippi non c'è da aspettarsi nulla di buono!
Tre ingredienti che per me sono difficilmente tollerabili anche se presi singolarmente... e quindi, messi insieme, formano una miscela assolutamente indigesta!
Ebbene, leggendo oggi ciò che hanno scritto Davide, Chissenefrega, Betty Moore e Maxxeo, ho capito che in effetti non mi sono persa niente: quel programma è l'apoteosi del trash!
scritto da gwendalyne alle ore 22:24 | permalink | commenti (2)
categoria: televisione
domenica, 14 settembre 2008
Dopo aver snobbato Miss Italia 2008 per oltre tre serate e mezza (ma chi se le guarda tutte e quattro?!), ieri sera ad un certo punto mi sono sintonizzata su Raiuno per vedere come stava andando. Era il momento in cui il numero delle aspiranti si riduceva da dieci a cinque... e in quelle cinque, incredibile!, c'era ancora Benedetta Mazza, la concorrente criticata dalla giuria per la sua taglia 44 (praticamente una balena! ). Un po' per una forma di protesta, un po' perché Benedetta mi sembrava davvero la più bella e solare tra le cinque finaliste, ho fatto per la seconda volta (la prima era stata in occasione del Festival di Sanremo) una cosa alla quale mi ero detta contraria nel primissimo post di questo blog: ho mandato un televoto in favore di Miss Emilia (che poi, come mai una regione che è la sesta d'Italia per superficie e la settima per popolazione può avere in concorso due miss? ). Purtroppo non è andata bene: Benedetta è stata subito eliminata assieme a Miss L'auraBlu Moda Mare Sicilia Ilaria Cusumano. Poi è toccato a Miss Friuli Venezia Giulia Athina Covassi uscire, e sono rimaste in gara Marianna Di Martino De Cecco, Miss Sicilia, e la corregionale Miriam Leone, arrivata a Salsomaggiore con il titolo di Prima Miss dell'Anno. Alla fine è stata proprio la rossa Miriam, reduce peraltro da un ripescaggio, ad essere premiata con quell'orribile coroncina che sarà pure tutta tempestata di diamanti, ma vista da lontano potrebbe tranquillamente sembrare confezionata con il domopak!


Se i dati da lei forniti (176 cm di altezza per 56 kg di peso) sono rispondenti a verità, allora la nuova Miss Italia ha un indice di massa corporea considerato "sottopeso", ma di poco: decisamente più in salute di quel "poker d'ossa" della miss uscente!
Un dubbio esistenziale: perché mai ogni anno come presidente di giuria viene scelto un divo hollywoodiano un po' in declino? A me poi Andy Garcia, nonostante abbia cercato di rendersi simpatico dicendo «Se devo partecipare a un concorso di bellezza, meglio farlo in Italia, dove ci sono le più belle donne del mondo», risulta sgradevole da quando rivaleggiava con George Clooney in Ocean's Eleven (quando si dice confondere la realtà con la finzione... ).
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categoria: film, televisione, uomini, salute e bellezza
venerdì, 12 settembre 2008
Io me lo aspettavo che prima o poi quelli della Ferrero avrebbero usato, come jingle per la pubblicità del Kinder Paradiso, il brano Destinazione Paradiso di Gianluca Grignani.... e infatti così è stato. Quello che non sapevo, e che ho scoperto leggendo Akille, è che si tratterebbe di una canzone sul suicidio. Sarò ingenua, ma non l'avrei mai detto; beh, in effetti, leggendo bene il testo mi viene il forte dubbio che parli dell'aldilà, però...
scritto da gwendalyne alle ore 16:04 | permalink | commenti (8)
categoria: musica, televisione, mangiare e bere
martedì, 02 settembre 2008

Non dite al bel tenebroso Gabriel Garko che non sa recitare, eh?  L'attore, protagonista della fiction Il sangue e la rosa, ha raccontato a TV Sorrisi e Canzoni di aver studiato tanto per migliorarsi e di rifiutare categoricamente il doppiaggio. Io me lo ricordo bene in un calendar... ehm, servizio fotografico artistico di qualche anno fa, ed è un peccato non poter constatare di persona i suoi progressi nella recitazione: alla sua fiction "di cappa e spada", in onda a partire da stasera su Canale 5, preferisco però il film Million Dollar Baby, trasmesso su Raitre, del quale ho sentito dire un gran bene...
scritto da gwendalyne alle ore 19:12 | permalink | commenti (22)
categoria: film, televisione, uomini
venerdì, 22 agosto 2008
Anche se mia sorella era un'assidua spettatrice de La signora in giallo, io credo di non aver mai seguito dall'inizio alla fine una puntata di quel telefilm, che comunque viene immancabilmente riproposto ogni estate. L'altro giorno Sw4n ha provato a tracciare un profilo psichiatrico di Jessica Fletcher, sicuramente segnato dal fatto che l'arzilla scrittrice è rimasta in qualche modo coinvolta in una quantità di delitti statisticamente a dir poco improbabile...
scritto da gwendalyne alle ore 22:34 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione
venerdì, 22 agosto 2008

L'attrice americana Ellen DeGeneres, in tailleur pantalone, ha sposato a Los Angeles la collega Portia de Rossi (ve la ricordate? Era Nelle Porter in Ally McBeal), la quale indossava un tradizionale abito bianco. Ellen ha tenuto a precisare che Portia «cucinerà e pulirà per me». Evidentemente pure le coppie gay sono soggette a una rigida suddivisione di ruoli analoga a quella di cui auspico la scomparsa nelle relazioni etero...
scritto da gwendalyne alle ore 22:23 | permalink | commenti (2)
categoria: film, televisione
martedì, 12 agosto 2008
In seguito alla prematura scomparsa del compianto Claudio Capone, tra l'altro insostituibile voce fuori campo a Superquark e affini, nella soap Beautiful è sorta la necessità di trovare un nuovo doppiatore per il personaggio di Ridge Forrester, interpretato dal mandiboluto (e non mascellone, sapevàtelo) attore Ronn Moss. La scelta è ricaduta su Fabrizio Pucci, il quale doppia tra l'altro l'attore James Denton alias Mike Delfino in Desperate Housewives. Bella voce anche la sua, ma... non sarà la stessa cosa, neppure per me che Beautiful lo guardo praticamente solo per sbaglio!

scritto da gwendalyne alle ore 15:55 | permalink | commenti
categoria: televisione
martedì, 12 agosto 2008
L'accordo fra la Rai e il comune di Sanremo che prelude all'organizzazione del Festival 2009 tarda ad arrivare. Nella trattativa si sono inserite le città di Viareggio e Faenza, candidandosi (provocatoriamente?) ad ospitare la prossima edizione del Festival della Canzone Italiana. Ma Sanremo è Sanremo, suvvia!  È pur vero che i nomi "Viareggio" e "Faenza" hanno una lunghezza in sillabe che si adatta perfettamente alla tradizionale canzoncina «Perché Sanremo è Sanremo», ma senza Pippo Baudo è assai probabile che anche quella verrà accantonata...
scritto da gwendalyne alle ore 15:24 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
sabato, 26 luglio 2008
La donzella che ha dato inizio a questa discussione a proposito dello spot delle valigie Carpisa con Joaquín Cortés si è lasciata un tantino sopraffare dall'ormone... ma a me quell'uomo non dice un accidente, devo forse preoccuparmi?  Tra l'altro, personalmente mi chiedo il perché dello slogan «Muy ligera, mas forte». Forse qualcuno credeva che i telespettatori italiani potessero capire che muy significa molto, ligero vuol dire leggero e más significa più... ma non che in spagnolo forte si dice fuerte?
A proposito di valigie, insieme a mia madre ne ho acquistata una di marca in offerta... ma una volta giunte a casa ci siamo accorte che c'erano le chiavi ma mancava il lucchetto. Allora mia madre ha telefonato al negozio per chiedere se potevamo cambiare la valigia, e il commesso le ha risposto «Non occorre, se passate vi diamo il solo lucchetto, tanto le stesse chiavi li aprono tutti!». Ah, buono a sapersi... vorrà dire che mi arrangerò con qualcuno dei lucchetti che ho a casa!
Se c'è uno spot che non sopporto, è questo con la tizia che, quando le dicono che i biscotti che sta mangiando sono senza zucchero, scoppia in una risata esagerata quanto falsa!
scritto da gwendalyne alle ore 22:36 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione, uomini, mangiare e bere
sabato, 26 luglio 2008
Attualmente, in CentoVetrine, compare Carlotta Lo Greco nel ruolo di Bianca De Gregorio. Anche molti degli irriducibili aficionados delle vicende che gravitano attorno al centro commerciale torinese faticheranno a ricordare che già qualche anno fa quell'interprete ha fatto parte del cast della medesima soap... ma non nel ruolo della gemella cattiva di Bianca, bensì con un personaggio completamente diverso, quello di Elda Ponti. E dire che la giovane (la quale può vantare una love story durata due anni con Alessio Boni, ma io non sono invidiosa di lei. Non sono invidiosa, chiaro? ) non ha esattamente una fisionomia poco riconoscibile...
Questo "riciclaggio" mi sembra l'ennesima conferma che gli sceneggiatori di CentoVetrine non si fanno troppi problemi a prendere per fessi i telespettatori... Ma con me non attacca, visto che ho smesso da tempo di seguire quella soap!
scritto da gwendalyne alle ore 21:58 | permalink | commenti
categoria: televisione
mercoledì, 23 luglio 2008
Antonella Clerici ha dichiarato che, tra le sue colleghe nel mondo dello spettacolo, ammira particolarmente Simona Ventura e Maria De Filippi perché sono «due che la gavetta l'hanno fatta. Come me». Ok, finché si riferisce a sé stessa oppure alla Ventura, il discorso fila abbastanza (secondo me agli inizi la Simo era anche più brava di adesso che ha raggiunto la grande popolarità)... ma credo che una delle ultime persone per le quali si può parlare di gavetta sia la De Filippi: probabilmente, se non avesse incontrato un certo giornalista coi baffi (il quale, scopro adesso con sorpresa, è nato a Pescara), adesso farebbe l'azzeccagarbugli in provincia...
scritto da gwendalyne alle ore 22:33 | permalink | commenti
categoria: televisione
mercoledì, 23 luglio 2008
Nel corso della puntata di Blob di questa sera sono andati in onda alcuni spezzoni risalenti al 1998. In alcuni compariva un Silvio Berlusconi più giovane di dieci anni... ma non ho potuto fare a meno di notare che in realtà sembrava più anziano di adesso! Gran brutta cosa, l'incapacità di accettare il trascorrere del tempo... (E non dite che all'epoca il Berlusca aveva una brutta cera perché al governo c'era la sinistra!)
Frattanto il Cav è riuscito a portare a casa l'ennesima legge ad personam, che a detta del ministro Angelino Alfano rende il nostro Paese più affine alle altre democrazie occidentali... anche se molti la pensano in modo opposto. Il fatto che il presidente Giorgio Napolitano l'abbia firmata non depone certo a suo favore, dal mio punto di vista...
E adesso sarà la volta del disegno di legge sulle intercettazioni, anche se probabilmente il governo non la passerà così liscia. Oggi i conduttori dei principali telegiornali Rai hanno letto un comunicato dell'USIGRai contro la paventata legge-bavaglio... e secondo me la Petruni del Tg1 ha dovuto farsi violenza per enunciare affermazioni che andavano così apertamente contro l'interesse del "suo" premier! (Oppure ce l'ho soltanto io, l'impressione che abbia un debole per lui?)
scritto da gwendalyne alle ore 22:21 | permalink | commenti (1)
categoria: politica, televisione, informazione
domenica, 06 luglio 2008
L'avreste mai detto che Berlusconi si è preso il disturbo di alzare la cornetta per ordinare personalmente un set di coltelli «Miracle Blade III, la serie perfetta. Quella che trita, sminuzza e affetta qualsiasi cosa. Tranne gli avversari politici, chiaro»? Prendendo spunto da questo "sensazionale scoop", TV Sorrisi e Canzoni ha dedicato un'inchiesta alle ragioni che spingono i personaggi famosi (ho deciso di centellinare la sigla vip) a lasciarsi sedurre dalle televendite: oltre al Berlusca, Loredana Bertè, Moira Orfei, Ezio Greggio, Antonio Ricci, Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Mario Cipollini, Fabio Cannavaro, Maurizia Cacciatori, Marco Columbro, perfino Vittorio Sgarbi.
Tra parentesi quest'ultimo, che nei giorni scorsi era in lizza per sbarcare sull'Isola dei famosi, atterrerà su un'altra isola, la Sicilia: dopo che la Moratti gli ha dato il benservito come assessore alla Cultura del comune di Milano, è riuscito a riciclarsi come sindaco di Salemi. Ma un sindaco non dovrebbe essere più radicato sul territorio... oppure, come dice Zoro del quale sono diventata un'assidua lurker, ficcato nella fanga? Addirittura, quando l'attuale sindaco di Pescara D'Alfonso si candidò per la prima volta, c'era chi gli rinfacciava di non essere pescarese, bensì nativo di Lettomanoppello, a una quarantina di chilometri dal capoluogo!
Vabbe', chiusa la parentesi... Quando qualche lettore di Sorrisi scriveva ad Umberto Brindani per richiedere un articolo su un certo argomento, l'ormai ex direttore rispondeva che avrebbe fatto il possibile, ma lo spazio è tiranno... Eppure sull'ultimo numero di Sorrisi (il primo sotto la direzione di Alfonso Signorini, che rimane anche alla guida di Chi) il suddetto "imprescindibile" servizio occupa un totale di tre pagine e tre quarti. Per quanto mi riguarda, se dovessi classificare in categorie tutti i testi nei quali mi imbatto, a questo un bel tag chissenefrega non gliel'avrebbe tolto nessuno... però, per poter scrivere il post, me lo son pure letto, accidenti. Ah, il dovere di cronaca! (Qualche smiley ci vuole, altrimenti pare che mi prendo sul serio...)
scritto da gwendalyne alle ore 17:11 | permalink | commenti
categoria: politica, televisione, in edicola
lunedì, 30 giugno 2008
Da domani fino all'11 luglio il programma di Mtv Trl on Tour farà tappa all'Arena del Mare di Pescara. Mi piacerebbe andare ad assistere dal vivo... ma con questo caldo non se ne parla proprio! Come dite? Che alle sette di sera se pò fa'? Beh, vedremo nei prossimi giorni! (Domani dovrebbero esserci ospiti i Baustelle, ah però...)
scritto da gwendalyne alle ore 22:16 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
lunedì, 30 giugno 2008
È da poco terminata la prima puntata de La botola, nuovo game show targato Endemol che dovrebbe riempire l'access prime time di Raiuno per tutta l'estate. In ogni puntata sei concorrenti si sfidano proponendo numeri di canto, ballo eccetera. Le sfide sono a due, e di volta in volta, dopo che il conduttore Fabrizio Frizzi ha azionato una leva, la botola sotto il concorrente meno votato dal pubblico si spalanca facendolo cadere in una piscina. Ecco quali sono state le sfide di stasera:
  • Un sosia di Adriano Celentano che ha proposto Ventiquattromila baci ha battuto un tizio che cantava Occhi di ragazza di Gianni Morandi.
