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martedì, 27 ottobre 2009
Questa sera mi sento inspiegabilmente giù di morale (più del solito, perlomeno)... e per distrarmi un pochino ho pensato di dare un'occhiata alle foto scattate durante le vacanze estive (cosa che l'anno scorso si era resa impossibile, mannaggia! ). Nelle settimane successive al mio ritorno da Merano ne ho selezionate circa centotrenta su un totale di 324, per poi caricarle su Flickr... ma non mi ero ancora decisa a linkare i relativi set fotografici su questo blog. Provvedo adesso che è ormai autunno inoltrato, al solito motto di «meglio tardi che mai»...
[Nel frattempo il signor Flickr si è premurato di avvisarmi che ho raggiunto quota 191 foto caricate, e se, arrivata a 200, non passerò a un account Flickr Pro, potrò visualizzare solamente le 200 foto più recenti. Uffa! ]
Non ho ancora fatto stampare nessuna di queste foto, e chissà se mai lo farò (se decidessi di farlo, probabilmente la cartuccia del verde verrebbe messa a dura prova! ). In effetti, dal giorno della mia "conversione" alla fotografia digitale, quanto più è aumentato il numero di foto scattate, tanto più è diminuita la mia frequentazione dei laboratori di stampa fotografica. L'ultima volta che ho stampato le mie foto è stata qualche mese fa: ho convertito i miei punti del concorso Saturn e-club, in prossimità della scadenza, in un buono valido per usufruire gratis del servizio Easy Print, ho accuratamente scelto 100 foto relative agli ultimi sei anni circa, e ne ho ordinato la stampa comodamente da casa utilizzando l'apposito software. Poi non mi è rimasto da fare nient'altro che recarmi, dopo qualche giorno, nel punto vendita prescelto (quello di Sambuceto, ovviamente) per ritirare le stampe. Certo, sono un po' piccoline (formato 10x13 cm, quello alternativo era 10x15)... ma poter sfogliare i ricordi senza bisogno di accendere il computer (o la cornice digitale) ha pur sempre il suo fascino vintage!
scritto da gwendalyne alle ore 22:14 | permalink | commenti (2)
categoria: viaggi, tecnologia
domenica, 27 settembre 2009
Quando l'insoddisfazione si fa sentire, mi basta ripensare a un servizio andato in onda qualche mese fa nel corso di Tg2 Costume e Società per tirarmi su il morale... anche se non più di tanto, in effetti. Il servizio, che richiama non poco (ma senza citarlo) un articolo uscito pochi giorni prima sul Corriere Padano, illustra alcuni mestieri curiosi, anche interessanti ma niente affatto remunerativi, riconducibili al cosiddetto settore quaternario.
Sempre a proposito di professioni poco gratificanti, segnalo una breve galleria fotografica intitolata «Quit complaining about your job!» (smettila di lamentarti del tuo lavoro) e la geniale campagna pubblicitaria di un sito tedesco di recruiting online affissa sui distributori automatici.
Personalmente l'apice della contentezza sul lavoro l'ho raggiunto quando mi hanno detto che la ditta stava organizzando un week-end a Mirabilandia per dipendenti e familiari (era previsto solamente un modesto contributo spese). La fanciullina che è in me non stava più nella pelle! 
Ebbene, in questo momento avrei dovuto volteggiare sul Katun, l'inverted coaster più lungo d'Europa... o più probabilmente avrei fatto un giro sul Mirabilandia Express, visto che oggi sono molto più fifona della prima e ultima volta in cui visitai il parco tanti anni fa... e invece come mai mi trovo a casa, al computer? Beh, la gita è andata a monte a causa dell'insoddisfacente numero di adesioni. Pare che in questo fine settimana si concentri un gran numero di matrimoni e cerimonie ai quali i potenziali partecipanti non potevano proprio mancare. SIGH, SOB, SGRUNT, SNORT... e concluderei con un GRRR!!!  (Anni e anni di Topolino hanno lasciato il segno... ).
scritto da gwendalyne alle ore 17:56 | permalink | commenti (1)
categoria: viaggi, televisione, informazione, in edicola
martedì, 04 agosto 2009
Pur essendo tornata dalle vacanze ormai tre giorni fa, sto facendo fatica a riabituarmi ai ritmi cittadini, malgrado mi sia dovuta ben presto rituffare nella consueta quotidianità. Sono reduce da una settimana di black out internettiano: pur essendomi portata dietro il netbook, ho preferito non usufruire del wireless dell'hotel poiché desideravo staccare il più possibile dalle solite attività (e non perché la connessione costava 6 euro all'ora... questo l'ho scoperto soltanto dopo! ). Quando ho riaperto il blog al mio ritorno, ho trovato svariati commenti ad un paio di miei post risalenti a due anni fa, e ciò mi ha suscitato una vaga sensazione di straniamento temporale...