  • Una ragazza che si è esibita in una danza irlandese ha avuto la meglio su un uomo che aveva proposto una terrificante bachata.
  • Un danzatore del ventre ha mandato a mollo una signora che aveva dato sfoggio del suo talento di piangere a comando ai funerali.
Poi è finita in acqua anche la ragazza della danza irlandese, e dei due finalisti l'ha spuntata il danzatore del ventre.
Un giudizio in sintesi sul programma? Praticamente la brutta copia della Corrida... checché ne dica Frizzi, il quale ha affermato «Il nostro programma non è una simil-Corrida. La differenza la fa il modo in cui si racconta la loro partecipazione. Qui è un parente a presentare il proprio caro che si esibisce. L'impronta è familiare». Beh, mi pare un po' poco per caratterizzare in modo inconfondibile il format, no?
Mi chiedo proprio perché alla Rai abbiano accantonato l'idea di riproporre Soliti ignoti, che aveva avuto un buon successo lo scorso anno. A tal proposito, Frizzi ha dichiarato «È stata saggia la scelta di farlo riposare». Mah, sarà... Personalmente, essendo ormai arcistufa dei programmi supertrash che vengono riproposti di anno in anno perché premiati dall'Auditel, non ci avrei trovato proprio nulla da ridire in una seconda edizione di quel gioco "investigativo", pur con tutti i suoi difettucci (ad esempio, gli indizi spesso e volentieri fuorvianti).
Insomma, non credo che guarderò più La botola; non posso neanche sperare che migliori più di tanto con il tempo, visto che il format è quello che è. Ma l'alternativa in onda su Canale 5 qual è? Veline... per carità! (Sul piano delle belle presenze, il gioco di Frizzi si difende schierando le Botoline, sei discinte donzelle che sembrano aver studiato danza al Cocoricò di Riccione... )
scritto da gwendalyne alle ore 21:54 | permalink | commenti (2)
categoria: televisione
domenica, 29 giugno 2008
Dovrei dare ascolto più spesso a mio padre. L'altro giorno lui mi aveva detto che venerdì sera, a piazza Salotto, era in programma uno spettacolo legato ai Giochi del Mediterraneo che si terranno a Pescara fra un anno esatto, e mi aveva chiesto se mi interessava assistere... ma io, dando erroneamente per scontato che fossero presenti artisti di basso livello, ho detto di no.
E invece... l'altroieri sera mia madre si è accorta che su Rete8, un'emittente televisiva locale, stavano trasmettendo in diretta la manifestazione "One Year Before", condotta da Ilaria D'Amico (la quale non è stata quasi mai inquadrata per ragioni contrattuali). Ho fatto in tempo a vedere i Kataklò, Khaled, Sergio Cammariere e Simone Cristicchi (questi ultimi due artisti hanno pure duettato nella toccante Ti regalerò una rosa), poi sono andata a nanna prima che finisse perché sabato mattina non potevo dormire fino a tardi... però, a saperlo prima, avrei registrato la trasmissione per intero; non dico che avrei voluto essere presente, ammesso che fossi riuscita a trovare un posto a sedere, visto che a mezzanotte il termometro di piazza Salotto segnava quasi trenta gradi...
Qui la cronaca della serata!
scritto da gwendalyne alle ore 18:33 | permalink | commenti
categoria: musica, sport, televisione
giovedì, 26 giugno 2008
Se non fosse per le temperature quasi al di sopra del mio personale limite di sopportazione (oggi a Pescara sono stati registrati 34 gradi, e per i prossimi giorni temo di peggio), quasi non sembrerebbe di essere in estate. Già, che estate è senza il Festivalbar Gli anni scorsi, a questo punto, era già andato in onda il galà inaugurale... invece quest'anno non si sa ancora con esattezza quante puntate saranno trasmesse, quando... e aggiungerei pure se! Gli unici dati noti, tratti da TV Sorrisi e Canzoni, sono questi:
  • Erano previste tre date, una a giugno (che è agli sgoccioli), una a luglio e una a settembre, con la grande novità della diretta... e si spera anche quella della scomparsa del playback! In realtà alla fine sembra che le date si siano ridotte a due, il 5 e il 6 settembre all'Arena di Verona.
  • Sono stati resi noti alcuni nomi di rilievo per gli ospiti: Zucchero, Ligabue, Negramaro, Duffy, Maroon 5, Mick Hucknall dei Simply Red, Sonohra (lo so, avevo detto di rilievo... ).
  • I conduttori saranno Lucilla Agosti (simpatica e in gamba, può andare) e Teo Mammucari (nun lo reggo).
  • Nel frattempo sono uscite le due tradizionali compilation, quella blu e quella rossa. Tutto questo ha un che di paradossale...
scritto da gwendalyne alle ore 19:25 | permalink | commenti (1)
categoria: musica, televisione
giovedì, 26 giugno 2008
Su TV Sorrisi e Canzoni Vittorio Sgarbi commenta le indiscrezioni che lo vorrebbero nel cast della prossima edizione dell'Isola del famosi usando queste parole: «Ogni uomo ha un prezzo». E quale sarebbe il suo? «Due milioni di euro», il doppio di quello che prese Al Bano (anche se Sgarbi rifiuta di essere paragonato all'ugola d'oro di Cellino). Reprimendo a stento un travaso di bile di fronte a una cifra simile, azzardo una previsione: se davvero il vulcanico critico d'arte sbarcherà sull'Isola, ci sarà un record di ritiri... da parte degli altri concorrenti! Già, come si fa ad andare d'accordo con quell'individuo, in condizioni difficili, per giunta?
Ma c'è dell'altro: Sgarbi si è pure candidato come successore di Flavio Insinna per la conduzione di Affari tuoi. Non avrei mai immaginato di dire una cosa del genere... ma a questo punto preferisco mille volte Luca Giurato, altro nome in lizza per lo stesso ruolo!
scritto da gwendalyne alle ore 19:18 | permalink | commenti
categoria: televisione
venerdì, 20 giugno 2008
Nella serata di giovedì della settimana scorsa, dopo essere andata al cinema a vedere Quando tutto cambia, ho visto Noi due, fiction giovanilistica per eccellenza trasmessa da Raidue. Come storia d'amore non era delle peggiori, sicuramente più credibile rispetto a Tre metri sopra il cielo; l'aspetto più irritante erano le canzoni degli Zero Assoluto nella colonna sonora!
Quello che non mi spiego è perché nei titoli di testa abbiano tenuto a precisare che la fiction era liberamente ispirata a Jack Frusciante è uscito dal gruppo. A suo tempo il romanzo l'avevo letto, mi era pure piaciuto abbastanza, e per l'occasione l'ho riaperto... ma tutte queste analogie con la fiction non le ho notate: a mio avviso la produzione avrebbe potuto tranquillamente fare a meno di citare il romanzo, senza che Enrico Brizzi avesse motivo di rivendicare diritti d'autore. Secondo me l'aspetto centrale della trama (una malattia potenzialmente letale che incombe sulla felicità dei protagonisti) rende la fiction assai più simile a certi film hollywoodiani "strappalacrime".
Se non siete convinti, leggete qui la trama pressoché integrale di Noi due, qui quella di Jack Frusciante (dove la storia d'amore fra i protagonisti è minacciata da un assai meno tragico soggiorno di studio all'estero, tanto per dirne una)... eppoi ci sono Autumn in New York e Sweet November!
scritto da gwendalyne alle ore 16:07 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, film, televisione
domenica, 15 giugno 2008
Sfogliando il settimanale Dipiù ho letto che il ballerino Francesco Mariottini, uno dei concorrenti più amati dell'ultima edizione di Amici di Maria De Filippi, va fiero di una sua caratteristica fisica poco comune che, secondo il giornale, potrebbe diventare la moda dell'estate: l'ombelico a chiocciola. Già, perché esiste una classificazione degli ombelichi in base alla forma, la quale è suscettibile di ritocchino da parte del chirurgo estetico per la modica somma di euro duemilacinquecento: tonda (come Riccardo Scamarcio), ovale (come Elisabetta Canalis), a filo (come Bianca Guaccero), a becco di flauto (come Anna Tatangelo e Silvio Muccino), ossia rotondeggiante e con la parte superiore sporgente, considerato l'ombelico perfetto... e, appunto, a chiocciola. Devo ammettere che, quando ho letto questo articolo, mi sono tornate in mente scenette come questa del comico Fabrizio Fontana, alias James Tont, a Zelig... e in particolare il finale delle gag in cui lui parlava di qualcosa fatto a chiocciola!  (Sia ben chiaro, nulla di personale contro Francesco, che è sicuramente un ballerino di talento e con un fisico "da paura"!)
scritto da gwendalyne alle ore 22:10 | permalink | commenti
categoria: televisione, uomini, salute e bellezza, in edicola
domenica, 15 giugno 2008
Su uno degli ultimi numeri di DipiùTV il conduttore Michele Cucuzza rivelava "in esclusiva" perché ha deciso di lasciare per sempre La vita in diretta e di passare a Unomattina: «Il direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce mi ha offerto la conduzione di Unomattina. E io non ho avuto bisogno di tempo per riflettere: ho accettato subito. Non ero stanco di La vita in diretta, cui sono davvero molto legato. È solo che, quando mi hanno proposto Unomattina, l'ho vista come una nuova sfida. Sono onorato di entrare nel cast di questo programma». Peccato che in precedenza, intervistato da TV Sorrisi e Canzoni, l'occhiceruleo giornalista avesse dichiarato quanto segue: «Non sono io che lascio La vita in diretta, è l'azienda che mi chiede di lasciarla, secondo la logica della turnazione dei conduttori, introdotta recentemente, e mi trova del tutto consenziente. Anche perché cambio dopo dieci anni. Ma io stavo più che bene dov'ero». Non so a voi, ma a me le due versioni non sembrano del tutto compatibili...
scritto da gwendalyne alle ore 21:47 | permalink | commenti
categoria: televisione, in edicola
venerdì, 13 giugno 2008
Ho scoperto che a partire da stasera, sul canale Iris del digitale terrestre, sarebbe andata in onda la terza stagione del telefilm Six Feet Under, quello che narra le vicende di una famiglia proprietaria di un'impresa di pompe funebri: successivamente verranno trasmesse anche, per la prima volta in chiaro, la quarta e la quinta stagione.
Quando qualche anno fa il telefilm debuttò su Italia 1, lo seguivo, nonostante la collocazione in seconda serata (dovuta alle tematiche trattate) fosse un po' penalizzante... e non mi dispiaceva mica. Stasera alle 21 ho acceso il decoder per vedere i nuovi episodi, ma dopo pochi minuti ho lasciato perdere: non soltanto mi sembrava pressoché impossibile riprendere il filo, ma era tutto davvero troppo angosciante per i miei gusti attuali!
scritto da gwendalyne alle ore 22:29 | permalink | commenti
categoria: televisione
martedì, 03 giugno 2008
Prima della serata finale di X Factor non avevo mai sentito Remedios, brano proposto per l'occasione dalla concorrente Giusy, e tratto dal repertorio dell'indimenticata Gabriella Ferri. La canzone fa parte della colonna sonora del film Saturno contro, che non ho ancora avuto modo di vedere. Certo che la differenza fra la versione originale e la cover si sente eccome!
scritto da gwendalyne alle ore 22:50 | permalink | commenti
categoria: musica, film, televisione
mercoledì, 28 maggio 2008
Ebbene sì, questa prima edizione di X Factor l'ho decisamente snobbata, sbirciando soltanto qualche spezzone qua e là... quel tanto che è bastato per scoprire che Silvia Aprile, una delle più belle voci in gara, era stata eliminata con l'incredibile motivazione che «ha abbastanza talento per potercela fare da sola». Però, dopo aver letto in Rete commenti entusiastici sul talent-reality show di Raidue, non potevo perdermi almeno la finalissima, andata in onda ieri sera. Ovviamente, essendomi persa quasi tutte le puntate precedenti (tranne una), non ho avuto modo di valutare i progressi fatti dai concorrenti né le dinamiche tra loro, i giurati e i cosiddetti vocal coach (ché chiamarli "insegnanti di canto" era troppo out! ). Una cosa è certa: a mio parere lo show trarrebbe beneficio da una durata più breve, con meno chiacchiere spesso inutili e un po' più di musica. Ieri sera i concorrenti hanno cantato in tutto undici brani, cinque dei quali (quelli non inediti) in versione ridotta, per una durata complessiva di una quarantina di minuti... e allora come mai la trasmissione è finita a mezzanotte passata?
Tony Maiello non ha superato la prima manche; siccome ero al telefono mentre lui cantava il suo inedito, non ho potuto ascoltarlo.


Avrò gusti musicali irrimediabilmente mainstream, ma fin dal primo ascolto ho tifato senza esitazioni per Emanuele Dabbono (anche se non a tal punto da televotarlo, sorry...). Forse non sarà ricco del fattore X, cioè di «quel talento speciale che trasforma una persona comune in una star», ma tra i finalisti era forse l'unico del quale mi interesserebbe ascoltare l'album: ha carattere, e il suo inedito lo trovo abbastanza orecchiabile.


Non mi è piaciuta invece Giusy Ferreri: ha una gran voce, mica lo nego, ma uno stile un tantino ripetitivo e pure... oserei definirlo antipatico, ecco! Eppure il suo inedito firmato da Tiziano Ferro, nonostante un testo tutt'altro che memorabile fin dal titolo (Non ti scordar mai di me), ha un motivetto che mi è entrato in testa già al secondo ascolto e non ne è ancora uscito.


La vittoria degli Aram Quartet in fin dei conti è stata meritatissima: hanno talento da vendere, anche se ho qualche perplessità sulla scelta delle cover e soprattutto sull'inedito, intitolato Chi (Who), nel quale si riconosce chiaramente lo "zampone" dell'autore Morgan.


Mi sono schierata dalla parte di quest'ultimo quando stava per accapigliarsi con la Ventura: non discuto il diritto di lei a vedere rispettata la propria opinione, ma... ecco, ho l'impressione che lei di musica ne capisca ancora meno di me, il che è tutto dire! Forse si è autonominata membro della giuria per rappresentare l'acquirente di dischi medio...?


Non avrei mai immaginato di dire quello che sto per dire, ma... suvvia, dj Francesco (preferisco chiamarlo così) non è poi il figlio di papà meno talentuoso che sia mai finito nello showbiz! Di qui a definirlo una rivelazione, come qualcuno ha tentato di fare, ce ne corre, comunque...

scritto da gwendalyne alle ore 18:56 | permalink | commenti (3)
categoria: musica, televisione
domenica, 25 maggio 2008
Nella blogosfera si è fatto un gran parlare di Current, «la televisione fatta da chi la guarda». Il Nobel per la Pace Al Gore, in Italia per presentare l'emittente, ha sottolineato  le notevoli potenzialità della televisione rispetto alla Rete, perché «Internet non raggiunge il pubblico di massa della tv. È una questione tecnica: se milioni di persone tentano di collegarsi a un sito tutte insieme, quel sito si blocca. In questo senso, la tv è ancora il media più potente al mondo». Nulla da obiettare... peccato solo che questo canale così innovativo faccia parte del bouquet di Sky: è vero che la tv satellitare si è diffusa notevolmente negli ultimi anni, ma non ancora così tanto da rappresentare una realtà maggioritaria!
scritto da gwendalyne alle ore 16:39 | permalink | commenti (1)
categoria: internet, televisione
lunedì, 19 maggio 2008
Dopo aver finalmente seguito per intero una puntata di 50-50 (leggasi "Fifty fifty"), il quiz preserale di Canale 5 condotto da Gerry Scotti, posso fare un raffronto con il suo omologo di Raiuno, Alta tensione, condotto da Carlo Conti.
Ebbene, in estrema sintesi, li apprezzo entrambi (dell'Eredità e del Milionario, francamente, non se ne poteva più)... ma tendo a preferire Alta tensione. Soltanto il gioco finale non mi piace: era decisamente meglio la "ghigliottina". I famigerati "corti circuiti" sono regolarmente dislocati nella parola misteriosa in modo tale che, anche se il concorrente riesce a scoprire tutte le altre lettere, esistano almeno due parole di senso compiuto che si adattano allo schema, e in questo caso a decidere l'esito della gara non è la bravura ma soltanto la Fortuna.
Il gioco finale di 50-50 ha un meccanismo originale e interessante ma non particolarmente avvincente (soprattutto se non lo si segue dall'inizio alla fine), e pure lì la fortuna gioca un ruolo determinante. Per portare a casa i soldi, il concorrente deve dire quante risposte esatte crede di aver fornito, e spesso ci azzecca... ma non necessariamente perché ha ben chiari i suoi errori. Nella puntata che ho visto, ad esempio, la concorrente era convinta che una delle risposte errate che aveva dato fosse giusta, e al contrario credeva di aver sbagliato nel dare una risposta che in realtà era corretta (per come l'ho spiegato magari può sembrare complicato... ma se conoscete il gioco forse potete capire): in questo modo, i conti tornano comunque!
scritto da gwendalyne alle ore 22:23 | permalink | commenti
categoria: televisione
giovedì, 15 maggio 2008
Sì, lo so, era previsto da un pezzo che quest'anno venissero prodotte appena quattro puntate dello show Scommettiamo che?, traslocato per l'occasione su Raidue, e a questo punto ne mancano solo due... ma, tanto per restare in tema, visti i dati Auditel non proprio eccezionali scommetto che, se ne fossero state preventivate di più, non tutte avrebbero finito per andare in onda (o forse sì, ché se X Factor resiste agli ascolti tutt'altro che esaltanti...).
La puntata di ieri sera l'ho seguita quasi tutta... per dovere di cronaca!  Gli autori hanno dato libero sfogo alla loro creatività per assegnare i nomi alle sei scommesse in gara... Eccole:
  • Più Fido di te - Un tizio ha scommesso che la quantità d'acqua che sarebbe riuscito a "lappare" da una ciotola sarebbe stata maggiore della quantità di brodo che il suo labrador avrebbe bevuto nello stesso tempo. Scommessa persa (il cane non si è lasciato corrompere! ).
  • Il rigoroso - Un ragazzo ha scommesso di riuscire a segnare almeno cinque rigori su dieci tentativi, con in porta l'ex calciatore Gianluca Pagliuca. La particolarità della scommessa? Non si trattava di palloni da calcio, bensì di palline lanciate da un biliardino... Scommessa persa.
  • Baci baci - Due estetiste hanno scommesso di riuscire a individuare le cinque donne, scelte a caso in un gruppo di venti loro clienti, che avevano lasciato l'impronta delle loro labbra su un foglio di carta. Scommessa vinta.
  • Muletto equilibrato - Un tizio ha scommesso di riuscire a impilare nove pallet, per un'altezza complessiva di almeno venti metri, utilizzando un carrello elevatore. Scommessa persa (sul più bello la pila è disastrosamente crollata).
  • Giro e bevo - Un giovane ginnasta ha scommesso di riuscire a volteggiare alla sbarra, bevendo a ogni giro con la cannuccia da una bottiglia fissata sopra la sbarra stessa fino a svuotarla. Scommessa vinta (niente male, ma il sospetto che il ragazzo potesse sputare un po' di bevanda anziché inghiottirla mi è rimasto!).
  • Castello di sedie - Un gruppo di persone ha scommesso di riuscire a costruire una struttura stabile incastrando insieme cinquanta sedie, e depositando poi in cima un cesto di mele in memoria di Guglielmo Tell. Scommessa persa (perché i tizi si erano inspiegabilmente dimenticati di inserire una sedia).
Il vincitore è stato scelto dal pubblico da casa (chissà chi si è preso la briga di televotare), il quale ha decretato: Baci baci 9%, Il rigoroso 10%, Più Fido di te 11%, Castello di sedie 13%, Muletto equilibrato 24%, Giro e bevo 33%.
Per la serie "Mi ritorni in mente" è stata riproposta, in versione aggiornata in modo da renderla più spettacolare, una scommessa "storica" del programma: lo spogliarello delicato. Un tizio è riuscito a togliere i vestiti a una stuntwoman manovrando un'enorme pinza meccanica.
Alessandro Cecchi Paone, conduttore dello show assieme a Matilde Brandi, aveva espresso ottimi propositi alla vigilia del debutto...
«Hanno tolto la componente di varietà e lo hanno trasformato in un programma sportivo e dinamico. Le scommesse avranno a che fare con leggi fisiche, matematiche e scientifiche, che saranno spiegate da me in quanto divulgatore»
... e dopo la prima puntata:
«Neanche qui dimentico storia o scienza, né la cultura e la tecnologia: in ogni puntata mi travesto almeno una volta se non di più o da grande scienziato o personaggio storico, un animale in via di estinzione. C'è quindi una citazione diretta di quello che è poi il mio lavoro vero. L'unico modo per fare vera divulgazione a milioni di persone e alle famiglie è proprio passare attraverso il gioco e speriamo di contribuire anche con questo spettacolo. Il bello qui è che invece di andare io in Africa a cercare e filmare gli elefanti me li hanno portati in studio: ricorda la grande tv di una volta ma anche il grande cinema, gli spettacoli teatrali all'aperto; è un approccio diverso»
Dopo aver visto le scommesse in gara, mi chiedo che fine abbia fatto la divulgazione scientifica!
Personalmente mi è rimasta impressa una scommessa proposta in una vecchia edizione di Scommettiamo che?. Un tizio, quando gli veniva sottoposta una coppia di parole arbitrariamente lunghe, riusciva a contare mentalmente il numero delle lettere che le componevano e a calcolarne il prodotto in un batter d'occhio. Ad esempio, se gli si chiedeva «Quanto fa "incontrovertibile" per "sternocleidomastoideo"?», lui prontamente rispondeva 357 (=17x21). Quella scommessa la trovavo davvero interessante, e nel mio piccolo ho provato pure io a cimentarmi, anche se superate le 11-12 lettere non c'era tavola pitagorica che potesse aiutarmi...
scritto da gwendalyne alle ore 22:10 | permalink | commenti (2)
categoria: televisione, scienze
lunedì, 12 maggio 2008
(Sia ben chiaro, l'aggettivo "vecchia" non va inteso in senso anagrafico, ché sennò lei mi si offende! )
Se non ricordo male, il primo post di Selvaggia Lucarelli che mi capitò di leggere (quando ancora sapevo a malapena che cosa fosse un blog) era l'irresistibile lettera rivolta al direttore della rivista maschile For Men Magazine... e all'epoca pensai: però, in gamba la tipa!  Da allora sono diventata un'assidua lettrice del Pensatoio, e considero impareggiabili i resoconti delle varie Isole dei Famosi.
Da un po' di tempo a questa parte Selvaggia ha notevolmente diradato la sua attività "blogosferica", un po' perché desidera giustamente dedicarsi al proprio privato, un po' per i suoi impegni professionali. Già, ma di che genere?
Ieri pomeriggio, mentre il qualunquismo trionfava in un dibattito sui drammatici fatti di Verona a Domenica In su Raiuno, ho avuto modo di assistere a una performance di Selvaggia. Mia madre, sapendo che sono (ero?) una sua fan, è venuta a dirmi «Metti su Canale 5, c'è Selvaggia a Buona Domenica!». La mia (ex?) blogger preferita era impegnata in un'"interessantissima" discussione sul tema «Le donne tradiscono più degli uomini?». Lei e Daniele Interrante erano per il sì, sostenendo che una donna riesce molto più facilmente a trovare un uomo disponibile e a nascondere le corna al partner, mentre Anna Pettinelli e Raffaello Tonon propendevano per il no (che parterre di fini pensatori, nevvero? ). Il pubblico da casa, con il televoto, poteva scegliere il proprio opinionista preferito... ma, siccome non ho retto fino alla fine, non so chi l'abbia spuntata.
Posso capire che partecipare a una trasmissione supertrash come Buona Domenica sia parecchio remunerativo, e non posso biasimare Selvaggia se si è rassegnata ad accettare l'antico detto «pecunia non olet»... ma la preferivo di gran lunga quando bloggava su tutto e tutti con un'arguzia rara. Era molto più divertente per noi, ma scommetto anche per lei. In televisione, anche se indubbiamente il "physique du rôle" non le manca, tende a non lasciare il segno...
scritto da gwendalyne alle ore 21:21 | permalink | commenti (1)
categoria: internet, televisione
lunedì, 12 maggio 2008
Sottoscrivo parola per parola il post scritto da Antonio Di Pietro per esprimere solidarietà a Marco Travaglio dopo le furiose polemiche suscitate dall'intervento del giornalista a Che tempo che fa: non avrei saputo scriverlo meglio, dal discorso sui fatti che non si cancellano con un colpo di spugna all'esempio della rapina. Sono ancora più orgogliosa di aver votato per l'Italia dei Valori alle ultime elezioni (già, alla fine ho "tradito" il PD... anche se ho pur sempre sostenuto la candidatura di Veltroni a premier).
Trovo tristemente paradossale che il Pdl, un partito che richiama il concetto di libertà fin dal nome, calpesti deliberatamente libertà fondamentali come quelle di espressione e di informazione. Tanto si è capito che la libertà che sta maggiormente a cuore ai politici (non soltanto di centrodestra, a quanto pare) è quella di fare i propri comodi senza che nessuno possa permettersi di tirar fuori scheletri dall'armadio!
scritto da gwendalyne alle ore 20:59 | permalink | commenti (1)
categoria: politica, internet, televisione, informazione
venerdì, 02 maggio 2008
Ieri sera mi sono sintonizzata su Raitre, perché il Primo Maggio per me non è festa senza il Concertone. Quindi Annozero l'ho seguito solamente a sprazzi, e mi sono persa la lite fra il mio idolo, che si è comportato da signore, e un individuo messo lì per far capire che Michele Santoro non è poi così fazioso!
scritto da gwendalyne alle ore 14:57 | permalink | commenti
categoria: televisione
mercoledì, 30 aprile 2008
Alzi la mano chi non si è guardato intorno in cerca del proprio telefonino, credendo che stesse squillando, mentre in televisione andava in onda lo spot di Tim Tutto Compreso Professional oppure di Vodafone MioBusiness. A voi non è capitato niente del genere? Beh, a me sì! Il fatto è che mi è rimasta impressa la suoneria impostata sul mio cellulare fino a non molto tempo fa, la quale era assai simile a quelle che si sentono negli spot in questione (adesso l'ho sostituita con Monsoon dei Tokio Hotel che, pur non potendosi definire la mia canzone preferita, mi sembra perfetta come suoneria). Per non parlare dello spot di Tim Senza Confini, nel quale sono raccolte decine di suonerie diverse...
scritto da gwendalyne alle ore 21:56 | permalink | commenti
categoria: tecnologia, televisione
lunedì, 28 aprile 2008
Giorni fa vi parlavo della fiction Per una notte d'amore. Oggi ho scoperto che il video dei dieci minuti finali, con tanto di cuoricione rosa, è stato messo online a beneficio di tutti coloro che se l'erano perso a causa di un blackout del segnale satellitare e digitale terrestre. Se vi siete incuriositi, potete vederlo cliccando qui!
scritto da gwendalyne alle ore 22:15 | permalink | commenti
categoria: televisione
sabato, 26 aprile 2008
Spero che Andrea Camilleri mi perdonerà per aver scelto una frase fatta di quelle che lui non sopporta come titolo per un post dedicato a Il campo del vasaio, il suo ultimo romanzo con protagonista Salvo Montalbano, che ho finito di leggere proprio stamattina. Chi non l'ha ancora letto, ma ha intenzione di farlo, è avvisato che quello che sto per scrivere potrebbe essere considerato spoiler! (A dire il vero, anche la recensione di Salvatore Silvano Nigro stampata sul risvolto di copertina svela fin troppi dettagli...)
Il summenzionato proverbio si riferisce a Mimì Augello, vice del commissario, il quale aveva fama di gran donnaiolo prima di conoscere Beba, la donna che poi sarebbe diventata sua moglie nonché la madre di suo figlio. Nel libro che ho appena letto Mimì cede all'irresistibile fascino di «una trentina stripitusa, bruna, molto àvuta, capilli longhi supra le spalli, occhi enormi e funnuti, vucca larga, labbra siliconate non da un chirurgo ma dalla natura stissa, denti boni per mangiari carni viva» (pag. 128). La "fìmmina" in questione manovra Mimì come un burattino... ma alla fine Montalbano riesce a gestire da par suo una situazione che rischiava di diventare "perigliosa assà" per il suo vice, agendo come «un puparo che s'arrabbattava a fari funzionari la rappresentazioni come meglio putiva e sapiva» (pag. 272-273).
Chissà com'è che Camilleri si raffigura nella sua mente l'aspetto fisico di Mimì, impersonato nella fiction televisiva dall'affascinante Cesare Bocci. Di sicuro, quando immagina il commissario, non pensa al suo interprete Luca Zingaretti, visto che scrive «Si fici attrovare che si dunduliava avanti e narrè col busto e le mano nei capilli» (pag. 271)!

Sempre a proposito di Augello, a pagina 33 del romanzo Il ladro di merendine Montalbano rimane nauseato dal fatto che Mimì sia solito cospargere di formaggio i primi piatti a base di pesce: «Persino una jena ch'è una jena e si nutre di carogne avrebbe dato di stomaco all'idea di un piatto di pasta alle vongole col parmigiano sopra!». E cosa dovrei dire io, che una persona con la stessa abitudine ce l'ho in famiglia?
scritto da gwendalyne alle ore 15:02 | permalink | commenti
categoria: libri, televisione, mangiare e bere
martedì, 22 aprile 2008
Nelle estati della mia adolescenza, trascorse nel luogo natio, ero solita leggere avidamente i fotoromanzi pubblicati sul settimanale Grand Hotel, le cui copie mi venivano passate da mia zia. Una sensazione simile a quella che provavo quando mi immergevo in quelle vicende a base di zucchero l'ho riscoperta seguendo la fiction Per una notte d'amore, la cui seconda e ultima puntata è andata in onda ieri sera su Raiuno: una quantità di melassa esagerata perfino per una romanticona come me! Figuratevi che a suggellare il lieto fine è comparso un cuoricione rosa che si è chiuso a incorniciare il bacio fra i protagonisti...