Al più presto conto di buttare giù qualche impressione sulla settimana di relax che ho trascorso in Alto Adige (non come l'estate scorsa, quando, a dispetto dei miei propositi, alla fine non scrissi nulla sulla mia crociera!). Tanto per cominciare, penso che caricherò su Flickr una selezione delle fotografie che ho scattato compulsivamente un po' dappertutto, perché vedevo una potenziale "inquadratura da cartolina" ovunque posassi lo sguardo. Eh sì... a differenza dell'anno scorso , quest'anno ce l'ho fatta, a riportare a casa la fotocamera!
Le mie ferie estive purtroppo sono ormai terminate... ma, nonostante il temporale che si è abbattuto quest'oggi sulla costa, l'estate è ancora ben lontana dalla conclusione. Non a caso saranno le nostre spiagge ad accogliere un evento imperdibile per i blogger e gli internauti abruzzesi e non: il BeachCamp 2009, il secondo BarCamp in costume da bagno, che si svolgerà sabato 8 agosto presso il Lido Venus di Francavilla al Mare. Io ho in programma di andarci, e tu? Dai, se capiti da queste parti, non puoi mancare!
scritto da gwendalyne alle ore 22:01 | permalink | commenti (3)
categoria: viaggi, internet
giovedì, 23 luglio 2009
Era questo che volevi arritrovare? si spiò mentre percorreva l'autostrata Enna-Catania a passo d'omo, facenno nesciri pazzi tutti i disgraziati automobilisti che stavano percorrenno la stissa strata sò. Pensi che taliare quei monti a distanza, respirari quell'aria a distanza, possano ridarti l'ingenuità, il candore, l'entusiasmo dei tuoi primi anni in polizia? Ma via, cerca d'essiri serio, commissario, fatti pirsuaso che quello che hai perso è perso per sempri. Accelerò di colpo, si lassò il paesaggio alle spalle. La Catania-Messina non era troppo traficata, tanto che s'attrovò a 'mbarcarsi supra al traghetto che era mezzojorno e mezza. Da Vigàta a Messina, dato che era partuto alle setti, ci aviva messo cinco ore e mezza. Uno come Fazio, guidanno normalmenti, ci avrebbi 'mpiegato dù ore di meno. Appena il ferribotto, passata la statua della Madonna che dallo stremo del porto agurava a tutti filicità e salute, accomenzò a ballari pirchì c'era tanticchia di mari, a Montalbano l'ariata salina gli fici smorcare un pititto bestiale. La sira avanti non aviva potuto mangiari nenti. Acchianò di cursa 'na scaliceddra che portava al bar. Supra al bancone c'era 'na muntagneddra di arancini càvudi càvudi. Ne accattò dù alla cassa e niscì supra il ponte a mangiarisilli. Attaccò il primo, con un muzzicuni lo ridusse alla mità e di questa mità ne agliuttì 'na bona quantità. Di subito si rese conto del grave errore. Come facivano a chiamare arancini quelle palle di riso fritto in un oglio centenario che assimigliavano a supplì fatti e cotti da un cuoco in preda a violente allucinazioni? E quant'era acitisco il suco di carni! Sputò in mari il resto dell'arancino che aviva ancora nella vucca e fici fari la stissa fine all'arancino 'ntero e a quello mangiato a mità. Tornò al bar, si vippi una birra per livarisi il sapore tinto dalla vucca. Mentre stava facenno scinniri la machina dal ferribotto, quel tanticchia d'arancino fituso e la birra gli acchianarono di colpo nel cannarozzo. Il bruciore dell'acidità fu tali che, senza manco rendersene conto, sterzò. E s'attrovò supra alla passerella completamente di traverso, con il muso della machina verso il mari.
Andrea Camilleri, Il campo del vasaio, Sellerio, pag. 204
Perché questa citazione? Beh, per introdurre il reportage gastronomico (uh, che parole grosse! ) del mio viaggio in Sicilia di due mesi fa; meglio tardi che mai, visto che fra due giorni riparto per le agognate vacanze...