Vanessa Hessler (che impersonava Georgia Bonetti) è riuscita nell'impresa di mettere a tacere il pregiudizio che tendo a provare nei confronti delle bellissime che si improvvisano attrici: bravina, suvvia! (Anche i più critici ammetteranno che si è visto di peggio)
Roberto Farnesi (nel ruolo di Alessio Natali) me lo ricordavo a CentoVetrine, ma devo dire che questa parte da cattivo gli calzava a pennello! Fascinoso, non c'è che dire... ma io, che non credo alle storie d'amore tra persone che mostravano di odiarsi e disprezzarsi, facevo il tifo per il suo rivale Marco, un bonaccione che si sarebbe buttato nel fuoco per Georgia. Marco era interpretato da Peppino Mazzotta, l'attore che impersona l'agente Fazio nella serie sul commissario Montalbano. Nella fiction appena andata in onda Mazzotta parlava toscano, nell'altra si esprime in siculo... ma ho scoperto che lui è nato a Domanico, in provincia di Cosenza!
scritto da gwendalyne alle ore 19:31 | permalink | commenti
categoria: televisione, in edicola
lunedì, 21 aprile 2008
Complimenti a quest'uomo per lo stile con cui ha saldato il suo debito! Quando si dice fare le cose con discrezione...
scritto da gwendalyne alle ore 18:34 | permalink | commenti (2)
categoria: musica, televisione
martedì, 15 aprile 2008
Ero d'accordo con la decisione di Flavio Insinna di uscire dal cast di Don Matteo per non rimanere ingabbiato nel ruolo del carabiniere. Questo finché non ho visto la prima (e per me anche l'ultima) puntata della nuova fiction Ho sposato uno sbirro: praticamente la brutta copia della serie sul prete-detective... e se lo dice una che non ne può più degli intrecci sempre uguali e sempre più improbabili di quest'ultima, qualcosa vorrà dire! I produttori e gli sceneggiatori sono gli stessi, almeno in parte, ma le vicende e i personaggi sono assai meno avvincenti e convincenti. Il commissario Santamaria, poi, è praticamente identico al capitano Anceschi non solo nell'aspetto...
scritto da gwendalyne alle ore 17:03 | permalink | commenti
categoria: televisione
domenica, 13 aprile 2008
Ennesimo flop per Amadeus da quando è tornato a Mediaset: dopo Formula segreta e 1 contro 100, è sparito dai palinsesti pure Canta e vinci. Peccato, perché a me quel gioco musicale, titolo a parte, piaceva parecchio, più dell'analogo Chi fermerà la musica trasmesso su Raiuno e condotto da Pupo; mi divertivo molto a cercare di indovinare le parole mancanti. Pure le incursioni di Checco Zalone mi facevano ridere... un po' mio malgrado, perché a volte quel comico è troppo scurrile per i miei gusti!
Purtroppo l'Auditel la fa da padrone, e ha punito Canta e vinci per gli ascolti tutt'altro che esaltanti... mentre evidentemente ai telespettatori sembra piacere di più il trash di certi reality show, che vengono quindi riproposti anno dopo anno!
scritto da gwendalyne alle ore 12:03 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
venerdì, 11 aprile 2008
È uscita l'autobiografia di Simona Ventura, il cui titolo è il suo famoso motto Crederci sempre, arrendersi mai (chissà perché hanno scartato l'opzione Come un limone tra le cozze... ). Uno dei tipici libri che, se proprio si è interessati al genere, si potrebbe anche tentare di leggiucchiare nei pressi dello scaffale della libreria, senza bisogno di acquistarlo: appena 118 pagine, per giunta illustrate, per un prezzo di copertina di 15 euro...
A proposito del suo chiacchierato rapporto con Giorgio Gori, marito di Cristina Parodi, la conduttrice l'ha definito «una passione cerebrale». Solo al settanta per cento, però: per il restante trenta per cento è stata fisica. Ora, se avesse detto «metà cerebrale e metà fisica», avrei anche potuto capire... ma cosa mi sta a significare «cerebrale al 70%»? Come si fa a calcolare il tasso di "cerebralità" e quello di fisicità di una relazione?
scritto da gwendalyne alle ore 15:06 | permalink | commenti (1)
categoria: libri, televisione
martedì, 08 aprile 2008
A quanto sembra, Mirko del Grande Fratello 8 è stato squalificato per essersi lasciato sfuggire una bestemmia nel corso della puntata di ieri sera; è l'ennesima volta che in un reality show un comportamento del genere viene sanzionato con l'eliminazione. A me l'abitudine di nominare Dio invano, quasi a mo' di intercalare, ha sempre dato un gran fastidio... ma mi chiedo perché lo stesso rigore non venga applicato anche ad altri aspetti non proprio edificanti. Ad esempio, degli incontri sessuali fra il "cummenda" milanese e la dottoressa napoletana (la quale rischia la radiazione dall'Ordine dei medici per aver tenuto un comportamento non decoroso) si discute da giorni, e ne sono state trasmesse pure le immagini, censurando giusto le parti più hard. Per non parlare dei litigi, delle situazioni a dir poco ambigue e di ogni possibile forma di volgarità. Sarebbe così facile evitare di mettere in risalto le azioni più o meno sconvenienti che non si verificano durante le dirette, e invece sembra proprio che si tenda a fare l'esatto contrario. Si vede che soltanto le bestemmie sono in grado di turbare la sensibilità del pubblico... mah!
Quel che è peggio, visti gli ottimi dati di ascolto, mi sa che l'anno prossimo il Grande Fratello 9 non ce lo toglie nessuno! Si fa per dire: per quanto mi riguarda, io lo snobberò alla grande come sono abituata a fare da diversi anni... ma, pur mettendoci tutto l'impegno, è inevitabile incappare in qualche imperdibile notizia sull'argomento!
scritto da gwendalyne alle ore 22:15 | permalink | commenti (3)
categoria: televisione
giovedì, 03 aprile 2008
Dopo Nancy Brilli, ultimamente sembrerebbe quasi che alcune donne cosiddette "vip" si siano messe d'impegno per confermare l'impressione non proprio positiva che avevo di loro. Sorvoliamo su Anna Tatangelo che esibisce con tanto orgoglio la sua terza misura nuova di zecca... come se avere soldi a sufficienza per far ritoccare dal chirurgo estetico le dotazioni generosamente elargite da madre natura fosse un merito! La conduttrice Antonella Clerici, parlando del proprio desiderio di avere un figlio, ha affermato di non essere disposta ad alcun accanimento terapeutico per raggiungere il suo scopo. Il fatto è che l'espressione "accanimento terapeutico" viene usata di solito per riferirsi a situazioni ben più drammatiche rispetto a una potenziale sterilità. Non nego che anche l'infertilità sia un problema serio, soprattutto per le sue implicazioni psicologiche... ma cerchiamo di non perdere il senso delle proporzioni, please!
scritto da gwendalyne alle ore 21:58 | permalink | commenti (1)
categoria: musica, televisione, in edicola
lunedì, 31 marzo 2008
Sembra che io abbia qualcosa in comune con Luciana Littizzetto: un certo modo di osservare la realtà. Quando lei, nel suo consueto intervento a Che tempo che fa, commenta determinate notizie di attualità, mi capita spessissimo di pensare «È vero! Ci avevo pensato pure io!». È successo anche ieri sera, quando lei ha preso in giro la moda della suoneria della bella topolona e l'abitudine dei politici italiani a pronunciare "Air France" con un perfetto accento d'oltralpe: "èr fróóóns"... Diciamo che mi manca "solo" il suo talento nello scrivere, e anch'io posso diventare un'umorista di successo!
scritto da gwendalyne alle ore 19:40 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione
lunedì, 31 marzo 2008
Fino a un annetto fa ero una spettatrice abbastanza assidua di CentoVetrine. Poi, man mano che le vicende si facevano sempre più inverosimili e oserei dire irritanti, mi sono gradualmente disaffezionata alla soap, fino a smettere del tutto di seguirla. Solo ogni tanto mi capita di sintonizzarmi su Canale 5 nel primo pomeriggio, e puntualmente mi trovo spiazzata: e questi chi sono? Che fine hanno fatto i vecchi personaggi? Questa soap made in Italy non sembra aver preso esempio da Beautiful: di quest'ultima è sufficiente guardare una puntata ogni tanto per riprendere il filo, e si può star certi che con inesorabile periodicità Ridge e Brooke finiranno l'uno tra le braccia dell'altra...
scritto da gwendalyne alle ore 19:29 | permalink | commenti
categoria: televisione
giovedì, 27 marzo 2008
Sempre la solita tendenza a reinterpretare i fatti in maniera strumentale. A' Silvio, guarda che Veltroni non ha mai detto di essere stanco, c'è poco da fare lo spiritoso: semplicemente, ha dichiarato di essere disposto a disdire i propri impegni elettorali per partecipare a Porta a porta soltanto se avesse avuto l'opportunità di confrontarsi direttamente con te. Tu non hai accettato, affermando «Se facessi il confronto televisivo con Veltroni, dovrei farlo con gli altri dodici candidati che hanno gli stessi diritti»: una scusa per niente credibile, da parte di uno che non fa altro che parlare di voto utile. Insomma, lui ha declinato l'invito, e quindi la redazione del programma ha dovuto annullare anche la tua partecipazione... ma non è che se non vai da Vespa non hai altro modo per entrare nelle case degli italiani, purtroppo!  E soprattutto, evita di parlare di violenza, non è proprio il caso: anche la definizione di violenza psicologica è del tutto inappropriata in questa circostanza.
A parte tutto, credo che sarebbe un'impresa proibitiva per qualunque giornalista gestire un dibattito equilibrato fra tutti e sedici i candidati premier: in rigoroso ordine alfabetico, Silvio Berlusconi, Fausto Bertinotti, Enrico Boselli, Pier Ferdinando Casini, Flavia D'Angeli, Stefano De Luca, Bruno De Vita, Marco Ferrando, Luigi Ferrante, Giuliano Ferrara, Roberto Fiore, Stefano Montanari, Renzo Rabellino, Daniela Santanchè, Fabiana Stefanoni, Walter Veltroni (molti di questi non li avevo mai sentiti nominare prima d'ora).
scritto da gwendalyne alle ore 17:49 | permalink | commenti
categoria: politica, televisione
venerdì, 21 marzo 2008
Sono stata molto turbata da questa notizia: uno stuntman trentenne è morto cadendo da un'impalcatura durante le riprese di una fiction per Raidue. Davvero un tragico paradosso: la scena fatale raccontava un incidente sul lavoro, e nella finzione il personaggio era destinato a salvarsi. Inoltre la stessa scena era già stata girata senza problemi, ma il regista aveva chiesto di ripeterla...
scritto da gwendalyne alle ore 16:09 | permalink | commenti
categoria: televisione, informazione
giovedì, 20 marzo 2008
Diciamoci la verità: la battuta di Fiorello che chiude il nuovo spot Infostrada («Chatto Silvestro») fa abbastanza pena. Non è che, siccome la pronuncia lo showman numero uno in Italia, diventa la gag del secolo!
scritto da gwendalyne alle ore 15:52 | permalink | commenti (3)
categoria: televisione
martedì, 18 marzo 2008
Ho provato a guardare la puntata di X Factor di ieri sera. Dico "ho provato" perché a questo punto credo che sia umanamente impossibile seguire una puntata per intero! Se per caso la produzione del reality è in ascolto, ne approfitto per rivolgerle il seguente messaggio.
Lasciate perdere le selezioni del cantante più bravo da lanciare sul mercato discografico. Dedicate l'intera trasmissione ai talenti incompresi, come il poeta cimiteriale che si è esibito ieri sera, e vedrete come sale l'audience! Altrimenti il vostro programma rimarrà semplicemente la brutta copia di Amici... e potete immaginare quanto non mi deve piacere, per considerarlo la brutta copia di quello!
[Del talent show della De Filippi mi era piaciuta la prima edizione, ben prima che gli avvenimenti salienti diventassero:
  1. i litigi tra gli allievi;
  2. i litigi tra allievi ed insegnanti;
  3. i litigi tra gli stessi insegnanti!]
scritto da gwendalyne alle ore 15:38 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
giovedì, 13 marzo 2008
Intervistato da TV Sorrisi e Canzoni, Fabrizio Del Noce ha dichiarato che dal prossimo anno la Rai potrebbe anche fare a meno di Sanremo, qualora non sussistessero le condizioni per realizzarlo. Io posso capire la delusione per gli ascolti di quest'anno, ma... Sanremo non si tocca! Il Festival è uno show televisivo che costa troppo e rende poco? Cominciate a risparmiare sugli ospiti internazionali (fossero tutti come la cantautrice franco-israeliana Yael Naim, la quale si è accontentata di duemila euro...) e soprattutto sui superospiti italiani, e poi ne riparliamo! Del Noce ha anche annunciato la sua intenzione di rinunciare alla direzione di Raiuno. Una mossa a sorpresa da parte di uno che, secondo Stefano Disegni (uno e due), in Rai ha messo letteralmente radici!
scritto da gwendalyne alle ore 22:10 | permalink | commenti (3)
categoria: musica, televisione, in edicola
giovedì, 13 marzo 2008
Io sono il tipo di persona a cui non piace la falsa modestia... e contemporaneamente apprezzo molto quella vera: una dote che non riconosco ad un uomo che si definisce «un compagno eccezionale, un padre eccezionale. Un uomo eccezionale, ecco». Peccato, perché da Gerry Scotti, il conduttore simpatico per antonomasia, mi sarei aspettata che parlando di sé scegliesse aggettivi un tantino più umili... che so, "affettuoso", "premuroso" o "presente". Quando l'intervistatore di Sorrisi gli ha chiesto di confessare un suo difetto, lui ha ammesso di essere pignolo. Ma quello mica è un difetto... Lo sono anch'io!
scritto da gwendalyne alle ore 21:52 | permalink | commenti
categoria: televisione, in edicola
martedì, 11 marzo 2008
Dopo la prima puntata dello show Non esiste più la mezza stagione, avevo in mente di scrivere un post su quanto non mi era piaciuto, ma a questo punto sono contenta di non averlo fatto. Basandomi su ciò che ho letto in Rete, ho intuito che la ragione del ritorno in tv del Trio possa essere ben più seria del classico «abbiamo finito i soldi». Vorrei mandare un abbraccio alla persona a cui alludo, e dirle che la ammiro perché non ha permesso che i problemi di salute spegnessero il suo slancio nei confronti della recitazione.
scritto da gwendalyne alle ore 15:19 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione
sabato, 08 marzo 2008
Qualche mese fa, capitando per caso in edicola, notai la prima uscita del telefilm I ragazzi della terza C, che adoravo quando ero ragazzina. Acquistai dunque il primo dvd, ed avevo tutta l'intenzione di completare la raccolta... ma dopo averlo guardato ho decisamente cambiato idea. Che delusione! Quel telefilm non era per niente ben fatto come lo ricordavo: ad esempio non mi sono piaciute le caratterizzazioni di certi personaggi, in particolare delle due secchione Elias e Tisini, e non ho apprezzato l'insistente pubblicità tutt'altro che occulta fatta al cornetto Algida. Si salvava soltanto qualche gag con i mitici Bruno Sacchi e Chicco Lazzaretti.
Un'altra serie della quale serbavo un buon ricordo era la parodia de I promessi sposi realizzata dal trio Lopez-Marchesini-Solenghi (in rigoroso ordine alfabetico), e andata in onda per la prima volta nel lontano 1990, poco dopo la versione "seria" diretta da Salvatore Nocita. Dopo aver scoperto che la serie era disponibile su Rai Click, l'ho riguardata per intero. Beh, non è stata una delusione come quella de I ragazzi della terza C, ma poco ci è mancato. C'erano scene memorabili (ad esempio Donna Prassede calva con la faccia della Marchesini e la voce di Lopez che invoca «Italo!», il finale con tutti i personaggi che cantano We are the world), ma altre erano inutilmente lunghe, se non di cattivo gusto (quelle ambientate nel lazzaretto).
Questa sera il Trio ritorna su Raiuno con lo spettacolo Non esiste più la mezza stagione. Spero tanto che faccia ridere, e che i tre comici siano tornati insieme perché hanno ancora qualcosa da dire, non per la solita storia dell'«abbiamo finito i soldi»!
scritto da gwendalyne alle ore 15:00 | permalink | commenti
categoria: televisione
sabato, 08 marzo 2008
Quando lunedì ho comprato TV Sorrisi e Canzoni, sono rimasta molto delusa. Tradizionalmente la prima copertina del popolare settimanale dopo la conclusione del festival di Sanremo è dedicata ai vincitori... e invece per l'occasione la foto di Giò Di Tonno e Lola Ponce con la seconda classificata Anna Tatangelo e il terzo Fabrizio Moro è stata relegata ad uno spazio molto più piccolo: l'immagine che campeggia a tutta pagina è quella di Loredana Bertè, definita «la vera protagonista» del Festival. Martedì ho quindi inviato al direttore Umberto Brindani un e-mail di protesta.
Giovedì su Sorrisi.com sono state pubblicate due lettere di persone che la pensavano proprio come me, pur andando più sul pesante... e il direttore ha risposto esattamente nel modo che mi sarei aspettata, sottolineando come al solito l'esclusiva delle foto e dell'intervista, anche se alla fine la sua abituale sicumera mi è sembrata vacillare.
Sullo stesso argomento, ieri, Brindani ha risposto anche a un'altra lettrice e più telegraficamente a me, ammettendo finalmente di avere sbagliato, e che non lo rifarebbe. Almeno questo...
Però, siccome il mondo è bello perché è vario, c'è anche uno che la copertina con la Bertè l'ha apprezzata molto. Come se Lola e Giò fossero «le solite facce»!
scritto da gwendalyne alle ore 14:40 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione, in edicola
martedì, 04 marzo 2008
Ho scoperto che una mia amica ha registrato alcune puntate di Affari tuoi. Ho provato a chiederle com'è andata, ma niente da fare: la Rai le ha fatto firmare una dichiarazione in cui si impegna a non rivelare a nessuno l'esito del gioco prima della messa in onda, pena il rischio di vedersi negare il premio vinto... e lei ovviamente si è adeguata: come darle torto? Vorrà dire che dovrò tenere a bada la mia curiosità ancora per un po'...
Le ho chiesto pure se Flavio Insinna di persona è così simpatico come appare in televisione, e lei mi ha risposto che lui non soltanto è una persona squisita, ma che è proprio bello. Ho replicato «Ah, non dirmelo... io quell'uomo lo amo Se tu me l'avessi detto prima che andavi da lui, ti avrei almeno detto di portargli i miei saluti!».
scritto da gwendalyne alle ore 21:03 | permalink | commenti
categoria: televisione, uomini
domenica, 02 marzo 2008
Se una settimana fa mi avessero detto che il Festival di Sanremo l'avrebbero vinto i reduci da Notre Dame de Paris Giò Di Tonno e Lola Ponce, avrei risposto «Ma non scherziamo, su!». E invece, da veri outsider, quelli che probabilmente erano i meno noti tra i big in gara (sempre più di Piero Mazzocchetti l'anno scorso, comunque! ) si sono classificati al primo posto. Devo dire che sono proprio contenta: chissenefrega dei critici, Colpo di fulmine è la canzone che mi ha colpito di più fin dal primo ascolto, e a favore di Lola e Giò (il quale è nato a Montesilvano, a nord di Pescara) ho persino mandato tre televoti: due dal telefono di casa e uno dal cellulare. Avrei voluto votare anche per qualcun altro, ma poi ho lasciato perdere... e ho fatto bene, visto che nessuno di loro si è classificato tra i primi dieci.
Ero già convinta che un solo ascolto non fosse sufficiente ad apprezzare un brano, e la serata di ieri è stata una conferma di questa mia idea: dopo averle ascoltate tre volte, tutte le canzoni (o quasi) sembrano più belle.
Ieri sera la cosiddetta "giuria di qualità" era composta da Fabrizio Frizzi, Giancarlo Magalli, Gianni Boncompagni, Tiziana Ferrario, Giampiero Mughini, Martina Colombari, Emilio Fede, Gloria Guida, Mariolina Simone ed Eleonora Abbagnato. La serata si è aperta con l'esibizione dei vincitori della categoria Giovani, i Sonhora o Sonorha (non trovate anche voi che l'acca stia messa meglio in uno di questi due modi? ), poi è cominciata la gara dei big.
  1. Il sorteggio dell'ordine di esecuzione effettuato dal notaio ha favorito l'abbonato al Festival Paolo Meneguzzi, che anche ieri sera ha potuto esibirsi per primo. Confermo il giudizio modesto dato al pezzo e all'interpretazione: meglio la performance dell'anno scorso, in fondo.
  2. Poi è toccato a Gianluca Grignani. Non posso far altro che ripetere che mi è sembrato fin troppo uguale a se stesso... però il pezzo non è poi tanto male.
  3. Alla sua prima esibizione, Little Tony non mi aveva colpito neanche un po'... ma in fin dei conti è stato meglio di quanto mi aspettassi.
  4. Toto Cutugno ha ottenuto piazzamenti più sfavorevoli con brani migliori. A questo punto preferisco Voglio andare a vivere in campagna, che è maggiormente canticchiabile!
  5. L'Aura avrei voluto votarla ma, dopo aver visto che la quotazione assegnatale dalla Snai era fra le peggiori, ci ho rinunciato.
  6. Ad Anna Tatangelo mi sono pentita di non aver dato 1, lunedì... come del resto fece un'altra giurata demoscopica, ancor prima dell'inizio dell'esecuzione. A quanto pare, perfino gli stessi gay hanno criticato il suo brano. E poi è opinione unanime che quel «Giggi ti amo» detto quando è uscita a ritirare il premio avrebbe potuto risparmiarselo: il pubblico l'ha punita bersagliandola di fischi, e lei ha replicato nel modo più cretino: «Siete gelosi?».
  7. Amedeo Minghi ha scritto pezzi migliori, e quel suo tipico modo di cantare "a due velocità" lo trovo un po' irritante.
  8. Mario Venuti ha proposto un brano piacevole, decisamente nel suo stile.
  9. Giò Di Tonno e Lola Ponce hanno ottenuto voti relativamente alti dalla giuria di qualità. Il voto più basso è stato un 7 da parte di Mariolina Simone, la quale è stata contestata e si è difesa affermando che secondo lei il pezzo non avrà futuro in radio. L'avrei presa a sberle!
  10. Il brano di Michele Zarrillo è senza infamia e senza lode: decisamente non ai livelli di Cinque giorni o de L'elefante e la farfalla.
  11. Al terzo ascolto ho concluso che la canzone di Fabrizio Moro non è poi male, anche se lui strilla troppo. E poi, sotto sotto, ce l'ho ancora con lui perché non sono convinta dell'autenticità del suo impegno contro la mafia nel pezzo dell'anno scorso.
  12. È un peccato che un testo impegnato come quello dei Tiromancino non sia stato impreziosito da una musica e da un'interpretazione all'altezza.
  13. Frankie Hi-Nrg MC ha avuto un piccolo diverbio con Emilio Fede. Quest'ultimo gli ha dato un voto inaspettatamente alto ammettendo che, se non l'avesse fatto, avrebbe fatto la figura del retrogrado, ed aggiungendo che la rivoluzione non si fa con le canzoni. Frankie ha risposto «Detto da lei, è un complimento».
  14. La canzone dei Finley è una di quelle il cui gradimento, per quanto mi riguarda, non è aumentato dopo tre ascolti, anzi semmai il contrario.
  15. Credo che Mietta meritasse almeno un piazzamento tra i primi dieci: buona l'interpretazione, e bella la canzone. Sono curiosa di guardare il video del brano, che la cantante ha girato in coppia con il bel finanziere dell'Isola dei famosi Vittorio De Franceschi: pare che sia mooooolto sexy!
  16. La canzone di Max Gazzè più l'ascolto e più mi pare gradevole... Per quanto riguarda l'esecuzione, comunque, molto meglio quella di giovedì insieme a Marina Rei e Paola Turci.
  17. Sergio Cammariere è stato sommerso di voti altissimi dalla giuria di qualità. In fin dei conti devo ammettere che forse il pezzo è ai livelli di Tutto quello che un uomo... ma avrebbe meritato un'interpretazione all'altezza.
  18. No, decisamente il pezzo di Eugenio Bennato non è irresistibile come avrei sperato.
  19. Tricarico ha vinto il premio della critica, e io mi adeguo correggendo la mia stroncatura iniziale e riconoscendo che in fondo la canzone è interessante. Però uno non si può presentare sul palco di Sanremo in quello stato e cantare in quel modo! Si è persino lasciato scappare una parolaccia rivolta a Chiambretti, che l'aveva preso un po' in giro...
Ecco la classifica finale (sono state rese note solamente le prime dieci posizioni):
  1. Giò Di Tonno e Lola Ponce (Colpo di fulmine)
  2. Anna Tatangelo (Il mio amico)
  3. Fabrizio Moro (Eppure mi hai cambiato la vita)
  4. Toto Cutugno (Un falco chiuso in gabbia)
  5. Finley (Ricordi)
  6. Paolo Meneguzzi (Grande)
  7. Sergio Cammariere (L'amore non si spiega)
  8. Gianluca Grignani (Cammina nel sole)
  9. Little Tony (Non finisce qui)
  10. Eugenio Bennato (Grande Sud)
Tutti gli altri (Frankie Hi-Nrg MC, Max Gazzè, L'Aura, Mietta, Amedeo Minghi, Tiromancino, Tricarico, Mario Venuti, Michele Zarrillo) sono considerati undicesimi a pari merito.
Poiché evidentemente la marketta della prima serata non bastava, Carlo Verdone è andato anche ieri sera a promuovere il suo nuovo film, questa volta in coppia con Claudia Gerini. Io certe iniziative le boccio a prescindere. Avesse fatto tanto ridere, almeno...
A detta di molti, la cosa migliore del Festival è stata... il Dopofestival, reso memorabile dalle performance di Elio e le Storie Tese. Ieri sera gli Elii sono saliti sul palco in costume settecentesco, ed hanno eseguito l'aria di Figaro del Barbiere di Siviglia in versione rock. Irresistibile vena umoristica a parte, sono anche degli ottimi musicisti, e quella di Elio è stata una delle migliori voci maschili salite sul palco quest'anno. Ho in programma di pubblicare un post con i link ai filmati delle spassose rielaborazioni dei brani in gara proposte da EelST! (Se non dovessi farlo, provate ad andare su YouTube e cercate elio dopofestival)
scritto da gwendalyne alle ore 15:48 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
sabato, 01 marzo 2008
Ieri sera, al termine della quarta serata del Festival di Sanremo, sono stati proclamati i vincitori della sezione Giovani. La classifica la scrivo alla fine del post, ché devo ancora riprendermi!
  • I primi a salire sul palco sono stati i Sonohra, ai quali devo chiedere scusa per averli paragonati agli Zero Assoluto. In realtà ha ragionissima chi ha pensato di soprannominare i due fratelli Paolo e Chiaro: hanno uno stile che ricorda parecchio le due famose sorelle cant(ilen)anti! Per dire, nella loro esibizione la cosa che mi è sembrata più degna di nota è stata la posizione simmetrica che assumevano con le chitarre in mano, essendo uno destro e l'altro mancino.
  • A questo punto la scaletta prevedeva una sequenza di tre-superospiti-tre: Giorgia, Jovanotti e Fiorella Mannoia. Quella che mi è piaciuta di più, ovviamente, è stata la grandissima Giorgia, che come al solito non ha sbagliato una nota: lei sì che si meritava il prefisso super! Mentre parlava con Chiambretti, è venuto fuori che nella sua carriera perfino lei ha preso qualche stecca, da cui il titolo del suo ultimo album Stonata. A questo punto la cantante ha aggiunto un commento che mi è sembrato un elegante tentativo di aggirare a livello subliminale le regole sulla par condicio: ha detto «stonata come la nostra realtà... ma si può fare qualcosa», calcando un pochino il tono sulle tre paroline tanto care a Veltroni. Da parte sua, Jovanotti (che aveva traccheggiato fino all'ultimo prima di firmare la liberatoria sulla par condicio) si è arrischiato a raccontare un aneddoto su Berlusconi ed ha parlato bene del candidato democratico USA Barack Obama... e non è un mistero quale sia il politico italiano che si ispira maggiormente a lui!
  • Dopo almeno un'ora, si è ritornati a quelli che avrebbero dovuto essere i protagonisti della serata, ovvero i giovani in gara: a questo punto è stata la volta di Ariel.
  • Di nuovo una superospite, questa volta straniera: Leona Lewis, interprete del tormentone Bleeding Love.
  • Poi è toccato, nell'ordine, a Jacopo Troiani (ma a quell'ora non avrebbe già dovuto essere a nanna, data l'età? ), a Giua, ai Frank Head.
  • Altro superospite: l'eterno ragazzo Gianni Morandi.
  • Si torna ai concorrenti: Valerio Sanzotta e La Scelta.
  • Ultimi superospiti: i Pooh (a Dodi Battaglia sarà dispiaciuto non incrociare dietro le quinte il figlio Daniele, eliminato la prima sera).
  • Ultimi concorrenti: i Milagro.
È evidente che una scaletta del genere ha penalizzato i concorrenti, soprattutto quelli che si sono esibiti a notte fonda. La Rai aveva pensato bene di inframmezzare i superospiti ai giovani, che tendenzialmente non garantiscono grandi ascolti... ma questa scelta non è stata premiata: la prima parte della serata di ieri è stata vista da "appena" sette milioni di telespettatori, superando solo di pochissimo i Cesaroni.
Sulla giuria di qualità vorrei dire due parole, anzi tre: ma quale qualità! I giurati, che hanno dato a tutti i concorrenti dei voti francamente sproporzionati, erano l'attore Nicolas Vaporidis, la figlia di Elisa di Rivombrosa Sarah Felberbaum, la nuotatrice Alessia Filippi, il sempreverde Claudio Cecchetto e lo scribacchino Federico Moccia. Avrei qualcosa da ridire su tutti e cinque (la Filippi ha praticamente ammesso la sua ignoranza in fatto di musica, e Vaporidis ha lodato la gran voce di Troiani... ma de che!), ma soprattutto sugli ultimi due. Dovete sapere che le giurie demoscopiche sono costituite in questo modo: i giurati dai 14 ai 36 anni votano per tutti i cantanti in gara, mentre quelli dai 37 ai 64 anni soltanto per i big. Già tutto questo è assurdo, perché...