Ebbene sì, nel corso del viaggio di andata verso la Sicilia ho voluto provare uno di questi famosi arancini di riso serviti sul traghetto Villa San Giovanni-Messina. Suvvia, non era poi così male, sicuramente migliore di come lo descrive il Sommo... anche se ho notato che aveva più o meno lo stesso peso specifico del marmo!  Decisamente più buono, comunque, l'arancino che ho gustato la sera prima di partire, assieme ad altre prelibatezze come la focaccia, le mozzarelle in carrozza e i pitoni: se capiti a Messina, ti consiglio vivamente di fare un salto nella Rosticceria Famulari.
Un'altra specialità locale che ho avuto modo di assaggiare sono le braciole messinesi: anche se il nome può trarre in inganno, si tratta di gustosissimi involtini preparati con carne di manzo particolarmente tenera e sottile.
Sul fronte dei dolciumi... beh, rimpiango solo di aver esercitato più del dovuto la mia forza di volontà, resistendo fin troppo alle favolose ghiottonerie che vedevo esposte in pasticceria (cioccolata a profusione!). Ho comunque voluto provare la brioche con granita al caffè ricoperta di panna: essendo abituata al classico cappuccino fumante, ero un po' scettica sul fatto di iniziare la giornata con qualcosa di freddo... ma mi sono subito dovuta ricredere. È eccezionale la sinfonia di sapori che si sprigiona inzuppando la brioche "col tuppo" nella granita!  Così come Samuele Bersani cantava di un «progetto di esportare la piadina romagnola», io ho persino accarezzato per qualche secondo il sogno di aprire una graniteria a Pescara (sperando che non facesse la stessa fine della pinoleria "del zio" di Pieraccioni ne Il pesce innamorato! ). Come dici, che ormai la granita (che non è un sinonimo di grattachecca, l'ho appena scoperto) si trova dappertutto? Sì, ma non è mica la "vera" granita siciliana... con buona pace del signor Granigel!
Una curiosità: i primi due giorni vedevo dappertutto insegne con la scritta Pasticceria Panaria... e pensavo «Ah però, questo signor Panaria ha messo su una gran bella catena di negozi!». Soltanto dopo ho realizzato che panario è un aggettivo...
Sul pesce che ho gustato a Messina e dintorni non ho molto da dire, se non che era all'altezza delle mie aspettative. In questa circostanza ho scoperto un nuovo termine ittico: franceschini, che sarebbero dei piccoli calamaretti. Io li ho mangiati fritti... ma a quanto pare sono ottimi anche come condimento per gli spaghetti.
scritto da gwendalyne alle ore 19:04 | permalink | commenti
categoria: citazioni, viaggi, libri, mangiare e bere
lunedì, 06 luglio 2009
Sono venuta a sapere da AbruzzoBlog che la GTM (Gestione Trasporti Metropolitani), l'azienda che gestisce i trasporti pubblici nell'area metropolitana di Pescara, ha acquistato un centinaio di pannelli teleinformativi; questi saranno collocati su altrettante pensiline disseminate nell'area urbana (soprattutto in centro, immagino...) e a partire dall'autunno prossimo indicheranno in tempo reale i tempi di attesa per il passaggio del mezzo. Il costo complessivo di questa infrastruttura ammonta alla bellezza di duecentotrentamila euro circa. Essendo un'utente abituale degli autobus pescaresi, non posso negare che in effetti il primo quesito che mi pongo non appena raggiungo la fermata è «Quanto dovrò aspettare?», e in questo senso non è affatto male, l'idea dei pannelli informativi (ammesso che durino, con i vandali che ci sono in giro)... ma sinceramente preferirei che i fondi a disposizione dell'azienda venissero investiti in modo diverso. Ad esempio:
  • Mi piacerebbe che la frequenza delle corse venisse aumentata. Quando andavo a scuola l'autobus passava ogni quarto d'ora, mentre oggi come oggi la linea che serve la zona dove abito prevede una corsa ogni trenta minuti, e già si parla di dimezzare ulteriormente la frequenza. Ad Ancona gli autoservizi urbani sono molto più efficienti: sulle principali linee le corse nelle ore diurne sono così frequenti che raramente ho avuto la necessità di controllare l'orario. D'altra parte, ho l'impressione che a Pescara si sia innescato un vero e proprio circolo vizioso: i mezzi pubblici offrono un servizio insoddisfacente --> i passeggeri sono costretti a ripiegare su mezzi di trasporto alternativi (tipicamente la macchina, contribuendo a congestionare il traffico nel centro cittadino) --> i mancati introiti convincono l'azienda a ridimensionare ulteriormente il servizio. And so on...