  • Cosa vuol dire, che i cantanti giovani li ascoltano solamente i più giovani? A 37 anni uno è già un matusa?
  • Perché escludere gli over 64? Credo che mia madre, la quale non può più far parte delle giurie demoscopiche per raggiunti limiti di età, di musica ne capisca assai di più rispetto a tanta gente più giovane.
Ma torniamo a Moccia e Cecchetto. Passi per quest'ultimo, che pur essendo del '52 di musica se ne intende eccome (anche se come talent scout ne ha fatti, di danni! )... ma a quale titolo il quarantaquattrenne Moccia può giudicare i cantanti giovani, mentre un suo coetaneo qualunque no? Perché Mister 3MSC è uno che i gggiovani li capisce? Ma fatemi il piacere! Trovatemi un adolescente che si sente rappresentato da Step e compagnia bella, ché ci voglio parlare!
Siamo arrivati alla fine della serata: verso le due meno venti (meno male che stamattina non dovevo svegliarmi presto) sono stati proclamati i primi tre classificati. Terzo Jacopo Troiani, secondi i La Scelta, primi i Sonohra. Guardate, mancavano solo i Milagro sul podio al posto dei La Scelta e avevamo fatto tombola! Il mio primo pensiero è stato «Ecco qua, la musica italiana è alla frutta», ma poi, quando hanno assegnato il premio della critica ai Frank Head, ho concluso che qualche speranza c'è ancora. A proposito di premi della critica, sono riusciti ad inventarsene uno pure per Loredana Bertè, che ha ricantato anche ieri sera in coppia con Spagna. A questo punto non posso che concordare con chi sostiene che alla vulcanica cantante è stato riservato un trattamento eccessivamente di favore. L'avranno fatto a fin di bene (le lacrime di commozione scorrevano a fiumi sul palco ma anche in platea)... ma se, anziché pretendere di stare al centro dell'attenzione, lei si facesse vedere da uno bravo, non sarebbe un intervento più mirato?
scritto da gwendalyne alle ore 15:43 | permalink | commenti (2)
categoria: musica, televisione
venerdì, 29 febbraio 2008
Rieccomi qua a parlare di Sanremo. Ieri è stata la volta dell'ormai tradizionale serata dei duetti: i big hanno reinterpretato con la partecipazione di ospiti (cantanti, musicisti, attori, ballerini) il brano in gara, a volte modificandolo radicalmente... spesso in meglio, ma talora anche in peggio.
  1. La prima a salire sul palco è stata Loredana Bertè in coppia con Ivana Spagna, la quale, anche se da quando si è riappropriata della sua lingua madre mi dà sui nervi, ha cantato pur sempre molto meglio della collega. Ho letto che molti hanno definito l'interpretazione della Bertè "emozionante"... e potrei essere d'accordo, sempre che il fastidio che mi suscita si possa considerare un'emozione! Comunque, non ci trovo nulla di scandaloso nel fatto che abbiano permesso alla Bertè di esibirsi nonostante l'eliminazione (mi sconcerta di più il fatto che avesse superato le selezioni, per dire): innanzitutto, se è vero che lei era all'oscuro del plagio, non meritava di essere fatta fuori del tutto, e poi... visto che tanto ormai è fuori gara, che male fa se canta? (Beh, qualcosa di male l'ha fatto: si è esibita in manette per protestare contro l'eliminazione, che in fin dei conti era sacrosanta) Se fossi nei panni dei discografici, i quali ieri avevano minacciato un ammutinamento, me la prenderei piuttosto con i superospiti italiani previsti per stasera: non mi sembra affatto giusto che vengano pagati a peso d'oro per esibirsi, approfittandone magari per promuovere il loro ultimo disco, senza accettare il rischio di mettersi in gioco come fanno i cantanti in gara.
  2. I Finley si sono avvalsi della partecipazione della giovanissima messicana Belinda, che ha fatto salire un pochino il livello di un brano che considero tra i più scarsi in gara.
  3. Mentre Tricarico si produceva in un'interpretazione agli stessi infimi livelli di quella della prima serata, dietro di lui il Mago Forest metteva in scena una pantomima che francamente non ho capito. Comunque Francesco ha fatto bene a non scegliere come partner un altro cantante: ciò avrebbe potuto soltanto mettere in evidenza la penosità della sua performance!
  4. Mietta è stata accompagnata dai Neri per caso, sempre bravissimi e unici nel loro genere. Peccato che a mio parere il pezzo non si prestasse particolarmente ad una rielaborazione a cappella...
  5. Max Gazzè è fra quelli che a mio avviso hanno tratto il maggior giovamento dal duetto... anzi dal terzetto: ha cantato insieme a due cantautrici interessanti come Marina Rei e Paola Turci.
  6. La coppia formata da Fabrizio Moro e Gaetano Curreri degli Stadio era sorprendentemente ben assortita.
  7. Sergio Cammariere ha ospitato la regina brasiliana della bossa nova Gal Costa. Messi insieme, i due hanno raggiunto un livello probabilmente troppo alto e d'élite per potermi piacere!
  8. Un'altra accoppiata vincente era quella formata da Frankie Hi-Nrg MC e Simone Cristicchi. Il vincitore dello scorso anno non ha esattamente una gran voce... però con il rap (e con quella canzone) mi è sembrato particolarmente a suo agio.
  9. Il sassofonista Stefano Di Battista ha aggiunto un tocco di classe al brano dei Tiromancino... che però moscio era e moscio è rimasto! Al Dopofestival Federico Zampaglione ha litigato con Frankie Hi-Nrg MC: quando avrò guardato la registrazione (già il Festival finisce troppo tardi, seguire anche il Dopofestival in diretta è impensabile) potrò farmi un'idea di com'è andata. Intanto ho letto che Dave sta con Frankie, mentre Zoro parteggia per il signor Gerini...
  10. Eugenio Bennato ha cantato in coppia con la sua compagna Pietra Montecorvino. Lui la considera una delle più belle voci femminili italiani, ed io non arriverò a dire che l'amore oltre che cieco può essere pure sordo, però a me il suo stile interpretativo fa pensare un po' ad una strega!
  11. Per l'occasione Mario Venuti si è riunito con i Denovo, il gruppo nel quale aveva militato fino al 1990. A mio parere l'accoppiata non ha tolto, ma neanche aggiunto un granché al brano.
  12. L'Aura si è esibita con i Rezophonic, un collettivo di musicisti il cui scopo è raccogliere fondi in favore dell'Amref. Ma quant'è impegnata 'sta donna?! E poi, la nuova versione del suo pezzo mi è sembrata ancora più bella dell'originale.
  13. L'abbinamento di Gianluca Grignani con i Nomadi...? Beh, non male.
  14. Quel gran figaccione di Michael Bolton ha perso millemila punti nella mia stima per aver accettato di esibirsi con Anna Tatangelo, e soprattutto per aver ricoperto di lodi sperticate lei e [Modalità Autocensura ON] quella faccia da schiaffi [Modalità Autocensura OFF] di Gigi D'Alessio, il quale se ne stava seduto in prima fila, rosso come un peperone, ad ammirare l'amata. Beh, in fin dei conti poteva andare peggio: il duetto avrebbe potuto interpretarlo lui!
  15. L'esibizione di Paolo Meneguzzi con Tony Hadley degli Spandau Ballet è stata l'esempio tipico di come possa essere imbarazzante un duetto se ciascuno canta nella propria lingua... ma è stato ancora peggio quando l'inglese Tony ha provato a spiccicare qualche parola in italiano: era penoso sentirlo intonare «Grooondeeeee»!
  16. Little Tony si è esibito insieme ai Gipsy Kings. Le sonorità del gruppo gitano non avevano molto a che vedere con la canzone che accompagnavano, ma c'è di peggio: vedere il punto 18.
  17. Il brano di Amedeo Minghi non ha tratto un gran beneficio dal contributo delle sue ospiti, una pianista e un'arpista. Peccato, perché avrebbe avuto bisogno di un tocco migliorativo!
  18. Come dicevo al punto 16, c'è di peggio: Giò Di Tonno e Lola Ponce hanno scelto di essere accompagnati dai Los Vivancos, un gruppo di ballerini di flamenco la cui esibizione ha richiesto di inserire nel brano degli spezzoni di musica flamenca che non c'entravano un accidente. C'è stato però un lato positivo: i giovanotti erano davvero un bel vedere! A proposito della canzone, ho avuto un flash: il ritornello ricorda un po' (un po' tanto, a dire il vero) Sei nell'anima della stessa autrice Gianna Nannini.
  19. Il contributo di Paola e Chiara al brano di Michele Zarrillo non è stato particolarmente incisivo.
  20. Per finire, Toto Cutugno e Annalisa Minetti sono tornati a cantare insieme dopo i successi di Sanremo 2005. A me lei non piace (considero la sua intonazione un po' troppo enfatica e persino sguaiata), però ci sono rimasta male quando lei ha dovuto cantare il verso «Ti vedo lì fra le sue braccia, le stesse smorfie, la stessa faccia». Non mi è sembrato delicato nei confronti di una non vedente, ecco.
Tra gli ospiti stranieri c'era un bambino prodigio: il pianista Marc Yu, di nove anni. Sentendolo parlare e poi suonare, non si poteva non trovarlo mostruoso... nel senso buono, ovviamente! Ha perfino suonato un pezzetto della celebre Il suo nome è Donna Rosa, cavallo di battaglia del Superpippo nazionale.
Ieri sera ho scoperto che il Festival è addirittura sottotitolato, ed ho aperto Televideo alla pagina 777 per verificare. Beh, suppongo che trattandosi di una diretta non si possa fare di meglio. Quello che mi chiedo però è: quanto hanno senso i sottotitoli per non udenti, trattandosi di una trasmissione prettamente musicale? Non sarebbe meglio privilegiare la sottotitolazione di film, telefilm e fiction? (Devo comunque riconoscere che la Rai è molto più avanti di Mediaset, da questo punto di vista)
scritto da gwendalyne alle ore 18:36 | permalink | commenti (1)
categoria: musica, televisione
mercoledì, 27 febbraio 2008
Dopo il post-fiume sulla prima serata del Festival, non potevo non scrivere qualcosa anche sulla seconda!
Quando venne reso noto l'elenco dei big che avrebbero partecipato a Sanremo, io manifestai subito la mia intenzione di fare il tifo per Giò Di Tonno e Lola Ponce. Dopo aver assistito alla loro esibizione, non posso che confermare il proposito espresso a scatola chiusa. Se fossi stata in giuria ieri sera, un bel dieci non gliel'avrebbe levato nessuno! La loro è una canzone d'amore piuttosto tradizionale ma suggestiva, interpretata come si deve (la classe non è acqua! ), che mi ha un po' riportato alla mente le atmosfere del bellissimo musical Notre Dame de Paris di cui i due erano protagonisti... anche se il pezzo è stato scritto da Gianna Nannini, e originariamente faceva parte della sua opera rock Pia de' Tolomei. Nel sondaggio promosso da Corriere.it, Giò e Lola al momento si piazzano al secondo posto... ma dubito che si tratti di un sondaggio attendibile, anzi spero che non lo sia, dato che in testa c'è Loredana Bertè! Decisamente più incoraggiante è il fatto che attualmente il duo sia dato per favorito dalle agenzie di scommesse. Incrociamo le dita... e magari televotiamo! Già, anche se mi sono sempre detta contraria, mi sa che questa volta televoterò pure io: mi voglio rovinare!
A proposito della Bertè, l'imprevedibile cantante calabrese ha voluto partecipare al Festival con l'obiettivo di vincere il premio della critica intitolato a sua sorella Mia Martini... e chissà che alla fine non l'accontentino, come hanno già fatto ammettendola in gara. Sarò maliziosa ma, se non avesse tentato (o finto di tentare) il suicidio, non so se avrebbe superato tanto agevolmente le selezioni.
Alt, un momento, fermi tutti: ho appena scoperto che il brano della Bertè è stato escluso per plagio!
Confermo anche che, se avessi potuto, avrei dato il minimo dei voti ai Finley. Già non li reggo... se poi tocca ascoltarli non in un pezzo rockeggiante come quelli che li hanno portati al successo, ma in una ballad lenta alquanto moscia, mi chiedo che senso abbia la loro presenza al Festival!
Sergio Cammariere secondo me dovrebbe limitarsi a comporre, evitando di cantare, visto che ha poco più di un fil di voce. Quando cantò Tutto quello che un uomo mi fece una migliore impressione... ma mi sa che il pezzo di quest'anno non è agli stessi livelli.
Si è parlato molto del brano dei Tiromancino, presentato con un'etichetta propria perché alla Emi non era affatto piaciuto l'argomento trattato: un discografico, per salvaguardare gli interessi della casa, non si fa scrupoli di licenziare trentacinque dipendenti. Il testo è lodevole, non c'è che dire... peccato che non possa dire lo stesso della musica (di rara "mosceria") e dell'interpretazione (a Federico Zampaglione mi vien voglia di offrire un bell'ovetto sbattuto, ché magari si ripiglia un po'! ).
Più che sufficiente a Mario Venuti e soprattutto a Mietta, con un pezzo non scontato e ben interpretato. Vorrei chiederle come fa a mantenersi così bene: non che sia "vecchia" (ha 38 anni) ma, anche se non si direbbe, ha praticamente il doppio dell'età che aveva quando cantò l'indimenticabile "trottolino amoroso" insieme al suo pigmalione Amedeo Minghi. Anche quest'ultimo è in gara quest'anno... e, visto che non mi sono ancora ripresa dalla smania dei voti, non gli avrei dato più di cinque: sempre uguale a se stesso... come pure Gianluca Grignani, del resto. Mi dicono che si sia esibito anche un certo Little Tony... ma a me non risulta!
Ecco i Giovani che hanno passato il turno:
  • I La scelta erano i miei preferiti di ieri sera: hanno proposto un brano piuttosto orecchiabile dalle sonorità africaneggianti.
  • I Sonohra hanno scelto tale nome perché «ha un suono musicale e ricorda un deserto della California»; peccato per l'acca messa completamente a casaccio. Quest'anno non bastava un duo di cloni degli Zero Assoluto, ce ne hanno propinati addirittura due ("due dui"... ah ah ah! )... e il problema è che sono andati entrambi in finale!
  • Il pezzo della giovanissima e grintosa Ariel non è male.
  • L'ancor più giovane e imberbe Jacopo Troiani sembra appartenere all'inquietante categoria dei pischelli che sono stati appena scartati alle selezioni per lo Zecchino d'Oro per raggiunti limiti di età, e allora ci provano con Sanremo. Nel 2003 fu la volta della tredicenne Alina, che poi è praticamente sparita dalla circolazione; lei però la voce ce l'aveva, almeno!
Passando agli eliminati...
  • Dopo Daniele Battaglia, non ce l'ha fatta neanche l'altro figlio di papà Francesco Rapetti. Il fatto che suo padre Mogol l'abbia aiutato scrivendo il testo del suo brano non gli è bastato a passare il turno.
  • Il brano di Valeria Vaglio poteva sembrare in tutto e per tutto una canzone d'amore delle più classiche... ma un paio di versi inequivocabili («come sei bella la mattina appena sveglia», «senza lei non so più stare») l'hanno trasformata in un inno al lesbismo; perlomeno, è così che è stato percepito, viste le polemiche. Quei riferimenti all'amore tra due donne mi suscitano un duplice interrogativo. Primo: se non ci fossero stati, le giurie sarebbero state più generose? Secondo: se non ci fossero stati, la commissione selezionatrice avrebbe ammesso il brano in gara?
  • Il militare di carriera Rosario Morisco ha messo in musica le esperienze vissute in missione di pace. Secondo me il suo brano l'avrebbe meritata eccome, la finale!
Affinché le serate festivaliere durino il più a lungo possibile, vengono costellate di ospiti non sempre di altissimo livello. Ancora mi chiedo cosa abbiano invitato a fare la cosiddetta Seleçao dei sacerdoti. E poi... non sono mai stata una "duraniana", e se lo fossi stata credo che mi si sarebbe spezzato il cuore a vedere i Duran Duran oggi, a venticinque anni dai loro più grandi successi; inoltre mi pare assurdo che abbiano accettato di cantare in playback per volere degli organizzatori. Ma io dico... che se lo guadagnino, il loro cachet milionario! Ieri sera sono stati presentati anche alcuni brani dell'opera popolare Giulietta e Romeo, composta dall'autore di Notre Dame Riccardo Cocciante. Si è trattato indubbiamente di una "marketta" (per dirla con Chiambretti), però di altissima qualità. Nulla a che vedere con l'indecoroso siparietto di lunedì sera con il quale Carlo Verdone ha promosso il suo film in uscita. Se avevo voglia di andare a vederlo al cinema, mi è decisamente passata!
Questo Festival è proprio in crisi di ascolti, e Pippo Baudo ha palesemente i nervi a fior di pelle: lo testimoniano le parolacce che si è lasciato sfuggire durante la conferenza stampa di stamattina!
scritto da gwendalyne alle ore 19:44 | permalink | commenti
categoria: musica, televisione
martedì, 26 febbraio 2008
Avevo preannunciato una chicca all'indomani della prima serata del Festival di Sanremo... ed eccola qua: dovete sapere che ieri sera ho fatto parte della giuria demoscopica, non so se...!!!  Se aveste visto com'ero gasata quando ho ricevuto l'invito dalla Ipsos, avreste un'idea di come considero vuota la mia vita...  ma tant'è, io Sanremo l'ho sempre seguito, e l'idea di poter influire sia pure in misura minima sul risultato finale mi esaltava!
Qui di seguito troverete un mio giudizio su ciascuna delle canzoni in gara, insieme al voto che ho dato. Potrete notare che sono stata fin troppo generosa... ma, essendo partita con voti relativamente alti, non mi sembrava giusto nei confronti dei cantanti successivi abbassare drasticamente il mio standard di giudizio. Sono stata di manica larga anche perché ho tenuto conto del fatto che raramente le canzoni mi piacciono al primo ascolto (infatti, se avessi potuto scegliere, avrei preferito votare dopo la seconda serata)... ma mi sa che fra quelle di quest'anno ce ne sono parecchie che non mi piaceranno mai! A questo punto esigo di ascoltare tutte le canzoni che sono state scartate dalla commissione selezionatrice, con tanto di strascichi polemici. No, è che devo sapere se erano più brutte di quelle in gara!
Ma passiamo ai big (in ordine di uscita sul palco)...
  • Paolo Meneguzzi, Grande: voto 6. La melodia è di scarso impatto, l'intonazione inadeguata, il testo (eletto dai 3 cani come il più "sanremese" di quest'anno) è di una banalità sconcertante: mi meraviglio di Gatto Panceri, che ha scritto decisamente di meglio. Alla fine ho optato per la sufficienza soprattutto perché pensavo di far piacere a mia madre, visto che Paolino è il suo idolo anche se lei non è una teenager (e neanch'io lo sono)... salvo poi scoprire che questa volta lei l'ha bocciato.
  • L'Aura, Basta!: voto 8. La fanciulla ha una voce limpida e sa usarla in modo molto particolare, ha scritto un brano con un testo impegnato contro la guerra: posso parlarne male?
  • Toto Cutugno, Un falco chiuso in gabbia: voto 5. Non me la sono sentita di punire più severamente "l'eterno secondo", al ritorno sulle scene dopo una grave malattia. Il brano tratta in maniera non particolarmente originale ma abbastanza credibile la storia di un amore tormentato.
  • Frankie Hi-Nrg MC, Rivoluzione: voto 9. Mi incuriosisce, quest'uomo che vuole fare il rapper trasgressivo ma ha la faccia di un impiegato del catasto! Il brano è fra i più orecchiabili, il testo è interessante, e mi piace il suo modo di rappare... a differenza per esempio di Fabri Fibra e J Ax, che appiccicherei volentieri al muro.
  • Fabrizio Moro, Eppure mi hai cambiato la vita: voto 3. Ecco uno a cui si addice la classica frase «Questo qui ha una faccia che non mi piace per niente»! Credo proprio che non ripeterà l'exploit dell'anno scorso, quando si impose tra i Giovani con un pezzo contro la mafia la cui ispirazione gli era venuta non dopo essersi informato, ma dopo aver visto la fiction televisiva su Paolo Borsellino. Quest'anno ci riprova con una canzone d'amore: l'inizio è parlato, e quando Moro arriva alle note alte la sua voce sembra quasi il lamento di un animale ferito! Mah, se va avanti così, mi sa che dovrà ritornare al vecchio mestiere di facchino in un albergo, che svolgeva fino all'anno scorso, dopo la sua fallimentare esperienza sanremese del 2000 che ben pochi ricorderanno. Il brano di quest'anno l'ha scritto sul Grande Raccordo Anulare, perché «quando sono depresso prendo la macchina e comincio a girare in tondo attorno a Roma». Mah, io il GRA lo conosco, e mi sa che, quando sono un po' giù, quella è una delle ultime strade che vorrei percorrere!
  • Anna Tatangelo, Il mio amico: voto 4. Alla vincitrice annunciata di quest'anno ho dato il voto più basso che potevo. Di più non potevo scendere: la sgualdrinella (perché io sono di mentalità aperta, eh! ) è intonata, non c'è che dire, e la tipica musica "dalessiana" non è poi così irritante in assenza della voce dell'autore. Il testo è contro le discriminazioni nei confronti dei gay; ho il sospetto che sia mirato semplicemente a dare una bella immagine politically correct sia all'autore sia alla cantante... ma, non volendo fare un processo alle intenzioni, mi sono trattenuta dal dare 1. Fenomenale, la battuta detta da Lucia Ocone nei panni di Mina al Dopofestival: «Bella canzone quella sui gay sensibili, ne farò una sui negri che hanno il ritmo nel sangue, oppure una sul latte che è pieno di calcio: l'album si chiamerà Mina canta i luoghi comuni».
  • Michele Zarrillo, L'ultimo film insieme: voto 6. Siccome sono una "zarrillista" da sempre, gli ho dato la sufficienza... ma stavolta non la meritava.
  • Eugenio Bennato, Grande Sud: voto 6. Il voto è una media tra il 10 che meritava per la tematica (l'immigrazione), l'arrangiamento basato su strumenti etnici, l'inserimento nel testo di frasi in varie lingue del Sud d'Italia e del mondo... e il 2 che meritava per la delusione che ho provato quando ho capito che il ritmo non era affatto irresistibile come assicurava chi aveva ascoltato il pezzo in anteprima.
  • Max Gazzè, Il solito sesso: voto 6. Sul finire della serata, sono stata particolarmente buona con i voti. Max aveva dichiarato «Forse i miei fan resteranno perplessi dall'arrangiamento per me insolito, perché uso una tonalità molto bassa e un'ambientazione un po' swing, un po' alla Paolo Conte». Un po' tanto moscia, Max, diciamocelo! Anche se non posso dirmi una tua fan, hai cantato brani decisamente migliori.
  • Tricarico, Vita tranquilla: voto 3. Musica insignificante, testo sciapo, interpretazione da pianto (per non parlare della faccia, un'altra di quelle che «non mi piacciono per niente»). Ancora non mi capacito di avergli dato un voto così alto. Mah, sarà stato un rigurgito di tenerezza nei confronti dello sfortunato scolaretto di Io sono Francesco...
... e poi ci sono i gggiovani!
  • Milagro, Domani: voto 4. Argutamente ribattezzati "Sottozero Assoluto" da una giurata che sedeva dietro di me. A TV Sorrisi e Canzoni hanno dichiarato: «Siamo malinconici, e allora?». No, cari ragazzi, per usare un aggettivo ormai sdoganato da Beppe Severgnini, voi siete proprio pallosi: è ben diverso!
  • Andrea Bonomo, Anna: voto 6. Il suo brano, come Portami a ballare di Luca Barbarossa, è dedicato alla mamma, ma lo si scopre solo nel finale. Trovo sconvolgente il verso «Anna è forse l'unica persona che io potrei sposare». Altro che complesso di Edipo!
  • Frank Head, Para parà ra rara: voto 9. Li ho premiati perché tra i brani dei Giovani il loro era il più vivace e scatenato, ispirato (se non sbaglio) alla musica di Goran Bregovic.
  • Melody Fall, Ascoltami: voto 2. Volete la motivazione? Eccola: non abbiamo bisogno di cloni dei Finley! È un peccato che io non possa essere in giuria anche stasera: mi sarei tolta la soddisfazione di dare 1 agli originali... così, a prescindere! Grazie al loro sito, i Melody Fall sono già popolarissimi in Giappone. Qualcuno ha qualcosa in contrario, se emigrano lì per sempre?
  • Daniele Battaglia, Voce nel vento: voto 6. La canzone non era poi male, per questo mi sono trattenuta dal dargli un brutto voto, anche se avrei voluto visto che pensavo: chissà quanti cantanti molto più dotati di lui vocalmente sono costretti ad un'interminabile gavetta perché non possono vantare cotanto padre? (Comunque Daniele è pur sempre più intonato dell'altro "figlio di Pooh", Francesco Facchinetti)
  • Valerio Sanzotta, Novecento: voto 7. Anche se la Storia non è proprio il mio forte, ahimé, o forse proprio per questo... ho voluto premiare un brano che si propone di essere «una rapida carrellata di 60 anni di storia repubblicana», impreziosito da parole desuete come «barbaglia», «scolorava» e «rugge» anziché ruggisce (mi ricorda «quello spirto guerrier ch'entro mi rugge» di foscoliana memoria); non per niente il ragazzo è laureato in Lettere e dottorando in Filologia classica. La musica (abbastanza orecchiabile) e lo stile mi ricordano qualche cantautore italiano impegnato... forse De Gregori?
  • Giua, Tanto non vengo: voto 6. La ragazza ha vinto parecchi prestigiosi premi musicali. Il brano che porta a Sanremo non è niente di speciale, ma godibile, soprattutto dopo che la tonalità sale.
A fine serata sono stati resi noti i verdetti delle giurie demoscopiche. Passano in finale Giua, Valerio Sanzotta, Frank Head e Milagro (nooooo!).
Due parole (senza voto) sui conduttori. Pippo Baudo è sempre lui: garanzia di impeccabilità... tanto che gli perdono pure il suo voler essere sempre al centro dell'attenzione. Credevo che Piero Chiambretti avrebbe regalato un po' di simpatia, ma mi è calato tantissimo con certe sue battute: ad esempio quando ha dato al non proprio giovanissimo maestro Pippo Caruso un mazzo di fiori, dicendogli «Li metta sulla tomba». La semisconosciuta Andrea Osvart è stata una rivelazione: non soltanto è elegante, con dei lineamenti praticamente perfetti (suppongo però che i maschietti avranno soffermato il loro sguardo un po' più in basso... ), ma è anche spigliata e parla l'italiano sicuramente meglio di tante sue colleghe che in Italia ci sono nate. Però è meglio che non la facciano cantare!
Una nota sull'aspetto forse più interessante di quest'esperienza: il buffet offerto dalla Rai prima dell'inizio della trasmissione. Io, che sono una persona abbastanza esile e dotata di autocontrollo, di fronte ai buffet perdo ogni ritegno e mi lancio sui tavoli con l'intento di assaggiare un po' di tutto. E ieri sera c'era proprio tutto quello a cui non so resistere: tartine assortite, pizze, pizzette, rustici, supplì, crocchette, olive ascolane, verdure fritte, insalate di riso e di pasta... E pensare che avevo riso di gusto, quando un amico mi aveva inviato per posta elettronica l'esilarante racconto della sua esperienza di giurato sanremese di qualche anno fa...
«Alle parole: "... un buffet offerto dalla RAI", orde scomposte di giurati si avventano verso il tavolo, forchettando tutto quello che si muove... e che dopo poco non si muove più. Piatti, coltelli, bicchieri branditi a mò di alabarda per sgominare gli avversari, alla conquista del proprio pezzo di focaccia, da poter esibire come trofeo. L'assalto ai forni, di Manzoniana memoria, viene declassato a rissa da scuole elementari. Eteree fanciulle, che fino ad un attimo prima avevano rifiutato cortesemente, ma con decisione, una caramella senza zucchero, sostenendo di essere a dieta, si lanciano a corpo morto su quei vassoi, difendendo con le unghie e con i denti il loro diritto ad un tozzo di pane. Dignità, ultima speme, dove sei? Ho visto gli occhi degli inservienti, atterriti. Impauriti, forse, di essere loro stessi preda di quelle belve fameliche, di dover sentirne i canini aguzzi nelle carni. Ho visto, in Corea, assalti al nemico molto più ordinati. Ho visto, da lontano, un piatto di pasta che mi supplicava, piangendo: "Prendimi, ti prego. Ti prego... noooooooooooo!". Ho tentato. Giuro che ho tentato. Gli déi mi sono testimoni. Non c'è stato nulla da fare. (Singhiozzo) Pensateci bene, o futuri sposi, se vorrete lenire i dolori di quel fatidico giorno. Organizzate un buffet, invece del solito, stantìo pranzo di nozze. Il vostro spirito ne gioverà, e non mancheranno le occasioni per disfarvi di quel parente tanto antipatico, facendolo passare per un incidente. Tragica fatalità»
scritto da gwendalyne alle ore 21:22 | permalink | commenti (5)
categoria: musica, televisione
venerdì, 22 febbraio 2008
Mi riesce difficile credere che il giornalista del Corriere della Sera Aldo Grasso, quando ha scritto quest'articolo sulla singolare similitudine tra la voce del comico Maurizio Milani e quella di Olindo Romano, autore insieme alla moglie Rosa Bazzi della tristemente nota strage di Erba, non fosse al corrente dell'esistenza di questo post (con relativo filmato) pubblicato dal blogger catominor. Io comunque tutta questa sconvolgente similitudine non la noto: trovo che, ad esempio, la parlata del Berlusca e quella di Roberto Mercandalli, il "cumenda" del Grande Fratello 8 (il reality non lo seguo, ma i suoi spezzoni vengono infilati in un sacco di programmi), siano già più somiglianti!
scritto da gwendalyne alle ore 16:37 | permalink | commenti
categoria: internet, televisione, informazione
giovedì, 21 febbraio 2008
Rieccomi qua a parlare della campagna elettorale... Cosa posso farci, è più forte di me!