  • Quando il percorso di una certa linea subisce una variazione temporanea, sarebbe cosa buona e giusta che venisse affissa una segnalazione in corrispondenza di tutte le fermate, o perlomeno di quelle lungo la linea interessata dalla variazione. E invece è già tanto se gli avvisi vengono esposti sugli autobus! Venerdì scorso ne ho fatto le spese anch'io: sono andata in centro con l'autobus che è passato regolarmente dalle mie parti, ma purtroppo non ho badato agli avvisi affissi sui finestrini. Al momento di tornare a casa, ho raggiunto la fermata poco prima dell'orario previsto per il passaggio abituale della corsa, e ho aspettato per tre quarti d'ora, ma invano: alla fine, stanca e accaldata com'ero, ho telefonato a casa per farmi venire a prendere. Solamente in seguito ho scoperto che la linea aveva subito una deviazione per via delle gare ciclistiche in programma nell'ambito dei Giochi del Mediterraneo.
    (A tal proposito, vorrei aprire una piccola parentesi: Pescara 2009, una kermesse di portata internazionale che in teoria avrebbe dovuto rilanciare ai massimi livelli l'Abruzzo in Europa, è stata presa decisamente sottogamba dai mass media "generalisti". Sbaglio o si è parlato molto di più della vittoria di Roger Federer a Wimbledon, come pure di una qualunque amichevole della nazionale di calcio, piuttosto che dei risultati che hanno portato i nostri atleti a dominare il medagliere dei Giochi del Mediterraneo surclassando Francia e Spagna? Mah, non ho parole... )
scritto da gwendalyne alle ore 22:21 | permalink | commenti
categoria: viaggi, sport
martedì, 30 giugno 2009
Ciò che è successo ieri sera a Viareggio è davvero spaventoso. A differenza di fenomeni come i terremoti e le eruzioni vulcaniche, in cui la forza della natura prevale incontenibile e l'unica cosa che possiamo (e dobbiamo) fare è organizzarci per minimizzarne gli effetti distruttivi, in questo caso è stata l'opera dell'uomo a innescare un vero e proprio inferno... e adesso è inevitabile chiedersi se un simile disastro si sarebbe potuto evitare.
Alla luce di quanto è accaduto, ho riletto con grande inquietudine questo post pubblicato un mese fa su ByoBlu per promuovere una protesta contro l'ingiusto licenziamento di Dante De Angelis, dipendente di Trenitalia. La "colpa" del macchinista, che svolgeva anche la funzione di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza? Aver segnalato all'azienda alcune anomalie da lui rilevate che potevano compromettere la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia. Oggi, com'era prevedibile, Claudio Messora è ritornato sulla questione.
scritto da gwendalyne alle ore 16:35 | permalink | commenti (1)
categoria: viaggi, informazione
lunedì, 15 giugno 2009
Avevo preannunciato che avrei raccontato qualcosa sul viaggio che ho fatto ormai tre settimane fa, ed è ora che tenga fede al mio proposito (ammesso che ciò interessi a qualcuno! )... altrimenti succede come per la mia vacanza dell'estate scorsa, sulla quale non ho scritto quasi nulla nonostante avessi "minacciato" di farlo più volte.
Ebbene, l'ultima settimana di maggio sono stata in Sicilia, e per l'esattezza a Messina, a far visita ad alcuni parenti per parte di padre. La stragrande maggioranza di loro non mi vedeva da quando avevo la tenera età di cinque anni (se si eccettua la mia partecipazione a Passaparola, che loro assicurano di aver seguito con trepidazione). In fondo non c'è da stupirsi se il commento che mi sono sentita rivolgere più spesso è stato «Ma come sei cresciuta!».  In particolare si direbbe proprio che la mia zia-madrina di battesimo mi consideri ancora come una bambina, forse perché effettivamente sono la più giovane tra i suoi nipoti di primo grado... tanto è vero che, nel corso di una cena fra parenti, ha insistito (invano) perché mi sistemassi al tavolo riservato ai più piccoli; peccato che, per età anagrafica, la più grandicella tra quei fanciulli potesse praticamente essere mia figlia!