Anche se molte delle battaglie portate avanti dai radicali le trovo condivisibili, non so se mi piace l'idea dell'intesa fra loro e il Partito Democratico, anche perché non mi sono chiari i termini dell'accordo. Checché ne dicano quelli del Pdl, comunque, non è che loro stiano messi meglio dal punto di vista degli alleati: leggere (e guardare) per credere!
Dopo le candidature di Mara Carfagna (deputata uscente), Katia Noventa e perfino di Angela Sozio, la rossa del Grande Fratello 3, a Silvio Berlusconi è toccato incassare il no di Aida Yespica. Peccato, perché la presenza della procace showgirl nelle liste di Forza Italia sarebbe stata perfettamente in linea con una tipica abitudine del Cavaliere: quella di candidare persone che presumibilmente di politica non si sono mai interessate e magari ne capiscono ben poco, ma sono popolari e spesso anche di bell'aspetto, ed è così che riescono a portare a casa un bel po' di voti se non addirittura il titolo di onorevole... Argh, non fatemici pensare! Per il momento mi consolo pensando alle frecciatine lanciate al Berlusca dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga...
scritto da gwendalyne alle ore 19:39 | permalink | commenti (1)
categoria: politica, televisione
martedì, 19 febbraio 2008
Avrei voluto scrivere qualcosa sull'appello anti-elettorale un tantino qualunquista lanciato da Fiorello oppure sul tizio che ha messo all'asta su eBay il suo voto alle politiche, ma mi sono ripromessa di contenermi sull'argomento, per cui passo oltre!
Caravaggio, che fino all'entrata in vigore dell'euro era per molti sinonimo di "banconota da centomila lire", è sempre stato uno dei miei pittori preferiti, per il suo sapiente uso dei colori caldi e la capacità di rendere atmosfere crepuscolari... e non vado oltre, ché non mi pare il caso di improvvisarmi critica d'arte! Poiché della sua biografia (segnata da una personalità tutt'altro che facile) sapevo poco o nulla, ho voluto seguire la fiction a lui dedicata, trasmessa ieri e l'altroieri sera da Raiuno. Ebbene, vi dirò che mi è piaciuta soltanto la fotografia: si vedeva proprio che era curata da un maestro come Vittorio Storaro, e sembrava quasi di ammirare un quadro dell'epoca in movimento. Ah, ovviamente fra le cose piacevoli da vedere metto anche il protagonista Alessio Boni: non sarà bello come un Raoul Bova, ma è diecimila volte più intenso ed espressivo!
scritto da gwendalyne alle ore 15:03 | permalink | commenti
categoria: televisione
giovedì, 14 febbraio 2008
L'ultima vittima in ordine di tempo dell'impietoso occhio di Tgcom, la cui tendenza gossippara del momento è quella di scovare la cellulite sulle cosce delle donne famose, è Alessia Marcuzzi. Devo ammettere che sono rimasta un po' perplessa quando ho letto che le gambe della conduttrice venivano definite «da urlo», poiché a me invece sono sempre sembrate un po' troppo magre e "stortignaccole", e mi chiedevo perché mai lei si ostinasse ad indossare minigonne alquanto audaci: non c'è nessuno che le consigli di optare per una longuette, che magari le dona di più?
scritto da gwendalyne alle ore 15:46 | permalink | commenti
categoria: internet, televisione, salute e bellezza
martedì, 12 febbraio 2008
Anche se non crederò mai che Ronaldo debba la sua sorprendente chioma attuale all'uso intensivo di Crescina, trovo che lo spot del prodotto interpretato dal calciatore sia simpatico e ben riuscito!
scritto da gwendalyne alle ore 22:03 | permalink | commenti
categoria: sport, televisione, salute e bellezza
lunedì, 04 febbraio 2008
Sul numero 5 di TV Sorrisi e Canzoni è stato pubblicato il servizio di presentazione del nuovo show Uomo e gentiluomo, condotto da Milly Carlucci.
Prima parentesi: dal mio punto di vista vale la pena di guardarlo, se non altro per rendersi conto che c'è chi se la cava molto peggio di me ai fornelli; venerdì Nino D'Angelo alle prese con gli gnocchi alla sorrentina è stato esilarante!  Seconda parentesi: guardando filmati come questo, si capisce che il concorrente Al Bano ne ha di strada da fare, prima di diventare un perfetto gentiluomo...
Chiuse le parentesi, nell'articolo di Sorrisi veniva presentato un "dodecalogo" di norme che la persona di mondo dovrebbe assolutamente seguire, corredato dai commenti della nobildonna Sibilla della Gherardesca e della giornalista Cristina Parodi, entrambe autrici di manuali sul bon ton. Leggendo quell'elenco, ho dovuto ammettere che non rispetto alla lettera tutte le regole, e quindi non sono impeccabile come credevo...
  1. Non si dice mai "piacere". Meglio "Mi fa piacere incontrarti", oppure "Molto lieto". Vabbe', ma son sfumature... Io comunque non amo certi convenevoli.
  2. Non si chiede l'età a una signora. Anche questa regola (che comunque è rivolta prevalentemente ai maschietti, presumo) tendo a rispettarla, poiché la mia discrezione è superiore alla mia curiosità. Può capitarmi di contravvenire giusto se incontro una donna che, pur sembrando una ragazzina, è già laureata e/o madre di famiglia.
  3. Non si indica mai con il dito. Questo lo so fin da piccola, e sicuramente evito di farlo per accompagnare frasi del tipo "Anvedi quello com'è conciato!". Ma in molti casi, se il mio interlocutore non capisce di cosa sto parlando, trovo utile aiutarmi con i gesti.
  4. Si deve sempre evitare di parlare ad alta voce. Su questo non ho proprio bisogno di lezioni, anzi. Di solito, al contrario, mi capita di essere invitata ad "alzare il volume" perché le persone capiscono a stento quel che dico.
  5. Non bisogna rivolgersi con il "tu" a chi non si conosce. Per carità, io tendo ad abusare fin troppo del "lei", lasciando a volte di stucco il mio interlocutore. Ciononostante rimango convinta che, se si diffondesse l'abitudine di darsi tutti del "tu" (più o meno come avviene nel mondo anglosassone), non ci sarebbe nulla di male: le cosiddette "forme di cortesia" ed il rispetto del prossimo non vanno necessariamente di pari passo.
  6. Non si dice mai "Salute!". Ne avevo sentito parlare (ed ho anche posto una domanda su Yahoo! Answers al riguardo), ma... ahi ahi ahi, quando qualcuno starnutisce mi ostino a rifiutare di far finta di niente! Mi limito ad aspettare che il mio interlocutore si sia ripreso dallo starnuto, prima di dire "Salute". Sibilla della Gherardesca aggiunge che «la buona creanza vorrebbe addirittura che lo starnuto venga trattenuto» (sèèè, come se fosse facile riuscirci senza rischiare di strozzarsi!), e conclude che «è molto meno grave dire "Salute" quando uno starnutisce che dire "Salve" quando si saluta qualcuno». Doppio ahi ahi ahi! Non di rado mi capita di dire "Salve", che mi sembra un saluto valido quando non si sa se dare del "tu" o del "lei"... ed inoltre è un'eredità dei nostri avi dell'antica Roma, mica di qualche civiltà barbarica!
  7. Al ristorante non si fa mai entrare per prima una signora. Questa regola poteva avere un senso ai bei tempi andati, ma oggigiorno mi pare un tantino ridicola. Va bene essere galanti, però...
  8. Non presentatevi mai a casa di qualcuno a mani vuote. Mi sembra doveroso portare un pensierino a chi mi invita... Il problema è sceglierlo!
  9. Vietato dire "Buon appetito". Idem come per il punto 6.
  10. I regali non vanno mai riciclati. Sono d'accordissimo, ma... allora come mai le stesse gentildonne ammettono la pratica del riciclo a certe condizioni?
  11. A tavola è proibito... fare la scarpetta (almeno nelle occasioni formali), tagliare il pesce con il coltello ed usare lo stuzzicadenti. La scarpetta la evito senza problemi. Per quanto riguarda il pesce... ahimé, è un tasto dolente: sono capace di "litigare" con buona parte dei prodotti ittici, soprattutto crostacei! Lo stuzzicadenti... beh, no: se proprio ne sento la necessità, attendo di poter fare ricorso al filo interdentale.
  12. Mai inviare sms "circolari". Anche in questo caso... ahi ahi ahi! A Natale e Capodanno ho mandato a tutti più o meno lo stesso messaggio. Vabbe' che «ogni persona ha bisogno di un augurio personalizzato», ma con gli auguri di Natale non è che ci sia molto da sbizzarrirsi! Devo comunque dare ragione alla Parodi: «Meglio chiamare di persona o scrivere un biglietto».
Allora, che ne dite: in fatto di buone maniere sono promossa, rimandata o bocciata?
scritto da gwendalyne alle ore 21:25 | permalink | commenti (1)
categoria: televisione, in edicola
sabato, 02 febbraio 2008
C'è un motivo per cui secondo me vale la pena di sintonizzarsi su Raiuno tra le 19.50 e le 20.00 dei giorni feriali: poter seguire la Ghigliottina, il gioco finale del quiz L'eredità. Mi diverto sempre a cimentarmi con tale prova, che peraltro considero un utile esercizio per la materia grigia, e non di rado riesco ad azzeccare la soluzione. Di recente ho scoperto che esiste un sito non ufficiale del gioco, dove è possibile trovare le ghigliottine originali del quiz televisivo, e gli utenti possono anche sottoporre le proprie "creazioni".
scritto da gwendalyne alle ore 16:21 | permalink | commenti
categoria: internet, televisione
giovedì, 24 gennaio 2008
Mi chiedevo... ma a realizzare i collegamenti in esterna dei telegiornali ci vanno solo il giornalista e il cameraman? Non c'è mai una terza persona che possa allontanare l'intruso di turno?
(A me comunque quel tizio lì non sembrava il rompiscatole da Guinness Gabriele Paolini, ma un suo emulo)
scritto da gwendalyne alle ore 13:42 | permalink | commenti
categoria: televisione, informazione
mercoledì, 23 gennaio 2008
Nell'intervista rilasciata a TV Sorrisi e Canzoni, la conduttrice del Grande Fratello (che mi vanto di non aver guardato neppure di striscio, l'altra sera) Alessia Marcuzzi ha rievocato il periodo in cui faceva provini su provini, e viveva «con la minigonna e i tacchi a spillo in borsa». Alla domanda dell'intervistatrice, «E qualche dirigente ha mai provato a sedurla?», la Marcuzzi ha risposto «Mai, nemmeno mezzo. E anzi, a un certo punto mi sono perfino domandata: ho qualcosa che non va? Lo scriva: mi sarebbe pure piaciuto...». Sono io che sono troppo bacchettona, oppure è lei che a rilasciare una dichiarazione del genere non ci fa proprio una grandissima figura?
scritto da gwendalyne alle ore 18:57 | permalink | commenti
categoria: televisione, in edicola
martedì, 22 gennaio 2008
Ieri sera ha debuttato il nuovo show di Fiorello, annunciato come "il varietà più breve della storia della televisione". Ma fin dalla prima puntata ha smentito il suo titolo, W RadioDue... minuti: stando a Tvblog, è durato ben 22 minuti e 41 secondi e, siccome subito dopo è andato in onda pure Soliti ignoti con Fabrizio Frizzi, l'orario d'inizio della prima serata di Raiuno è slittato notevolmente. Devo dire che ho trovato il mica-poi-tanto-mini-show abbastanza deludente: molto meglio la versione radiofonica. Credo che i suoi ascolti record (oltre dieci milioni di telespettatori) siano dovuti alla curiosità suscitata dal martellante battage pubblicitario... ma difficilmente l'exploit si ripeterà, a mio parere. E poi, diciamocela tutta: Fiorello sarà pure il più grande showman in circolazione, ma ho la netta impressione che venga esaltato in maniera eccessiva!
scritto da gwendalyne alle ore 14:49 | permalink | commenti (2)
categoria: televisione
venerdì, 18 gennaio 2008
Spero che Carlo Conti ed il suo staff autorale apportino qualche modifica al varietà del sabato sera di Raiuno I migliori anni per renderlo un tantino più accattivante... perché mia madre, che in teoria dovrebbe far parte di quella fetta di pubblico alla quale è maggiormente indirizzato il format, dopo aver seguito per un po' la prima puntata si è stufata ed ha girato su Gabbia di matti. Se il sabato sera mi tocca guardare la televisione, non esiste proprio che mi accontenti del Bagaglino! Ecco alcune ragioni della mia avversione...
  • Le battute, oltre a denotare simpatie politiche che non condivido, non mi fanno minimamente ridere, e neanche riflettere... per quanto loro la chiamino satira.
  • Non dubito che gli imitatori passino ore al trucco, ma tanto non c'è verso che assomiglino agli originali!
    [Una breve digressione sulle imitazioni. Di norma, a Quelli che il calcio e..., Max Giusti e Lucia Ocone si spartiscono i personaggi da imitare nel modo più ovvio: lui imita i personaggi maschili, e lei quelli femminili. Qualcuno vorrebbe allora spiegarmi perché mai l'imitazione di Rosy Bindi la fa Max? Non posso negare che la grintosa "ministra" non sia esattamente un portento di femminilità, ma farla impersonare da un uomo mi sembra alquanto sconveniente, se non addirittura offensivo. Al Bagaglino, almeno, mi risulta che gli imitatori siano tutti uomini... pure quello che interpreta Carla Bruni!]
  • In Gabbia di matti sono previste alcune esibizioni di esponenti politici. Ebbene, leggendo un commento ad un post di Daniele Luttazzi, ho scoperto che la senatrice di Forza Italia Ombretta Colli ha raccontato una barzelletta a dir poco squallida:
    «Sandro Pertini, presidente molto amato dai giovani, un giorno si reca in un'università per un incontro con i ragazzi. Dopo che li ha elogiati dicendo che i giovani devono essere amati perché sono il futuro e la speranza dell'Italia, un ragazzo gli si avvicina e gli chiede: "Presidente, come faccio a trovare lavoro?", e Pertini: "Proprio a me lo chiedi, che nella vita non ho mai fatto un c***o?!"»
    Ma io dico, una frase del genere potrebbe essere attribuita in maniera molto più calzante a chissà quanti politici in attività, senza bisogno di chiamarne in causa uno ormai da tempo passato a miglior vita. Perché infangare la memoria di uno dei presidenti più amati della storia della Repubblica? Per far ridere? Sai che risate, poi... Immagino che anche il povero Giorgio Gaber, il defunto consorte della "signora" Colli, si sia rivoltato nella tomba!
scritto da gwendalyne alle ore 21:21 | permalin