Tagliando corto... siccome avevo dimenticato a casa il caricabatterie della fotocamera digitale, ho dovuto costringermi a limitare gli scatti per il timore (in fin dei conti infondato) che la carica potesse esaurirsi, e quindi ho riportato a casa "soltanto" 143 istantanee; di queste ne ho selezionate 39 che ho caricato su Flickr, taggandole e associando ad alcune un breve commento. Se ti interessa puoi visualizzare qui il relativo set fotografico, del quale riporto qua sotto un esemplare: uno scorcio della splendida costa di Taormina. (Dirò una banalità, ma qua a Pescara un mare così possiamo solo sognarcelo! )

Temo che le foto non rendano l'idea della maestosa bellezza dei posti che ho visitato, sinceramente superiore alle mie aspettative. Del resto neppure la fotografia meglio riuscita può trasmettere l'indescrivibile sensazione che si prova trovandosi circondati da scenari naturali, artistici e architettonici fuori dal comune. L'unico mio cruccio è quello di non aver vissuto a dovere la dimensione turistica del viaggio... ma spero che in futuro avrò altre occasioni per visitare la Sicilia, che non per niente è una delle mete più gettonate dai vacanzieri.
scritto da gwendalyne alle ore 22:21 | permalink | commenti (2)
categoria: viaggi
venerdì, 13 marzo 2009
Oggi su Facebook ho fatto il test «La città che ti assomiglia di più». Ed ecco il risultato!


Anche se spesso quiz del genere lasciano il tempo che trovano, questo risultato mi si addice abbastanza. Oltretutto, Parigi è una delle poche città del mondo, Italia compresa, che ho visitato... e per giunta non soltanto una, ma ben due volte (mentre lamento tuttora un'imperdonabile lacuna su Firenze! ).
scritto da gwendalyne alle ore 21:31 | permalink | commenti (1)
categoria: viaggi
martedì, 23 settembre 2008
Non ho mai volato con Alitalia... e, vista la situazione della nostra compagnia di bandiera, chissà se avrò modo di fare quest'esperienza. Pur non potendomi assolutamente considerare una frequent flyer, mi sono comunque divertita parecchio guardando questi due filmati (soprattutto il primo) che insegnano a interpretare in modo alternativo le istruzioni di sicurezza esposte su certi aeroplani!


(Lo voglio anch'io, quel sintetizzatore vocale! )
scritto da gwendalyne alle ore 23:20 | permalink | commenti (3)
categoria: viaggi, internet
giovedì, 14 agosto 2008
Non ho ancora scritto niente sulla mia settimana di vacanza conclusasi ormai dieci giorni fa (ma tranquilli, quando avrò iniziato vorrete implorarmi di smetterla! ) che sono di nuovo in partenza. Già, approfitto di questo ponticiattolo ferragostano per andare tre giorni in montagna. Decisamente meglio che restare in città a morire di caldo, no?
Prima di partire, vi lascio un consiglio che può esservi utile se avete in programma un viaggio aereo. Dovete sapere (ma anche no ) che io risento moltissimo dei cambiamenti di quota: anche solo scendere di un migliaio di metri mi crea notevoli disagi all'orecchio... figuratevi poi quando volo. Prima del mio secondo, nonché ultimo, viaggio in aereo ho trovato in Rete la soluzione, e ve la riporto (qui la versione integrale). È semplice ma davvero efficace, sapete?
La deglutizione attiva i muscoli che aprono la tuba [di Eustachio, non di Falloppio! ]. Si può deglutire più spesso masticando una gomma o lasciando sciogliere una caramella in bocca.
Ci sono degli espedienti utili durante il volo aereo specie poco prima del decollo e durante la discesa. È utile masticare così come evitare di dormire durante la discesa, poiché non si può deglutire tanto spesso quanto sono frequenti le variazioni di pressione. Se sbadigliando o deglutendo non riusciamo a sbloccare l'orecchio possiamo tentare con le seguenti operazioni:

Manovra di Valsalva
  1. chiudere le narici con le dita;
  2. prendere una boccata d'aria (fare un respiro profondo);
  3. usando i muscoli delle guance e della gola cercare di forzare l'aria nella parte posteriore del naso come se si stesse cercando di soffiare contro le nostre dita che stringono le narici. Quando si sente uno schiocco nell'orecchio vuole dire che ci siamo riusciti. Potrebbe essere necessario ripetere questa manovra diverse volte durante la discesa.
[...] Quando si forza l'aria nell'orecchio con la manovra di Valsalva non si dovrebbe farlo energicamente. La tecnica appropriata prevede di usare solo la pressione creata dalle guance e dai muscoli della gola.
scritto da gwendalyne alle ore 14:43 | permalink | commenti (1)
categoria: viaggi, salute e bellezza